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Assistenza infermieristica farmacologica Appunti scolastici Premium

Appunti di Basi dell'assistenza infermieristica sull'assistenza infermieristica farmacologica basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Parducci dell’università degli Studi di Pisa - Unipi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Basi dell'assistenza infermieristica docente Prof. M. Parducci

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ESTRATTO DOCUMENTO

Ad un paziente si devono infondere 360 ml di soluzione in 3 ore sapendo che ad 1ml corrispondono 20gtt a

quante gtt/minuto devo regolare il flusso; se devo impostare la pompa a quanti ml/h la imposto. Un'infusione

sta andando a 60 gtt/minuto dobbiamo calcolare quanti ml riesce a fare il paziente in 2 ore.

VIA ENTERALE

Somministrazione orale forme farmaceutiche: polveri (principio attivo polverizzato), pillole (sono di forma

sferica contenente p.a.), compresse (derivano dalla compressione di p.a.), confetti (compresse sottoposte al

processo di gommatura addolcitura e lucidatura), perle (sono di forma sferica con gelatina all’esterno),

capsule (a forma cilindrica con esterno in gelatina,amido e glicerina; il p.a. che è all’interno verrà liberato nella

porzione di digerente dove l’involucro risulta solubile), granulati (aggregazioni di polveri (effervescenti)),

sciroppi (il p.a. è disciolto in soluzioni zuccherine), sospensioni (il p.a. è ridotto in polvere dentro un liquido in

cui non è solubile (deve essere agitato)), preparazioni ritardo (rilasciano il p.a. molto lentamente (costante

livello del f. nel sangue – n.di somm)).

La via orale è la via di somministrazione meno invasiva e la meglio tollerata dalla persona. Si possono

somministrare farmaci che non vengono danneggiati dall’acidità gastrica e/o dagli enzimi prodotti dallo

stomaco e che non sono particolarmente irritanti per la mucosa gastrica.

Assorbimento: è lento e zvviene a livello dello stomaco solo per una minima percentuale, la rimanente viene

assorbita nell'intestino tenue. Da qui i farmaci giungono al sistema portale e quindi al fegato dove vengono

metabolizzati dagli enzimi pancreatici e dalla bile. La concentrazione ematica viene raggiunta lentamente.

Prima della somministrazione considerare le seguenti variabili: età (mancanza di collaborazione), presenza del

riflesso della deglutizione, stato di coscienza o confusione mentale, presenza di nausea o vomito, alterazioni

dell’assorbimento gastrointestinale, lesioni orali o esofagee, eventuali allergie della persona, presenza di

sondino nasogastrico, digiuno per indagini endoscopiche o biochimiche.

Materiale: carrello, scheda di terapia, farmaci, cucchiai monouso, garze, bicchieri monouso, cannucce, mortaio

e pestello, contagocce, misurini, siringhe, guanti, bacinella, sacchetto per rifiuti urbani e speciali,

fonendoscopio e sfigmomanometro.

Attenzioni: lavaggio sociale delle mani, Identificare l’assistito 5G, fornire informazioni alla persona, far

assumere alla persona la posizione idonea, se necessario proteggere la persona con un telino.

Procedura: porre il farmaco nell'apposito contenitore o garza, bagnare la bocca del paziente, appoggiare

compresse o capsule sulla lingua del pz (se necessario), porgere un bicchiere con acqua o altro liquido (succo

di frutta o latte), registrare l’avvenuta somministrazione. Riordino.

Somministrazione di sciroppi: utilizzare gli appositi misurini graduati presenti nella confezione, se indicato

agitare la soluzione prima della somministrazione, versare la soluzione portando il cotenitore e il dosatore

all’altezza degli occhi, aiutare la persona nell’assunzione.

Somministrazione di gocce: versare nel bicchiere il numero di gocce prescritto portando il contenitore

all’altezza degli occhi, aggiungere acqua o altra bevanda, aiutare nell’assunzione, registrare l’avvenuta

somministrazione, riferire ev. reazioni allergiche o episodi di vomito.

