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Sistema figurativo

L'idea di partenza nella definizione formale del progetto parte da una riflessione sulla triade luogo-

tipo-forma.

Il luogo riguarda sia il campo spaziale specifico definito da qualità materiali concretamente

riconoscibili sia l'interpretazione di un sistema di significati dipendente da un dato contesto

ambientale e culturale.

Il tipo è l'idea di un elemento che deve esso stesso servire di regola al modello.

La forma è ciò che individua e racconta l'architettura al di là della funzione e della tecnologia.

L'idea di partenza, quindi l'idea di volume, ovvero la riflessione sulla triade luogo-tipo-forma,

inizia dallo studio del luogo e del tipo che poi, per mezzo di una sintesi razionale, portano alla

forma.

All'idea di volume, in seguito, bisogna dare una concretezza la quale proverrà dalla geometria. Essa

si avvale di dispositivi convenzionali di rappresentazione del volume nello spazio, quali

l'assonometria (rappresentazione reale ma non vera, strumento più idoneo alla descrizione della

struttura formale dell'architettura) e la prospettiva (rappresentazione vera, strumento più idoneo al

controllo riassuntivo e alla verifica del progetto).

La geometria si avvale inoltre dell'uso combinato di due apparati grafici (tra loro strettamente

relazionati) utili a descrivere il lavoro approfondito sul volume: pianta e sezione.

Il rapporto di questi due apparati, governati da un principio di congruenza, costituisce il nodo base

per la costruzione del volume di ogni architettura (l'una rimanda all'altra e l'una non vive senza

l'altra).

Ragionare sull'esterno dell'architettura significa ragionare sul tipo, sul luogo e sul volume.

Ragionare sull'interno dell'architettura significa disegnare la pianta.

I modi della pianta.

La struttura formare della pianta è strettamente legata all'idea del suo spazio interno al quale è

possibile associare due principi:

– principio della separazione (gerarchia) che determina un centro architettonico pieno della

pianta

– principio della compenetrazione (continuità) che determina un centro architettonico vuoto

della pianta

In tutti i casi le piante devono possedere un centro (non necessariamente coincidente con il centro

geometrico) ovvero un punto intorno al quale ruotino gli spazi circostanti. Questo, appunto, può

essere pieno o vuoto.

La simmetria è la più autorevole regola d'ordine degli elementi che danno forma all'architettura.

Nell'architettura del passato è stata considerata qualità apportatrice di regolarità e chiarezza.

Nell’architettura moderna invece viene considerata come qualità apportatrice di un ordine fondato

su principi che non discendono dall’idea di architettura come costruzione.

I modi della facciata.

Ogni volume è delimitato da superfici dette pareti. Ogni parete può essere trattata con riferimento

ad uno dei due archetipi fondamentali ovvero il muro e il recinto. A questi archetipi corrispondono

le categorie opposte del pieno e del vuoto ovvero i due estremi della massima continuità e della

massima discontinuità. Il muro, infatti, rientra nell'architettura del pieno con la massima continuità

delle superfici; il recinto, al contrario, va a determinare l'architettura del vuoto con la massima

discontinuità delle superfici.

L‘ architettura del pieno può essere suddivisa in tre categorie: –

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– addensamento: si ottiene mediante bucature avvicinate intorno all'asse verticale della

facciata che conferiscono l'effetto di solidità dell'insieme

– rarefazione: si ottiene mediante bucature allontanate dall'asse verticale della facciata che

tendono a dissolvere la compattezza dei margini

– dilatazione dimensionale: si ottiene mediante l'introduzione di alcuni elementi architettonici

di maggiori dimensioni rispetto quelli generalmente utilizzati i quali determinano i cosìdetti

"salti di scala".

L‘ architettura del vuoto che prevale sul pieno ha come caratteristica il ritmo il quale si ottiene

mediante l'introduzione della simmetria per ripetizione di uno stesso elemento o di un insieme di

elementi.

dell‘angolo.

I modi

Il volume è delimitato da superfici dette pareti. Le pareti che delimitano il volume, se contigue, si

intersecano nell'angolo.

Possiamo trovare angoli pieni ovvero che girano come elementi di pieno murario, ed angoli vuoti

che tendono a svuotarsi, scavando il volume sullo spigolo.

Agli angoli vuoti corrispondono i modi compositivi dei partiti architettonici di base quali il portico,

la loggia e il pergolato.

I partiti architettonici di base derivano dalla combinazione degli elementi architettonici di base

ovvero il muro, il pilastro, la porta e la finestra.

Elementi architettonici di base

Sono tali in quanto rimangono invarianti al variare della tecnologia.

La loro forma concorre a determinare la forma dell'architettura tanto che non si ha architettura

senza la loro presenza.

Sono detti 'elementi' poiché da soli non hanno la capacità di dare vita ad un organismo ma

acquistano valore solo se posti in relazione tra di loro.

