Storia dell’arte medievale (istituzionale)
Prof. Rossi Marco
Il Paleocristiano
Bisogna tenere a mente il contesto europeo e mediterraneo → il Medioevo si fonda su una tradizione
che ha le radici nell’Impero Romano all’inizio del IV secolo sotto Costantino. L’arte medievale farà
sempre riferimento alla tradizione artistica già presente nei territori in cui si sviluppa.
In seguito alla riforma di Diocleziano (che aveva stabilito due Augusti e due Cesari a capo dell’impero
in 4 capitali), Milano è una delle capitali assieme a Nicomedia (poi Bisanzio e Costantinopoli), Reviri
e Sirio → Milano ha un passato di strutture tardo-antiche (4 Basiliche, due tra queste sono quelle di
Sant’Ambrogio e di San Lorenzo)
Il romanico costituisce un rinnovamento dell’arte antica → tutto il Medioevo guarda all’antico, e
quindi non solo Michelangelo e Donatello.
Il Cristianesimo, inoltre, nasce a Nazaret, quando gli imperatori costruivano opere come gli archi per
simboleggiare il potere, opere come l’arco di Costantino* → Costantino sarà colui che permetterà la
libertà di culto dei cristiani con l’editto di Milano (313) e quindi permetterà davvero di costruire
Chiese cristiane.
● L’arte, in epoca antica e medievale, è frutto della committenza e l’opera ha un valore non solo
estetico ma ha anche valore politico (o comunicativo). Se a Roma infatti c’erano gli archi a
simboleggiare la grandezza imperiale, fuori da Roma circolavano le monete con i volti degli
imperatori.
⁎ Arco di Costantino: composto sia da strutture dell’epoca di Costantino sia provenienti dall’epoca
di Traiano, Adriano e Marco Aurelio → problema economico e di nuovo ideologico = il suo potere
riassume e porta a compimento tutta la tradizione imperiale. Questo è il perché spesso si trovano
lastre romane inserite nelle murature (a San Lorenzo ad esempio le fondamenta sono costituite da
blocchi di marmo ricavati dall’anfiteatro di Milano).
Nelle decorazioni stesse dell’arco è presente notare la differenza tra l’arte precedente e la nuova arte
che si stava sviluppando. Se confrontiamo infatti un tondo che raffigura la cattura del leone
proveniente dall’epoca di Adriano (II sec.) con un fregio raffigurante Costantino che distribuisce
denaro al popolo (denaro = potere), si nota che il primo è di stile classico e punta sull’equilibrio,
mentre il secondo è più simbolico ed espressivo. Altra differenza tra le due rappresentazioni è il
panneggio delle vesti: più “classico” e naturalistico nel primo e più massiccio, poiché scavato, in
negativo, al contrario nel secondo. Il fregio dell’epoca di Costantino è quasi quindi antinaturalistico
e anticlassico → la volontà dell’artista è quella di dare un messaggio, l’imitazione della natura è qui
vista solo come una delle tante possibilità dell’arte, non l’unica. Tratti distintivi sono quindi la
maggior schematicità e l’essenzialità della composizione.
Prima dell’epoca di Costantino, intorno al 200, nelle Catacombe di Domitilla (luoghi di sepoltura
dei primi cristiani, in cui le persone pregavano i defunti) si hanno esempi delle prime immagini,
quando immagini cristiane non potevano circolare. A ciò si aggiunge che, nella tradizione ebraica,
nel cui contesto si sviluppa il cristianesimo, la creazione di immagini antropomorfe (immagine di dio
in forma umana) era proibita → il problema non è di non creare immagini, ma di non creare immagini
che possano essere prese come idoli e quindi erano create “immagini-segni”, fatte da segni grafici
che rimandano alla Parola. 1
Un’altra immagine ricorrente nelle catacombe è quella dell’orante a braccia aperte, che poteva essere
inteso come sacerdote cristiano o semplice pastore. Un’altra ancora è quella di un banchetto con
personaggi schizzati e ceste che contenevano il companatico e che può rappresentare l’Ultima Cena
così come il banchetto eucaristico o il regno dei cieli (può dunque evocare più episodi
neotestamentari). L’immagine, in sostanza, deve essere un’immagine polisemica (deve poter avere
più interpretazioni, una valenza di significati e ha tutta una serie di commistioni che partono dal
committente e arrivano fino a noi).
Nel Sarcofago del Buon pastore (bassorilievo del IV sec., oggi ai Musei Vaticani) si nota un tipo di
scultura simile a quella di epoca costantiniana dell’arco di Costantino, che tende a ridurre la
tridimensionalità.
