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Lezione 1 – 4/02/2013: Il realismo di Courbet

Il modulo di lezione inizia nella prima metà dell’Ottocento, il secolo più importante per l'arte a livello internazionale, dove essa diventa più ricca e raffinata. A Parigi in questo periodo vivono due artisti che rappresentano le due diverse anime dell'arte: Ingres e Delacroix. Il primo segue il movimento Neoclassico, ritenuto artificiale, esso non si occupava di aspetti reali della vita. Il secondo era della corrente del Romanticismo, dove i sentimenti erano troppo amplificati, così da cadere spesso in melodrammi che caricaturavano gli eventi storici.

Gustave Courbet è un artista che si dimostra già formato nella fine degli anni '40 dell'Ottocento. Attorno a questo periodo nasce la fotografia, portando una modalità nuova per rappresentare il mondo. Courbet non nasce a Parigi, al centro del movimento dell'arte, ma in un paesino di nome Ornans. Il padre, ricco possidente di terra, gli fa studiare giurisprudenza ma il figlio si imporrà come artista autodidatta. A partire dal 1848, con l'arrivo di numerose guerre, i soggetti cambiano: si rappresenta meglio la società non parigina, quei soggetti considerati non importanti, le persone comuni. Ma mentre in precedenza queste figure facevano trasparire sensi di religione o pietà, Courbet abbandona tale strada.

I committenti che ordinano i soggetti agli artisti non esistono più, mentre nascono i luoghi per le esposizioni e le gallerie personali dei pittori. I Salon saranno i migliori punti per le esposizioni, ma gli artisti avranno ancora bisogno di mecenati che li possano finanziare, nonostante ogni pittore divenga libero di dipingere ciò che vuole, indipendentemente dai committenti. A partire dal 1849 Courbet viene ufficialmente considerato un artista, grazie al suo dipinto Cena a Ornans. Egli ha una grande attenzione per il quotidiano, che rappresenta senza teatralità, senza mai imitare soggetti aristocratici o provenienti dall'alta borghesia. Courbet si batte contro la rigidità dei percorsi accademici a lui contemporanei.

Altro importante dipinto di Courbet è Gli Spaccapietre, andato distrutto per i bombardamenti avvenuti a Dresda. Il quadro è molto ampio, le figure sono leggermente più grandi delle proporzioni reali per dare un effetto di maestosità: quest'opera vuole mostrare il gradino più basso, il lavoro meccanico delle persone, il lavoro puro senza alcuna forma religiosa. È un principio di rappresentazione di ciò che, di lì a poco, diverrà l'industrializzazione. È un manifesto assieme artistico e politico che ci porta uno scorcio familiare di qualcosa che accade ogni giorno sotto gli occhi delle persone. I quadri di Courbet sono differenti da quelli di Millet poiché quest'ultimo, nonostante la similarità dei soggetti rappresentati, mostra figure integre.

Courbet, nel 1849, dipinge Funerali a Ornans, altro quadro molto grande. Il soggetto tradizionale del funerale dà un senso di attualità. Non si sa di chi sia il funerale (c'è chi ipotizza la possibilità che si tratti del nonno dell'artista), ma questa non è una domanda a cui è importante dare risposta. La buca è a metà, come se chi guardasse il quadro vi fosse inserito dentro. Il quadro è tagliato ai lati dando l'impressione di un'impostazione fotografica, coinvolge lo spettatore e mostra la processione in movimento, mentre arriva. La grandissima cura di Courbet nel rendere i ritratti molto somiglianti deriva anche dall'utilizzo di persone messe in posa, generando una rappresentazione reale non teatralizzata.

Questi due quadri rappresentano da una parte il lavoro e dall'altra la morte, mostrando non i sentimenti ma la realtà visibile. Nella vita degli artisti, specialmente quelli giovani, sono molto importanti le loro influenze, le mostre a cui hanno assistito e dove si sono spostati. Courbet ad esempio, in Olanda, mostra interesse per Bartholomeus van der Helst, pittore che riproduce momenti importanti che nell'epoca moderna sarebbero stati immortalati da fotografie piuttosto che da dipinti.