Muro

Elemento primario fondamentale che delimita lo spazio interno e definisce il volume.

Esso garantisce la continuità del tracciato e della superficie.

Pilastro

Elemento primario fondamentale che assicura la discontinuità della parete e la discontinuità

dell'involucro murario.

Materializza l'idea di recinto discontinuo e trasparente e l'idea di sostegno isolato e contrapposto

alla continuità della parte muraria.

Porta finestra

Elementi primari fondamentali che permettono l'accesso di residenti, aria e luce.

Essi possono essere considerati come elementi di bucatura nella continuità della parete, elementi di

passaggio della superficie del volume nei punti di sconnessione tra due pareti, elementi di vuoto

negli interassi di una parete porticata.

Partiti architettonici di base

Sono combinazioni ricorrenti di elementi primari.

Portico

Partito architettonico che media lo spazio interno, di appartenenza, con quello esterno e delimita

una zona basamentale. –

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Loggia

Partito architettonico che scava il volume raccogliendo in tal modo a sé le bucature e media lo

spazio interno dell'edificio con lo spazio esterno.

Pergolato

Partito architettonico che sgretola progressivamente la compattezza del volume e costituisce un

prolungamento della casa nel paesaggio urbano o naturale.

Ogni architettura nasce in terra e si innalza verso il cielo, per questo bisogna fare una distinzione tra

basamento e coronamento: il basamento segna il radicarsi a terra di un'architettura; il

coronamento segna il liberarsi in aria della stessa. Essi marcano la linea d'ombra che separa le

categorie del naturale dall'artificiale.

Il basamento è legato al il primo materiale da costruzione del quale l'architettura si sostanzia ovvero

il suolo. Le qualità dell'incontro tra suolo e costruzione sono:

– compenetrazione ed incastro ovvero la scalinata (il suolo che attraverso i gradini si fa

architettura)

– continuità ovvero il bugnato (motivo formale che segna il rapporto di continuità dell'edificio

con il suolo)

– distanziamento o dissolvimento ovvero il portico (motivo formale che segna il distacco

dell'edificio dal suolo)

Il coronamento è il punto di chiusura dell'intera composizione.

Non si può dare simmetria tra coronamento e basamento in quanto la forza di gravità lo vieta.

La serie

E‘ uno dei principi connaturali all‘ architettura.Avere a che fare con sistemi sintattici ed elementi

lessicali che si ripetono, assicura un più semplice controllo geometrico e stilistico e, dunque,

un'armonia della struttura formale del progetto.

Possiamo suddividere due tipologie di serie di interesse architettonico:

– la serie aperta in cui uno stesso elemento, o un insieme di elementi, si ripete ad intervalli

regolari senza presupporre un punto di inizio ed un punto di fine

– la serie chiusa in cui uno stesso elemento, o un insieme di elementi, si ripete ad intervalli

regolari ma presuppone anche un'origine ed una fine. –

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Sistema costruttivo

Si dice apparecchiatura costruttiva l'organismo edilizio analizzato come insieme di parti tra loro

correlate ed integrate attraverso un insieme di relazioni; in sintesi, l'apparecchiatura costruttiva è il

sistema composto da un insieme di elementi di fabbrica tra loro correlati. A loro volta, gli elementi

di fabbrica sono composti da elementi costruttivi funzionali formati da elementi costruttivi base e

da materiali base composti da unione di materie prime per l'edilizia.

Esempio malta + mattoni = muro + serramenti = chiusure verticali.

I materiali per l'edilizia sono:

– le materie prime naturali ed artificiali (legno, breccia, ecc.)

– i materiali base (bitume, colla, vernice, ecc.)

– gli elementi costruttivi base (mattoni, forati, tegole, ecc.)

– gli elementi costruttivi funzionali (muro, porta, finestra, ecc.)

– gli elementi di fabbrica (strutture prefabbricate)

Le materie prime ed i materiali base hanno capacità potenziali per costruire, gli elementi costruttivi

base, elementi costruttivi funzionali e gli elementi di fabbrica hanno capacità di fatto per costruire

(sono, ossia, dei 'pezzi' quindi prodotti di mercato già predisposti per essere inseriti in uno o più

procedimenti costruttivi). Si definiscono materiali per l'edilizia tutti quelli che la natura rende

direttamente disponibili e tutti quelli che l'uomo è capace di produrre in modo artificiale.

I materiali per l'edilizia hanno capacità per essere impiegati nella realizzazione di un determinato

organismo edilizio. Di questo organismo edilizio si può fare una lettura in chiave tecnico-

costruttiva. Ciò porta ad identificare l'insieme correlato delle scelte a livello costruttivo avvenute

nel momento progettuale ovvero l'apparecchiatura costruttiva.

