Carlo Maderno
Carlo Maderno nacque in Ticino nel 1556 e la sua formazione artistica fu affidata allo zio Domenico Fontana. Quando lo zio fu chiamato a Roma per la realizzazione della chiesa di San Luigi dei Francesi, Carlo lo seguì e collaborò come stuccatore. A seguito del prestigio e della fama ottenuti, Carlo ottenne la cittadinanza romana e si stabilì definitivamente in città, creando con i fratelli una sorta di impresa di famiglia.
Progetti e carriera
Il cardinale Girolamo Rusticucci aveva commissionato nel 1592 al Fontana il rifacimento della chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano; un anno più tardi Carlo subentrò come socio e, successivamente all'allontanamento dello zio a Napoli, la direzione dei lavori passò a lui. Questo divenne il primo esempio compiuto di architettura Barocca. Nel 1603 realizzò il rivestimento interno delle navate e la facciata.
Dal 1598 al 1613 fu a servizio di Asdrubale Mattei, per il quale realizzò l'unico palazzo interamente da lui progettato e realizzato. Negli stessi anni lavorò al rifacimento della chiesa della Compagnia di San Giovanni dei Fiorentini che gli aveva anche offerto un alloggio. Nel 1602 la famiglia Aldobrandini lo chiamò a sostituire Giacomo della Porta nell'edificazione di Villa Aldobrandini a Frascati, e soddisfatta dell'operato dell'artista, gli commissionò un palazzo a Roma, creando così quello che poi sarà il palazzo Doria-Pamphili.
La fabbrica di San Pietro
L'enorme cantiere di San Pietro catalizzava, nei primi anni del 1600, tutta la vita culturale, economica e sociale della capitale: era una meta di culto già per i pellegrini ma anche un luogo di ritrovo per gli intellettuali, grazie al quale consentì un lavoro ad operai e piccole imprese. Nel 1604 Papa Paolo V aveva deliberato la demolizione dell'antica basilica romana, indicendo un concorso per il completamento della basilica. Il progetto che risultò vincitore fu quello di Maderno, con molte polemiche di contorno, come la scarsa esperienza e la mancanza di un'adeguata formazione teorica.
Il suo progetto cercava di conciliare sia la grandiosa solennità e magnificenza sia le moderne esigenze di una basilica ampia a pianta longitudinale a croce latina, con l'originale impianto michelangiolesco. Tuttavia, questo non fu più possibile quando, su richiesta di Papa Paolo V, la facciata fu ampliata e dotata di due campanili laterali che coprivano in gran parte la cupola e sconvolgevano le proporzioni calcolate dal Buonarroti. La realizzazione di questo intervento richiese il protrarsi dei lavori sino al 1626. Effettivamente, l'attuale facciata della basilica di San Pietro risulta eccessivamente larga rispetto al progetto originale di Maderno, in cui erano previste due torri campanarie mai realizzate per problemi strutturali. Solo uno dei due campanili fu cominciato ed in seguito le sue colonne vennero reimpiegate nelle chiese di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo.
I lavori della maturità
Dopo la realizzazione della facciata di San Pietro, Maderno viene spesso incaricato di lavori per la curia papale. Per la committenza pontificia realizzerà infatti Castel Gandolfo e sarà chiamato a dirigere il cantiere della basilica di Sant'Andrea della Valle dal 1608 al 1627. Si trova nel rione Sant' Eustachio. La basilica fu progettata e costruita da Giacomo Della Porta, Grimaldi e Maderno, tra il 1590 e il 1650. I lavori furono finanziati dal cardinale Peretti, nipote di Papa Sisto V. Il vicino palazzo Valle diede il nome alla chiesa.
Nel 1608 Maderno fu incaricato di completare l'edificio ampliando il transetto ed innalzando la cupola. La facciata, in travertino, alta e sontuosa, presenta due ordini di colonne, di gusto tardo barocco, fu aggiunta tra il 1655-1663 da Carlo Rainaldi. La pianta della chiesa è a croce latina con una vasta navata e un transetto, fiancheggiata da otto cappelle laterali. La presenza delle finestre, se da un lato permette l'illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa, dall'altro rende difficilmente distinguibile il meraviglioso affresco di Lanfranco della cupola. Per questa chiesa Maderno progetta e realizza la seconda cupola più alta a Roma, dopo San Pietro, alla cui decorazione partecipa anche Borromini, che dal 1622 collaborava con l'architetto Maderno come scalpellino e scultore.
Nonostante il progetto manchi di caratteri veramente innovativi e di rottura, Sant'Andrea della Valle è considerato uno dei più compiuti e mirabili esempi di quell'architettura plastica e densa di tensione emotiva che sarà definita barocco romano.