Terapia con sondino nasogastrico: in pz portatori di sondino, dopo alcuni interventi chirurgici, quando non è

possibile l'alimentazione per via orale. Materiale: scheda della terapia, guanti monouso, telino, garza, pinza,

schizzettone, bicchiere, dispositivo per la chiusura del sondino, acqua tiepida. Procedura: indossare guanti,

posizionare telino, chiudere sondino con la pinza a 5 cm dall’estremità, staccare il sondino, raccordare lo

schizzettone, aprire il sondino, aspirare per valutare contenuto gastrico, somministrare il farmaco, Somm.

50-60 cc di acqua, richiudere o raccordare.

Somministrazione sublinguale: l'assorbimento è rapido (pochi minuti) e avviene a livello: del dorso della lingua

e del pavimento della bocca. Ha una superficie di assorbimento limitata, viene usata solo per farmaci che non

irritano la mucosa orale, non è praticabile in condizioni di scarsa collaborazione da parte del pz. Vista la

rapidità di assorbimento vanno monitorati sia gli effetti terapeutici attesi sia quelli collaterali potenziali.

Materiale: scheda di terapia, Cpr/cps, vassoio, guanti, garze, arcella. Procedura: identificare la persona 5G,

informare il pz e spiegare che la compressa non deve essere deglutita ma tenuta sotto la lingua. Se la

persona è autosufficiente, assumerà il farmaco da sola. Se non lo è: appoggiare la compressa in zona

sublinguale, far chiudere la bocca, registrare l’avvenuta somm., verificare che compaia l’effetto.

Somministrazione rettale Attraverso questa via vengono assunti medicamenti che non passano

completamente attraverso l’attività metabolica del fegato (aumentando l’emivita del farmaco) perché

bypassano in buona parte il circolo portale qiundi i farmaci introdotti vengono assorbiti a livello sistemico o

locale tramite la mucosa anale. Questa procedura ci permette la somministrazione di farmaci per via non

invasiva quando è preclusa la via oro-gastrica (vomito, irritazione gastrica).

Supposte (suppositori): sono di consistenza solida o molle, si sciolgono all’interno delle cavità naturali del

corpo e alla temperatura di 37°C rilasciano il principio attivo, svolgono azione locale o generale, interessano

solo in parte il circolo portale e evitano l’azione dei succhi gastrici.

Clisteri (enteroclismi): sono medicamenti liquidi che, introdotti con apposito apparecchio per via rettale,

svolgono azione lassativa, terapeutica, nutritiva.

Indicazioni: somministrazione di farmaci sistemici che hanno come unica via di assorbimento quella rettale o

che questasia quella preferenziale; somministrazione di farmaci che agiscono a livello della mucosa rettale o

anale (es. pomata antiemorroidaria), somministrazione di emollienti fecali che agiscono localmente (es.

supposte di glicerina).

Controindicazioni: ragadi anali (escludendo il caso di farmaci per tale patologia), emorroidi (escludendo i

farmaci specifici), fistole anali, recenti interventi della regione ano-rettale, sanguinamento in atto della zona,

incontinenza meccanica dello sfintere anale, fecalomi, diarrea acuta.

Attività: informare il pz della procedura che si va ad attuare (chiedere se ha bisogno di urinare o di evacuare),

durante lo svolgimento dell’azione informare il pz dei vari passaggi (allo scopo di ottenere la massima

collaborazione), chiedere alla persona di riferire l’eventuale comparsa di dolore durante l’esecuzione.

Eventualmente sospendere l’operazione e verificare la comparsa di complicanze. Dire al paziente di trattenere

il farmaco dopo l’avvenuta somministrazione. Materiale: due paia di guanti, garze, lubrificante, cerata e

traversa, farmaco prescritto. Procedura: accertare regola delle 6G, lavaggio delle mani, descrivere i passaggi

al pz, valutare il microclima, creare la privacy, far assumere la posizione più idonea (fianco sx e ginocchia

flesse se possibile), posizionare la cerata, indossare i guanti, lubrificare il farmaco, invitare il pz a fare un

profondo respiro, introdurre lentamente il farmaco.

