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Autori del Romanticismo - Letteratura Tedesca I

Appunti di lingua e letteratura tedesca sugli autori del Romanticismo: Wackenroder, Tieck, F. Schlegel, Brentano, Hauff, Arnim, Eichendorff basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Di Bella dell’università degli Studi di Palermo - Unipa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Lingua e letteratura tedesca docente Prof. A. Di Bella

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Tieck ha scritto la parabola dell’idillio feudale ormai impossibile. Il finale sembra una beffarda vendetta del

passato su chi ha pensato ottimisticamente di sbarazzarsene in nome della razionalità utilitaristica.

Der Runenberg

- (1804): il protagonista si vede conteso fra due donne. Una rappresenta la sicurezza di una

vita regolata dalle convenzioni e legata all’immutabilità della terra; l’altra, emanazione delle forze

demoniache della natura, lo attira con le sue ricchezze che gli permetterebbero di realizzare tutti i suoi

desideri affermando la propria individualità.

La narrativa

Con Tieck inizia quell’apertura agli strati profondi dell’inconscio. Egli riconosce nella sensualità repressa il

motore più potente della macchina umana e cerca di dimostrare come la vita cosciente dei suoi personaggi

attinga continuamente la sua energia dagli impulsi inconsci.

William Lovell Briefroman

- (1796): romanzo giovanile che si riallaccia alla tradizione ‘700esca del (infatti è

costituito da una serie di lettere che i tanti personaggi si scambiano tra loro). Lovell, un perfetto solipsista

che rifiuta l’esistenza di una verità oggettiva, soffre della morbosa consuetudine di osservare continuamente

se stesso. Egli è aperto alle suggestioni che gli provengono dall’esterno fino al punto di rinunciare ad una

propria personalità. Con la perdita della propria identità egli smarrisce progressivamente anche il senso

della realtà. L’autore stesso non si assume il compito di trasmettere la verità. La forma epistolare del

romanzo gli permette di far precipitare il lettore nello stesso disorientamento. Non si conoscono mai i fatti

reali, ma solo le impressioni e i giudizi dei diversi personaggi che differiscono l’uno dall’altro.

—>Concezione dell’arte: Tieck concepisce l’uomo come una macchina le cui reazioni possono essere

calcolate esattamente. Estremamente consapevole dei meccanismi artistici, egli sa sfruttare tutti i registri

della sua arte per soddisfare le esigenze del suo pubblico di essere liberato dalla noia e dalle frustrazioni. La

letteratura ha così la funzione di servire da oppio.

—>Concetto di ironia poetica: tramite essa l’arte pone in discussione se stessa rivelando al pubblico che

l’oggetto della sua ammirazione ed identificazione non è se non artificio sconfessato dal suo creatore.

L’artista fa i suoi esperimenti sul pubblico per osservarne la reazione nei confronti dei capricci della sua

fantasia.

Franz Sternbalds Wanderungen

- (1798): altro romanzo giovanile che segue in alcuni punti il modello

Bildungsroman.

goethiano del Il protagonista, un giovane pittore, lascia Norimberga per andare in giro per il

mondo verso quelle esperienze artistiche che dovrebbero aprirgli la strada alla maestria. Egli affronta un

processo di formazione, che coincide però con lo sviluppo delle sue facoltà artistiche. Il romanzo scansa la

Wilhelm

problematica della possibile conciliazione dell’esistenza borghese con quella estetica (presente nel

Meister Bildungsroman

di Goethe). Qui lo schema del viene svuotato dei suoi significati tradizionali e si

trasforma in pretesto per uno spettacolo variopinto e sentimentalmente esotico. Tieck ha creato l’immagine

fantastica di un’Italia paradiso si tutti i perdigiorno del Romanticismo. Tieck riserva all’arte la pretesa di

essere la voce di una rivelazione divina dove l’artista costruisce nella sua opera una realtà che si

contrappone a quella dell’esperienza quotidiana. Sternbald, mentre carica in modo smisurato l’esercizio

dell’arte di significati trascendentali, sfugge ai problemi pratici che gli si pongono. Di conseguenza più che

artista egli diventa un ammiratore appassionato della pittura altrui.

