Architettura scandinava e finlandese
L'architettura scandinava e finlandese, se pur abbia subito gli influssi di quella europea, subì un percorso di sviluppo autonomo nel periodo contemporaneo. Per tutto il XIX secolo, detti paesi subirono la cultura esclusivamente svedese, impostata su uno stampo fortemente neoclassico. La Finlandia, tuttavia, ebbe una sua forte connotazione nazionale, che la portò ad essere un granducato indipendente.
Helsinki, nel 1908, subì un disastroso incendio, che portò alla distruzione delle vecchie costruzioni lignee (come era accaduto per quello del 1871 a Chicago). Dal 1841, grazie all'impulso ricostruttore seguito a detto incendio, si ebbe nella città una campagna di rinnovamento urbanistico e architettonico. Albrecht Ehrenstrom scelse Engel quale direttore dell'edilizia pubblica, commissionandogli oltre trenta edifici nella città, secondo lo stile neoclassico dell'epoca. La città venne progettata seguendo lo schema classico ippodameo. La matrice del classicismo tedesco e le necessità funzionali, oltre che climatiche, offrirono la possibilità ad Helsinki di mostrare il suo volto “contemporaneo” alle soglie del nuovo secolo. Sono gli anni della rivoluzione industriale.
Movimenti culturali e spunti artistici
Dal punto di vista artistico, tanti furono gli spunti culturali e i movimenti cui si attinse: ricordiamo almeno il movimento dei “Finnomani”, ispirati alla linea dei preraffaelliti, le cui opere si facevano menestrelli narranti di storie mitiche dei popoli nordici. Nel 1893 abbiamo l'apertura del primo Museo Nazionale della cultura finlandese.
Architettura del periodo
Dal punto di vista architettonico, la triade solare dell'epoca è rappresentata dal gruppo: Lindgren-Gesellius-Saarinen. Di essi ricordiamo il padiglione finlandese per l'esposizione di Parigi del 1900. Torri, tetti a spiovente (secondo il modello Arts and Crafts e English free architecture), hanno lo scopo di ricercare gli elementi dell'antica identità culturale e non di scardinare i principi della modernità. L'ingresso “a ruota” ci ricorda molto quelli di Sullivan.
Parliamo anche della stazione centrale di Helsinki, del 1904. Si tratta di una stazione molto sovradimensionata, secondo una pianta regolare e di impostazione tradizionale. In facciata è attuata una forte sintesi, l'ordine neoclassico è reso così in un semplice sistema verticale. Di notevole importanza l'arco con la vetrata d'ingresso. La semplificazione è esplicitata mediante l'inserimento formale di sole quattro figure antropomorfe, recanti in mano delle lanterne, segnando il punto di accesso all'edificio.