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Architettura nel Quindicesimo secolo

Appunti di storia dell'architettura antica e moderna sull'architettura nel Quindicesimo secolo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bossi dell’università degli Studi del Politecnico di Milano - Polimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'architettura antica e moderna docente Prof. P. Bossi

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Gli interventi di Brunelleschi saranno su questo percorso diversi. Alcune sue opere son ola Cupola di

Santa Maria del Fiore, l'Ospedale degli Innocenti, la Cappela Barbadori, San Lorenzo, la Sacrestia

Vecchia ...

Egli era stato a Roma per diversi periodi ed era tornato a Firenze nel 1407 per il consesso sul

Santa Maria del Fiore

completamento di . Essa era forse stata pensata già da Arnolfo di Fiore con

una cupola poggiata direttamente sulla struttura. Di fatto viene poi costruita con un tamburo

ottagonale. Nel disegno del presunto disegno originario appaiono trifore ogivali e archi rampanti che

davano all'edificio un carattere inequivocabilmente gotico (nel senso italiano del termine). La

soluzione costruttiva della cupola è il primo grande problema con cui si scontra Brunelleschi.

Secondo il Vasari per la prima volta nel 1407 (dal progetto iniziale del 1366) si mise in discussione

come portarsi oltre lo stadio in cui era arrivato l'edificio. Il problema viene continuamente rimandato

fino al 1418/1420, anno in cui viene indetto un concorso a cui partecipano Brunelleschi e Ghiberti.

Il concorso termina in un ex equo. L'idea realizzata è quella di Brunelleschi, con la supervisione

totale di Ghiberti.

Vi sono tre cantorie che non seguono l'andamento della pianta: i volumi devono essere trattati

diversamente e quindi pensa alla realizzazione delle tribune morte, impraticabili, di fatto decorative.

Queste sono dei piani attici disposti sopra ai volumi principali. Egli riprende delle forme classiche

reinterpretandole ed utilizzando marmi tipici fiorentini.

Nonostante il grande successo e la grande abilità dimostrata durante la

costruzione della cupola egli crea un altro modellino diverso: progetta

una lanterna che sovrasta l'oculo centrale della cupola proteggendola

dalle intemperie, lasciando giungere però la luce. Essa è di fatto un

pinnacolo: una massa che grava sulla cupola producendo un'inversione

sulle forze attive sulla cupola. La massa che grava sull'anello sommitale

fa lavorare gli archi in modo ottimale: il primo progetto, possiamo dire a

posteriore, avrebbe avuto seri problemi strutturali.

L'intuizione di Brunelleschi è quella di una cupola con una doppia

geometria: una per la calotta esterna e una per quella interna. Le facce

interne e esterne sono diverse alla vista: di fatto essa non è una cupola,

ma una volta a padiglione.

La lanterna non è solo decorativa, ma necessaria per l'equilibrio della

cupola.

Nel corso dei lavori vi sono ponteggi pensati per proteggere i lavoratori sulla sommità della cupola.

Essi servivano per proteggere gli operai dalla caduta, ma anche per avere un argano che porti il

materiale (calce) in quota. Questo era formato da due parti: una sulla sommità e una che partiva dal

centro della struttura. Inventa anche il badalone, strumento per portare le parti più pesanti

sull'Arno. Norma inoltre il comportamento degli operai attraverso regole di comportamento che

riguardano anche il bere.

I materiali utilizzati sono diversi. Al di sopra dell'ottagono con gli oculi vi è una catena in macigno

(pietra serena di Fiesole), è di fatto un anello da cui partono le calotte collegate da archi che

giungono ad altre catene metalliche: queste tengono insieme le singole parti della catena lignea. Il

resto viene realizzato in mattoni, grazie a una produzione seriale di essi nella zona. Essi sono tutti

diversi per assecondare la geometria della cupola e per creare delle nervature ch si avvitano nello

spessore dei setti murari che disegnano si la calotta interna che quella esterna. Per molti dei mattoni

impiegati, Brunelleschi dovette realizzare di persona delle dime. Esse dovevano essere costruite

precisamente e realizzate in scala 1:1. L'idea era quella di realizzare superfici che procedendo

progressivamente verso l'alto fossero in grado di sostenersi da sole. Per questo le vene dovevano

essere costruite in maniera tale che nella loro sezione si creasse una sorta di anello incomprimibile.