L'apparecchiatura costruttiva si identifica con l'organismo edilizio stesso ovvero con il 'sistema' di

parti, con gli elementi di fabbrica tra loro correlati ed integrati e con il 'sistema' di relazioni tra le

parti.

Ad un 'sistema di parti' e ad un 'sistema di relazioni tra le parti' corrisponde una ed una sola

apparecchiatura costruttiva e quindi una ed una sola forma costruttiva.

Definire l'apparecchiatura costruttiva durante il progetto significa individuare il modo di

realizzazione di una determinata forma che abbia come 'spazio costruito' specifiche capacità di

prestazione in rapporto ad agibilità, percezione, con0fort ambientale e sicurezza statica.

Elementi di fabbrica

Gli elementi di fabbrica sono insieme correlati di elementi costruttivi funzionali le cui funzioni

sono quelle di delimitare e classificare lo spazio costruito, assicurare le condizioni di confort

ambientale (isolamento termico, acustico ecc.) e garantire la sicurezza statica.

Essi sono:

– involucro globale

– chiusure verticali

– chiusure orizzontali

– partizioni interne

– elementi di comunicazione verticale

– scheletro portante

– cellule spaziali

– blocchi funzionali

Per quanto riguarda la classificazione dello spazio costruito possiamo avere due differenti tipologie

quali la forma globale, in cui l'elemento di fabbrica involucro globale, funge da chiusura e

copertura, e la forma scatolare nella quale sono necessari due elementi di fabbrica quali le chiusure

orizzontali e verticali per assolvere i ruoli di chiusura e copertura.

Involucro globale –

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L'involucro globale delimita e classifica lo spazio interno da quello esterno garantendo la sicurezza

statica ed il confort ambientale. Funge contemporaneamente da chiusura e copertura tanto che non

esistono tra le parti costituenti delle discontinuità tali da consentire una distinzione tra chiusure

verticali ed orizzontali. Può essere un involucro autoportante o portato da sostegni esterni.

Chiusure verticali

Le chiusure verticali costituiscono l'inviluppo verticale dello spazio costruito, delimitando e

classificando lo spazio interno da quello esterno e garantendo la sicurezza statica ed il confort

ambientale.

A livello architettonico, costituiscono l'elemento di mediazione tra spazio pubblico esterno e spazio

privato interno.

Esse possono essere portanti, soddisfano esigenze statiche e di confort ambientale (pareti portanti),

o portate dall'ossatura portante ovvero che soddisfano solo esigenze di confort ambientale

(tamponature e serramenti esterni).

Chiusure orizzontali

Le chiusure orizzontali costituiscono la chiusura e la delimitazione sull'orizzontale dello spazio

costruito.

Vengono suddivise in base al ruolo e alla collocazione nell'organismo edilizio in:

– chiusure orizzontali di base (spazio costruito, terreno)

– chiusure orizzontali intermedie (pavimento che separa i vari piani)

– chiusure orizzontali di copertura (copertura)

Vengono inoltre classificate in base ad una suddivisione geometrica-costruttiva in:

– chiusure orizzontali piane (orizzontali ed inclinate)

– chiusure orizzontali spaziali che si dividono in a curvatura semplice (volte) e a curvatura

doppia o complessa (cupole ecc.)

Esse hanno un pluristrato per adempire alle diverse funzioni:

– hanno una parte resistente per soddisfare la sicurezza statica

– hanno una parte di completamento all'estradosso per l'isolamento acustico, termico e per

l'eliminazione del fenomeno della condensa

– hanno la parte di completamento all'intradosso quali strati di intonaco e tinteggiatura ed il

controsoffitto

– hanno la parte destinata alla collocazione degli impianti

Partizioni interne

Le partizioni interne sono l'insieme degli elementi impiegati per la suddivizione verticale dello

spazio interno.

Esse possono essere:

– portanti, che soddisfano esigenze statiche e di confort ambientale

– portate, che soddisfano solo esigenze di confort ambientale (tramezzature, pareti attrezzate,

serramenti interni)

Elementi di comunicazione verticale

Gli elementi di comunicazione verticale sono l'insieme degli elementi necessari a porre in

comunicazione piani disposti a quote differenti.

Essi sono il corpo scala, il corpo ascensore e le scale mobili.

Blocchi funzionali

I blocchi funzionali sono entità tridimensionali che soddisfano diverse funzioni.

Possono essere blocchi funzionali per canalizzazione di impianti e blocchi funzionali di

utilizzazione (blocco bagno, blocco cucina, ecc.) –

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Scheletro portante

Lo scheletro portante ha un ruolo finalizzato essenzialmente alla sicurezza statica, lasciando agli

altri elementi di fabbrica soltanto il compito di garantire il confort ambientale e di definire lo spazio

costruito.

