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Storia dell’arte medioevale

Prof. Marco Rossi

Arte paleocristiana (III - VI sec. circa)

Decadenza morale, politica e sociale ma anche artistica a partire dal periodo degli imperatori: Diocleziano, Costantino e Teodosio. Diocleziano: riforma di culto e spostamento capitali, Roma non è più una città di potere. Mondo di congiunzione tra mondo antico e Medioevo. Nuove forme di spiritualità: filosofia di Plotino e quella cristiana → prima coinvolge solo le classi povere, poi anche gruppi socialmente più elevati.

Raffigurazione idealizzata → diverso modo di concepire il potere. Testa di Costantino: forma plasticamente più semplice, quindi più innaturale e curato. Volto idealizzato → concetto della santità imperiale, riflesso della divinità stessa. Non più raffigurazione del singolo (arte greca) ma raffigurazione di masse. Nuova cinta muraria → popolazione barbara al confine, non più città aperta.

Arco di Costantino

Terminato nel 315, vicino al Colosseo, per il decennale dell'impero di Costantino. Sculture di periodo differente (Traiano, Adriano e Marco Aurelio → imperatori più amati) però sono tolti i ritratti degli imperatori precedenti e sostituiti con quelli di Costantino. [Il riuso di strutture antiche era un procedimento comune.] Le proporzioni sono gerarchiche, dimensione in base all'importanza dei personaggi, composizione schematica ed essenziale → viene utilizzato come strumento il trapano che accentua la scansione delle figure, accentuando le parti in ombra → figure più massicce e grosse. Anche se la rappresentazione è meno naturalistica, si ha una lettura immediata dei vari episodi. Caratteristiche: immediatezza, vivacità, narrazione e comunicazione.

Prima arte cristiana

IV secolo → costruzione dei primi edifici cristiani realizzati per i martiri (S. Maria Antiqua). Roma non è quindi più capitale dell’impero ma capitale del cristianesimo. Editto Costantino (313) → quando il culto interessa anche i ricchi vengono messe a disposizione da questi le Domus Ecclesiae. Esempio di Dura Europos (casa-chiesa), conservata perché lontana da Roma, si trova in Siria.

Tipi di sepolcri

  • Catacombe: luoghi di pellegrinaggio dove venerare i corpi dei santi. La sepoltura in ambienti sotterranei veniva comunque utilizzata dove la consistenza del terreno lo permetteva. A volte prendono il nome del proprietario del terreno oppure dei martiri che vi sono sepolti. Loculi: sepolcri sovrapposti. Pila: sezione verticale. Arredi liturgici e di valore didattico non sono arrivati fino a noi, soltanto immagini di carattere funerario. Sono state ritrovate decorazioni in vetro.
  • I cimiteri in superficie.

Obiettivo della produzione artistica: trasmissione messaggio evangelico. Dipinti ispirati soprattutto all'Antico Testamento che predominano quelle evangeliche → origine ebraica delle prime preghiere cristiane. Vicinanza tra arte Costantiniana e quella greca: soggetti mitologici e bucolici e decorativismo che accomuna affreschi profani e catacombali.

Es. Affreschi Sinagoga di Europos in Siria. Simbolismo e narrazione due forme espressive proprie: prevale l'arte simbolica, allusioni al destino dell'uomo dopo la morte → intento escatologico.

Simbolismo

Utilizzo di simboli: cogliere una realtà metafisica, rimanda sempre a qualcosa diverso da sé. Es. agnello; buon pastore, Cristo imberbe tra gli apostoli, Cristo barbato da solo. Possibilità di raffigurare Cristo: natura sia umana che divina. Simbolismo non limitazione ma come suggerimento a qualcosa di trascendente. Inizialmente però i cristiani si attengono al divieto giudaico di non raffigurare la divinità. Prima fase: naturalismo e decorativismo (Catacomba di Prestato).

III e IV secolo nei sarcofagi si nota un progressivo passaggio dalla raffigurazione di più episodi condensati in un unico (Sarcofago dei Musei Laterani) a singoli episodi isolati → effetti di suggestione più che un'autentica narrazione storica (Guarigione del paralitico nella Domus Ecclesiae di Europos). Processo di sfaldamento formale della tecnica impressionistica giunge a maturazione nel IV secolo. Dopo la pace di Costantino si delinea un prevalente ritorno alla classicità (composizioni più complesse, ricche di nuovi spunti narrativi), può essere detto anche come una forma di rinascenza.