Dopo l'applicazione: invitare il pz a trattenere il farmaco e rimanere sdraiato per almeno 5 minuti, tornare dalla

persona dopo 5 minuti per verificare che il farmaco non sia stato espulso e che il pz non abbia alterazioni

rispetto al suo stato di salute. In caso di somministrazione di lassativi verificare se la persona ha bisogno di

evacuare e predisporre materiale. Lavaggio delle mani, riordino del materiale, registrare l’avvenuta

somministrazione. Rischi l’esecuzione della procedura può procurare: una stimolazione vagale, che determina

bradicardia associata a ipotensione, alterazione del sensorio e sudorazione, pallore. Tale situazione può

provocare gravi conseguenze nei pazienti cardiopatici; sanguinamento – dolore – piccole lesioni della mucosa

rettale; mancato assorbimento del farmaco per non collaborazione da parte del paziente.

Attenzione: per gli appartenenti alla cultura musulmana la procedura deve essere rigorosamente eseguita da

operatori dello stesso sesso, se possibile, per le donne consentire al marito o al padre di essere presenti, se la

procedura deve essere applicata ad una donna o ad un bambino oltre al pz informare in modo dettagliato

anche il marito, il padre, o il tutore al fine di ottenere il consenso. Sempre...scoprire il pz solo per lo stretto

indispensabile.

VIA TOPICA

Instillazioni oculari introduzione di sostanze terapeutiche nel sacco congiuntivale. Bisogna controllare lo stato

dell'occhio, se necessario procedere alla pulizia dell'occhio. Materiale: scheda della terapia, vassoio, guanti,

Sol. Fis. Sterile, gocce oculari coll.pomate oculari, garze, compresse oculari sterili, arcella.

Procedura: identificare la persona ed informarla, invitare o aiutare la persona ad assumere la posizione supina

o seduta con la testa leggermente flessa all’indietro, sguardo verso l’alto, lavaggio sociale delle mani,

effettuare pulizia dell’occhio procedendo dall’angolo interno a quello esterno cambiare garza ad ogni

passaggio, appoggiare una garza alla base della palpebra inferiore, appoggiare il palmo della mano

dominante sulla fronte della persona tenendo il contenitore alla distanza di 2cm dall’occhio. Le soluzioni

(colliri) o pomate possono essere poste nell’occhio per trattare irritazioni, infezioni dell’occhio e il glaucoma.

Instillazioni auricolari e applicazioni di pomate Le soluzioni possono essere inserite nell’orecchio per trattare

infezioni esterne dell’orecchio o per ammorbidire e rimuovere il cerume. Le soluzioni usate nell’orecchio

devono essere a temperatura ambiente (soluzioni calde o fredde possono causare vertigini, nausea e dolore.

Il pz dovrebbe sdraiarsi sul lato non malato prima dell’instillazione del farmaco. Materiale: scheda della

terapia, vassoio, farmaco, batuffoli di cotone o garze, contagocce monouso, arcella. Procedura: identificare ed

informare la persona, ispezionare la zona, eventualmente eseguire l’igiene dell’orecchio, far assumere la

posizione laterale se seduta, con la testa rivolta di lato se supina. Lavaggio sociale delle mani, indossare i

guanti, prelevare il farmaco con il contagocce tenendolo con la mano dominante dopo averlo scaldato con le

mani o in acqua tiepida 37°. Effettuare delicatamente la trazione del padiglione auricolare (nell’adulto tirare il

padiglione in alto e indietro, nel bambino tirare il lobo in basso e in avanti per raddrizzare il canale auricolare)

e con l’altra mano applicare il medicamento, premere delicatamente sul trago dell’orecchio per favorire il flusso

del farmaco. Spiegare alla persona la necessità di mantenere la posizione assunta per qualche minuto

(posizionare un batuffolo di garza per evitare la fuoriuscita del medicamento). Registrare l’avvenuta

somministrazione.

