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Architettura dell' ingegneria Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'architettura 2 sull'architettura dell'ingegneria basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Iacobone dell’università degli Studi Politecnico di Milano - Polimi, Facoltà di Architettura e società. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'architettura 2 docente Prof. D. Iacobone

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tecnologici e scientifici. si avrà un corrispettivo del Cristal Palace, quale la Galerie des Machines. È un

ambiente più corto, 420 m x larghezza di 115.

Arcate a tre cerniere. Prefabbricazione dei pezzi in ghisa e vetro e posti in opera in cantiere.

Serrata competizione di novità tecnologiche. Si pensa alla costruzione di una torre di 300 m, per essere

un riferimento visivo , simbolico e per diventare espressione di ostentazione delle capacità tecnologiche

francesi.

La Tour Eiffel infatti non ha nessun’altra funzione se non rappresentativa delle novità tecnologiche del

periodo.

Eiffel era un ingegnere strutturista, interessato a strutture innovative, quali stazioni ferroviarie o

coperture in ferro e vetro.

Per la costruzione della torre, doveva esserci una perfezione nella realizzazione in fabbrica di ogni

singolo elemento; un errore infinitesimale avrebbe portato ad una non realizzazione dell’opera.

Ad una così elevata altezza, il vento poteva risultare un problema; si poteva quindi realizzare o una

struttura molto pesante, rigida, che l’azione orizzontale del vento non avrebbe intaccato la struttura, o,

un altro caso, scarnificare la struttura stessa, in modo che il vento potesse passare attraverso.

(quest’ultima ipotesi fu quella presa in considerazione).

Fu utilizzato acciaio, no ghisa; si partì da una base più ampia, per poi assottigliarsi all’aumentare

dell’altezza.

4 pilastri d’angolo presentano una serie di elementi di controventatura interna. Tra i pilastri, Eiffel

aggiunse arcate in acciaio, per riproporre la struttura tradizionale degli archi che sorreggono una

trabeazione. Questi archi non hanno alcuna funzione statica, sono puramente estetici, per garantire una

certa tranquillità [ la vista di un tipico elemento strutturale, tipicamente utilizzato nelle chiesa, poteva

portare una stabilità visiva della struttura].

Anche l’Italia non è da meno nell’organizzazione di queste esposizioni. Nell’area dei Giardini Pubblici

(Palestro) si usa una struttura in legno, con montanti e capriate-> cambia l’approccio tecnologico. Si

parla di Esposizione Nazionale, non Internazionale. Esposizione Internazionale del 1906 (Lotto fiera).

Costruzione di un ponte stradale ferroviario a Paderno d’Adda ,prime realizzazioni in Italia; estreme

perizie tecnologiche, pur adottando tecniche tradizionali.

Chiesa di S. Gaudenzio a Novara (di Tibaldi). Alessandro Antonelli completa la facciata e la cupola. Si

parla di una copertura innovativa; calotte sovrapposte con nuove forme, quale l’uso ad esempio dell’arco

parabolico. Da 4 piloni angolari realizza 8 arconi parabolici; per una maggiore sicurezza, sono nascosti

dalla struttura, da una loggetta.

Percezione tradizionale dal basso verso l’alto. È la prima delle tante calotte al di sopra (tradizionale, a

cassettoni, con oculo).

Presenta una volta rovescia e calotta di riflessione con 24 costoloni; su quest’ultima insiste il “castello

conico”, struttura di sostegno vera e propria, che regge la parte esterna, molto leggera. Rivestimento in

Piombo.

Tutta la struttura è in laterizio. Malta robusta. Si comporta in realtà come se fosse una struttura in

calcestruzzo.

Mole Antonelliana (sede comunitaria ebraica) Torino. Si ha bisogno di ampio spazio e altezza notevole.

È una struttura ampia quadrangolare, senza pilastri interni.

La copertura ha atteggiamenti tecnici mascherati. Archi parabolici diventano base di appoggio per la

copertura molto leggera.

Parte superiore realizzata con 2 sottili vele, una interna, una esterna, ciascuna spessa 12 cm, con

intercapedine interna.

Corso verticale di mattoni, alcuni disposti diagonalmente (ammorsamenti). Intercapedine intermedia (di

rinforzi) e ancora la parte esterna con un corso di mattoni con nervature radiali che sono linee forza della

struttura.


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AUTORE

larara

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher larara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Iacobone Damiano.

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