UMANESIMO E RINASCIMENTO Rinascimento
Muta la situazione politica e culturale. Il periodo è chiamato , che ha un’estensione temporale
piuttosto controversa, ossia non si sa precisamente a quel periodo in data si riferisce. Si parla di arco
cronologico in senso generale.
Con il termine moderno si intende il periodo che parte dalla scoperta dell’America ma che, in realtà, trova le sue
radici già negli avvenimenti della fine del XIV Secolo.
Rinascimento rispetto a qualcosa, è un movimento, un nuovo impulso. Nel 860 con “Civiltà del Rinascimento in
Italia” di Burckhardt il Rinascimento viene separato dal Medioevo e viene posto sotto una nuova e positiva luce,
con il trionfo dell’individualità, riscoprendo l’individualismo proprio della borghesia. Vengono riscoperti gli ideali
di laicità. La riforma protestante e il suo contribuito, del mondo germanico, manca alla spiegazione della cultura
della rinascita, che Burckhardt vede solo come reazione.
Il Rinascimento ebbe connotazioni diverse a seconda di chi ne faceva parte e del luogo in cui si sviluppa. C’è
difficoltà nella periodizzazione e viene considerato generalmente come iniziale i primi anni del ‘400 a Firenze.
Le immagini culturali di Alighieri, di Petrarca e di Boccaccio diventano importanti per questo periodo, per
quanto riguarda gli inizi.
Per quanto riguarda la fine, varia tra il ‘600 e l’800, poiché i modelli culturali del Rinascimento continuano a
persistere in base all’area di studio. Nel XV secondo il rinascimento riguarda solo l’Italia e poi successivamente
all’Europa, per arrivare quindi ai possedimenti coloniali europei, senza però che le tendenze gotiche e le sue
tradizioni sopperiscono, ma anzi si mescolano. Includono così i vari revival rinascimentali ottocenteschi.
CAUSE
Durante il XIV secolo si era creato un momento di crisi nel mondo economico e politico europeo, causato dalla
peste nera che infierì in Europa. La peste nera portò ad una crisi economica e a uno spopolamento delle città,
con una decimazione della popolazione. Un altro evento centrale è la crisi della chiesa e lo Scisma d’occidente,
ossia il trasferimento della sede da Roma ad Avignone.
Gli stati europei iniziavano a dare una ‘sistemazione’ politica, i movimenti cardine sono:
La guerra dei cento anni tra Francia e Inghilterra: guerra dinastica iniziata a causa della pretesa inglese
di impadronirsi del trono di Francia.
La guerra delle due rose: per la successione dinastica sul trono d’Inghilterra tra due rami della famiglia
dei Plantageneti.
reconquista
La cattolica in Spagna: la riconquista dei territori dove vi sono altre etnie religiose, come
musulmani ed ebrei.
Altro evento importante è la Caduta di Costantinopoli nel 1453 e il nome viene chiamato in Istanbul, finendo
l’Impero Bizantino. Il periodo si riassume quindi in avvenimenti sociopolitici ed economici epocali, si sviluppano
situazioni complesse e le ripercussioni economiche danneggiano i commerci sul Mediterraneo; così tutte le città
italiane marittime subiscono un colpo duro. La rapida espansione ottomana induce gli stati italiani a concludere
la pace di Lodi del 1454. Si formano alleanze politiche e lo scenario viene dominato da grandi personaggi,
come Sforza a Milano e i Medici a Firenze.
CONSEGUENZE
In Europa prende in sopravvento il dominio monarchico su quello feudale e nelle città cominciano ad affacciarsi
nuovi ceti sociali, come i banchieri, le famiglie facoltose, che assumono il ruolo di protettori dell’arte e dei
movimenti artistici e culturali. Il processo di rinascita avviene con la riscoperta degli scrittori classici, che
avevano un orientamento diverso rispetto agli studi teologici e vengono istituite le prime università, spostando
la centralità dell’istruzione in città ed ‘escludendola’ così dai monasteri.
La cultura diventa laica e si fondano anche le prime biblioteche pubbliche.
