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Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche

Azienda, bisogni, beni e azienda universale

Azienda = in maniera ampia. Impresa = in un’ottica privatistica. È in un certo senso un’invenzione dell’uomo, abbastanza naturale e un modo per organizzarsi e mettere insieme persone, strumenti e dare vita a un’attività. Parola chiave è bisogni: noi abbiamo bisogno di aziende e attività da svolgere proprio perché abbiamo dei bisogni (es. Microsoft, bar sotto casa, università, Amazon, Stato, Mercedes...). È così anche per lo Stato: esempio di bisogni è la sanità. La sanità viene fatta da persone e strumenti e tutto deve essere combinato in un’attività. Ciò ci permette di vedere le cose in comune.

Istruzione = insieme di persone e di strumenti. Un'azienda che fa istruzione è, ad esempio, l’università o un centro di informazione privato, o ancora una scuola. Sicurezza ad esempio: Forze armate, personale di volo, piccola impresa viterbese, qualcuno che fa questo da sé come professione (comunque funziona come un’azienda, anche se da solo). Servizi = sinonimo di beni immateriali ad es. servizio dello psicologo cioè benessere mentale (sempre derivante da un bisogno).

I caratteri dell’azienda sono riscontrabili indipendentemente dall’epoca e dall’ambiente culturale in cui operano e in questo contesto, il ruolo dell’uomo è quello di avere dei bisogni che le varie aziende devono soddisfare. Passaggio in più, valido su tutti gli esempi: le aziende di solito soddisfano bisogni dando qualcosa, cioè trasferendo qualcosa dall’azienda a colui che ha il bisogno da soddisfare. Può essere un bene materiale e immateriale.

Lo psicologo trasferisce un servizio, concretamente fatto di conoscenza psicologica che lui ha, sta utilizzando un bene immateriale lui stesso. Per poter trasferire qualcosa, le aziende producono come lo psicologo; prima deve essere capace di generarlo il bene da trasferire (studiare, avere le conoscenze...) o anche il barista (sorriso, capacità di fare bibite..., quindi capacità di produrre ciò che andrà a soddisfare il bisogno).

Altre aziende lavorano solo per i propri bisogni interni ad es. famiglie, aziende di consumo, gruppi di amici (gruppo di persone, si svolge un’attività, soddisfano proprio bisogno, ad es. coppie che si formano), banche di investimento (soddisfa anche i propri bisogni ma non solo quello, quindi non è del tutto corretto porla in questa categoria), associazione a delinquere (es concreti: se traffica droga non è il nostro caso al momento, mentre se produce e consuma tutto al suo interno allora sì).

Bisogni e beni

Un bisogno è un bisogno e viene accettato, non si distingue tra giusto e sbagliato. Inoltre, non si definisce un bisogno più importante dell’altro, ognuno ne ha di propri, quindi sono soggettivi. I bisogni sono tutte le manifestazioni fisiche e psicologiche di uno stato di disagio, sofferenza, tristezza, insoddisfazione... Rilevano la mancanza di qualcosa ritenuto indispensabile od opportuno e di cui si sente il desiderio e l’esigenza. Si riferiscono ed attengono ad oggetti o cose, materiali o immateriali.

Ovviamente è impossibile soddisfarli tutti (scala dei bisogni). Il bisogno può essere indotto dall’esterno. Esempio: Hai veramente bisogno di quel capo di abbigliamento alla moda? Forse sì o forse è indotto. Stato la sanità è fondamentale, molti altri gli ospedali non sono pubblici. Durante il covid il bisogno di una webcam, non era necessaria ma è stato un bisogno indotto. I bisogni cambiano nel corso del tempo o tra realtà diverse, es. Viterbese pensa che un bisogno fondamentale sia tenere aperto entro storico alle macchine, mentre un altro il contrario.

Sono rinnovabili: si presentano diverse volte e richiedono di essere soddisfatti ciclicamente ad intervalli di tempo più o meno ampi, mentre altri possono estinguersi per sempre (es. rinnovabile = la sete). Si modificano in base all’ambiente socio-economico di riferimento. Bene non scarso = aria (astronauta invece è scarso perché si ha bisogno di aziende che la producano per soddisfare quel particolare bisogno), energia rinnovabile (es. quella del vento, sole). Questo concetto della quantità limitata (bene scarso, che non basta) genera necessità, competizione, in modo naturale genera conflitto (anche sotto forma di guerra) (di conseguenza anche aumento dei prezzi). Spinge le persone a pagare un prezzo.