Instillazioni nasali e applicazione di pomate Le soluzioni sono di solito spruzzate all’interno del naso per

trattare la congestione nasale. Il pz deve stare seduto o sdraiato e flettere la testa all’indietro. Il contenitore va

schiacciato mentre il pz inala delicatamente. Materiale: scheda della terapia, vassoio, guanti, farmaco,

fazzoletti di carta, contagocce monouso, arcella. Procedura: identificare ed informare la persona, informare

che potrà avvertire il gusto del farmaco nel retrobocca, far assumere la posizione supina con la testa

leggermente flessa all’indietro, invitare la persona a soffiarsi il naso, se non è in grado di farlo eseguire l’igiene

accurata delle coane nasali. Esecuzione: prelevare il farmaco con il contagocce, appoggiare l’altra mano sulla

fronte della persona, instillare il farmaco nella narice, invitare la persona a compiere una delicata inspirazione

allo scopo di far risalire nelle fosse nasali il farmaco introdotto, spiegare la necessità di mantenere la posizione

per qualche minuto evitando di soffiarsi il naso, procurare alla persona dei fazzoletti di carta, registrare

l’avvenuta somministrazione sulla scheda di terapia.

Somministrazione farmaci inalati I farmaci inalati possono essere utilizzati per indurre l’anestesia durante

l’intervento chirurgico, o per trattare patologie del tratto respiratorio. I farmaci inalati possono essere

somministrati attraverso un’apparecchiatura (ventilatore meccanico, un nebulizzatore o un inalatore). I farmaci

liquidi sono aggiunti in un contenitore del ventilatore o del nebulizzatore e trasformati in gas quando l’aria o

l’ossigeno fluisce attraverso di essi. Hanno un rapido assorbimento. Effetti collaterali: raucedine, tosse,

disfonia, conseguenti al deposito delle particelle di farmaco, sostenuto dall’alta velocità impressa alle

medesime dai propellenti.

Somministrazione vaginale I farmaci vaginali vengono somministrati in una varietà di forme: supposte,

gelatine, liquidi (lavande), creme, tavolette, schiuma. Questi farmaci possono essere usati per la

contraccezione, per combattere microrganismi in area vaginale prima di interventi di chirurgia ginecologica e

per trattare il prurito e infezioni vaginali o per indurre il parto. Se si devono somministrare supposte, gelatine,

creme, tavolette, schiuma, la pz deve assumere la posizione sdraiata e tale posizione deve essere mantenuta.

Se si devono somministrare liquidi (lavande): introdurre la sonda delicatamente e spingere la soluzione

lentamente, proteggere il letto.

VIA TRANSCUTANEA

Si intende l’applicazione sulla cute di pomate, unguenti creme, lozioni o cerotti adesivi contenenti sostanze

terapeutiche.

Cerotti transdermici: i farmaci somministrati antipertensivi, antidolorifici, estrogeni, nicotina. La frequenza di

applicazione varia dalle 12 ore ad una settimana. Zone di applicazione: sul tronco, addome inferiore, fianco,

fondo schiena, glutei; non si applica: sugli arti, sulle pieghe, su cicatrici, abrasioni, ferite, ustioni, o dove la cute

presenti alterazioni o segni di irritazione. Applicazione: se la zona presenta folta peluria, effettuare la

tricotomia per far aderire il cerotto, rimuovere il cerotto precedente, rimuovere eventuali residui di colla,

applicare il cerotto senza venire a contatto con la parte adesiva, scrivere sul cerotto data e ora di applicazione.

E’ opportuna la rilevazione di alcuni parametri vitali (PA-FC) prima dell’applicazione e dopo 20-30 minuti.

Quando l’azione non deve essere interrotta (es antidolorifico) togliere il cerotto precedente solo dopo mezzora

dalla nuova applicazione.