Anche la critica della chiesa, mantenuti nei limiti dell’ortodossia, trova in Valla la dimostrazione della falsità con
cui la chiesa basava il suo potere temporale, grazie ad un documento che giustificava ciò. È contrario
all’ipocrisia e al sentimento religioso mal alimentato, ed è qualcosa su cui trova spunto Erasmo da Rotterdam. Il
motivo fondamentale è anche la scienza e la teoria politica che rinnegano la metafisica, dove Leonardo diventa
simbolo di ricercatore di risposte a fenomeni fisici, lì dove le risposte erano state fino a quel momento solo di
natura teologica.
Niccolò Machiavelli propone una riflessione politica, sullo stato e sul governo.
La vita di tutti i giorni viene influenzata da una rivoluzione culturale, avvenuta anche grazie al contributo
dell’invenzione della stampa nel 1450 circa, che rappresenta una cerniera, una svolta. La stampa viene fondata
nei paesi germanici, con la tattica della stampa a lettere mobili. La prima stampa è proprio una Bibbia. In questo
ambito, Tommaso Moro ed Erasmo da Rotterdam sono figure importanti in questo ambito, più precisamente
Erasmo precisa il bisogno di spiegare scientificamente, in modo razionale, gli eventi della vita di tutti i giorni.
Le scoperte geografiche, dovute anche all’impulso di conoscere il mondo e la sua realtà, i progressi tecnici che
misero a disposizione nuove imbarcazioni e sistemi di navigazione, ebbero un incremento fino alla scoperta
dell’America. L’impulso di scoprire nuove terre è dato anche dalla ricerca di nuove rotte commerciali dopo la
caduta di Costantinopoli, con un allargamento di orizzonti in modo totale sia fisico che intellettivo.
La cultura si sta aprendo alla scienza e questa ricerca si spinge anche nell’architettura, con la necessità di
codificare nuovi metodi progettuali, che fondino la modernità e l’antichità. Il profondo rinnovamento nasce in
Italia e si spinge in tutta Europa. L’uomo ha una concezione diversa dal medioevo, su una visione laica della
storia, innanzitutto, e a seguito della riscoperta dei valori, l’uomo diventa centro della realtà.
Per Umanesimo si intende un movimento storico, artistico, filosofico, che ha inizio nella seconda metà del XIV
secolo e costituisce il rinnovamento di una ritrovata cultura europea.
In sintesi, con Rinascimento c’è la consapevolezza della rinascita della cultura classica, che è considerato il
momento di maggiore fioritura del pensiero umano, il risorgere dello spirito e delle forme stesse dell’antico o
per lo meno la coscienza di una relazione dell’agire presente e una meditata concezione del mondo e dell’uomo,
consapevole della sua storicità. Il termine Rinascimento allude a un rapporto consapevole con la civiltà antica,
che assunto come modello della rinascita di qualcosa che precedentemente era scomparso.
GENERI ARCHITETTONICI
genera, ocus
Vitruvio parla di di , non parla di ordine architettonico come noi li individuiamo, ma parla di templi,
quindi tratta del tempio etrusco con colonne e capitelli formati da tutti i vari elementi, di varie forme. Tutto ciò
era poco chiaro e poteva suggerire indirettamente l’ordine architettonico, morfologicamente distinti tra loro
tramite le forme diverse che lo caratterizzavano.
Un’altra fonte importante è Plinio il Vecchio, che elenca quattro genera di colonne greche. Tratta poi delle
colonne con quattro angoli, che non sono altro se non pilastri.
Vi era un’altra difficoltà per Vitruvio: il confronto tra le testimonianze storiche, anche a livello di rudere, poiché
erano quelle di età imperiale, mentre Vitruvio veniva prima, quindi vi era un ulteriore difficoltà interpretativa.
L’aspetto morfologico viene indagato nella prima metà del ‘400 da pittori e scultori, da qui nasce l’indagine.
Preparano la strada della teorizzazione di Leon Battista Alberti. L’aspetto proporzionale degli ordini è una
catalogazione fatta in base all’aspetto umano, al suo corpo e quindi divisi per tipologia maschile e femminile.
Non in base quindi alla loro conformazione, ma proporzione. È il momento in cui nasce una specifica trattatistica
degli ordini, si riflette sull’individuazione e classificazione degli ordini, sulla loro denominazione. Alle parti viene
assegnato un genere e le usa dove meglio possono stare.