L’arte cristiana sviluppa le premesse di un linguaggio nuovo, maggiore schematicità ed essenzialità della composizione, inglobando sia arte ellenistica-romana e orientale. Banchetto a S. Callisto: mostra la vicinanza tra l'arte pagana e quella paleocristiana. Cristo della Catacomba di Comodillo: Cristo raffigurato tra alfa e omega, simboli di vita e morte.

La scultura dei sarcofagi

  • Scena di vendemmia a S. Lorenzo fuori le mura. Caratteristiche: rilievo schiacciato, tratto lineare e forma appiattita.
  • Analogo Sarcofago del Buon Pastore dei Musei Vaticani. Lo strumento utilizzato è il trapano che accentua i caratteri chiaroscurali.

Utilizzo di immagini-segno (brevità del messaggio trasmesso, immediatamente intellegibili, processo di semplificazione) e immagini narrative (più frequenti). Es. Orante = pietas; Buon Pastore = filantropia. Attribuzione di nuovi significati a immagini preesistenti → operazione semantica. In età costantiniana il confine tra contenuto religioso e politico si fa più labile.

Raffigurazione di Cristo

Tre nuove tipologie: Cristo filosofo, Cristo mistico (età costantiniana, sempre giovane: collocarlo fuori dal tempo) e Cristo storico (età teodosiana, che esalta la maestà divina).

Basilica Cristiana

Le chiese domestiche si evolvono nella Basilica (che possono accogliere maggiore di fedeli). Prende un edificio preesistente (la basilica romana) e gli dà un nuovo significato. La basilica era uno degli edifici più antichi e aveva varie funzioni: amministrazione giustizia (podio in un’abside dove si insediava il tribunale), incontri di affari. Un esempio è la Basilica di Massenzio a Roma, in cui avveniva l’amministrazione della giustizia e che aveva una pianta tripartita divisa in 3 navate ma non separata da colonne (come sarà poi da tradizione). Nelle navate minori: tre nicchioni coperti da volta a botte cassettonata. L’ingresso era sul lato breve.

Costantino offre i luoghi per il culto, uno è il suo palazzo Laterano dove venne costruita la Basilica antica di San Giovanni in Laterano.

Caratteristiche comuni

  • Forma oblunga, rettangolare
  • Costruzione orientata verso est, luogo in cui è Cristo
  • I fedeli erano suddivisi a seconda che fossero uomini e donne → creazione dei matronei (es. Matroneo Chiesa di S. Lorenzo a Milano)
  • Il vescovo stava sul seggio più alto nella parte terminale, nella zona davanti all’altare denominata abside; i laici nel corpo longitudinale dell'edificio, diviso dalle navate
  • Soffitto ligneo a capriate, che potevano essere a vista o chiuse da cassettoni
  • L’illuminazione era assicurata da finestre che si aprivano nella parte superiore delle pareti della navata centrale oppure da aperture nell’abside.

Due piante diverse: centrale e longitudinale. Pianta longitudinale: mette in evidenza l'itinerario del fedele. Pianta centrale: importanza del culto (S. Lorenzo).

Basilica S. Pietro in Vaticano: martyrium → costruita sulla tomba di S. Pietro. Il martyrium per eccellenza è la Basilica dell’Anastasis a Gerusalemme.

Costantinopoli

La cerimonia della consecratio ebbe luogo nel 324, sulle rive del Bosforo. La nuova capitale non doveva identificarsi con la vecchia, per questo fu scelta la posizione orientale. La scelta ricadde quindi sull’antica città greca di Bisanzio: un luogo facilmente difensibile e dotato di eccellenti vie di comunicazione. L’antico insediamento greco venne quadruplicato e benché alla morte di Costantino (337) i lavori fossero ancora lontani dal completamento, erano presenti le strutture principali: mura, acquedotto, palazzo imperiale (vedi mosaici), sedi uffici amministrativi, rete stradale.

Il Palazzo e le sedi del governo vennero situati nella parte romana dell’antica città, ma l’unico edificio di età costantiniana di tale complesso, sopravvissuto alle successive trasformazioni è l’Ippodromo (considerato, a partire dal Circo Massimo a Roma elemento fondamentale del palazzo imperiale). Antistante all’Ippodromo era l’obelisco di Teodosio. Fulcro dei collegamenti tra la zona della residenza imperiale e i nuovi quartieri era il foro, che aveva pianta circolare, era racchiuso da colonnati a doppio ordine e al centro presentava una colonna con alla sommità la statua bronzea di Costantino rappresentato come Helios. Il culto dell’imperatore-dio doveva raggiungere il culmine con la costruzione di una Chiesa oltre a Santa Sofia (costruzione 326-360, ma interamente ricostruita dopo il 532 con Giustiniano). L’unica chiesa iniziata e completata da Costantino nella nuova capitale fu quella dei Santi Apostoli (anch’essa ricostruita poi da Giustiniano), concepita come suo mausoleo nel punto più alto della città e al cui interno era sita la tomba dell’imperatore.