Progetti civili
Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati da un'intensa attività nell'architettura civile: progetta Palazzo Mattei, Palazzo Mattei di Giove, un palazzo di Roma sito nel centro storico, nel rione Sant'Angelo. Attualmente ospita alcune istituzioni culturali come la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e due istituti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il palazzo fu costruito in un'area già edificata di proprietà di Asdrubale di Alessandro Mattei. La costruzione su progetto di Carlo Maderno, ebbe inizio nel 1598 e finì nel 1616.
Edificio in mattoni e travertino, imponente e di grande effetto, l'edificio si sviluppa su tre piani e un duplice atrio d'ingresso corrispondente ai due portoni, mentre lo scalone è pieno di sculture. Nella facciata, dalla semplice e severa struttura, prevalgono un certo orizzontalismo e una tendenza a snellire gli elementi architettonici, dal basso verso l'alto. Unico elemento decorativo è il cornicione architravato, adorno dei motivi araldici dei Mattei e dei Gonzaga. Interno in netto contrasto con la sobrietà dell'esterno, presenta notevole ricchezza di decorazioni, statue, busti, sarcofaghi, e frammenti architettonici dell'antichità.
Palazzo Chigi-Odescalchi, ubicato in piazza Santi Apostoli, l'edificio originario, rimaneggiato da Carlo Maderno, apparteneva alla famiglia Colonna che nel 1622 lo vendette ai Ludovisi, per poi riacquistarlo pochi anni dopo. Nel 1661 il palazzo, ceduto in usufrutto al cardinale Flavio Chigi, e poi nel 1745 l'immobile passò al principe Odescalchi e quindi fu ampliato da Salvi e Vanvitelli. La facciata ideata dal Bernini può essere considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi italiani ed europei. Bernini infatti la ripropose anche in un suo progetto per la facciata del Louvre, poi non realizzata.
Il Quirinale e Palazzo Barberini, del quale dirigerà il cantiere fino alla morte.
L'ultima fatica: Palazzo Barberini, un'antologia del barocco
È un palazzo di Roma che ospita parte dell'importante Galleria Nazionale d'Arte Antica e l'Istituto Italiano di Numismatica. Il palazzo fu costruito nel periodo 1625-1633, ampliando nelle forme del primo Barocco, il precedente edificio della famiglia Sforza, creando una struttura ad "H". Il progetto del Maderno prevedeva originariamente di inglobare il preesistente palazzo Sforza secondo il classico schema di palazzo rinascimentale, un blocco quadrangolare con uno spazio centrale cinto da arcate. Mentre venivano realizzate le ali laterali, nel 1629, Maderno morì lasciando a Bernini la direzione dei lavori.
Quest'ultimo apporterà notevoli modifiche al progetto originario, soprattutto nella facciata e nell'abolizione del cortile interno, inizialmente previsto dal Maderno. Il dinamismo barocco ed il suo gusto per gli scenari ad effetto quasi teatrali, è tuttavia ancora ampiamente visibile al pianterreno, dove l'ampio atrio si snoda riducendosi in larghezza fino a sfociare in una grande sala ellittica, vero cuore della costruzione. Tra gli assistenti dell'anziano Maderno, durante i suoi ultimi anni di attività, compare anche Borromini che collabora anch'egli alla realizzazione della residenza Barberini, cui si devono numerosi particolari costruttivi e decorativi, quali l'elegante scala elicoidale.
Bernini
Bernini per più di mezzo secolo imperò sulla vita artistica italiana nel punto focale, a Roma. Il suo successo fu reso possibile dal fatto che egli ebbe la fortuna di servire 5 Papi. La nuova era incomincia con il pontificato di Urbano VIII (1623-44). Fu soprattutto per opera di Urbano VIII Barberini (1623-1644), Innocenzo X Pamphili (1644-55) e Alessandro VII Chigi (1655-1667) e delle loro famiglie che a Roma fu dato un volto nuovo, un aspetto di splendore festoso che cambiò davvero il carattere della città.
Il massimo successo dell'intero periodo rimane l'opera del Bernini all'interno e all'esterno di San Pietro, eseguita in un periodo di quasi due generazioni. L’anno 1624 è di particolare importanza nella storia dell’architettura barocca: fu allora che iniziò la carriera del Bernini come architetto con le ordinazioni della facciata di Santa Bibiana e il Baldacchino di San Pietro.
Non si può negare che la piccola chiesa di Santa Bibiana apre un nuovo capitolo del barocco in tutte e tre le arti: essa ospita la prima statua ufficiale religiosa del Bernini e il primo importante ciclo di affreschi del Cortona. Il progetto della facciata non si allontana dalla tradizione. Santa Bibiana mostra un nuovo elemento importante: l’arcata centrale dell’ordine inferiore, lievemente aggettante, è sormontata da una profonda nicchia, un’imponente edicola che interrompe il cornicione che delimita i vani adiacenti. Così al centro della facciata è dato un forte rilievo.