I beni possono essere materiali o immateriali. Beni = fecondità semplice e ripetuta. Beni che generano un’utilità (sono fecondi) in maniera ripetuta, cioè soddisfano i bisogni in maniera ripetuta e beni che soddisfano i bisogni una volta, dopodiché quel bene sparisce (bene che si consuma, ad esempio la mela che soddisfa la mia fame ma una volta mangiata, anche solo una parte, quella non c’è più). Esempio: Penna si consuma ma posso usarla più volte rispetto magari alla mela. Quella parte di inchiostro che ho usato è a fecondità semplice, mentre la penna in sé è a fecondità ripetuta.

Tempo e valore dei beni

Quindi qual è il limite del tempo? Per convenzione in economia si prende l’anno come riferimento, quindi ad esempio per il problema della penna ci si chiede normalmente quel bene c’è per meno o più di un anno? Entro un anno breve termine, oltre un anno lungo termine. Ci sono beni che sembra che usiamo tante volte e che quindi sono a fecondità ripetuta ma se comunque la tempistica è sotto un anno allora si dice fecondità semplice (beni annuali e beni pluriennali). Es. Soldi: 5 euro ci compri una penna, i 5 euro spariscono e ti ritrovi solo la penna, quindi 5 euro fecondità semplice, ma dipende dal punto di vista perché comunque 5 euro continuano a circolare.

(SLIDE: beni a fecondità semplice = sono beni annuali che rilasciano il loro valore in un unico atto di impiego o comunque entro 12 mesi; beni a fecondità ripetuta = sono beni pluriennali che si esauriscono attraverso l’uso continuato in un tempo maggiore di 12 mesi. Rilasciano il loro valore in più atti di impiego e in conseguenza del loro logorio o deterioramento e si presentano a costituire “ricchezza” / patrimonio. Beni hanno un valore ed è come se vivessero il loro valore un po' alla volta, ovviamente cambiando, quindi non restano sempre uguali. Perdere valore non vuol dire sempre che scompaiono, ma magri rimangono semplicemente non si sa più cosa farci (es. Qualcuno che corre deve cambiare le scarpe per diversi motivi, non vuol dire che scompaiono ma semplicemente non le utilizzo più a differenza dell’acqua che se bevuta scompare).

Produzione e consumo dei beni

Azienda produce e consuma beni: es. famiglia produrre sarebbe lavorare, università avere una didattica, ospedale produrre servizi sanitari, officina meccanica mettere a posto un motore... Quando si parla di produzione si parla di trasformazione. Trasformazione a volte è solo assemblare le cose. Non è soltanto una modifica fisica ma è una trasformazione del valore delle cose, es. Oro ha un valore e ad esempio lo trasformo in un anello e gli do maggior valore. Produzione è creare un valore in più, perché la cosa è più adatta a soddisfare un preciso bisogno. Può anche non creare valore in più, ad es. in una comitiva di amici.

Funzioni economiche = produzione: processo di trasformazione di input in output. Non soltanto in senso fisico, ma basta che si stia creando un qualcosa di utile. Noi utilizziamo un qualcosa per crearne un altro. Le aziende usano beni per produrre beni. Consumo: i beni non vengono solo prodotti, ma vengono utilizzati ai fini del soddisfacimento dei bisogni umani. Unico bene che sta sempre lì, viene utilizzato e per ora non si consuma è la terra. Si crea valore che poi si perde, quindi va ricreato.

Risparmio = presuppone il reddito. È qualcosa che metto da parte e che non consumo. Investimento = chiude il ciclo perché quello che ho messo da parte (tralasciando il tempo) e decido di utilizzarlo, significa investire. È un qualcosa che utilizzo in un’attività aziendale, è quello che utilizzo per produrre (acquisto ad esempio di macchinari). Azienda è un luogo, normalmente fisico ma non per forza fisico e unitario, è una sorta di organizzazione. Si cerca di produrre qualcosa di utile. Normalmente c’è un gruppo di persone ma a volte può esserci una persona unica.

Caratteristiche dell’azienda universale

Azienda comunità di individui che si organizzano per creare un valore che possa soddisfare dei bisogni. È quel luogo dove viene svolta l’attività produttiva di beni. Per attività di produzione si intende quell’attività in cui differenti beni vengono trasformati (anche semplicemente assemblati) attraverso l’utilizzo del valore in essi contenuto, per dar vita a nuovi beni e servizi, di norma di valore maggiore. Caratteristiche dell’azienda universale: è una comunità di persone; si vale di un “sistema di risorse”; è riconosciuta dall’ordinamento giuridico; ha una missione; è un organismo costituito da più organi; ha autonomo potere decisionale; cui corrisponde la responsabilità per le proprie azioni.