Inizialmente i cristiani non si incontravano solo nelle catacombe, nelle quali più che per celebrare
l’eucarestia andavano per pregare i morti, ma anche nelle domus ecclesiae (case dei cristiani più
ricchi che possedevano al loro interno delle sale nelle quali i cristiani si ritrovavano per celebrare
l’eucaristia). Naturalmente erano riunioni private e clandestine, ma alcune di queste sono
sopravvissute. Un esempio è la casa-chiesa di Dura-Europos (Siria). Più ci si allontanava infatti dal
centro di Roma e più la conservazione delle opere era permessa.
Nell’architettura greca e romana si visitava la statua o il tempio della divinità; a differenza i cristiani
invece effettuano un’assemblea e avevano la necessità di incontrarsi perché non era loro permesso.
Questa volontà è una novità perché nemmeno nel tempio ebraico si radunavano. Lo spazio del culto
nasce quindi dall’esperienza che avevano vissuto i primi cristiani, che non si pongono il problema di
costruire dei luoghi fisici ma si ritrovavano e questo ritrovarsi genera uno spazio.
Quando Costantino permise la libertà di culto offrì anche uno spazio per costruire dei luoghi in cui
trovarsi: il primo spazio che offre è un suo palazzo, il Laterano a Roma, dove fu costruita la Basilica
di San Giovanni in Laterano. La prima Basilica ha questa struttura: uno spazio rettangolare a navate
che si precorreva entrando dal lato breve procedendo lungo le navate e verso l’altare. Gli architetti
volevano creare un percorso dell’uomo che dall’ingresso procedeva verso Dio. Il termine basilica non
è tuttavia nuovo: ad esso si associavano dei luoghi in cui si amministravano delle sedute politiche ed
economiche. Poteva essere un luogo in cui si amministrava la giustizia (e in questo caso presentava
un podio in un’abside sul quale si insediava il tribunale) oppure ospitare incontri d’affari. Un esempio
di basilica romana già molto vicino alla costruzione cristiana è la basilica di Massenzio a Roma.
L’utilizzo di questi ambienti era però differente rispetto a quello delle Basiliche cristiane in quanto si
entrava dal lato lungo e ci si sedeva tutti intorno, vi era essenzialmente una concezione statica della
basilica.
Si nota quindi l’adozione di un tipo di costruzione precedente, ma alla struttura viene conferito un
significato nuovo che nasce dall’esperienza che i cristiani compiono all’interno di essa e ciò
contribuisce a rivivere in maniera nuova questo spazio, nonostante resti simile come configurazione
formale.
A Sardi in Turchia, è presente un sito archeologico, che ha portato alla luce la sinagoga ricavata da
una sezione della basilica di epoca romana, dove sono state rinvenute iscrizioni in greco e in ebraico
e numerosi mosaici. In questo caso vediamo una posizione verticale della pianta, che può derivare
dalle sinagoghe ebraiche. Sull’altare veniva posta la torah e forte era l’idea dell’aula. 2
Antica Basilica di San Pietro in Vaticano (IV sec.)
La Basilica (ubicata a Roma, nell'area attualmente occupata dalla nuova basilica vaticana) un
martyrium in quanto venne costruita esattamente sopra la tomba di Pietro, martire cristiano. Abbiamo
quindi un radicamento su quello che è il martire per eccellenza, Gesù Cristo e un collegamento con
la tomba del Santo Sepolcro a Gerusalemme, in cui è contenuto il sepolcro vuoto Cristo (naturalmente
vuoto perché è risorto). Simile a quella di San Giovanni in Laterano, doveva anche avere però un
percorso per costruire la tomba al di sotto. Inoltre, possedeva anche l’atrio.
Due piante
● Basilica a pianta longitudinale: con una o più navate, mette in evidenza l’itinerario del fedele verso
l’altare, dimensione dinamica.
● Basilica pianta centrale: centralità dell’altare in una forma geometrica, mette in evidenza la
centralità dell’altare e del culto di Cristo, dimensione raccolta, che può essere centripeta o centrifuga.
