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L'architettura romana

La città romana

"Universitas agrorum infra fines cuiusque civitate". Il territorio comprende anche l'ager; i confini sono dati da cippi materiali. Il territorio è diviso in aree ortogonali: centuriazione. Il terreno coltivabile era suddiviso e assegnato ai coloni seguendo un principio razionale di progettazione. La fondazione della città aveva inizio dagli auspici di un sacerdote che orientava la costruzione delle principali vie in base a segnali divini e alla posizione del sole. Egli tracciava una croce che segnava il punto di incontro tra cardo e decumano. I cardini collegavano nord e sud, mentre gli assi principali, i decumani, l'est con l'ovest.

Le città romane erano attraversate da vie militari e commerciali larghe anche sei o sette metri, lasticate con pietre o mattoni e fornite di ponti che attraversavano monti e fiumi seguendo tracciati diretti. L'unità agraria di base era un actus. La misura di 200 actus veniva abitata da circa 100 coloni. Ogni ager aveva una propria città, anche questa organizzata su due assi principali che definiscono gli isolati. All'intersezione dei due vi è il foro.

Molte città nascono sulla base di un castrum, l'accampamento militare. In questo caso la via principale divideva gli accampamenti dei soldati da quelli dei generali. L'isolato è detto parcellario e viene edificato con diversi tipi di domus completa o cubicula. La domus completa presenta ingresso, impluvium, atrium, taberna...

Tipologie di domus e sviluppo urbano

Da queste derivano le domus ad atrio, le domus a peristilio... Nascono le domus a schiera, da cui deriva l'insula, i primi condomini. Il modello di domus può essere ricavato dalla Casa del Chirurgo a Pompei. Dalla strada si giunge attraverso una porta e un corridoio all'atrium, un cortile centrale di forma quadrata, coperto da un compluvium che raccoglie le acque piovane e le scarica in una vasca della impluvium, circondato da una serie di stanze, i cubicula. In fondo all'atrio sull'asse dell'ingresso vi è il luogo di riunione della famiglia, il tablinio, seguito da un orto recintato da mura.

Sotto l'influenza ellenistica la casa si trasforma e diventa sempre più complessa, a più atri e con ampi peristili, con ali di alloggi estivi ed invernali. Con il passare del tempo si sviluppa sempre di più l'utilizzo dell'insula, la "casa-quartiere". La base di questa è la taberna, una cellula elementare coperta a botte.

Le pavimentazioni

La decorazione delle pavimentazioni era un modo di dimostrare il proprio virtuosismo. Si sviluppa soprattutto nei triclinia, luoghi di accoglienza. Il tema che più viene sviluppato è quello dell'ararotos oikos (camera non spazzata), in cui l'esecutore simula i resti di un banchetto. Un caso particolare di pavimentazione è quello di Villa Adriana, scaglie di tufo, conglomerato, opus spicatum (per la resistenza agli urti e alle forze: agevola lo scorrimento degli strati), opus signinum e mosaico a grandi tessere.

L'intonaco e le pitture murali

  • I stile (II secolo a.C.-60 a.C.): è un finto opus spicatum che simula l'effetto marmo.
  • II stile (I sec a.C.): suggerisce un'architettura aperta in cui sono presenti figure umane: dà movimento alla stanza. L'esempio più famoso è quello della Villa dei misteri.
  • III stile (I secolo d.C.): crea degli scenari veri e propri.
  • IV stile (54 d.C.-68 d.C.): è quello di cui abbiamo più testimonianze, grazie alla conservazione della città di Pompei. Un esempio è la casa di Octavio Quartio, che rimanda alle decorazioni della Domus Aurea.

Dopo 1400 anni dalla costruzione della domus si ritroveranno gli interni: delle grotte decorate con lampadari, frutta e disegni prospettici. Da qui nascerà la decorazione grottesca quattrocentesca.

I tipi edilizi

Gli edifici cambiano in base alle esigenze che si sviluppano nel corso della storia romana: prima il regno, poi la repubblica, l'impero e l'età paleocristiana.

Il tempio

Sul Campidoglio nascono i primi templi: quello di Giunone Moneta e quello della Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva). Quest'ultimo sarà destinato a diventare la base su cui tutti gli altri templi si baseranno. Le differenze con il tempio greco sono diverse: il colonnato anteriore occupa tre file, mentre non esiste la parte posteriore (sinpostilo), ha una faccia dominante e un ingresso obbligato e presenta una diastema tra le due colonne centrali, a ribadire la direzionalità e l'entrata.

Analizzando i templi, Vitruvio fa degli studi anche su quelli etruschi. Compie l'errore di trovare questo schema cercando di dimostrare come questi fossero gli antichi parenti della basilica. Alberti legge da qui il modello dele vi Tempio della Pace, o Basilica di Massenziocostruisce la Basilica di S. Andrea a Mantova. Nell'area sacra di Largo Argentina abbiamo quattro templi di diverse fasi della storia romana. Ciò che permane in tutti e quattro è l'assenza di peristasi (pochi lae l'ampio pronao mantengono, come la Maison Carrée).

Uno dei primi edifici del tutto in marmo è il tempio circolare di Ercole Oleario: non si ha una trabeazione. Questo diventerà la Chiesa di Santa Maria del Sole. Simile a questo è il Tempio di Vesta, decorato con animaletti ed encarpi. A questo si ispirerà Bramante per il tempio di San Pietro al Montorio.

Il santuario

Nasce in luoghi in cui vengono riscontrati segni di divinità. Un esempio è il Santuario di Giove a Terracina. Questo ha un tempio molto somigliante a quelli della tradizione greca, con la differenza del fatto che però non segue l'andamento del terreno, ma possiede delle sostuzioni per la progettazione su due livelli. Altro esempio è quello del Santuario della Fortuna Primigenia di Preneste, creato su più livelli, tutti artificiali. Questi simboleggiano la difficoltà del percorso di avvicinamento alla divinità. Il sesto livello ha un spianata con un porticato, al settimo vi è l'esedra (dal greco: seduta continua). A questa struttura vi si ispirerà Papa Giulio II per i giardini del Belvedere. I Barberini in questo luogo costruiranno il proprio palazzo alla sommità del percorso.

La basilica

Centro giudiziario e di affari. Riguardano alle Sale Ipostile, soprattutto a quella di Delo, dalla superficie coperta. Le prime basiliche di cui abbiamo testimonianza sono quelle di:

  • Pompei, a tre navate, per l'amministrazione della giustizia.
  • Fano, non sopravvive, sono state fatte delle ricostruzioni ipotizzate (anche da Cesare Cesariano).
  • Quelle del Foro Romano che resistono in età augustea. Tra queste vi è la Basilica Aemilia, progettata con matronei. Il tema decorativo di quest'ultima, documentato da S. Gallo, verrà ripreso, insieme alla struttura, nel Rinascimento.

La Basilica di Massenzio: ha un vestibolo con nartece con volte a crociera, ambienti voltati con volte a botte orientati ortogonalmente, creati per resistere a sollecitazioni di vario genere; da questi vengono costruiti degli spazi che sembrano generati dalle volte stesse; l'esedra contenente il tribunal è voltata a crociera in opus caementicium ed è posta su quattro colonne monumentali; un'entrata costruita da Costantino, che fa spostare l'esedra; possiede delle finestre termali. Nella Basilica di Treviri si apre il claristorio. Si ha qui un doppio ordine di aperture e un gioco di arcate.

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