Cellule spaziali

Le cellule spaziali si caratterizzano per il configurarsi come entità volumetriche abitabili, si

identificano con un prodotto industriale finito in officina.

Hanno una configurazione geometrico-costruttiva scatolare, globale, portanti accatastabili, portate.

Procedimento costruttivo

Il procedimento costruttivo è l'insieme della lavorazione e delle operazioni necessarie alla

costruzione in rapporto ai materiali impiegati ed ai principi costruttivi adottati.

Ogni oggetto edilizio ha un proprio procedimento costruttivo, connotazione univoca, tuttavia tra i

procedimenti costruttivi di tutti gli oggetti edilizi si conservano caratteristiche in comune, analogie.

I fattori caratterizzanti un procedimento costruttivo sono così detti perché incidono sull'azione-

progetto (quindi sull'insieme di scelte del progettista), specie nell'iterazione tra configurazione e

conformazione, ovvero tra l'ideazione della forma e la fattibilità costruttiva.

Essi sono:

– lavorabilità dei materiali

– utilizzazione dei materiali ai fini della sicurezza statica e del confort ambientale

– materiali in rapporto alla percezione della forma

– moti e mezzi di attuazione

Nell'azione-progetto occorre definire i principi costruttivi che improntano il procedimento

costruttivo.

Lavorabilità dei materiali

Per realizzare l'oggetto edilizio occorre individuare la lavorabilità del materiale ovvero il principio

di lavorazione.

Ci sono due principi di lavorazione: elementari e complessi.

I primi sono finalizzati a realizzare un monopezzo, i secondi sono finalizzati a realizzare un oggetto

composito.

I principi di lavorazione elementari sono quelli di:

– asportazione nei quali l'oggetto si ottiene sottraendo materiale da un blocco di maggiori

dimensioni

– modellatura diretta nel quale l'oggetto si ottiene tramite azioni dirette su di esso (piegatura,

soffiatura del vetro, ecc.)

– modellatura indiretta nei quali l'oggetto si ottiene utilizzando stampi, casseformi, ecc.

I principi di lavorazione complessi sono quelli di:

– addizione nei quali l'oggetto si ottiene sovrapponendo e giustapponendo elementi

tridimensionali (muro)

– stratificazione nei quali l'oggetto si ottiene sovrapponendo solo strati bidimensionali

– orditura nei quali l'oggetto si ottiene intrecciando elementi lineari –

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Principi costruttivi

La conformazione dell'oggetto edilizio deve innanzitutto garantire la sicurezza statica ed il confort

ambientale.

Ciò implica far riferimento ai relativi principi costruttivi, cioè a quanto in un oggetto edilizio

'origina' la sicurezza statica ed il comfort ambientale.

Sicurezza statica

I principi costruttivi riguardanti la sicurezza statica sono divisi in tre categorie:

– principi elementari

– principi complessi

– principi geometrico-costruttivi

Principi costruttivi elementari

I principi costruttivi elementari pongono in relazione diretta i materiali base e gli elementi

costruttivi base con il procedimento costruttivo, indipendentemente dalla forma sia di questi ultimi

che dell'intero organismo.

Essi fanno riferimento alle capacità di resistenza dei materiali base e degli elementi costruttivi base

date dalle forze interne di coesione molecolare che si oppongono al cambiamento di forma indotto

dall'azione di forze esterne.

Essi sono:

– capacità di resistenza a compressione

– capacità di resistenza a trazione

– capacità di resistenza a flessione e taglio

– capacità di resistenza a trazione e compressione

Capacità di resistenza a compressione

E' il principio costruttivo elementare che, ad esempio, caratterizza l'impiego di malta (materiale

base) e conci (elemento costruttivo base) nel procedimento costruttivo 'volta'.

Capacità di resistenza a trazione

E' il principio costruttivo elementare che, ad esempio, caratterizza l'impiego di fumi (elemento

costruttivo base) nel procedimento costruttivo a cavi tesi.

Capacità di resistenza a flessione e taglio

E' il principio costruttivo elementare che, ad esempio, caratterizza l'impiego di travi e pilastri

(elemento costruttivo funzionale) nel procedimento costruttivo a telaio.

Capacità di resistenza a trazione e compressione

Individua conformazioni costruttive in grado di sfruttare le capacità di resistenza delle parti in

modo differenziato, combinando elementi soggetti a trazione con elementi soggetti a compressione.

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Principi costruttivi complessi

L'individuazione dei principi costruttivi complessi procede dall'analisi del modo con cui è possibile

dare origine ad un vano agilibe (o spazio agibile).

Ciò comporta evidentemente considerare la capacità di resistenza dei materiali base e degli

elementi costruttivi base. Nonchè i vincoli trag li elementi costruttivi .

I principi costruttivi complessi sono:

– trilite

– telaio

– arco

– cavo

– triangolo

– fungo (albero)

– pneumatico

Principio costruttivo complesso del trilite

Esso determina un vano agibile mediante un architrave e due piedritti.