Il prototipo della basilica a pianta centrale è a Gerusalemme, dove sempre Costantino promuove la
fondazione della Basilica sul luogo nel quale avviene la morte e resurrezione di Cristo → Basilica
dell’Anastasis, della resurrezione o Basilica del Santo Sepolcro. Mosaico a Madaba, Tunisia: molti
resti di arte paleocristiana e resti di mosaici pavimentali. Presenta una carta geografica del territorio
della Terra Santa con la città di Gerusalemme (tipica città romana murata). Basilica dell’anastasis:
connotazione scenografica derivata dall’architettura ellenistica. Costruita sui luoghi della Passione, è
una monumentalizzazione dei luoghi di Cristo. L’obbiettivo è che il cristianesimo non sia un racconto,
una riflessione teologica, sia invece un fatto di cui va preservata la memoria. È in senso longitudinale
a 5 navate con passaggi laterali, che arriva ad un atrio in cui c’è il luogo della croce (Golgota), oltre
a questo spazio basilica rotonda al cui centro è sito il luogo del sepolcro ma non c’è più il corpo di
Cristo (il sepolcro costituisce l’asse che legava il centro del mondo al cosmo). Questa basilica subisce
distruzioni notevoli: venne parzialmente distrutta dai Persiani (VI sec.) poi poco dopo il 1000 da un
califfo a seguito della conquista islamica di Gerusalemme. I crociati ricostruiscono la parte del
Golgota.
Altro esempio di unione di pianta longitudinale con quella a pianta centrale è quella della Natività di
Betlemme (parte centrale ottagonale = riferimento alla nascita di Cristo).
A pianta centrale a Milano c’è un esempio Basilica di San Lorenzo (prima metà V sec.), tra le
migliori conservate in occidente, pianta quadrata con i lati sfondati o dilatati sui lati da 4 esedre (corpi
concavi, semicircolari che lasciano trascorrere la luce) → lo stesso ritmo è ripreso dal colonnato
interno. Ciò dà un senso di respiro dello spazio, il limite rigido del lato del quadrato non basta a
contenere il senso dell’ampiezza suggerito dalle esedre → le esedre creano volume. In origine le
murature erano decorate da mosaici, quindi la Basilica era ancora più variopinta. Ebbe rifacimenti in
epoca romana e un crollo nella seconda metà del 1500, per cui venne ricostruita. Ha anche cappelle
sui lati che sviluppano ulteriormente la planimetria. Plausibilmente erano le sale dei palazzi imperiali,
la sua fondazione è comunque molto discussa: di probabile derivazione imperiale, sopra i resti
dell’anfiteatro romano di Milano. Nelle raccolte del Castello Sforzesco è conservato un disegno che
mostra come la chiesa era in epoca romanica (la cupola era più ribassata). La basilica conserva ancora
nella Cappella di Sant’Aquilino dei resti di mosaici → uno presenta il Christus docens con il braccio
in alto che insegna agli apostoli. Un altro raffigura Elia che vede il carro del Sole. Nella loggetta
superiore ci sono invece resti di affreschi a figure geometriche che evocano i marmi: la decorazione
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paleocristiana era ricca e svariata (paste vitree, affreschi, mosaici). In alcuni affreschi ci sono
elementi naturalistici.
Poco prima della costruzione di San Lorenzo, nel IV sec. a Milano avviene un rinnovamento
architettonico promosso da Sant’Ambrogio, che fa costruire 4 basiliche sulle 4 vie principali di
penetrazione della città. Basilica virginum dal nord (Basilica di San Sempliciano) + Basilica
santorum (Basilica di San Dionigi, unica che è scomparsa) + Basilica apostolorum (San Nazaro) +
Basilica Martyrium (Sant’Ambrogio). Infine, Ambrogio realizza i battisteri delle due Cattedrali
(Santa Maria Maggiore e Santa Tecla) i cui resti sono visibili scendendo dal sagrato del duomo
(ottagonali a pianta centrale ma poiché in epoca romana a pianta ottagonale era il mausoleo lui stesso
in alcuni versi dà il significato, in quanto “l’ottavo giorno è simbolo della resurrezione”).
A Tunisi c’è il museo più importante del mosaico tardo-antico, il museo nazionale del Bardo,
attaccato nel 2015 dall’ISIS.
● Ultimo grande intervento costantiniano è il rinnovo di Bisanzio, poi Costantinopoli (oggi Istanbul).
In Oriente la maggior parte delle opere cristiane sono state distrutte per il problema dell’iconoclastia.
Bisanzio diventa una delle capitali dell’impero, al posto di Nicomedia. Costantinopoli diventa una
“Nuova Roma”. Roma per altro di lì a un secolo e mezzo, nel 476, cadrà (da parte di Odoacre che
depone Romolo Augustolo). Costantinopoli rimarrà capitale dell’impero romano (d’Oriente) e cadrà
per mano dei turchi nel 1453. Viene prodotta l’arte bizantina, che è in realtà molto articolata e viene
declinata con i nomi delle famiglie imperiali che nei secoli assumono un ruolo guida.