BRUNELLESCHI (1377-1446)
Nasce nel periodo precedente a cui lui da vita e a Firenze svolge prevalentemente la sua carriera. Vi era già una
radicata convinzione di origini romane della città e questo era interpretabile dal Battistero fiorentino.
Brunelleschi viene considerato un inventore di macchine e anche della prospettiva, ma anche lo straordinario
realizzatore della cupola del Duomo.
Maggiormente, utilizza il corinzio poiché l’ordine architettonico più aulico. L’uso di un ordine unico doveva
aiutare a distinguersi, che venga considerato il modo antico per eccellenza, per antonomasia.
Molto importante per lui era la prospettiva, messa a punto nel 1413, usata come principio di organizzazione
dell’edificio. Riprende l’antico con l’ordine architettonico (elemento portato + elemento portante) e l’arco a tutto
sesto, che costituiscono così una matrice architettonica di riferimento.
Formazione: ha inizio come orafo e nel 1401 lo troviamo in gara per la formella della seconda porta del
battistero, insieme a Ghiberti. Entrambi eseguono una formella in bronzo con un tema specifico: il sacrificio di
Isacco. La formella mostra un’attenzione all’antico, che si concretizza con la ripresa di modelli scultorei antichi.
Diversamente, nella formella di Brunelleschi le citazioni giocano un ruolo secondario rispetto alle figure e alla
costruzione di uno spazio regolato da una struttura geometrica: le figure sono disposte secondo definite
direttrici. A seguito del risultato negativo del concorso, Brunelleschi si allontana da Firenze con Donatello,
compagno di viaggio a Roma.
CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE (1420)
La fama di Brunelleschi è dovuta alla realizzazione della cupola di
Santa Maria del Fiore. È un’opera che desta meraviglia e straordinaria
ammirazione. Brunelleschi ha influenzato la decisione di inserire un
elemento per maggiore elevazione e appare poi coinvolto nella
realizzazione della cupola.
La cupola ha quasi 42 metri di diametro e l’imposta della lanterna è di
circa novanta. La costruzione della cupola risulta difficile per
l’ampiezza del vano, mentre il tamburo aggravava il problema delle
spinte, quindi vi era un problema, poiché la basilica era già in
costruzione e la sua forma era già decisa. L’ottagono del battistero
doveva essere coperto da una cupola, il cui disegno era già quasi
deciso.
La cupola ha ancora un’immagine gotica per questo profilo a sesto
acuto, ma anche i costoloni. Queste caratteristiche dimensionali e
l’altezza portarono a un grande intervento strutturale, ci voleva un
nuovo procedimento costruttivo, per questo la cupola è molto
ingegnosa e diventa rivoluzionaria.
Per quanto riguarda i problemi di costruzione, per i ponteggi e le centine c’era bisogno di troppo legname e
questo causava problemi anche perché l’ottagono d’imposta aveva bisogno di accorgimenti. Un’altra questione è
il sollevamento dei materiali e infine la gestione delle maestranze, compreso l’approvvigionamento del cibo,
poiché gli operai non potevano scendere a terra.
A Roma, Brunelleschi ha modo di studiare l’architettura antica, che fonde con le tecniche gotiche dei costoloni.
Studia una cupola con una doppia calotta e una ripartizione di pesi e carichi che non è solo verticale, ma anche
orizzontale: l’idea è quella di costruire una cupola che abbia pur sempre degli anelli orizzontali, sovrapposti, con
una struttura autoportante che non ha bisogno di armature, proprio come il Pantheon.
Mette in atto diversi accorgimenti, come la muratura a spinapesce, che è un modo di rendere la muratura
autoportante e di collaborare alla costruzione. Tutti questi accorgimenti, messi in atto, dovevano assicurare
l’efficienza statica e facilitare i problemi relativi alla sua costruzione, che malgrado il perimetro ottagonale,
poteva avvenire con le tecniche delle cupole circolari. La collocazione dei filari delle coperture doveva essere
regolata tramite l’impiego di una corda rotante, che descriveva un cono; oppure di un altro dispositivo che
mette in asse una serie di centri, variabili via via che si prosegue in altezza con la costruzione.