Questi sono dei modi di vedere l’azienda ma ne vengono usati anche altri ad es. cellula della società, frazione dell’economia, sistema, insieme di contratti... Tutto può, quindi, essere visto come azienda. C'è un gruppo di persone che in modo continuativo e coordinato, in base ad un modello organizzativo preordinato e adottato, attraverso conoscenze, capacità, svolgono determinate attività lavorative, utilizzando particolari strumenti.

Stakeholders e gestione aziendale

Gli interlocutori = soggetti all’esterno con cui si rapporta l’azienda (stakeholders), portatori di interessi diversi. Stakeholders = detenere una parte. Nasce nei casinò di Las Vegas ed è una puntata in un gioco (stake), quindi possedere un interesse in gioco/puntata in gioco. Chi sta dentro e fuori l’azienda sente di aver in gioco qualcosa con l’azienda stessa ed è lei che può farli “vincere” o “perdere”. Gli stakeholders possono essere l’imprenditore, i soci, gli azionisti, i clienti o utenti, i soci o fornitori, i dipendenti... Ogni azienda può avere più di alcuni e meno di altri o averli o non averli. Si cerca di dare un equilibrio agli interessi, cercando di metterli il più possibile insieme.

Diverso è stockholders (azionisti) o shareholders (soci) = differenza è che azionisti sono un esempio di soci, soci è chiunque possiede un piccolo pezzo o quasi tutta la proprietà di un’azienda. Se ci fosse un unico proprietario un’azienda non verrebbe chiamato socio. Azionisti esempio specifico di soci. Soddisfare i loro bisogni è fondamentale per la sopravvivenza dell’azienda. Questi interessi devono mantenersi in equilibrio e comporsi unitariamente.

Gestione aziendale, flussi finanziari e reali

Le aziende hanno un loro percorso di vita. Anche un’azienda che ha pochi giorni può essere considerata come tale. Obiettivo delle aziende è la creazione di valore per la soddisfazione dei bisogni umani in modo diretto o indiretto (ponendo attenzione al rispetto della risorsa umana e al rispetto dell’ambiente). Fanno parte dell’azienda anche le organizzazioni sindacali, regioni, comuni, clienti, fornitori, creditori, produttori, stato, concorrenza, attivisti (di sostegno o no), organizzazioni a favore della tutela del lavoro anche al di fuori delle organizzazioni sindacali, organizzazioni mediche, quelle attente alla sicurezza con società esterne. Le aziende devono tenere conto di questi soggetti.

Penalizzare come azienda = registrazioni restrittive, limitazioni, sanzioni. Nel caso della penalizzazione considero lo stakeholder, anche se vorrei non considerarlo. Altri esempi sono ad esempio lo Stato con le tasse o altre regole, concorrenza, sindacati, dipendenti. Anche amministratori, ad esempio quando organizzano bancarotta fraudolenta, cioè la fanno fallire ma prima è riuscito a far sparire tutta la ricchezza di quell’azienda. Quindi tutti gli stakeholder potrebbero penalizzare l’azienda così come potrebbero beneficiarne.

Ci sono aziende che riescono a prevedere cosa succederà anni e anni prima, avviandosi, quindi, in modo “preventivo”. Altro stakeholder sono le organizzazioni terroristiche o quelle di hackeraggio. Anche in questo caso bisogna tenerne conto sia con un miglioramento della sicurezza informatica, e fare qualcosa insieme ad altri per reprimere ciò.

Modi di gestione aziendale = attività, aspetto dinamico di funzionamento continuo, il complesso delle operazioni che risultano compiute dagli organi (che ne costituiscono la struttura aziendale) ed ognuno di essi svolge un particolare compito/attività che verte sulle risorse e sui mezzi disponibili all’azienda, es. Mediaset che offre dei programmi da vedere, università che offre istruzione, concretamente i docenti insegnano e inoltre l’università retribuisce in quanto i docenti non insegnano gratis.

Comune = per decidere di dare una struttura comunale ad un’associazione, viene creato un bando che verrà poi pubblicato online, ci sono ovviamente dei requisiti e delle date di scadenza e il comune mette su un gruppo di persone ad hoc, cioè un gruppo di professionisti per poter valutare le varie candidature e scegliere il vincitore.