VIA PARENTERALE

Somministrazione sottocutanea o ipodermica Si intende l’iniezione di un farmaco nel tessuto sottocutaneo,

situato nella zona immediatamente sottostante al derma e costituito principalmente da adipe. L’iniezione di un

farmaco nel tessuto sottocutaneo è indicata quando vi è la necessità di un assorbimento lento e costante,

garantito dalla sua scarsa vascolarizzazione. È utilizzata prevalentemente per la somministrazione di eparina

calcica ed insulina. Con questa via si esclude il circolo portale. Sedi utilizzate: zona addominale dal margine

costale alla cresta iliaca antero-superiore ad eccezione della zona periombelicare (da escludere circa 3 cm

attorno all'ombelico), regione deltoidea, regione mediana antero-laterale della coscia, (la zona retroscapolare),

regione glutea. NB: le sedi di somministrazione devono variare al fine di prevenire alterazioni del trofismo

tissutale che pregiudicherebbero l'assorbimento del farmaco. Precauzioni: prima di eseguire un'iniezione

sottocutanea bisogna valutare la presenza di lesioni, eritemi, infiammazioni o ecchimosi. Valutare il grado si

coscienza del pz, valutare lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo, controllare se vi sono allergie al

farmaco. Procedura: identificare il pz (6G), scoprire la sede di iniezione, disinfettare la cute, valutare quantità e

consistenza del tessuto sottocutaneo, introdurren l'ago con un'angolazione di 45° rispetto al piano cutaneo

(diventa 90° se innalziamo la plica cutanea), effettuare la manovra di lesser, iniettare la soluzione lentamente,

sfilare l’ago, appoggiare sul punto di iniezione un batuffolo di cotone asciutto senza massaggiare, effettuare

uno smaltimento corretto dei rifiuti, registrare l’avvenuta somministrazione. Le siringhe utilizzate hanno una

capienza massima pari ad 1 ml (NB quantità max somministrabile 1 ml), l’ago ha una lunghezza che va da 10

a15mm e un diametro di 25-27 Gauge. Ai farmaci da somministrare sottocute, che si trovano in commercio già

pronti, non deve essere eliminata l’aria che si trova nella siringa. Somministrazione di eparina sc: dalla siringa

già pronta non togliere l’aria (serve a scollare i tessuti e creare un piccolo spazio che accoglie il liquido),

assicurarsi che l’ago non sia imbrattato di farmaco (l’eparina ha effetto scoagulante e determina la formazione

di ematoma a livello dei tessuti vascolarizzati), inserire l’ago, fare manovra di lesser, iniettare molto

lentamente, sfilare l’ago, tamponare senza strofinare ne premere sul punto di iniezione (determina la

fuoriuscita del liquido che scoagula i tessuti).

Somministrazione intradermica si intende l’introduzione di piccole quantità (0.1 – 0.3 ml) di una sostanza

terapeutica o di un allergene nel derma, tessuto connettivo immediatamente sottostante l’epidermide. Viene

utilizzata: a scopo diagnostico (effettuazione di test di sensibilità a diverse sostanze, test alla tubercolina), a

scopo profilattico (vaccino anti tubercolare). L’assorbimento è lentissimo a causa della scarsa

vascolarizzazione del tessuto. Sedi usate: fascia interna o volare dell'avambraccio, zona postero-laterale del

braccio, zona retroscapolare. Materiale: scheda della terapia, vassoio, siringhe da 1ml con ago corto (5-10

mm) e di calibro piccolo 25-27 G, arcella, farmaco prescritto batuffoli di cotone e disinfettante, matita

dermografica o biro, contenitore rigido per smaltimento aghi, contenitore per rifiuti speciali.