La creazione di dipinti imponenti derivava dal fatto che le sale di esposizione erano molto grandi e si aveva la tendenza a riempire tutti gli spazi, come nel Trionfo di Cristo del fiammingo Wiertz dipinto nel 1848. In Courbet, al contrario di molti suoi contemporanei, manca un significato vero e proprio, ci si sofferma piuttosto sui soggetti e sul paesaggio. Nel 1851 dipinge Le Signorine del Villaggio rappresentando le sue sorelle, vestite sguaiatamente. Nel 1854 propone il lavoro La Rencontre, ou "Bonjour Monsieur Courbet" con la presenza anche dell'artista: egli si sposta cercando persone, paesaggi e soggetti di rappresentazione.

I soggetti sono attivi, lo stesso pittore è un protagonista e non solo un mero specchio della realtà. Courbet rivendica un ruolo intellettuale, anche affittando sale vicino alle mostre ufficiali dove espone i propri quadri. Nel 1856 dipinge Les Demoiselles des bords de la Seine: egli viene denunciato poiché mostra delle prostitute in un momento di relax e vestite con abiti borghesi, non identificando la donna con i consueti alti modelli religiosi o divini. Frequenti nei dipinti sono le figure dei cani, non da compagnia e non di razza ma da pastorizia, comuni compagni della vita quotidiana. Couture, in una corrente opposta a Courbet, rappresenta il pittore realista seduto sulla testa di Giove mentre dipinge una testa di maiale: è un dipinto del 1865.

Lezione 2 – 5/02/2013: Manet e l'Impressionismo

Nonostante Courbet si sia sempre opposto alle accademie, la sua corrente divenne successivamente una vera e propria scuola per altri artisti. Con opere come L'Atelier del pittore del 1854-55 si ha un lavoro che non è considerato immediatamente realista poiché presenta un’allegoria. Il concetto di Realismo va interpretato anche in Courbet. La storia descritta dal pittore non è fatta di grandi eventi ma, piuttosto, di quotidianità. Attraverso la gerarchia interiore dell'opera si rispecchiano le dinamiche interne al pittore. Come già accennato alla precedente lezione, si dipingevano gli artisti, essi rivendicavano la propria imposizione nel mondo intellettuale attraverso le dinamiche del quadro.

Nell'Atelier del pittore al centro è presente l'artista, una modella (rappresentazione allegorica della realtà) è alle sue spalle e osserva la tela che viene dipinta. Il quadro qui posto è più dettagliato dello sfondo che lo attornia. È presente un bambino che, guardando il quadro senza costrutti mentali storici e sociali, ci ricorda di osservare un’opera d’arte sempre con occhi nuovi. A sinistra le figure sono un po' accademiche e paiono prive di speranza. A destra abbiamo la parte più luminosa, dettagliata quanto il centro. Sono presenti intellettuali e una coppia di collezionisti. Il quadro è uniformato da colori bruni.

Diversamente dal lavoro di Courbet, L'Atelier de la rue di Bazille, dipinto nel 1870, ci mostra una scena molto più quotidiana rispetto alla precedente. Questo è un quadro molto vivo, qualità che nel futuro sarà la prima dell’Impressionismo. Sempre nel 1870 il tema viene ripreso da Fantin-Latour con Un Atelier aux Batignolles. In questa opera è mostrata l’importanza del dialogo che si ha fra artisti e intellettuali. Il pittore qui raffigurato è Manet, che diverrà poi il diretto erede di Courbet, rimanendo sempre ai margini dell’Impressionismo per evitare di essere etichettato, colui che romperà definitivamente le influenze passate di Romanticismo e Neoclassicismo.

Fantin-Latour, con Homage to Delacroix del 1864, descrive la scuola perdente in quel momento a Parigi: quella romantica. L’Impressionismo sarà infatti una strada a metà fra il Realismo di Courbet e il Romanticismo di Delacroix. Il ritratto centrale rappresentante il pittore è ispirato ad una fotografia, che sostituisce il modello, azione che diverrà poi sempre più comune. È bene ricordare che senza Courbet non si sarebbe mai arrivati al passaggio successivo. La società cambiava rapidamente e l’artista si doveva chiedere quale fosse il modo migliore per rappresentare quella realtà in trasformazione.

La pittura dominante era fondamentalmente quella del post-Neoclassicismo, il cui massimo esponente era visto in Gérôme, molto apprezzato al suo tempo ma criticato e opposto dagli impressionisti. I suoi quadri, come La morte di Cesare del 1859 e Pollice Verso del 1872, saranno un’importante fonte per il cinema, pur non presentandosi come innovazioni dal punto di vista linguistico. Venivano ripresi spesso temi mitologici che parlavano di attualità e commentavano la politica francese. Anche Puvis de Chavannes, con Massilia. Colonia Greca del 1869 ha dato altri importanti spunti per quelle che sarebbero divenute le future rappresentazioni di questi luoghi.

