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Ariosto

Secondo la divisione fatta dal libro di Carlo Dionisotti “Geografia e storia della letteratura italiana” (1960), mentre nell’Italia post-unitaria possiamo parlare propriamente di letteratura italiana, prima c’erano forti divisioni a seconda delle regioni, a partire dalla lingua stessa. Si ricercava un volgare unico, forse riscontrabile nel fiorentino, ma permanevano grandi differenze. Nel contesto di Ferrara ritroviamo Ariosto.

L'opera di Ariosto

Mentre Machiavelli, pur ritornandoci più tardi, scrive il Principe di getto per la necessità di terminare presto il lavoro, per Ariosto l’Orlando furioso è l’opera di una vita. Aveva l’idea di scrivere un’opera con Orlando come personaggio già dal 1505-06. Dice egli stesso in una lettera di voler scrivere una “gionta” all’opera di Boiardo. Boiardo era diventato un modello per il genere epico cavalleresco, a Ferrara, ma anche nel Veneto. Rispetto a Boiardo, verrà fuori il tema della pazzia di Orlando.

Delusione e dedizione

Salendo Leone X, figlio del Magnifico, come papa, Ariosto lascia la corte degli Estensi per fargli omaggio. In una lettera scrive, però, che “il papa è miope”, pur conoscendolo da prima, tra la folla di “questuanti”, che gli chiedevano favori, non lo vede e la sua speranza viene disattesa. Dopo la delusione si dedica al poema più intensamente e approda nel 1516 a una prima edizione, in quaranta canti di ottave. L’ottava fiorentina è una strofa di otto endecasillabi, di cui sei versi a rima alternata e due a rima baciata, schema ABABABCC e si distingue da quella siciliana, con solo la rima alternata.

La poesia narrativa

Appartiene al genere della poesia narrativa, diversa dalla concezione moderna dalla poesia, che la associa alla lirica, all’amore e in generale all’io. Alla poesia narrativa appartiene anche la Gerusalemme liberata, che narra di fatti, eventi, di scontri, battaglie. Per questo tipo di poesia prima dell’ottava si usava la terzina dantesca, che anche Ariosto stesso usa per le satire. Parini darà successivamente il via all’utilizzo dell’endecasillabo sciolto, ritenendo l’ottava rima troppo musicale. I Sepolcri di Foscolo infatti avranno 295 endecasillabi sciolti.

L'allontanamento dalla corte

Nel 1517 Ippolito d’Este deve raggiungere la sede vescovile in Ungheria e chiede ad Ariosto di seguirlo. Il rifiuto determina un allontanamento dalla corte e una difficoltà. In questa occasione scrive la prima satira. Sono in tutto sette e trattano di vari temi: ce ne sarà una sul matrimonio, una dedicata al fratello e una proprio su questo rifiuto a Ippolito. Scrive infatti contemporaneamente opere diverse.

Le edizioni del Furioso

Nel 1521 esce la seconda edizione dell’Orlando furioso e ritorna al servizio degli Estensi, entrando nella corte di Alfonso II d’Este, duca di Ferrara, e risolvendo i problemi finanziari, dopo l’interregno che aveva causato una cesura nella produzione del Furioso. Nel 1532 esce l’ultima versione dell’Orlando furioso, in 46 canti, con sei canti in più rispetto alla versione precedente. L’altra importante revisione che fa riguarda la lingua, poiché è evidente l’influenza delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo, opera in cui due personaggi dialogano alla ricerca di un volgare comune nella penisola. Prevale l’ipotesi di Bembo su quella di altri, come quella di Castiglione che modellerebbe il volgare su quello parlato nelle corti o quella che adotterebbe il fiorentino parlato.

Il tema encomiastico

Nell’ultima edizione prevale anche il tema encomiastico, mediante la narrazione dell’amore tra Ruggiero e Bradamante, da cui ha origine la dinastia d’Este. Muore l’anno dopo la terza edizione. Ariosto è anche autore di...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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