Procedura: introdurre l’ago per 3-5 mm con angolazione di 10-15° rispetto al piano cutaneo con il becco di

flauto rivolto verso l’alto, iniettare la soluzione lentamente e osservare la comparsa di un piccolo rigonfiamento

(pomfo), sfilare l’ago, appoggiare sul punto di iniezione un batuffolo di cotone asciutto senza massaggiare ne

premere, effettuare uno smaltimento corretto dei rifiuti, circondare la zona di iniezione con la matita

dermografica invitando la persona a non lavare la zona fino al momento della lettura del test, registrare

l’avvenuta somministrzione.

Somministrazioni intramuscolari si intende l'introduzione nel tessuto muscolare di una sostanza terapeutica

attraverso un'iniezione. Si utilizza: per farmaci che vengono inattivati da sostanze presenti nello stomaco e

nell’intestino tenue o che sono irritanti per la mucosa gastro-intestinale, in pz con stato di coscienza alterato

e/o non collaboranti , in pz con patologie del cavo orale e/o problemi di deglutizione, quando si richieda un

assorbimento, del farmaco, più veloce rispetto alla somministrazione orale e più lento rispetto alla

somministrazione e.v. Sedi:

muscolo deltoide localizzabile 4-5 cm al di sotto del margine inferiore del processo dell’acromion. Poco

utilizzata perché spesso il muscolo è poco sviluppato e vi si possono iniettare piccole quantità di soluzione 1-2

ml non indicato per bambini e per terapie prolungate.

muscolo dorso-gluteo localizzabile tracciando una linea immaginaria diagonale tra il grande trocantere e la

cresta iliaca postero-superiore. Dalla metà di questa retta si traccia una linea verticale lungo tutto il muscolo

gluteo ottenendo così la sua suddivisione in quattro quadranti: il quadrante superiore esterno corrisponde

all’area del muscolo dorso-gluteo. È la zona più usata fino ad oggi, vi si possono iniettare fino a 5-6 ml di

soluzione. Poco indicata per i bambini sotto i tre anni e per le persone molto magre.

muscolo vasto-laterale localizzabile in corrispondenza del terzo medio della parte antero-laterale della coscia.

Ideale per autosomministrazione. Adatta per la somministrazione ai bambini sotto i due anni. Si possono

somministrare fino a 5-6 ml di soluzione.

muscolo ventro-gluteo localizzabile a 3-4 cm dal grande trocantere in direzione craniale. Per identificare la

sede si pone il palmo della mano sul grande trocantere, l’indice e il medio vanno allargati a formare una v

indirizzandosi verso la spina iliaca antero superiore e la cresta iliaca ma restando al di sotto di essa. La sede

di iniezione è rappresentata dall’area triangolare delimitata tra l’indice e medio. Facilmente accessibile, si usa

in persone magre; si possono iniettare fino a 5ml. Questa sede assicura il massimo spessore del muscolo

gluteale (costituito sia dal gluteo medio che dal gluteo minore) è libera da nervi penetranti e da vasi sanguigni

ed ha un più stretto spessore di grasso rispetto alla zona dorso-glutea. Per molti è considerata la zona di

scelta per le iniezioni I.M.

muscolo retto-femorale localizzabile a metà tra la rotula e la cresta iliaca superiore sulla zona medio-anteriore

della coscia. Zona indicata per l’autosomministrazione. Lo svantaggio connesso a questa sede è che

l’iniezione praticata provoca considerevole dolore. Si usa nei bambini.

Confezioni dei farmaci: fiale di vetro monodose, flaconi in vetro con tappo di gomma contenente il soluto che

verrà disciolto nel solvente poco prima dell’uso, fiale in vetro contenenti il principio attivo sotto forma di polvere

che verrà ricostituito aggiungendo soluz fisiologica o acqua bidistillata. Precauzioni: prima di procedere alla

somministrazione valutare le condizioni della zona sede di iniezione (eritema, infiammazione, ecchimosi,

edema, atrofia muscolare) e valutare lo stato del pz (stato di coscienza, magrezza, allergia ai farmaci).