Il ruolo della fotografia diventava importante e stava alla base del lavoro del pittore. Courbet con L'origine del mondo del 1866, un lavoro su commissione, mostra un quadro che esplicita un voyeurismo prettamente maschile: è un quadro fatto da un uomo per un uomo. Il quadro viene venduto all'asta nel 1950 allo psicanalista Lacan che chiese poi ad André Masson di realizzare una copertina per l’opera. Questo lavoro è divenuto famosissimo nonostante fosse stato sempre poco visibile.

Il Musée d'Orsay contiene il maggior numero di opere impressioniste e tutta l’arte dal 1848 al 1915 è collocata qui. Manet, che lancerà questa corrente nuova, ha in maestro Couture. Per essere considerati pittori infatti erano necessarie due cose: avere un maestro importante e viaggiare in Italia per visionare le opere sulla proporzione umana (come quelle di Leonardo e Raffaello).

Il primo lavoro di Manet è del 1858-59, si tratta del Bevitore di assenzio. Viene rifiutato, come spesso accadrà ai suoi quadri, per le esposizioni ufficiali al Musée. L’artista ci tiene ad essere visibile nelle mostre del Salon e disdegna le piccole esposizioni dei giovani artisti. La sua pittura viene ritenuta non importante, tanto che anche il suo maestro lo criticherà. Manet si sente molto vicino a Velasquez, infatti per il suo primo lavoro si ispira al suo Menippo del 1639-41. Già in questo lavoro di Manet si identificano le caratteristiche che saranno poi comuni a molte sue opere: i volti dettagliatissimi, significativi ed espressivi a scapito di altre parti considerate meno importanti, come l’ambientazione, che risultano poco ricche, appena accennate.

Manet esprime spesso il proprio amore per la Spagna, attraverso quadri come Il cantante spagnolo del 1866. Non rappresenta una messa in scena ma si vuole cogliere la realtà. Anche nel Ragazzo con spada del 1861 sono presenti sfondi neutri che fanno risaltare la figura, la quale guarda lo spettatore. Viene data grande importanza ai costumi nonostante questi non indichino la realtà contemporanea del pittore.

Nel 1862 Manet dipinge Music in the Tuileries dove è presente l’elemento della folla, che sarà successivamente sempre più importante e presente anche in altri artisti. Qui Manet si discosta dai precedenti lavori. Chi guarda il quadro è egli stesso in mezzo alla folla, seppur leggermente distante e sono chiaramente presenti personaggi che saranno presi anche successivamente, mostrando nuovamente modelli non astratti ma persone che si frequentavano nel quotidiano. Anche qui, come in altre opere, il taglio è fortemente fotografico.

Con I vecchi musicisti sempre del 1862 possiamo notare come lo stile di Manet vada in direzioni molto diverse. Le persone sembrano in posa, i soggetti sono contornati da bambini, è presente la tradizione di Courbet della rappresentazione delle persone più umili. È presente anche il precedente bevitore d’assenzio, come rivendicazione del punto di vista dell’artista.

Nel 1863, grazie ad un editto di Napoleone III (capo sia della politica che della cultura francese), nasce una galleria che raccoglie le opere respinte dalle mostre ufficiali: il Salon des Refusés (il salone dei rifiutati). Le opere che continuano a godere di maggior fortuna sono quelle di derivazione neoclassica, in particolar modo La nascita di Venere di Cabanel, dipinto proprio nel 1863. Fra i lavori esclusi sono presenti la Sinfonia in Bianco di Whistler del 1862 e M.lle V. in costume da espada di Manet, dove è nuovamente presente la Spagna, ricordando Goya e la sua scuola piuttosto che un realismo di Courbet. È un doppio travestimento, di un francese che imita uno spagnolo e di una donna che si finge torero, quindi uomo.

Sempre di Manet viene rifiutato anche Jeune Homme en costume de majo, opera del 1863, dove il costume spagnoleggiante non risulta in sintonia con gli stivali e altri elementi. Tutte queste opere definiscono una struttura sempre coerente allo stile di Manet del tempo. Con La morte del torero del 1864 si ha un quadro che nasce più grande ma che viene successivamente diviso in due. È ispirato ad un dipinto intitolato Soldato morto detto di Velasquez poi rivelatosi di Aniello Falcone. Il torero viene rappresentato come soldato di tanti combattimenti isolato nella morte, mentre nel quadro totale erano presenti il toro e altri uomini che non riuscivano a dare questa sensazione di solitudine. Sono fortemente esaltati i particolari del corpo del soggetto.