Il primo è l'elemento orizzontale lineare soggetto a flessione e taglio; i secondi sono elementi

lineari verticali soggetti essenzialmente a compressione, sui quali poggia l'architrave.

La stabilità dell'insieme è garantita principalmente dai piedritti; l'architrave contribuisce soltanto

con il peso proprio.

Un esempio è Stonehenge.

Principio costruttivo complesso del telaio

Esso determina un vano agibile mediante traverso e montanti.

Il primo è l'elemento orizzontale mentre i secondi sono elementi lineari verticali. Essi sono

collegati tra loro mediante vincoli che fanno sì che la stabilità dell'insieme sia affidata a tutti gli

elementi. Sono entrambi sollecitati a flessione e taglio.

Un esempio sono i telai dei serramenti, dei portali in legno, ecc.

Principio costruttivo complesso dell'arco

Esso determina un vano agibile mediante un arco e due piedritti.

Il primo è l'elemento curvo lineare mentre i secondi sono elementi lineari verticali. L'arco è

poggiato sui piedritti ed è soggetto prevalentemente a compressione; la stabilità dell'insieme è

garantita principalmente dai piedritti che sono soggetti all'azione di spinta dell'arco.

La spinta esercitata dall'arco sui piedritti può essere: contrapposta (inserendo dei contrafforti),

compensata (affiancando altri archi) o eliminata (inserendo delle catene). Il concio di trave è il

punto di equilibrio.

Principio costruttivo complesso del cavo

Esso determina un vano agibile mediante cavo (fune) e piedritti.

Il primo è un elemento curvo lineare, i secondi sono elementi lineari verticali.

Il cavo è incapace di resistere a flessione e taglio ed è soggetto a trazione mentre i piedritti possono

essere sollecitati a flessione, taglio e compressione. Il cavo dovrà essere stabilizzato nel piano

orizzontale e verticale in quanto incapace di resistere a flessione.

La stabilità dell'insieme può essere affidata ai soli piedritti che assorbono l'azione orizzontale

determinata dal cavo. –

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Principio costruttivo complesso del triangolo

Esso determina un vano agibile mediante traversi, ovvero elementi di giacitura inclinata.

I traversi sono soggetti a compressione e flessione; la stabilità dell'insieme è affidata in egual

misura ai due traversi.

Da questo principio si può far derivare il triangolo indeformabile, costituito da tre aste incernierate,

soggette principalmente a sforzi di trazione e compressione.

Principio costruttivo complesso del fungo

Esso determina un vano agibile mediante il ritto ed il cappello.

Il primo è un elemento portante lineare a giacitura verticale mentre il secondo è un elemento di

chiusura orizzontale aggettante.

Il cappello è soggetto a flessione, il ritto a flessione, taglio e compressione.

La stabilità dell'insieme è affidata ad entrambi gli elementi.

Principio costruttivo complesso del pneumatico

Esso determina un vano agibile mediante elementi costruttivi a camera d'aria.

Questa tipologia di elementi costruttivi sono involucri gonfiabili sollecitati a trazione; la loro

capacità è data dall'aria in pressione e dalla forma che assumono dopo il gonfiaggio.

Principi geometrico-costruttivi

L'individuazione dei principi geometrico-costruttivi procede dall'analisi del modo in cui è possibile

dare origine ad un organismo edilizio ovvero la capacità di resistenza dei materiali base e degli

elementi costruttivi base e le relazioni costruttive tra gli elementi di fabbrica.

Bisogna inoltre considerare le relazioni costruttive tra gli elementi di fabbrica ai fini della fattibilità

costruttiva in rapporto alla capacità della forma finale dell'oggetto di resistere alle sollecitazioni

interne ed esterne cui potrà essere sottoposta.

Essi sono il principio dell'involucro globale ed il principio dell'involucro scatolare.

Principio dell'involucro globale

Esso si riferisce a tutti quei procedimenti costruttivi che realizzano forme che racchiudono e

coprono lo spazio senza soluzione di continuità o che comunque non determinano una

differenziazione tra chiusure verticali ed coperture.

Nel principio dell'involucro scatolare possiamo trovare:

– procedimento a conci

– procedimento a guscio

– procedimento a cesto

– procedimento a pallone

– procedimento a tenda

– procedimento a capanna

Principio dell'involucro scatolare

Esso si riferisce a tutti quei procedimenti costruttivi che realizzano forme parallelepipede e

prismatiche, che racchiudono e coprono uno spazio determinando la differenziazione tra chiusure

verticali e chiusure orizzontali.

Ne segue una differenziazione dei ruoli degli elementi di fabbrica e degli elementi costruttivi

funzionali ai fini della stabilità.

Il principio dell'involucro scatolare racchiude il procedimento a setti ed il procedimento a gabbia.