Baldacchino di San Pietro
Il Baldacchino di San Pietro (1624-33) diede al Bernini la sua prima opportunità di dimostrare il suo genio, per combinare una struttura architettonica con la scultura monumentale. Fu un’idea brillante quella di ripetere nelle colonne giganti del Baldacchino la forma delle colonne a spirale tardo-antiche, che ora dovevano servire come edicole sopra le balconate dei pilastri della cupola. Le sue misure sono accuratamente rapportate all’architettura della chiesa; invece di creare una rivalità pericolosa, le scure colonne in bronzo a cavatappi stabiliscono un contrasto drammatico con i pilastri diritti scanalati degli stipiti, come pure con gli altri elementi strutturali in marmo bianco della costruzione.
Ogni parte di questa struttura dinamica è accompagnata e sostenuta dalla scultura, dallo stemma dei Barberini ai rami di lauro che si arrampicano sulle colonne, con putti che vi si annidano, fino agli angeli che reggono ghirlande come corde. In questa zona, molto al di sopra della base, la scultura a tutto tondo rappresenta una parte essenziale. Il Baldacchino sembra essere un tetto monumentale elevato per l'eternità sopra la tomba di San Pietro. Il fatto che il Bernini si sia coraggiosamente staccato dalla forma tradizionale dei baldacchini, in passato spesso strutture architettoniche simili a templi, ebbe un effetto immediato e duraturo.
Non prima d’aver raggiunto i sessant’anni, il Bernini ebbe la possibilità di mostrare il suo talento come progettatore di chiese. Le sue tre chiese a Castelgandolfo, costruita fra il 1658 e il 1661, è una semplice croce greca, proporzioni della massima semplicità (la lunghezza delle braccia della croce) in confronto alle chiese rinascimentali, l’altezza è stata notevolmente aumentata e alla cupola è stato dato il predominio assoluto. Ogni parte di questa costruzione è nettamente definita, assolutamente chiara e sottomessa a una disciplina classica. Doppi pilastri tuscanici decorano la facciata.
Ogni volta che il Bernini precedentemente aveva decorato nicchie o semicupole, aveva seguito la tradizione, sanzionata da Michelangelo, di usare costoloni e, nelle zone neutre tra l’uno e l’altro medaglioni decorativi. A Castelgandolfo, il Bernini conservò i costoloni e li combinò con i cassettoni.
Ariccia
A Ariccia (1661), quando il cardinale Flavio, don Mario e don Agostino Chigi acquistarono il piccolo territorio vicino a Castelgandolfo da Giulio Savelli, principe di Albano, qui c’era l’antico palazzo dei Savelli. Presto venne deciso non solo di modernizzare il palazzo ma anche di erigere una chiesa di fronte all’entrata. Al Bernini fu data la commissione nel 1662 e due anni dopo la chiesa era finita. La forma base consiste in un cilindro sovrastato da una cupola semisferica con un’ampia lanterna. Un portico ad arcate di puro disegno classico è collocato sul fronte della rotonda. Colonnati diritti fiancheggiano la chiesa; l’interno mostra una inaspettata relazione con il Pantheon. Ci sono tre cappelle di uguali dimensioni da ciascuna parte, mentre l’entrata e la nicchia dell’altare sono di una frazione più larghe.
La struttura semplice di Ariccia dipendeva da un tentativo di ricreare un Pantheon. Nella zona della cupola, che mostra di nuovo la combinazione di cassettoni e costoloni, troviamo una decorazione realistica simile a quella di Castelgandolfo: putti e angeli di stucco siedono su volute e tengono ghirlande sospese che ondeggiano da un costolone all’altro. Secondo la leggenda, angeli festanti spandevano fiori nel giorno della sua assunzione. I celesti messaggeri sono seduti sotto la «cupola del cielo» nel quale la Vergine salendo sarà ricevuta; il mistero è adombrato nell’Assunzione dipinta sulla parete dietro l’altare.
In genere, la chiesa rinascimentale era stata concepita come un santuario monumentale dove l’uomo, separato dalla vita quotidiana, poteva comunicare con Dio. Nelle chiese del Bernini, invece, l’architettura è, né più né meno, della scena ove si svolge un miracolo emozionante rivelato ai credenti dalla decorazione scultorea.
Sant'Andrea al Quirinale
Detta anche Sant'Andrea a Monte Cavallo. Costruito sul luogo di una chiesa del Cinquecento...
-
Riassunto esame storia dell'architettura, prof. A. Fonti, libro consigliato Principi architettonici nell'età dell'u…
-
Riassunto esame storia dell'architettura, prof. A. Fonti, libro consigliato Principi architettonici nell'età dell U…
-
Riassunto esame Giornalismo Internazionale, prof. Benotti, libro consigliato Twitter Factor, Valeriani
-
Riassunto esame Storia dell'Arte Medievale, prof. De Marchi, libro consigliato Arte nel Tempo, Bompiani