Questo procedimento spiega la disposizione non rigidamente orizzontale ma curva, detta blanda, dei filari di
ogni copertura, con il vertice del cono sull’asse della cupola.
La base della lanterna viene realizzata
alla morte di Brunelleschi e i costoloni
vengono utilizzati fino al vuoto della
lanterna, creando due calotte
indipendenti ma collegate.
OSPEDALE DEGLI INNOCENTI (1420) Commissionato per accogliere i
bambini abbandonati della città. Si identifica come primo edificio alla
nuova materia, malgrado si rifaccia alla tipologia tradizionale. È
organizzato attorno ad un cortile centrale quadrato, con ambienti
dimensionati secondo proporzioni precise e legati assieme attraverso le
nove arcate.
Facciata su podio a gradini, che termina prima delle campate estreme. È
una facciata archi a tutto sesto, su colonne corinzie: a queste corrisponde
sul muro, la presenza di peducci, di elementi che servono per l’imposta
delle volte. Ha una conclusione con due campate piene.
La facciata è costruita secondo rapporti proporzionali precisi, che
vedono un primo modulo A, costruire uno spazio cubo, il cui
raddoppio delinea il marcapiano della seconda parte della
facciata. La metà di A rappresenta la misura delle finestre. Oltre
ad esserci già una coscienza della proporzionalità e un dialogo tra
più ordini, che vanno ad individuare diversi telai della facciata, c’è
una grammatica degli ordini.
CAPELLA BARBADORI La cappella è sulla destra. Ricorda un ciborio quadrato, innalzato su gradini. Definito su
un ordine trabeato di pilastri dall’aspetto composto a fascio, al di sopra
dei quali si alzano archi d’imposta della cupola. Gli archi sono su colonne
ioniche.
Si tratta di un ciborio simile a quello del portico degli innocenti, si
riconosce una struttura innalzata su gradini e aperta su due lati, con
copertura a pennacchi sferici.
I pilastri erano composti a fascio. Le semicolonne sostengono gli archi,
quattro pilastri sorreggono le arcate sopra la cupola, integrate con un
pilastrino.
COMPLESSO DI SAN LORENZO: Dal 1420 B. lavora per il complesso di San Lorenzo a Firenze e anche per la
Sacrestia vecchia.
SACRESTIA VECCHIA: Aula cubica coperta da una cupola emisferica, a creste e vele, una cupola ad ombrello, su
pennacchi sferici, con una corona di oculi. Internamente è nascosta da un tamburo, con tetto conico.
All’intero, sul vano principale, si apre un vano secondario, coperto con una piccola cupola con pennacchi sferici.
È una cupola sferica, dipinta di blu scuro, con una pianta quadrata in cui è inserito un cilindro che denuncia la
sua presenza con tre piccole nicchie curve, appena accennate.
In questo modo, la facciata interna ha un ritmo breve-lungo-
breve.
All’interno tutto è determinato da un telaio di ordini, tutti gli
elementi secondari sono regolati e posizionati esattamente
rispetto a questa intelaiatura principale. Un ordine corinzio in
pietra scura, che risalta sulle pareti tutte molto chiaro. L’ordine
ricalca esattamente la pianta dell’edificio, con paraste che
sottolineano gli angoli. Nella scarsella troviamo la soluzione della
parasta filiforme, messa a sottolineare l’angolo di fondo.
Dove la trabeazione diventa troppo lunga, vengono inserite delle
mensole ad intervalli regolari, che contribuiscono a dare una
cadenza allo spazio un ritmo, una sorta di appoggio, senza però
ingombrare la parte bassa della parete. Danno conto del valore strutturale della parete, tant’è che c’è una
mensola appoggiata e un muro spesso.
Le finestre sono strombate, creando quindi una fisicità a quel muro.
Le decorazioni sono iniziate sotto il controllo di B.
Nei pennacchi medaglioni di stucco dipinti da Donatello.
Il fregio con testine d’angelo in terracotta dipinta di Della Robia.
Al centro un sarcofago fatto alla maniera antica, con putti e ghirlande. Ed è messo in questa posizione a
sostegno del tavolo centrale.
Scarsella è posto l’altare.
Brunelleschi criticò aspramente le decorazioni di Donatello ai lati
della scarsella, che sormontavano le porte. Interessante la
configurazione delle
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