Il procedimento a setti è tipico degli organismi realizzati in opera ed ossatura muraria e solaio piano

nonché degli organismi prefabbricati.

La stabilità dell'insieme è garantita da una tessitura in senso longitudinale e trasversale dei setti,

questo procedimento dà luogo ad apparecchiature piane. –

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Il procedimento a gabbia è tipico degli organismi che si basano sulla realizzazione di uno scheletro

che garantisce la sicurezza statica dell'insieme e sopporta solai piani. Questo procedimento dà

luogo ad apparecchiature costruttive piano-lineari.

Esso determina gli elementi costruttivi portati che hanno ruolo soltanto ai fini di delimitazione e

classificazione dello spazio e confort ambientale.

Comfort ambientale

Per quanto riguarda il comfort ambientale, è possibile individuare più principi a seconda di ciò che

si considera requisito caratterizzante il confort ambientale ovvero la protezione dalle precipitazioni

atmosferiche, l'isolamento termico ed acustico e gli impianti.

Protezione dalle precipitazioni atmosferiche

E' governato da due principi: il principio di deflusso diretto (coperture a tetto o a volte) che assicura

lo smaltimento immediato dell'acqua (gravità) ed il principio della raccolta e dello smatimento

(coperture piane) che assicura il deflusso attraverso canalizzazioni di acqua raccolta in stagni.

In questo ambito rientra la protezione dalle infiltrazioni d'acqua e di aria sulle pareti esterne e sulle

coperture che sono risolvibili in diversi modi:

– individuazione dei procedimenti costruttivi che implichino il numero minimo di giunti tra le

parti

– applicazione di strati protettivi (intonaci)

– applicazione di trattamenti superficiali

Isolamento termico ed acustico

Questo tipo di isolamento è basato su due principi: principio del corpo unico e principio del corpo

multiplo.

Nel primo, gli elementi costruttivi funzionali sono costituiti da un solo materiale che in un unico

strato soddisfa l'isolamento termico e/o acustico (esempio. setto murario in calcestrutto o in

mattoni); nel secondo gli elementi costruttivi funzionali sono formati da più materiali stratificati

aventi caratteristiche e ruoli complementari (esempio. tamponatura a cassetta, serramenti a doppio

vetro, ecc.)

Impianti

E' il complesso di apparecchi e reti di canalizzazione per il riscaldamento, il condizionamento

dell'aria, l'illuminazione artificiale, per l'utilizzo dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua ecc.

Essi possono essere esterni, sovrapposti agli elementi costruttivi funzionali, o interni, incorporati

agli elementi costruttivi funzionali.

Materiale e percezione della forma

Determinate intenzionalità progettuali ai fini della percezione della forma incidono sul

procedimento costruttivo. Ciò va ad influire principalmente sul trattamento di finitura.

Per la percezione della forma esistono due principi:

– principio geometrico che pone in evidenza la percezione dei valori di superficie e volume,

indipendentemente dal modo con cui si è costruita

– principio materico che sottolinea il modo con cui essa è stata costruita

Le scelte che si effettuano nel momento progettuale in relazione alla percezione visiva influiscono

sul procedimento costruttivo sia a livello di organismo che di componenti. –

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Modi e mezzi di attuazione

I modi di porre in atto il procedimento costruttivo si concretizzano in un insieme di cicli di

lavorazione e nell'articolazione di questi in una o più fasi realizzabili sia nel cantiere edile sia in

stabilimento.

I mezzi per realizzare un procedimento costruttivo incidono direttamente sui cicli di lavorazione e

indirettamente sulle scelte progettuali.

Essi si dividono in procedimenti tradizionali e procedimenti industrializzati.

I primi si basano su cicli di lavorazione che, nonostante l'introduzione delle macchine, si ricollega a

metodi operativi radicati; i secondi sono tali da realizzare direttamente in cantiere o attraverso la

prefabbricazione in officina degli organismi edilizi in modo seriale. –

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CARATTERISTICHE GENERALI

Unità spaziale destinata alle attività elementari previste e completa delle attrezzature e degli

arredi necessari allo svolgimento delle stesse. Insieme alle altre unità spaziali forma un

alloggio di tipologia C per n°5 utenti.

ATTIVITA' ELEMENTARI

Sono le attività fondamentali che si svolgono nell'u.s. necessarie per l'individuazione dei

minimi funzionali e spaziali ed il possibile rapporto dell'u.s. con le altre circostanti. Nella u.s.

studiata si individuano attività quali:

-

-

GRUPPO DI FRUIZIONE

Indica il numero di operatori interessati alle attività elementari che si svolgono nell'u.s. o, in

generale, il numero di presenti in media nell'u.s. stessa. Nell'u.s. il gruppo di fruizione è 2.