Il profilo ad ogni singolo strato delle superfici suggerisse il profilo di una circonferenza compiuta di

corde.

L'interno della cupola è affrescata dal Vasari con la rappresentazione del Giudizio Universale.

Ospedale degli Innocenti

L' è di fatto una struttura di ricovero e accoglienza di bambini orfani.

Questa struttura è caratterizzata dal portico inferiore a cui si sovrappone un piano idealmente

loggiato. Almeno in un primo momento le paraste ci mostrano come potesse essere un loggiato poi

tamponato. Abbiamo però un disegno a San Gimignano del 1465 (dopo la morte di Brunelleschi), che

documenta l'assenza di un piano superiore. Non sappiamo se il piano superiore fosse quindi stat

pensata da Brunelleschi o fosse un'aggiunta successiva. Ha un porticato a vela: vi è un elemento che

contrasta le spinte delle volte verso la piazza. L'arco cade sul capitello e sul peduccio, privo di una

parasta che lo sostenga. Un'altra "incoerenza" la si coglie dalla mancanza di un elemento tra il muro

traforato degli archi e la colonna: il concio di trabeazione diventerà imprescindibile solo nell'ultima

opera di Brunelleschi.

Leggiamo però già la concinnitas in ogni elemento del progetto: la distanza interna delle colonne è

pari a un singolo modulo, così come l'altezza delle singole colonne: vi è un elemento quadrato

riportato poi in pianta colo si ritrova in un ambiente quadrato. Le campate non sono solo semplici

elementi con cui organizzare la pianta, ma ambienti veri e propri. Questo elemento in San Lorenzo.

La conclusione del tema agli angoli è la ripresa di un elemento considerato classico: un risvolto

dell'architrave. Esso non è coerente con la correttezza archeologica che Brunelleschi aveva applicato.

Ciò avviene poiché egli si era recato a Milano lasciando il cantiere da concludere a Francesco Della

Luna.

Chiesa di San Lorenzo

La a Firenze è l'elemento cardine che i Medici vogliono costruire nel loro

"tour". Il disegno della pianta è meraviglioso per la compostezza. Viene firmata da Brunelleschi,

Bontalenti (cappella dei principi) e Michelangelo (biblioteca laurenziana e sacrestia nuova). Il modello

è quello delle basiliche civili romane: archi portati da colonne dividono le navate, sovrastate da una

copertura cassettonata. Le navate laterali sono coperte da volte a vela. La navata centrale non ha

alternanza di sostegni: i sostegni laterali sono tutti uguali, ma possiamo riconoscere una modularità.

La navata principale è impostata sulla ripetizione di quattro moduli quadrati, di cui uno dedicato alla

crocera (collegamento col transetto). Questo sempre creato da moduli quadrati. Il passaggio dal pie'

di croce al passaggio del transetto

non è così geometricamente

corretto: le cappelle laterali vengono

fatte parzialmente traslare. E'

invece estremamente rigoroso il

disegno dell'alzato. Sulla

trabeazione si imposta un arco di

ordine ancora più grande ed essa è

portata da archi su una trabeazione

interrotta di cui rimangono i singoli

conci.

Alla trabeazione interna (navata

principale) corrisponde una

trabeazione esterna di paraste

(navatelle).

La Sagrestia Vecchia (ambiente

quadrato con cerchio iscritto con

raggi) è un luogo di sepoltura. E' un

ambiente quadrato con scarsella.

L'ambiente è sovrastato non da una

volta a vela, ma da una soluzione

tardo-medievale: una copertura a

creste-vele, articolata in dodici vele (relazione col numero quattro, i tondi dei pennacchi di Donatello).

