L'ariccia del Bernini: la leggenda della fondazione
La leggenda tramandata da Ovidio racconta che l'antica città latina di Aricia venisse fondata dal figlio di Teseo (il fondatore di Atene), Ippolito. Che si allontanò da Atene per sfuggire all'ira del padre, e fu condotta dalla dea Artemide nella selva ariccina, cambiando nome in Virbio. Virbio avrebbe poi sposato una donna chiamata Aricia che diede il nome alla città appena fondata.
Posizione e storia
Aricia viene descritta come “distante 160 stadi da Roma”, sorta ben prima di Roma e attraversata dall’arteria della Via Appia Antica (voluta nel 312 a.C. da Appio Claudio Cieco) che collegava Roma e Capua (Napoli). Sorgeva nei pressi del “nemus Dianae”, un importante santuario di Diana Aricina attiguo ad un lago, in una zona abitata da sempre da latini che diventerà un’importante città della lega latina e diventa romana nel 338 a.C.
- Ariccia divenne la prima “mansio” cioè il primo luogo di sosta lungo la via Appia partendo da Roma.
- Cadde in declino col sacco di Roma del 410 a.C. dei Visigoti poi fu rovinata dall’arrivo delle invasioni Saracene tra 846 e 912 a.C.
- Il nucleo antico di età imperiale (a valle) fu abbandonato e la popolazione si rifugiò nell’antica acropoli che corrisponde all’attuale centro storico (formazione del borgo medievale intorno al 1000 d.C.).
- Ariccia passò negli anni sotto diversi poteri: inizialmente i Conti di Tuscolo (X-XI secolo) poi ai Malabranca (XI - 1223) forse imparentati con i Conti di Tuscolo; poi fu venduta alla Chiesa sotto papa Onorio III Savelli (originario di Albano e papa tra il 1216 e 1227) e rientrato tra i possedimenti della Camera Apostolica (XIII - XV secolo) poi gestita dall’abbazia di Grottaferrata.
- Nel 1473 il cardinale Giuliano della Rovere, abate di Grottaferrata, permutò il feudo di Ariccia con Mariano Savelli in cambio del castello detto “Borghetto di Grottaferrata”.
Ariccia è oggi il X comune dei Castelli Romani, disposta su uno stretto sperone di terra ed ha un centro storico di forma trapezoidale corrispondente a quello che un tempo era il perimetro del borgo medievale del quale riprende la rete viaria e del tessuto edilizio ma su cui si innestano gli interventi seicenteschi con la riprogettazione infrastrutturale e la risistemazione della piazza. Ariccia è stata interessata da trasformazioni fino al secolo scorso, dovute ai diversi domini avvicendatisi: romani, latini, camera apostolica, Savelli, Chigi.
Principi Savelli (1473/1661)
I Savelli acquisirono il feudo e si impegnarono nella riedificazione e riparazione del borgo di Ariccia: a loro si deve infatti la ricostruzione e il primo sviluppo del borgo, il suo avvio a vita civile, il prosciugamento del "lago" malsano di Vallericcia.
Due strade conducevano ad Ariccia arrivando dall’Appia: la via del Barco e la via “dei sassi”. Questa situazione urbanistica rimase funzionante fino
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