Seppur non paragonabile a Roma, la sua costruzione proseguì con Teodosio I e i suoi successori e piano piano, con il contemporaneo declino di Roma, si avviò a diventare la più grande città di tutto il mondo mediterraneo. Questo si completò con il rinnovamento architettonico di Giustiniano, da lui percepito come istumentum imperii e basato soprattutto sulla pianta centrale (strutture a impianto centrale dominate da una vasta cupola, che nella Chiesa dei Santi Sergio e Bacco si eleva su otto pilastri).

Milano

Capitale dell’Impero d’Occidente prima di Ravenna, sembra sia originariamente stata fondata dai Galli, anche se l’aspetto urbano più antico conosciuto è quello romano, con cardo e decumano e una cinta muraria (che racchiudeva grosso modo quello che oggi è il centro storico). Trasformazioni profonde si hanno a partire dal 313 (Editto di Milano).

San Lorenzo

Quadriportico di accesso realizzato con colonne di riuso appartenenti a edifici più antichi, probabilmente templi. Pianta centrale quadrata, esedre sui quattro lati. Presumibilmente si trattava di una basilica palatina collegata al palazzo dell’imperatore. La grande personalità che determinò l’aspetto della città cristiana fu Sant’Ambrogio (340 - 397). A lui si deve probabilmente la costruzione del primo battistero a forma ottagonale (Santa Tecla), ispirato ai mausolei imperiali. L’altro battistero è quello di Santa Maria Maggiore.

Le quattro basiliche (IV sec.)

  • Basilica Martyrium → Sant’Ambrogio: consacrata nel 386 aveva tre navate e accoglie le spoglie dei martiri Gervasio e Protasio e dello stesso Sant’Ambrogio.
  • Basilica Apostolorum → San Nazaro: consacrata anch’essa nel 386, presentava una pianta a croce movimentata da absidiole sui bracci laterali; la singolare planimetria si ricollega a quella della chiesa dedicata agli Apostoli a Costantinopoli.
  • Basilica Virginum → San Simpliciano: pianta cruciforme ma con il braccio del coro molto ridotto e gli spazi del transetto aperti sulla navata, illuminata da alte finestre
  • Basilica Santorum → San Dionigi: unica scomparsa, si conosce solo la localizzazione, presso Porta Venezia.

Ravenna

Alla morte di Teodosio (fine IV secolo), l’Impero venne diviso tra i suoi figli: Oriente → Arcadio; Occidente → Onorio. Sotto la minaccia di Alarico, re dei Visigoti, la capitale fu spostata da Milano a Ravenna, che offriva migliori collegamenti con l’Oriente e soprattutto era circondata da lagune e paludi. Diventa anche sede vescovile.

Cattedrale dedicata alla aghia anastasis (santa resurrezione): oggi andata persa, conosciamo però la pianta, che poi sarà tipica per tutta l’architettura ravennate, ossia cinque navate e priva di transetto. Annesso alla cattedrale, era il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi, Neone nel V secolo ne fece infatti costruire la cupola mosaicata, siccome in origine il soffitto era piano → nella fascia più esterna appare il motivo simbolico dell’etimasia, riferimento apocalittico alla fine del mondo: trono vuoto con il libro della vita, pronto ad accogliere Cristo nel giorno del Giudizio). Da Roma ereditano una certa consistenza plastica, dall’oriente la monumentalità e ieraticità delle figure e la policromia.

Morto Onorio, la città visse un periodo artisticamente florido sotto Galla Placidia, reggente d’Occidente per il figlio Valentiniano III. Di questa fase (V secolo) è il Mausoleo di Galla Placidia, collegato a un lato dal Nartece della chiesa di Santa Croce, oggi distrutta (sappiamo avesse un’unica navata con pianta a croce latina, che la ricollega a S. Nazaro e S. Simpliciano → collegamento con la tradizione architettonica dell’Italia settentrionale). [Leone → S. Marco; angelo → S. Matteo; toro → Luca; aquila → Giovanni.]