A Costantinopoli c’era un grande palazzo imperiale, di cui rimangono alcuni resti e mosaici, un
grande ippodromo (oggi piazza) con una serie di obelischi al centro e la chiesa palatina (Basilica di
Santa Sofia*, oggi museo), dove si incontravano il patriarca e l’imperatore.
L’obelisco di Teodosio si è conservato e presenta di nuovo lo stile che Costantino aveva adottato:
con criteri gerarchici, sistema figurativo paratattico (accostamento di figure) e panneggi scavati.
Mosaici pavimentali del palazzo imperiale: datazione oscillante tra VI e VIII sec. in ogni caso
costituiscono una continuità con l’arte naturalistica classica (un critico ha parlato di ellenismo
perenne). Anche in Italia, a Castelseprio (Varese) c’è un esempio di ellenismo perenne. Caratteristica
dei mosaici è la dimensione ridotta delle tessere, che permettono un dettaglio molto raffinato.
⁎ Santa Sofia: costruzione a partire da Costantino ma terminata da Giustiniano (VI sec.), architetti
Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto. È immensa e a pianta centrale (struttura quadrata con
dilatazione su due lati attraverso delle esedre). Intorno c’è una serie di ambienti determinati dal fatto
che il sistema costruttivo (molto innovativo ma precario) è basato su enormi pilastri che sostengono
la struttura. Al centro si aveva l’incontro del patriarca e dell’imperatore, attorno stava il popolo (si
hanno testimonianze di una certa sontuosità). Il vano centrale è maestoso e quasi impedisce la vista,
anche se il tutto è traforato perché realizzato attraverso muri traforati ed esedre. La luce è protagonista
e glorifica l’incontro tra il patriarca e l’imperatore che avvenne nella basilica → le basiliche cristiane
sorgevano o come martyria o in luoghi dove erano successi particolari eventi. Qui abbiamo Santa
Sofia (Santa Sapienza, che è un concetto; la sapienza, attributo di Dio, si è fatta carne). C’è dunque
un’astrazione a livello teologico, si prediligono la luce e il concetto, tutti elementi del bizantino. La
modalità espressiva del Cristianesimo è potenzialmente infinita: bisogna capire cosa si è voluto
sottolineare attraverso determinate forme. La luce stessa, che c’è in ogni spazio, può esprimere
concetti ed esperienze diverse. Qui la luce, come in San Lorenzo, dilata e rende infinito lo spazio. In
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origine era ancora più evidente perché era interamente decorata da mosaici. Databili direttamente
prima dell’iconoclastia. Capitelli ricchissimi.
L’iconografia bizantina di Maria la raffigura in trono regale e con Gesù bambino piuttosto cresciuto
(Theotòkos): nella Chiesa delle origini i problemi teologici più ribattuti erano tra gli ariani, che
riconoscevano solo la natura umana di Cristo e i monofisiti, secondo i quali Gesù Cristo è Dio ma
non è veramente uomo. La decisione definitiva è stata del concilio di Efeso (431): Maria Madre di
Dio → quindi Gesù è sia uomo sia Dio.
Sono rimaste poche immagini perché tra il 726 e il 786 (e poi ripresa nel IX sec.) ci fu in oriente la
lotta iconoclasta: Leone III Isaurico vietò la diffusione di tutte le immagini sacre. Questo avviene un
po’ per un certo monofisismo, spiritualismo e un po’ perché capitava che venisse attribuito un culto
eccessivo, idolatrico alle immagini. La Chiesa di Roma, il papa, difende la liceità delle immagini in
Occidente, soprattutto nell’ultimo concilio ecumenico, il II concilio di Nicea: “se non fosse lecito
tradurre in immagine la divinità non sarebbe neanche stata lecita l’incarnazione, ma naturalmente è
giusto venerare il prototipo”.
La Chiesa dei Santi Sergio e Bacco, sempre a Istanbul, è molto simile a Santa Sofia strutturalmente.
Ravenna
Ravenna, in epoca bizantina, diventa nel 402 una delle capitali dell’Impero, al posto di Milano → col
trasferimento della capitale, viene posta a Ravenna la sede vescovile, con la quale viene costruita una
cattedrale, ora persa, dedicata all’Anastasis, che presenta un magistero, denominato Battistero
Neoniano, realizzato nel V sec. dal vescovo Neone. Il battistero è una struttura ottagonale con solo
una decorazione nell’ordine superiore. All’esterno è austero, è come un involucro che si esprime
entrandoci, tramite una decorazione finemente completa. Nel primo ordine ci sono vari tipi di marmi,
il secondo ha una serie di mosaici,
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