Il secondo quadro derivato dalla divisione del lavoro unico è divenuto La corrida. È probabile che questi quadri siano stati ritoccati dopo essere stati divisi. Manet non si concentra solo su soggetti moderni, ma si mette alla prova anche con altri: nel Cristo morto con angeli del 1864 si ha una rappresentazione molto distante da Courbet. Manet tiene presente la tradizione, non se ne stacca completamente ma la porta in una visione più contemporanea. Il percorso di Manet non è esclusivamente rivoluzionario ma è denso di riferimenti storici e artistici, con presenza anche di paesaggi.

La Colazione sull'erba del 1863 è un altro quadro di Manet che viene rifiutato. È questa l’opera più bersagliata in assoluto dalle cronache dell’epoca. Vi è una forte somiglianza fra gli oggetti sparpagliati e i soggetti rappresentati, ma il senso tende a rimanere enigmatico. Il lavoro è una derivazione della scuola veneta, apprezzata dal pittore durante un viaggio in Italia dal quale ha riportato numerosi schizzi. È stato ispirato soprattutto dal Giudizio di Paride dell’incisore italiano Marcantonio Raimondi.

Lezione 4 – 11/02/2013: Degas e l'Impressionismo

È dal 1874 che la mostra diviene ancora più importante, anche grazie alla nascita dei cataloghi. Gli artisti formano una società che permette loro di istituire una mostra alternativa a quelle ufficiali. In tal modo risolvono in parte il problema dei pochi investimenti fatti nell'arte. La mostra di questo tipo è molto allargata, sono presenti opere magari già vendute che vengono prese nuovamente in prestito per essere esposte.

Tra i numerosi dipinti presenti in queste mostre ricordiamo Boulevard des Capucines di Claude Monet, dipinto attorno al 1872-73. Sono presenti quelle che saranno le più importanti caratteristiche dell’Impressionismo: l’attenzione data ad uno sguardo verso la realtà e alla dinamica dell’osservazione, la folla è formata da pennellate non raffinate, il quadro è focalizzato sulla visione d’insieme e non sui particolari. Sono dati validi per quasi tutti gli artisti di questa nuova corrente. Sarà proprio la mancanza di definizione ad essere grandemente criticata. Si ha l'idea di una città in movimento, sono rappresentati gruppi di persone e non singoli individui. Si pensa che, complice la presenza della neve, quello rappresentato sia un momento di festa.

Berthe Morisot, con Nascondino del 1873, torna ad un rapporto con la realtà quotidiana vissuta. Anche qui è presente una pennellata che non definisce i particolari. La pittrice si rifà ad uno stile tradizionale della pittura femminile: la rappresentazione di scene famigliari. Anche con La culla del 1873 si vuole trovare ciò che è presente di significativo nel quotidiano. Viene data maggiore attenzione al meccanismo rappresentativo piuttosto che all’episodio stesso rappresentato.

Camille Pissarro, con Paesaggio a Pontoise del 1874, ci ricorda che non esistevano solo artisti giovani che si volevano liberare della precedente generazione, ma erano presenti anche artisti già affermati che necessitavano di nuove possibilità espositive. Lo stesso aspetto dell’en plein air viene accentuato rispetto al passato ma non si tratta di una novità in assoluto. Il quadro rispetta una strutturazione precedente anche a Manet, è fortemente disegnato e definito anche in lontananza.

Pierre-Auguste Renoir, con Monet che dipinge nel suo giardino di Argenteuil del 1873, mostra il passaggio alla rappresentazione di ciò che si vede direttamente piuttosto che del mito è evidente. L’Impressionismo mostra il processo opposto alla grande definizione di quelle opere che descrivevano fatti invisibili, di fantasia.

Paul Cezanne con La casa dell’impiccato del 1873 ci mostra un quadro di paesaggio. Era un pittore che viveva isolato rispetto a chi rappresentava la città centrale con la sua modernità.

Edgar Degas con L’Orchestra dell’Opera del 1870 non ci mostra più il lato impressionista degli spazi aperti e dei colori, bensì quello delle tipiche situazioni di movimento nei luoghi di raccolta della folla.

Gustave Caillebotte dipinge nel 1875 Les raboteurs de parquets. È un quadro sicuramente figlio del germoglio realista di Courbet.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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