ARREDI ED ATTREZZATURE

Arredi ed attrezzature devono soddisfare lo stato d'arredo minimo sancito dalla normativa

vigente. Per l'u.s. proposta sono richiesti un letto singolo, armadio, comodino, cassettiera,

scrivania. La disposizione deve essere, in ogni caso, adeguata affinché sia permesso il

completo svolgimento delle attività elementari da parte degli operatori. Gli arredi presenti

nell'u.s. sono:

- letto singolo (200 x 100) - libreria (120 x 30)

- armadio (240 x 60)

- comodino (50 x 40)

– scrivania (120 x 60)

VALORI STANDARD DI RIFERIMENTO E DI PROGETTO

Superficie minima:

Superficie effettiva:

SOLUZIONE ESEMPLIFICATA DELL'U.S.

Rappresenta la soluzione dell'u.s. nel progetto considerato.

MODULI DI ATTIVITA'

Corrispondono gli spazi d'uso relativi allo svolgimento delle attività elementari espressi in mq,

comprensivi della superficie di ingombro degli arredi, delle attrezzature e dello spazio d'uso e

relazione. Lo spazio di relazione contempla la quantità di spazio necessaria per raggiungere la

sede dove l'attività si svolge. La somma degli spazi relativi alle attività elementari, tenendo

conto delle eventuali sovrapposizioni delle fasce di connettività, restituisce la dimensione

totale di riferimento dell'u.s. relativa al progetto.

INTORNO SPECIFICO DELL'U.S.

Lo schema illustra le relazioni spaziali con le u.s. insieme alle quali quella proposta forma delle

aggregazioni di spazio e delle "unità funzionali" omogenee.

ESIGENZE DI RELAZIONE FUNZIONALE

Lo schema rappresenta le u.s. con le quali quella proposta si relazione più frequentemente per

le esigenze specifiche delle attività che vi si svolgono.

ESIGENZE DI COLLEGAMENTO SPAZIALE

Lo schema individua le u.s. con le quali devono essere garantiti i collegamenti prioritari per

esigenze di funzionalità o di sicurezza legale alle attività. Moho95 - Skuola.net UNIVERSITA'

CARPENTERIA DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

E MECCANICA

ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

ANNO ACCADEMICO 2015/2016

P1.2 P1.3 DOCENTE:

P1 P2 P3 P2.1 P2.2 P2.3 Ing.Marcello ZORDAN

Ar.Te.

P1.4 P1.5 P1.6

P4 P5 P6 P2.4 P2.5 P2.6

0.00 3.00 CASE A SCHIERA A SCANDIANO

P1.7 P1.8 P1.9

P7 P8 P9 P2.7 P2.8 P2.9 1:100

Scala

P1.10 P1.11 P1.12

P10 P11 P12 P2.10 P2.11 P2.12

P1.13 P1.14 P1.15

P13 P14 P15 P2.13 P2.14 P2.15 ALLIEVO : Riccardo D'Alvito

MATR : 0044731

CONTROLLATO UNIVERSITA'

CARPENTERIA DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

E MECCANICA

ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

ANNO ACCADEMICO 2015/2016

P3.1 P3.2 P3.3

P2.1 P2.2 P2.3 P4.1 DOCENTE:

P4.2 P4.3

9.80 Ing.Marcello ZORDAN

Ar.Te.

P3.4 P3.5 P3.6

P2.4 P2.5 P2.6 P2.6 P4.4 P4.5 P4.6

6.00

3.00 CASE A SCHIERA A SCANDIANO

P3.8

P3.7 P3.9

P2.9

P2.7 P2.8 P4.7 P4.8 P4.9 Scala 1:100

8.80

P3.10 P3.11 P3.12

P2.10 P2.11 P2.12 P4.10 P4.11 P4.12

8.50

P3.13 P3.14 P3.15

P2.13 P2.14 P2.15 P4.12 P4.14 P4.15 ALLIEVO : Riccardo D'Alvito

MATR : 0044731

CONTROLLATO UNIVERSITA'

CARPENTERIA DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

E MECCANICA

ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

ANNO ACCADEMICO 2015/2016

P2.12 P2.15

P2.6 P2.9

P2.3 DOCENTE:

Ing.Marcello ZORDAN

Ar.Te.

3.00 CASE A SCHIERA A SCANDIANO

Scala 1:50

P2.11 P2.14

P2.2 P2.8

P2.5 P2.10 P2.13

P1.12 P1.15

P2.1 P2.7

P1.9

P1.3 P2.4

P1.6 ALLIEVO : Riccardo D'Alvito

MATR : 0044731

CONTROLLATO UNIVERSITA'

DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

SPACCATO CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

STRUTTURALE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

E MECCANICA

ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

ANNO ACCADEMICO 2015/2016

DOCENTE:

Ing.Marcello ZORDAN

Ar.Te.