Preparazione: scegliere un siringa idonea, l’ago deve avere una lunghezza di almeno 35mm e un diametro di

21-23 Gauge, aprire l’involucro e lasciarvela dentro, controllare che il collo della fiala non contenga liquido,

aprire la fiala proteggendo il collo con cotone o garza, prendere la siringa, togliere il cappuccio, aspirare il

farmaco portando la fiala all'altezza degli occhi, togliere tutta l’aria dalla siringa. NB: l’aspirazione dei farmaci

deve essere effettuato con aghi di calibro 23 o inferiori per minimizzare la possibilità che particelle estranee

possano essere aspirate nella siringa (oppure utilizzare un ago provvisto di filtro). L’ago deve essere cambiato

per prevenire che corpi estranei rimasti intrappolati nell’ago vengano poi trasferiti al paziente e per diminuire

l’irritazione dovuta al danno tessutale derivante dal farmaco che aderisce alla parte esterna dell’ago. Velocità

di somministrazione: per ridurre il dolore durante l’iniezione del farmaco occorre adottare un tempo minimo di

5 secondi. In particolare la somministrazione non deve essere più veloce di 1 ml per 10 secondi. Ciò è utile

per facilitare l’assorbimento e minimizzare il dolore. Procedura: identificare la prescrizione medica da

somministrare, preparare il farmaco, porre la siringa nel reniforme con due batuffoli di cotone, identificare il pz,

aiutarlo ad assumere la posizione idonea, garantire la privacy, scoprire la sola area interessata. Identificare la

zona e valutarne lo stato, disinfettare la zona, con movim.circolare, e non toccarla più, introdurre l’ago con

un’angolazione di 90°, mantenerlo fermo posizionando indice e pollice sul cono della siringa, manovra di

lesser, iniettare lentamente, sfilare l’ago tamponando con cotone asciutto esercitando un massaggio circolare

senza frizionare, smaltire i rifiuti e riordinare. Tecnica Z: si usa per i farmaci che hanno un effetto irritante per i

tessuti sovrastanti il muscolo. E’ una modalità di esecuzione particolare che consiste nello spostamento del

piano cutaneo mediante la tensione della cute prima e durante l’iniezione, e il suo rilasciamento

contemporaneo all’estrazione dell’ago, che permette al farmaco di non venire a contatto con i tessuti

sovrastanti il muscolo. Lesioni e complicanze: perforazione di un vaso, lesione a carico dei nervi (dolore acuto

al momento dell’iniezione o in seguito all’azione irritativa del farmaco), formazione di ascessi e duroni, rottura

dell'ago.

1 ml = 1cc

1ml = 100 unità

0.5 ml = 50 unità

0.4 ml = 40 unità

0.3 ml = 30 unità

0.2 ml = 20 unità

0.1 ml = 10 unità

Somministrazione endovenosa immissione diretta di liquidi, farmaci, sangue o emoderivati nel circolo

sanguigno. È indicata quando: è necessario ottenere un effetto rapido, i farmaci non possono essere assorbiti

a livello gastroenterico, il farmaco risulta essere irritante se somministrato per altre vie, il pz è incosciente o

non collaborante, bisogna mantenere o ripristinare la volemia, l'equilibrio acido-base, l'equilibrio elettrolitico e

lo stato nutrizionale. Viene utilizzata anche per scopi diagnostici: introduzione di mezzi di contrasto.

Vantaggi: il farmaco evita il tratto gastrointestinale dove potrebbe essere inattivato, l'infusionepuò essere

somministrata con precisione utilizzando presidi appositi, è un'utile alternativa quando il pz non vuole o non

può assumere farmaci per altre vie, il farmaco viene immesso direttamente nel torrente circolatorio quindi ha

un effetto più immediato. Complicanze che si possono verificare: complicanze meccaniche (occlusione del

catetere, infiltrazione dei fluidi negli spazi circostanti, fuoriuscita di soluzioni vescicanti (che provocano

necrosi), sovraccarico circolatorio, tumefazione ed ecchimosi della zona sottoposta ad infusione), complicanze

biologiche (Flebiti: infiammazione di una vena), reazioni allergiche (causate dall’infusione di farmaci ai quali il

paziente è allergico) ed embolie (causate dall’entrata attraverso una via endovenosa di un coagulo di sangue,

una massa solida o una bolla d’aria creando un’ostruzione del vaso). Modalità di somministrazione:

-infusione continua: può essere effettuata con “sistemi infusionali a caduta”; “pompe siringa”, “pompe

elettroniche volumetriche”. Questo tipo di infusione permette di mantenere costanti i livelli terapeutici dei

farmaci utilizzati e inoltre i rischi di infezione sono ridotti in quanto i raccordi che collegano all’accesso venoso

vengono meno contaminati.

-Infusione intermittente: ha breve durata. Si ricorre a questo tipo di infusione quando il farmaco deve essere

somministrato in bolo o devono essere effettuate somministrazioni ripetute. Per somministrazione in bolo si

intende l’immissione del farmaco in un’unica dose e in pochi minuti. Il farmaco può essere concentrato o diluito

in pochi ml di soluzione fisiologica e può essere somministrato direttamente attraverso il raccordo terminale di

una linea di prolungamento collegata a un accesso venoso preesistente. Il tempo di somministrazione è breve,

ma condizionato dalle caratteristiche specifiche del farmaco.

Presidi: ago cannula, ago butterfly o a farfalla, set per infusione (deflussore e sistemi di regolazione del flusso:

consentono di regolare e controllare la velocità del flusso d'infusione, quelli di tipo dial-flow sono più precisi),

morsetti stringi tubo (a vite, lamiera o rotella, utilizzati quando la velocità di infusione non richiede un elevata

accuratezza o un tempo di infusione definito con precisione). Pompe peristaltiche: permettono di regolare il

flusso attraverso il movimento di un rullo. Questi sistemi stanno andando in disuso. Pompe volumetriche: si

basano sul principio della compressione e sono molto precise. Pompe siringa: si basano sul principio che il

pistone di una siringa viene spinto in modo continuativo e permettono di impostare velocità decimali. Possono

contenere solo piccoli quantitativi.

Scelta della vena: la sede di incanulazione va scelta in base all’età, alle condizioni del letto vascolare, al tipo di

soluzione e alla durata della terapia prescritta. Nell’ adulto si preferiscono le vene degli arti superiori, quali la

cefalica, la basilica e le metacarpali. Sono preferibili i siti distali e solo in caso di necessità quelli prossimali.

Possibilmente scegliere vene di grosso diametro che possano garantire un’adeguata emodiluizione dei

farmaci infusi. Durante l'infusione della terapia bisogna controllare: sede dell'accesso venoso (se insorge

dolore/gonfiore/rossore bisogna sostituirlo), osservare i parametri e lo stato generale del pz, osservare i

parametri specifici relativi agli effetti indesiderati che il farmaco piò indurre, controllare se i tempi di infusione

permangono come sono stati impostati (es: controllo del corretto gocciolamento se si utilizza il metodo con

DIAL-A-FLO), sostituire i flaconi rispettando l'asepsi (disinfettare il tappo e non toccare con le mani la punta

del deflussore, in caso contrario sostituirli), attenzione alla presenza di aria nel set infusionale, verificare il

posizionamento del pz per garantire il suo confort, verificare il corretta posizionamento del circuito venoso e

del relativo set infusionale.

Sorveglianza alle fleboclisi IMPORTANTE: fare riferimento ai protocolli specifici presenti nella struttura.

Il personale di supporto deve conoscere quali sono le complicazioni, i segni e i sintomi, che devono essere

riportati all’infermiere ed ev. al medico. REGOLAZIONE DI FLUSSO: l’oss non può variare la velocità

d’infusione ne’ sostituire la flebo. CONTROLLARE: la velocità di infusione (contare le gocce/minuto o rilevare


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze infermieristiche ed ostetriche
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemi.antonucci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Basi dell'assistenza infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Parducci Maria.

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