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Autori del Romanticismo

Wackenroder

Herzensergießungen eines kunstliebeden Klosterbruders (1756): raccolta di saggi e fantasie che riprende la tematica strumeriana dell’arte che parla solo al sentimento e si sottrae all’analisi razionale. Tema quasi esclusivo di questi saggi era la pittura italiana del Rinascimento, esaltata, in una distorsione della realtà storica, per la sua fervente ispirazione religiosa. W. contribuisce a rafforzare l’interesse per l’arte religiosa che in seguito caratterizzerà tutto il Romanticismo tedesco. Nei suoi saggi egli non descrive i dipinti nella loro concreta realtà ma si limita a parlare delle emozioni intense che i dipinti religiosi suscitano nella sua anima. L’arte nasce dal sacro entusiasmo di chi si sente invaso dallo spirito divino. La musica in quanto espressione più pura dell’interiorità umana, senza le interferenze di elementi estranei come il significato razionalmente descrivibile nella parola o la realtà degli oggetti rappresentati nella pittura, diventa l’arte suprema.

Tieck

Sotto l’influsso di Wackenroder, Tieck trova la formula del più estremo estetismo nei suoi pericoli e attrazioni. Egli sogna di trasformare la sua vita in un’opera d’arte recitando un ruolo con il quale egli non si identifica mai completamente. Immerso nei suoi sogni egli ritorna all’innocenza del bambino che non si cura delle ragioni del mondo. La sconfinata e sregolata fantasia di Tieck è prevalentemente di carattere riproduttivo. Egli è un grande assimilatore di ispirazioni altrui: l’inizio del suo periodo romantico è segnato da Wackenroder; poi i fratello Schlegel, Goethe, Shakespeare, Cervantes...

Una delle esperienze centrali di Tieck romantico è la percezione di un moto continuo che spinge gli esseri a metamorfosi innumerevoli cosicché l’idea dell’io può apparire una futile illusione. Di fronte a una realtà che sfugge a ogni presa definitiva, Tieck si vede esposto alla tentazione di aderire a un scetticismo gnoseologico radicale per il quale il concetto di verità stessa perde il suo significato. Egli crea il tipo dell’eroe romantico tormentato dalle incertezze nel suo rapporto con la realtà esterna che tenta di rifugiarsi nel mondo regressivo dell’infanzia che sembra offrire le uniche certezze. Prima ancora di addentrarsi nei meandri della sua filosofia idealistica, dove si pone la riflessione della filosofia idealistica, Tieck sperimenta le angosce dell’uomo confinato entro i limiti di un’unica certezza: quella di essere soggetto che ancora sente e pensa.

Opere drammatiche

Leben und Tod Der heiligen Genoveva (1779): prototipo del dramma romantico. Una leggenda cristiana viene sviluppata in una struttura drammatica a forti tratti epici come era tipico nel teatro elisabettiano. In Golo Tieck ha rappresentato un uomo che sopraffatto dalla passione sta perdendo progressivamente l’armonioso equilibrio interiore e cade preda di una irrimediabile lacerazione della sua personalità morale. A questa progressiva degradazione di Golo si contrappone la continua ascesa della sua vittima, Genoveva, a una sempre maggiore costanza e serenità. La sua morte non avviene però nel segno della speranza cristiana in una redenzione individuale. Genoveva crede infatti di ritornare nella vita eterna del cosmo che è pervaso dalla presenza di Dio.

Der Gestiefelte Kater (1797): commedia che ha conosciuto in epoca recente un ritorno sulle scene dove Tieck ricorre alla tecnica del teatro nel teatro per realizzare i suoi intenti satirici. Una compagnia teatrale vorrebbe rappresentare la fiaba del gatto con gli stivali, ma il pubblico ligio al buon senso illuministico protesta in modo violento contro questa irruzione del mondo fiabesco.

La satira di Tieck si rivolge contro il gusto letterario dominante nella borghesia: il suo realismo utilitaristico e moralizzante si manifesta in una predilezione per i drammi sentimentali e dozzinali oltre che nell’ammirazione per gli aspetti più esteriori e spettacolari del teatro. Ma nella fiaba del gatto con gli stivali vi sono anche sfrecciate contro il particolarismo tedesco e la stupidità del potere feudale.

Le fiabe

Le fiabe di Tieck sono caratteristiche per la loro atmosfera angosciosa creata dall’irrompere dell’imprevedibile caso e dall’inesorabilità con la quale il destino colpisce le sue vittime che sembra riflesso di un profondo turbamento dell’anima.