CASE A SCHIERA A SCANDIANO

1:200

Scala

ALLIEVO : Riccardo D'Alvito

MATR : 0044731

CONTROLLATO UNIVERSITA'

STUDIO DELLA SCALA DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

Alzata : 16 cm

strato detto, appunto, "soletta" dello spessore di 15 cm. La Pedata : 30 cm DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

Larghezza : 115 cm E MECCANICA

Larghezza pianerottolo: 140 cm

unico intermedio. ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

Dislivello : 300 cm

Il gradino costituisce l'elemento funzionale su cui avviene ANNO ACCADEMICO 2015/2016

l'appoggio del piede. DOCENTE:

Ing.Marcello ZORDAN

6.00 Ar.Te.

4.50

Scala 1:100 3.00 CASE A SCHIERA A SCANDIANO

1.50 0.00 Scala

Particolare gradino

Scala 1:25

Particolare importanza riveste la determinazione del rapporto alzata-pedata, ALLIEVO :

che per agevole funzione, deve essere commisurata al normale passo Riccardo D'Alvito

dell'uomo. Per il calcolo del rapporto si utilizza la formula: MATR : 0044731

-2A + P = 62-64 cm CONTROLLATO

infatti

2 x 16 + 30 = 62 cm

UNITA' FUNZIONALI 1:200 UNIVERSITA'

mq

SUPERFICIE CALPESTABILE DEGLI STUDI DI CASSINO

Fronte

CARATTERISCHE DEGLI ALLOGGI E DEL LAZIO MERIDIONALE

19.20 medio

CUCINA (5.4 - 7.2m)

TERRA K = Cucina

ST L

BAGNO 8.55 del fronte D B = Bagno CORSO DI LAUREA

SOGGIORNO-PRANZO 37.90

PIANO larghezza del fronte IN INGEGNERIA CIVILE

C S = Soggiorno-Pranzo

CONNETTIVI 29.00 DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

LM = Camera Matrimoniale

94.65

TOTALE PIANO TERRA E MECCANICA

LS

C LD = Camera Doppia

23.00 ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

CAMERA MATRIMONIALE Scala a rampa unica LS = Camera Singola

7.60 ANNO ACCADEMICO 2015/2016

BAGNO LM B LD

21.50 ST = Studio DOCENTE:

CAMERA DOPPIA interna Ing.Marcello ZORDAN

CAMERA SINGOLA L = Lavanderia

12.50 planimetrica interna K

32.20 B

Concentrazione degli spazi di servizio C = Connettivi

CONNETTIVI 96.80 S

TOTALE PRIMO PIANO D = Deposito

abitative Ar.Te.

Giardino di larghezza limitata

22.10

STUDIO C

8.55

LAVANDERIA MORFOLOGIA DEL TESSUTO

40.50

CONNETTIVI EDILIZIO (scala 1:400)

71.15

TOTALE SECONDO PIANO CASE A SCHIERA A VENTOSO DI

SCANDIANO

262.60

TOTALE COMPLESSIVO Scala

VISTA ASSONOMETRICA DEL TESSUTO

EDILIZIO (scala 1:400) ALLIEVO :

z Riccardo D'Alvito

MATR :

3 0044731

2

1 1

1 CONTROLLATO

2

2 3

3 0

y

x UNIVERSITA'

MODI DELL'ANGOLO DEGLI STUDI DI CASSINO

E DEL LAZIO MERIDIONALE

CORSO DI LAUREA

IN INGEGNERIA CIVILE

piane dette pareti, queste sono

contigue e si intersecano nell'angolo, DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE

E MECCANICA

ARCHITETTURA TECNICA

CORSO DI

se gira come elemento al pieno ANNO ACCADEMICO 2015/2016

murario, mentre gli angoli vuoti DOCENTE:

Ing.Marcello ZORDAN

tendono a svuotarsi, a scavare il

volume nell'angolo.

alloggi della schiera presentino Ar.Te.

esclusivamente angoli pieni. CASE A SCHIERA A SCANDIANO

ANGOLO B ANGOLO A 1:100

Scala

ALLIEVO : Riccardo D'Alvito

MATR : 0044731

ANGOLO C ANGOLO D CONTROLLATO


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48

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5.21 MB

AUTORE

Moho94

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6 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti del corso di Architettura tecnica tenuto dal professor Marcello Zordan presso l'Università di Cassino, corso di Ingegneria Civile ed ambientale. Questo file scaturisce dall'unione degli appunti presi in aula con lo studio delle slides del professore. Inoltre nel presente documento sono presenti riassunti del corso per un più semplice studio e/o ripasso ed il progetto da me svolto. Grazie ad essi ho preparato la prova orale di questo esame in tre giorni!
Non ve ne pentirete!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Laurea in ingegneria civile e ambientale
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moho94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura tecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof Zordan Marcello.

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