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New Dada e Nouveau Realisme

Il New Dada e il Nouveau Realisme sono movimenti che conciliano la coppia valori primari – valori secondari e l'alternativa di stare dentro o fuori il quadro, alla ricerca di una spazialità non più illusoria.

Valori primari e secondari

Per valori primari si intendono quelli di derivazione informale, volti a suggerire la presenza di forze primordiali difficilmente controllabili e abbandonate alla casualità. Mentre i valori secondari sono quelli che tengono conto del principio di realtà.

Artisti statunitensi del New Dada

Importanti artisti statunitensi del New Dada sono Rauschenberg e Johns.

Esempi di opere

"Rebus": zone cromatiche essenziali e primarie perché lasciate libere di sgocciolare rigando la tela, ma questi interventi liberi sono accostati al collage di ritagli di giornale, recanti immagini fotografiche e quindi reali e stereotipate-anonime, a cominciare dagli austeri colori degli inchiostri della stampa, quasi a negare la cromia primaria iniziale.

Collage: moderato e concettuale

  • Quella moderata di Schwitters, dove gli elementi ritagliati entravano in un contesto artistico, armonizzati tra loro.
  • Quella concettuale di Duchamp.

Rauschenberg guarda al versante moderato, moltiplicandolo: c’è un aumento delle dimensioni del "quadro" e un più vasto repertorio di materiali e anche gli elementi primari appaiono più violenti. Ma la cosa più interessante da osservare è l’aggetto dei materiali incollati, che già con Schwitters "sporgevano fuori" dal piano dando luogo ad un assemblage. Gli aggetti di Rauschenberg sono di maggiore spessore, al punto da non essere quasi più bidimensionale.

"Letto": opera in cui cuscino e coperta sono incollati o assemblati tali e quali in tutta la loro tridimensionalità. Ma non è ancora una ready-made duchampiano, in quanto il quadro è collocato tradizionalmente in verticale, la coperta è ottenuta con un patchwork e il cuscino reca i segni pittoreschi dell’uso.

"Senza titolo": ritagli di rotocalco incollati e montati nello spazio di una fragile edicola, portando ad una spazialità reale e reale è anche il gallo cedrone imbalsamato e posto al centro. Oggetto pittoresco e povero ai margini di una civiltà urbana artificiale. Le fuoriuscite spaziali oltre ad essere animali impagliati, sono anche oggetti di rozza e povera artificialità, ad esempio una sedia legata ad un quadro e però poggiante con le gambe al pavimento.

"Tempo 3": propone una sinfonia in bianco tra la consistenza argentata e madreperlata del quadrante di un orologio da muro (di pessimo gusto) e il candore naturale-primario di pennellate di biacca (pigmento pittorico costituito da carbonato basico di piombo): purezza e sporcizia, ordine tecnologico e disordine esistenziale si mescolano.

Johns e il concettuale

Johns guardava più al concettuale e quindi la tecnica ready-made si rivolge a oggetti neutri, anestetici, o meglio a concetti.

"Tiri a segno": possiamo osservare che assume un oggetto neutro, "secondario", ma è uno stereotipo asettico, poco pittoresco; quello che conta è l’atto di voler considerare artistico ciò che non lo è per troppa regolarità, anche perché si tratta di un oggetto geometrico. Sembra che l’artista apra verso l’Optica Art o in parallelo con le ricerche della Scuola di New York che rifiuta l’espressionismo, ma in realtà la stesura cromatica è tutt’altro che anonima, ma animata e sensibile introducendo qualche soffio primario. Il dramma tra le due spinte risulta come miniaturizzato.

Lo scontro si fa un po’ più evidente nella serie dedicata ai numeri e alle lettere -> ready-made concettuale in cui numeri e lettere sono nozioni e idee. L’impersonalità viene contrapposta da cromatismi che si appoggiano ai colori primari, alla tricromia. Tutto si complica quando le lettere vengono collegate in modo da dar luogo ai tre colori, con sfasatura in quanto la parola "giallo" non sarà dipinta con il giallo perché giallo su giallo non si vedrebbe.

Dopo il 1960

Dopo il 1960 Johns riprende anche il dadaismo moderato, inserendo degli oggetti "tali e quali" che aggettano. Ma in questa direzione i suoi assemblaggi sono sempre più cauti con un vasto "campo" di interventi pittorici, quasi sul monocromo -> questo riassorbe le presenze tridimensionali. A volte gli oggetti inseriti sono volgari, ma generalmente sono stereotipi oppure sono oggetti utilizzati per misurare. Ha creato anche calchi letterali di utensili secondari (lampadina, lattina, barattolo) poi fusi in bronzo -> ambito tridimensionale. Ma non si avvicina né al ready-made di Duchamp, né al gusto Pop, in quanto privatizza l’oggetto conferendo alla superficie un aspetto corroso.

Assemblage negli anni '50

Nell’ultimo scorcio degli anni ’50 negli USA viene creato un assemblage con oggetti eleganti-preziosi, definito squisito. Artisti di questo ramo sono: Cornell, autore di cassette-reliquari in cui...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kiaretta90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Arte e percezione visiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Venezia o del prof Molinari Maria Angelica.
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