Schemi Analisi 3 - Ateneo Padova
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Teorema del Dini
- Esplicitare una funzione pur una delle sue variabile, in un intorno di un pt.
- Esempio: vedere un volume come una superficie e una superficie come una curva (come miglior approssimazione).
è più se:
- f(t, x, y, t) = 0 e ∂f / ∂g ≠ 0 (ξ = la coodrinata da esplicitare)
- f = f(x, y, z(x, y)) nell'intorno: z = zo + ∇z(xo)(x-xo) + (1/2)H(x-xo)
- Procedere con ∇f per vedere cosa posso esplicitare
- Tg f su il calolo dei polinomi di Taylor ed Hessiano
f = 0. f = (x, y, z(x, y)) ⇒ df/dx = fx + fy ∂z/∂x ⇔ fξ = 0 ⇒ f−1 o
F(a, b(a)) : Rn → Rm → F = 0 ⇒ JF = 0
JFa + SFbJb(a) = 0
Jb(a) = JFb−1(-)JFa
- Jacobiano di F rispeto alle coord. esplicite m x (m-m)
- Jacobo di F respeito alle coord. da esplicare mxm
- Jacob. delle coord. da adattare respecto a quelle esplicte
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Diffomorfismi
- Funzioni iniettive, suriettive e bifferenziabile;
- Un diff. locale in un intorno a una funzione che porta punti nel Dominio e nuovamente in punti del Codominio
in 3 dimensione xƒ⁻¹ è diffemorf. locate ∀x ∈ Dominio ⇒ ƒ⁻¹ = DIFFOMORFISMO GLOBALE
una ⋋ è diff. locale in xo se e solo se (det ƒg (xo) ≠ 0.
ƒ(x, y) → (u, v) ⇒ g(u, v) → (x, y) ⇒ g ∘ g = 1I
ad ƒ sirie una g inversa t.c.
Jg(xo) = Jƒ(xo)−1
1) Teorema del Dini
Esplicitare una funzione f(x) una delle sue variabili, in un intorno di un pt.
es: vedere un volume come una superficie, o una superficie come una curva (come migliore approssimazione)
È può se:
- f (x,y,t) = 0 e df/dg ≠ 0 (ξ + la coordinata da esplicitare)
- f = f (x,y,z(x,y)) nell'intorno Γ = z0 = z0 + ∇z(x0) (x-x0) + 1/2 H (x-x0)2
1) Procedere con ∇Γ per vedere cosa posso esplicitare
2) ∇Γ sui il calcolo del polinomio di Taylor ed Hessiano
=>
f = 0 = f (x,y, z(x,y)) → df/dx = fx + fz dz/dx |*H f = 0 → f -1 = 0
d2/dx = -fx/fz
Se voglio esplicitare da z(x,y) devo quindi zero una d f = 0, determinare ed enunciatore da 'produbi'
F (a, b(a)) : Rn → Rm&sum(F=0 &Rightarrow JF = 0
| Jb(a) = J-1b(a)
- Jacobino di f rispetto alle coordinate esplicite
- Jacob. di F rispetto alle coord. da esplicare
- Jacob. alle coord. da utilizzare rispetto a quelle esplicite
- Jb(a) = JF - Jb(a) = 0
2) DIffeomorfismi
Funzioni iniettive, suriettive e bidifferenziabili
per diffeomorf. Localle in un intorno da una funzione che porta punti del Dominio de oro viceamente in punti del Codominio
in 3 dimensione se f1è diffeomorf. Locale Vx ∩ Dominio
=>F è naive omorfismo globale
da un f è diff- locale in x0 se e solo se (det Jf (x) ≠ 0)
ad existe uno G inverse t.t.:
- g(x,y) => (u,v)
- (g(iv)): identita
- g (u,v) => (x,y)
- g∘g = n
- JG(x) = J-1g (x)
6)
una f è detta IMMERSIONE in un intorno del Dominio se:
- n = m (Rm → Rm)
- f è diff. locale su quell’intorno
es.: una curva parametrica è IMMERSIONE se ha velocità mai nulla, cioè se è REGOLARE
quindi: Jf(x0) = f' ≠ J = 0
una f è detta SOMMERSIONE in un intorno del Dominio se:
- n > m
- f è diff. locale su quell’intorno
es.: proiezione di un volume in un piano è somm. se ∇f≠0
nota: J = ∇f
3) Curve
piane regolari
- FORMA PARAMETRICA → γ(t) = (x(t), y(t)) se definito (t parametro d.t)
- FORMA GRAFICA → γ(x) = (x, f(x))
- FORMA CARTESIANA → g(x, y) ... → dx/dy
cioè si esprime vicino a (x0, y0)
come una g(x, y) = x, con g funzione somm.
con Dini esplicita una y(x)
VARIETÀ DIFFERENZIABILI
siano deformazioni da spazi affini di dimensione mn in R
- presentate nelle 3 forme sopra citate
- M L(varietà) sarcsof di una funzione
- Mn-m insieme di livelli di una parametrizzazione di una funzione immersa → Rn → Rm-n
nell’immagine della realtà parametrica → es: S = L'altezza tg alla M nel punto P
S: P + Im (dJ)
S: Jg (η) (x-x0) - (y - y0) = 0
4) PUNTI STAZIONARI
→ da Analysker 1 e 2 i minimi e stazionamento di funzioni è a punti fissi sulle varietà
- caso semplice: M in forma parametrica → MAX e MIN di fg(dJ) → l dim Jf, gnn
- 2 dim - ∂f ∈ H
b) M in forma cartesiana → A e pt. stazionari ↔ det [ Df(a) μ g ] ≠ 0 se μ ≠ (a)
le derivate di f e vincoli, Dipendono da:
L2 e il metodo dei moltiplicatori di lagrange a cui va aggiunta la condizione del pt.
di appartenere alla H = g(x1, x2, ..., xn) = 0 se [Df(a)] non è matrice quadrata e la condizione che tutti i minori siano singolari.
L3 se si trovano i punti per studiarli la natura si cerca una z(x, y) = g(x) e si riconda
di v. cono peso congiunzione e nel ricordino allo studio di Amaldi 2 / 2.
Determinazione di estremi assoluti di una f e C
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