La sagrestia è pensata come un cubo sovrastato da una cupola, solo impropriamente tale. Se questa

calotta si disegna all'interno di un emisfero, metà modulo è dedicato a questo elemento (il raggio

della circonferenza). Il cubo necessariamente ha lato e altezza uguali: abbiamo quindi un modulo

dedicato all'altezza e mezzo modulo dedicato alla copertura. Come si gestisce allora il modulo che

deve comprendere la lunettona che si produce per l'impiego di pennacchi che si produce nel raccordo

tra ambiente quadrato e cupola? Si ha bisogno di più di un modulo e mezzo. Questa ambiguità

dell'alzato della sagrestia vecchia sarà risolta nella Cappella dei Pazzi.

In corrispondenza dell'angolo che si risvolta si ha un pilastro completo, ma nell'angolo che si chiude

si ha una parasta filiforme: sembra a prima vista aberrante, ma è sinonimo di una precisione quasi

maniacale di Michelangelo. Per ovviare il problema egli raddoppia i sostegni. Ci sono delle incertezze

che vediamo però poi superate nel progetto successivo.

Cappella dei Pazzi

Vasari attribuisce la a Brunelleschi, anche se la storiografia presente non la

attribuisce a lui. Si tratta comunque di una Cappella

brunelleschiana. Essa si ispira al modello di Michelangelo. A

introdurre la cappella si dispone però un portico, poiché essa si

trova affacciata su un chiostro. Il portico è a sua volta organizzato in

diverse campate. Nella cappella si ha un ambiente voltato con una

copertura a creste-vele, fiancheggiato da due ulteriori moduli voltati

a botte. Il tema,parlando dell'alzato, è il medesimo: abbiamo un

ambiente primario cubico sormontato da una calotta emisferica,

quindi di altezza pari a metà modulo. Dedichiamo mezzo modulo alla

cupola e mezzo al lunettone; il modulo principale ha più di mezzo

modulo e poi una dimensione ulteriore alla trabeazione. Ci stiamo

avvicinando ai due moduli che si troveranno nella Sagrestia Nuova.

Nel cortile del chiostro, a Sud di Santa Croce, si guarda il prospetto

della Cappella (e sala capitolare, poiché all'interno vi corre come

sorta di piedistallo una lunga panca destinata a ospitare gli ospiti, i

confratelli). Il disegno del prospetto del portico ha due campiture

quadrate ai lati, mentre al centro si eleva: esso riprende il tema della

serliana. Identica la si troverà nella Canonica di Sant'Ambrogio

progettata da Bramante.

Rotonda di Santa Maria degli Angeli

La è sede dell'ordine

camaldolese dove si svolgono alcune riunioni del Concilio che inizia a

Costanza e si conclude a Roma che deve risolvere il problema dello

scisma d'oriente. L'impianto di questa chiesa deriva direttamente

dall'ottagono con cappelle radiali e cantorie di Santa Maria del Fiore.

Si arricchisce di due absidiole, ma resta incompiuta.

Santo Spirito di Oltrarno

In simile modo sarà travisata la visione di . Essa esprime la visione

rinascimentale che permarrà per oltre un secolo. Qui la campata alterale è mantenuta come modulo

planimetrico spaziale per tutto lo sviluppo del pie' di croce. Si crea una sorta di portico interno che

avvolge la chiesa in maniera così coerente che le cappelle erano pensate addossate alla

controfacciata della chiesa. Questo però comportava l'assenza di un portale principale in asse e

necessariamente la copresenza di due ingressi tra loro simmetrici. E' una ricreazione fedele della

Cattedrale di Orvieto per quanto riguarda le cappelle. Il tema viene accentuato in dimensioni e

numero.

In fase di realizzazione la chiesa torna a essere costruita con un unico ingresso principale e due ai

lati e le campate sono ripensate addossate. Lo spessore dei muri elimina il gioco di convessità che si

doveva leggere all'esterno.

Le colonne presentano un concio di trabeazione, a indicare l'elemento lineare che funge da passaggio

tra elemento murario ed elemento puntiforme in pianta.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria edile - architettura (LECCO) (a ciclo unico)
SSD:
Docente: Bossi Paolo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fenicefelpata79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura antica e moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Bossi Paolo.

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