Ci sono un’infinità di azioni da considerare, quindi vi è una gestione aziendale. A questo punto alla comitiva di amici comincia a mancare la gestione, un’organizzazione definita con dei ruoli. Si può parlare di gestione esterna (realizzazione di rapporti di scambio: interaziendali, relative all’acquisizione dei fattori produttivi e alla cessione di beni e servizi prodotti) e interna (riguardano l’organizzazione e l’impiego dei fattori portatori di valore: intra-aziendali, relative alla trasformazione economica degli input in output).

Appresto un servizio all’esterno quando ad esempio due persone lavorano insieme in maniera coordinata e rimarranno nel contesto di gestione interna fin quando non si approcceranno con qualcuno di esterno all’azienda. Si usa parlare di rami di azienda (“altre aziende”) che ha un valore giuridico, legale a sé stante. Si può vendere un ramo dell’azienda ad un’altra azienda, ad es. Un'azienda pubblica ritiene che tenere al proprio interno l’amministrazione della fiscalità è troppo costoso e quindi decide di esternalizzare questo ramo, facendola arrangiare come autonoma.

Cosa vuol dire investire soldi? Acquistare un brand (invenzione, oggetto...), sempre legati alla propria attività aziendale che deve essere chiaramente espressa e non può essere tenuta segreta. Supponiamo che ci avanzino ancora soldi, ci si può ampliare aprendo ad esempio un altro tipo di mercato. Se le diverse attività si integrano e si completano è gestione caratteristica, se invece faccio un’attività semplicemente perché rende di più ma non amplia l’attività principale, allora è extracaratteristica.

Altra distinzione è tra corrente e straordinaria = rinnovare un macchinario non è una cosa che si fa tutti i giorni (corrente), ma capita in maniera eccezionale (straordinaria). Es. ogni giorno utilizzo energia elettrica per i macchinari (gestione corrente e caratteristica), si rompe il macchinario che va riparato (gestione straordinaria). Extra caratteristica normalmente deve essere straordinaria.

Esempi di gestione aziendale

ESEMPI = Fare dei bandi, in quello specifico settore, se dura per anni allora è un fatto straordinario anche se fa parte della gestione caratteristica. Mantenimento del cimitero è una gestione caratteristica sia con elementi correnti che straordinari (se il comune un giorno decide di introdurre la cremazione, è sempre caratteristica ma straordinaria che magari da lì in poi può diventare corrente ma in quel momento no). Oppure supponiamo che l’università abbia comprato le mascherine per gli studenti, risulta essere una gestione caratteristica ma straordinaria.

Esempio di gestione straordinaria e extra caratteristica (è una cosa normale, raro è il contrario) (SLIDE = caratteristica: principale o tipica. Si riferisce al complesso delle operazioni correlate all’esercizio dell’attività “principale” o “tipica” dell’azienda. Extra caratteristica: riguarda l’insieme dei fatti amministrativi che si attivano in relazione ad eventuali attività secondarie. Possono suddividersi in corrente e straordinaria a seconda della periodicità del verificarsi delle operazioni aziendali che le compongono. Ordinaria –corrente-: si riferisce alla routine giornaliera o anche ai fatti che si ripetono nel tempo con periodicità ed ammontare prevedibile e, quindi, programmabile. Straordinaria: riguarda i fatti amministrativi non ricorrenti nel breve andare o i cui effetti operativi si rivelano di lungo periodo).

Le operazioni aziendali generano dei flussi, cioè un movimento di beni. Si sposteranno da un punto di partenza a un punto di arrivo, punti chiamati poli che solitamente sono da un’azienda all’altra. Ogni azienda è colpita da una miriade di flussi di natura diversa: movimenti di beni, servizi, denaro o i suoi sostituti. Se si prende la classica amministrazione pubblica locale (APL), ad esempio il comune, la provincia, la regione, una comunità montana, che trasferisce bene e servizi ad un’altra azienda o al singolo cittadino, oppure il contrario. Il comune ad esempio trasferisce trasporti pubblici, raccolta rifiuti, manutenzione stradale, servizi cimiteriali, scuole fino alle elementari (pubbliche), illuminazione pubblica, tutto ciò che è verde pubblico (es. Parchi pubblici), assistenza sociale (anche se solo in parte) ad esempio i comuni si occupano del trasporto a chiamata.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher capecchiludovica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi della Tuscia o del prof Di Toro Pierre.
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