Der blonde Eckbert (1787): una delle prime fiabe romantiche diventata modello di una serie di creazioni analoghe. La storia di Eckbert e di sua moglie Berta si svolge secondo la logica del sogno che si trasforma in incubo. A prima vista la fiaba sembra prestarsi a un’interpretazione moralizzante. Berta si è macchiata di varie colpe: essa ha abbandonato i genitori poveri, inseguendo il suo sogno di ricchezza; ha rotto l’idillio della Waldeinsamkeit rubando alla vecchia che l’aveva accolta l’uccello magico e infine ha ucciso l’uccello che con la sua canzone le ricordava quello che aveva fatto. La punizione che la raggiunge è sproporzionata secondo un metro morale. Berta sposa all’insaputa il fratello e Eckbert uccide il suo migliore amico, Walther. Prima ancora di aver saputo l’atroce verità Berta muore per i rimorsi e Eckbert impazzisce quando la vecchia nel bosco gliela rivela.

Tieck ha scritto la parabola dell’idillio feudale ormai impossibile. Il finale sembra una beffarda vendetta del passato su chi ha pensato ottimisticamente di sbarazzarsene in nome della razionalità utilitaristica.

Der Runenberg (1804): il protagonista si vede conteso fra due donne. Una rappresenta la sicurezza di una vita regolata dalle convenzioni e legata all’immutabilità della terra; l’altra, emanazione delle forze demoniache della natura, lo attira con le sue ricchezze che gli permetterebbero di realizzare tutti i suoi desideri affermando la propria individualità.

La narrativa

Con Tieck inizia quell’apertura agli strati profondi dell’inconscio. Egli riconosce nella sensualità repressa il motore più potente della macchina umana e cerca di dimostrare come la vita cosciente dei suoi personaggi attinga continuamente la sua energia dagli impulsi inconsci.

William Lovell Briefroman (1796): romanzo giovanile che si riallaccia alla tradizione ‘700esca del (infatti è costituito da una serie di lettere che i tanti personaggi si scambiano tra loro). Lovell, un perfetto solipsista che rifiuta l’esistenza di una verità oggettiva, soffre della morbosa consuetudine di osservare continuamente se stesso. Egli è aperto alle suggestioni che gli provengono dall’esterno fino al punto di rinunciare ad una propria personalità. Con la perdita della propria identità egli smarrisce progressivamente anche il senso della realtà. L’autore stesso non si assume il compito di trasmettere la verità. La forma epistolare del romanzo gli permette di far precipitare il lettore nello stesso disorientamento. Non si conoscono mai i fatti reali, ma solo le impressioni e i giudizi dei diversi personaggi che differiscono l’uno dall’altro.

Concezione dell’arte: Tieck concepisce l’uomo come una macchina le cui reazioni possono essere calcolate esattamente. Estremamente consapevole dei meccanismi artistici, egli sa sfruttare tutti i registri della sua arte per soddisfare le esigenze del suo pubblico di essere liberato dalla noia e dalle frustrazioni. La letteratura ha così la funzione di servire da oppio.

Concetto di ironia poetica: tramite essa l’arte pone in discussione se stessa rivelando al pubblico che l’oggetto della sua ammirazione ed identificazione non è se non artificio sconfessato dal suo creatore. L’artista fa i suoi esperimenti sul pubblico per osservarne la reazione nei confronti dei capricci della sua fantasia.

Franz Sternbalds Wanderungen (1798): altro romanzo giovanile che segue in alcuni punti il modello goethiano del Bildungsroman. Il protagonista, un giovane pittore, lascia Norimberga per andare in giro per il mondo verso quelle esperienze artistiche che dovrebbero aprirgli la strada alla maestria. Egli affronta un processo di formazione, che coincide però con lo sviluppo delle sue facoltà artistiche. Il romanzo scansa la problematica della possibile conciliazione dell’esistenza borghese con quella estetica (presente nel Wilhelm Meister di Goethe). Qui lo schema del Bildungsroman viene svuotato dei suoi significati tradizionali e si trasforma in pretesto per uno spettacolo variopinto e sentimentalmente esotico. Tieck ha creato l’immagine fantastica di un’Italia paradiso di tutti i perdigiorno del Romanticismo. Tieck riserva all’arte la pretesa di essere la voce di una rivelazione divina dove l’artista costruisce nella sua opera una realtà che si contrappone a quella dell’esperienza quotidiana. Sternbald, mentre carica in modo smisurato l’esercizio dell’arte di significati trascendentali, sfugge ai problemi pratici che gli si pongono. Di conseguenza più che artista egli diventa un ammiratore appassionato della pittura altrui.

F Schlegel

Schlegel inizia come filologo classico. Egli sa che la...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hardrockmetallover97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Di Bella Arianna.
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