• F Schlegel I,II

Schlegel inizia come filologo classico. Egli sa che la perfezione naturale del mondo antico non è ripetibile

nella stessa forma, ma prospetta per i moderni il raggiungimento dell’armonia degli antichi attraverso lo

sforzo dello spirito che si autodetermina liberamente facendosi nuovamente natura.

Über das Stadium der griechischen Poesie

- (1797): saggio in cui definisce il mondo antico come una

cultura naturale, mentre quello moderno sarebbe una cultura artificiale. La loro differenza è da ricondurre al

progressivo indebolimento dell’istinto e la contemporanea affermazione dell’intelletto. S. tende a

smembrare la connessione originaria della natura. Di conseguenza il suo massimo interesse si rivolge

“all’individualità originale e interessante”. La consapevolezza della negatività del mondo moderno, della

propria incapacità di essere come gli antichi diventa però la premessa di una svolta positiva. In virtù della

consapevolezza della frattura che separa l’uomo dalla totalità del reale, egli si sente nascere in sé l’impulso

alla riunificazione di quello che è separato. L’esperienza fondamentale che condiziona il pensiero di S. è

l’isolamento dell’io e la sua presa di coscienza di questa situazione. Trovandosi di fronte al problema della

riflessione si trova a osservare il mondo e sé stesso per giungere così ad una conciliazione della frattura

provocata dalla riflessione. S. Sa che l’uomo moderno deve passare attraverso questa tappa del cammino

che lo spirito intraprende per tornare alla realtà. La poesia romantica è aperta al futuro.

Risale a S. la celebre definizione della poesia moderna (romantica) come “poesia progressiva universale”,

che assegna alla nuova letteratura il compito di infrangere le regole di un sistema letterario troppo angusto

per poter esprimere l’aspirazione alla totalità e all’infinito. Andando oltre i limiti dei generi letterari la poesia

romantica dovrebbe riunire in sé tutte le forme poetiche.

Secondo S. la poesia romantica rimane in uno stato di eterno divenire con non ammette il raggiungimento

della perfezione definitiva.

—> Concetto di ironia: esco nasce dall’ineluttabile esperienza del fallimento di questi tentativi di

padroneggiare l’infinito, di conciliare l’assoluto e il contingente. Convinto dell’indispensabilità di una

comunicazione perfetta, anche se cosciente dell’irraggiungibilità di tale ideale, lo scrittore assume un

atteggiamento ambivalente nei confronti della propria opera, staccandosi da essa in un atto di autoparodia.

Per S. l’ironia non si identifica ancora nel costante intervento dell’autore e nella deliberata rottura

dell’illusione. Questo sviluppo dell’ironia “romantica” è logica conseguenza della teoria schlegeliana che si

presta ad una interpretazione soggettivistica.

Infine rimane vago il suo progetto di far rivivere il mito nella poesia. Il ritorno al mito si inquadra nella

generale aggressione nei confronti di un concetto di spirito troppo rigido e nello stesso tempo violento, in

quanto unicamente inteso nella sua funzione ordinatrice e in quella di strumento di dominio. Il mito deve

invece restituirci “la bella confusione della fantasia” e il “caos originario della natura umana”.

S. sogna di liberare la natura umana dal dominio della ragione per raggiungere di nuovo quello stato di

spontaneità smarritosi nel corso della storia. S. considera il romanzo la più alta forma di letteratura.

La narrativa

Lucinde

- (1799): romanzo che suscitò scandalo nella borghesia di allora in quanto giustificava il modo in

cui vi si trattava l’amore: egli non censurava la componente erotica e sensuale nelle esperienze amorose del

protagonista nel quale i contemporanei riconoscevano l’autore stesso. Julius impara dall’incontro con

Lucinde che l’amore coinvolge l’uomo nella sua interezza, con anima e corpo. L’amicizia, la comprensione

e l’affinità psichica non escludono la passione sensuale, come era opinione diffusa nel ‘700.

La reazione sdegnata della critica contemporanea fu il segno che S. aveva esposto idee che nelle

condizioni sociali e culturali del suo tempo erano ancora utopistiche. Nel romanzo egli dissolve la realtà

poetica in una sequenza di lettere, riflessioni, allegorie e fantasie slegate tra loro in modo esplicito. Solo

nella parte centrale S. si è servito della forma del racconto.