Teodorico fece costruire alcuni edifici religiosi riservati al culto ariano → Battistero degli ariani. Teodorico fece anche costruire Sant’Apollinare Nuovo: concepita probabilmente come chiesa palatina è a tre navate e presenta abside poligonale all’esterno (com’è frequente a Ravenna e nelle costruzioni orientali, come in Santa Sofia stessa). Le colonne con capitelli corinzi provenienti da Bisanzio, presentano, tra capitello e attacco dell’arco, il pulvino, elemento architettonico di derivazione bizantina costituito da un tronco di piramide rovesciata. La decorazione a mosaico è divisa in 3 fasce: in quella più alta scene della vita di Cristo, in quella intermedia profeti e santi intervallati dalle finestre, l’ultima presenta una ricca decorazione (alla fase teodoriciana risalgono le rappresentazioni del Porto di Calsse e del Palazzo di Teodorico verso l’ingresso con prospettiva non naturalistica, segue sulla sx la Teoria delle Sante Vergini e sulla dx la Teoria dei Martiri). Si notano mutamenti: immagine ieratica, proporzioni gerarchiche, sfondo oro che crea un’ambientazione ultraterrena (figure ripetute, bidimensionali e frontali, abiti preziosi, fissità degli sguardi, sfondi monocromi, impiego elementi vegetali a scopo riempitivo, mancanza di un piano di appoggio).

Il mausoleo di Teodorico: unica costruzione ravennate non in mattone ma in pietra d’Istria, ha due ordini (primo ordine esternamente ottagonale con archi ciechi e all’interno cruciforme, il secondo è invece più piccolo a forma decagonale esternamente e circolare internamente, lo sfalsamento tra i due ordini crea un ambulacro), il soffitto è costituito da una cupola monolitica, sotto cui scorre una cornice decorata con motivi dell’arte barbarica → l’edificio è sintesi di motivi artistici di culture diverse (romane e barbariche).

Con Giustiniano vengono costruite la Basilica di San Vitale (che presenta i mosaici con lo stesso Giustiniano e la moglie Teodora, i quali hanno l’aureola a testimoniare la vicinanza tra Chiesa e Stato). La stessa tendenza all’astrazione è presente in Sant’Apollinare in Classe (nel cui catino absidale è raffigurato Sant’Apollinare con le pecore rappresentanti gli Apostoli + Trasfigurazione).

Cattedra del Vescovo Massimiano: cattedra eburnea conservata al Museo Arcivescovile di Ravenna. Tra ricchi motivi vegetali e immagini di santi sono raffigurate nei rilievi storie di Cristo (con narrazioni riferibili anche ai Vangeli Apocrifi) e episodi della vita di Giuseppe.

Arte al tempo delle invasioni barbariche (VI - inizio XI sec.)

Barbaro viene dal greco e vuole indicare il “balbuziente”. I barbari premono ai confini e riescono a penetrare, assimilandosi ai romani (convertendosi progressivamente al Cristianesimo) e creando i regni “romano-barbarici”. Gli sconvolgimenti politici portarono, almeno inizialmente al declino di alcune tecniche artistiche come l’architettura, la scultura monumentale e la pittura parietale intesa come affreschi e mosaici. Le nuove popolazioni sono esperte nella lavorazione del legno, dei metalli e delle pelli → l’oreficeria in particolare si afferma come arte-guida, anche perché il criterio di gusto barbarico tendeva a valorizzare la preziosità della materia.

Lo “stile animalesco” (perché spesso venivano utilizzate immagini zoomorfe) dell’oreficeria barbarica accentua l’inclinazione alla geometrizzazione e schematizzazione delle forme, che creano un gioco di sviluppi inestricabili di motivi a nastro. Tale stile ornamentale trova ulteriore sviluppo nella scultura in pietra e splendidi riflessi nelle “pagine-tappeto” dei manoscritti miniati nelle isole britanniche (come l’Evangelario di Durrow).

Arte longobarda (VI - VIII sec. circa)

I longobardi penetrano in Italia nel 568 guidati da re Alboino e conquistano presto quasi tutta la penisola: restano esclusi i possedimenti bizantini (Ravenna) e quelli pontifici → il regno longobardo resta diviso in due (Longobardia Maior e Minor). Nel 774, sconfiggendo le truppe di re Desiderio, Carlo Magno (re franco) porrà fine alla dominazione longobarda sull’Italia settentrionale, mentre i ducati di Benevento e Spoleto cadranno solo nell’XI secolo sotto i normanni due secoli di dominio longobardo in Italia. L’abbandono delle città romane segna il declino dell’arte tardo-antica; il nuovo stile barbarico, rifiutando la tradizione precedente, introduce un linguaggio nuovo: le espressioni artistiche già prima della calata in Italia sono concentrate sull’oreficeria, per cui sono prodotte crocette sbalzate in lamina d’oro e fibule con figure zoomorfe.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tramontoestivo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Rossi Marco.
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