Il teatro romantico

La produzione drammatica del Romanticismo è quasi completamente sparita dalle scene in quanto

concepita in polemica violazione delle regole teatrali tradizionali. I drammaturghi non scrivevano per un

teatro reale, ma per uno immaginario, che prendeva corpo solo nella fantasia del lettore.

Il dissolversi delle strutture drammatiche è da ricondurre soprattutto al rifiuto di conoscere nell’unità

dell’azione la categoria drammatica centrale. Il concetto stesso dell’azione quale sequenza di atti

intenzionali sembra ai romantici una semplificazione razionale, in quanto l’uomo è di fatto determinato da

impulsi sottratti alla propria volontà e alla ragione. L’unità dell’azione appare quindi il risultato di un arbitrio

artistico che fa violenza alla realtà armonizzando la profonda contraddittorietà dell’esistenza umana e la sua

dimensione enigmatica.

Brentano I,II,III,IV

- Ponce de Leon (1801): commedia in cui i personaggi, liberati dal peso terreno, sono pure creazioni

artistiche. La coreografia fantasiosa di intrighi, travestimenti e agnizioni doveva far nascere nello spettatore

quella gioia che è espressione dell’originaria natura umana. Alla fine della commedia si realizza la felice

unione di 4 coppie. L’elemento ironico-giocoso domina questa commedia d’intreccio la cui azione bizzarra,

nutrita di numerosi malintesi e scambi di persona, diventa quasi il pretesto per lo scatenarsi della fantasia

linguistica. Per Ponce, il protagonista, il linguaggio è un mezzo per sfuggire alla noia che nasce dalla sua

incapacità di riconoscersi nella realtà. Il gusto del travestimento che caratterizza tutti i personaggi è gioiosa

sospensione della propria identità, mai sentita come doloroso problema. I personaggi infatti si

abbandonano al susseguirsi imprevedibile di gioia e tristezza.

Le fiabe

Per le fiabe, Brentano si basava su tradizioni locali (Rheinmärchen) o rielaborazioni di testi letterari

Märchen).

precedenti, in particolare le fiabe del poeta napoletano Giovanni Battista Basile (Italienische

Eppure la traboccante fantasia linguistica e il gusto per il bizzarro imprimono un carattere inconfondibile.

Egli segue il gusto per l’arabesco ed espande i nuclei tematici in una sorta di improvvisazione continua.

Rheinmärchen Mille e una notte

- Le dovevano essere inserite in una cornice che come nelle assegnava al

narrare delle favole una precisa funzione: si trattava di liberare i bambini di Magonza che il padre Reno

teneva rinchiusi nel castello. Tuttavia, nell’ampio ciclo progettato sono state portate a termine solo 3 fiabe.

Italienischen Märchen

- Le includono 11 rifacimenti di fiabe del Basile. Qui B. non mirava al racconto

filosofico ma si divertiva a raccontare senza sovrapporre alcun significato simbolico. Il mondo di queste

favole è irreale e gli avvenimenti spesso crudeli sono attenuati dall’atmosfera di sogno che li avvolge.

Gockel, Hinkel un Gackeleia:

- il suo capolavoro. Racconta la storia movimentata di una famiglia che

sembra gallinacea per i nomi, ma che nel suo comportamento si rivela essere una famiglia umana. La

famiglia del conte Gockel che il gallo Alektryo ha salvato dalla miseria perde tutte le sue risorse per mano di

tre farabutti rappresentanti del nuovo spirito affaristico. La loro carriera economica e sociale va a spese

della popolazione sfruttata da essi ed il fatto che essi siano ebrei va spiegato come tributo all’antisemitismo

diffuso tra i romantici. B. caratterizza i suoi personaggi per mezzo del nome.

La narrativa

- Godwi oder Das steinerne Bild Der Mutter. Ein verwilderter Roman von Maria (1801): romanzo iniziato

Bildungsroman.

del 1798, costituisce un’altra significativa variazione del Godwi, figlio di un commerciante

bohémien.

benestante, rifiuta ogni attività economica e si abbandona alla vita di avventuriero e di La via per

diventare se stesso lo porta a percorrere una serie di esperienze erotiche che gli insegnano in che cosa

consista il vero amore. B. è convinto che l’istituzione sociale del matrimonio ha distrutto l’amore. Attuando

una rottura con la morale pietistica e illuministica, egli trasfigura la ragazza caduta in colei che salva con il

suo sacrificio la poesia dell’amore, senza idealizzare il destino che la aspetta nella società borghese. Infatti

Violetta, che è stata avviata dalla madre libertina a una vita di assoluta libertà erotica, diventa vittima della

violenza morale subita. Neanche Godwi, che è disposto a legarsi a lei per liberarla dal suo abbruttimento,

riesce a salvarla dalla follia. In questo romanzo B. ha spinto la tendenza romantica alla dissoluzione della

forma tradizionale a un punto estremo.

La prima parte viene presentata come una raccolta di materiali e documenti che il poeta Maria ha ricevuto

per scrivere il romanzo di Godwi e Violetta. La seconda parte si svolge 20 anni più tardi.

Il narratore fittizio, il poeta Maria, si reca da Godwi per continuare con il suo aiuto la storia della sua vita.

Quando Maria s’ammala è Godwi a riferire in prima persona le sue avventure.

Geschichte vom braven Kasperl und dem schönen Annerl

- (1817): considerato il contributo più

Dorfgeschichte,

importante del Romanticismo alla B. ha preso spunto dalla tradizione popolare. Il romanzo

racconta della storia dei due amanti finita tragicamente a causa di un falso concetto d’onore, raccontata da

una vecchia donna che il poeta ha incontrato casualmente. Suo nipote Kasper, diventato soldato per

guadagnarsi onore, si è suicidato, non potendo sopportare la vergogna di un padre rapinatore. Annerl, la

sua fidanzata, credendolo morto in guerra, è diventata l’amante del suo aristocratico padrone. Per sfuggire

alla vergogna di una maternità illegittima essa uccide il proprio figlio e viene quindi condannata a morte. A

questo punto il narratore interviene di persona nella storia, ma il suo tentativo di far rinviare l’esecuzione

arriva troppo tardi. La vecchia contadina diventa la voce di un ordine naturale e divino che si contrappone a

quello sociale. Nella rappresentazione di questa figura B. segue un topos che sarà caro a tutta la letteratura

romantica.

Tra poesia popolare e crisi del soggetto lirico Des Knaben Wunderhorn

Anche se B. avesse manifestato con la sua raccolta poetica la piena adesione

alla poesia popolare, non poteva identificarsi con le implicazioni delle teorie di Grimm. Nella sua poetica si

Wunderhorn

distinguono due correnti: una si ispira al tono popolare del e comprende un cospicuo numero

Lore Lay,

di ballate come per esempio la diventato il simbolo della magica forza della natura; l’altra,

espressione di un soggetto intimamente lacerato dalle contraddizioni del suo vitalismo, si distingue spesso

per le sue ardue soluzioni tecnico-formali. In certe poesie si nota una predominanza della rima e del suono

che porta fino alla sospensione del nesso logico della lingua. Si costituisce un mondo poetico immanente

che in molti casi è dominato dalla legge della magia.

Stimmungsgedicht

Nello egli si abbandona a una suggestiva melodiosità che privilegia l’organizzazione del

significante al livello fonico e ritmico. Il poeta manovra le parole in un libero gioco di variazioni, che ricorda

tecniche musicali e raggiunge un estremo virtuosismo linguistico. A questo procedimento poetico è insita la

tendenza di perdere la concretezza semantica. Il poeta sembra rapito dal magico potere delle parole che

suggeriscono una totale compenetrazione tra mondo interiore ed esteriore, tra soggetto e realtà.

Inoltre, nella conversione al cattolicesimo egli cerca quella pace che la vita di poeta fantastico ed ironico,

sospeso fra sogno e realtà, gli ha negato.

Romanzen vom Rosenkranz

- (1803-1812): poema epico-lirico lasciato allo stato di frammento pochi anni

prima della sua conversione al cattolicesimo, testimonia la crescente tensione con il quale il poeta vive

l’antagonismo fra anima e corpo, divino e terrestre. L’argomento mitico-religioso del poema è l’invenzione

del rosario che mette fine ad una maledizione che gravava da generazioni su una famiglia.

Il B. maturo è un romantico “pentito” che rimprovera alla letteratura di essere il frutto della lacerazione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hardrockmetallover97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Di Bella Arianna.

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