ARCHITETTURA CAROLINGIA
Nell’ anno 476 d.C., con la deposizione dell’ultimo imperatore, il giovane Romolo Augustolo,
Rex Italiae
deposto da Odoacre, generale germanico proclamatosi (re d’Italia), cadde l’ Impero
Romano d’ Occidente.
Dopo la caduta dell’impero romano i barbari presero possesso dell’intera Europa romana:
• i Longobardi in Italia (Lombardia)
• i Franchi e i Burgundi in Gallia (Francia)
• gli Angli e i Sassoni in Britannia (Gran Bretagna)
• i Visigoti nella Penisola Iberica (Spagna)
Nel 711 gli Arabi invasero la Spagna (dopo aver sottomesso la Sicilia e l’Italia Meridionale) e
insidiarono la Gallia (Francia).
Nel 732 gli Arabi furono fermati nella Battaglia di Poitiers dal condottiero Carlo Martello.
Nel 751 Pipino, figlio di Carlo Martello, si proclamò re dei Franchi.
Nel giorno di Natale dell’ 800, nella basilica di San Pietro, Carlo (742-841), figlio di Pipino, si
proclamò primo imperatore del Sacro Romano Impero (che comprendeva Germania, Olanda,
Magnus,
Belgio, Svizzera, Francia e Italia) con il nome di il grande.
Carlo Magno era analfabeta.
L’architettura del regno Carolingio attinge all’antico (di Roma) per i materiali da costruzione
recuperando parti già prodotte e smantellate dalle rovine antiche.
L’architettura diventa propaganda per questo nuovo regno e si rivolge al passato romano sia nelle
forme sia nei materiali.
Il sacro Romano impero fu il tentativo di rifondare l’impero romano d’ Occidente.
L’Italia fu presa dopo la caduta del 774 della capitale longobarda, Pavia.
PALAZZO IMPERIALE - AQUISGRANA (c. 790-800)
Data: 790-800 circa
Luogo: Acquisgrana (Germania)
Palazzo Imperiale
Carlo Magno fece costruire un ad Aquisgrana (oggi Aachen in Germania).
La grande Aula delle Udienze era ispirata all’ Aula Palatina (Basilica di Costantino) del Palazzo di
Treviri (IV sec.).
Questo palazzo guarda alla romanità e a Costantino. È dotato di un luogo di culto che è la cappella
palatina, preceduta da un quadriportico e un lungo corridoio che connette alla grande porta di
accesso al Palazzo e all’altro capo alla Sala delle Udienze (o Palazzo delle Udienze). Il Palazzo delle
Udienze ha la forma di una basilica pagana nelle nuove forme conferite da Costantino nel grande
palazzo imperiale realizzato a Trevieri (in Germania), è la copia della grande sala costantiniana.
Questo complesso viene chiamato il Laterano come il palazzo imperiale che Costantino realizza
accanto alla basilica di laterano (cattedrale
di Roma, prima basilica paleocristiana
voluta nella Roma costantiniana).
L’adesione ai modelli tardo-antichi la si
ritrova anche nella statua equestre. La
statura equestre di Teodorico si ispira a
Marco Aurelio (oggi al Campidoglio ma
all’epoca di Costantino si trovava al
Laterano).
La statua di Marco Aurelio viene riprodotta
al Palazzo Imperiale di Aquisgrana ma con
le sembianze di Teodorico.
In questo palazzo sono presenti anche le terme.
CAPPELLA PALATINA - Aquisgrana (ca. 790-800)
Data: 790-800 circa
Luogo: Aquisgrana (oggi Aachen, in Germania)
La cappella palatina è l’unica porzione che è giunta a noi
integra per la parte interna. L’esterno è modificato (tardo
gotico).
Nella sua conformazione carolingia è ispirato al modello
bizantino di San Vitale a Ravenna.
impianto
La cappella palatina ha un
centrale ottagonale con un giro di
portici e pilastri attorno con ghiere in
conci di pietra squadrata sormontata
da una doppia loggia retta da colonne.
È costituita da una chiesa inferiore e
una chiesa superiore. La chiesa
superiore è costituita da una doppia
loggia.
Sulla sinistra c’è una grande torre con
volta a botte che copre il tribunal
(tribuna imperiale) riservato all’imperatore.
Il tribunal era riservato all’imperatore: poteva assistere alle udienze senza
andare al piano terreno.
La cupola semicircolare è a spicchi, protetta da una copertura.
La grande torre che ospita la tribuna imperiale è chiamato westwerk.
Il westwerk è una costruzione a occidente, si oppone all’altare che sta ad
oriente (dove il sole sorge). Il westwerk è tipico dell’architettura carolingia. Il
westwerk affacciava su di un atrio porticato che poteva contenere circa 7000
persone. È una tribuna che ha le sembianze di una torre fortificata, sta sopra
all’ingresso. Il westwerk costituiva anche la fortificazione
dell’accesso in quanto la cappella era ricca di tesori preziosi da
tutelare in caso di guerra.
La cappella palatina è progettata da Oddone di Metz.
Interni: Per costruire muri e volte (a botte e a crociera) furono
impiegati pesanti pietre da taglio di recupero, ricavate da edifici
romani. Le colonne di marmo i parapetti di bronzo furono portati
direttamente da Ravenna, questo significa anche questa civiltà
aveva grosse difficoltà a produrre questi elementi quindi era
preferibili recuperarli già fatti, trasportandoli da Ravenna fino ad
Aquisgrana (Aachen). All’interno sono presenti anche mosaici,
prerogativa del mondo bizantino.
L’edificio è stato poi inglobato in strutture di epoca successiva (gotica).
ORATORIO DI GERMIGNY-DES-PRÉS
Data: 806
Luogo: Benoit-sur-Loire
L’edificio costituisce l’ultima porzione superstite di un altro complesso
Palatino, costruito nell’806 per volontà di Teodulfo, vescovo d’Orléans
e consigliere di Carlo Magno.
Il piccolo oratorio è stato pesantemente restaurato fra il 1867 e 1876.
impianto centrale quinconce
L’edificio ha un (tipico dell’architettura
bizantina) con profilo quadrato con 4 cupolette minori sulle campate
angolare e tiburio finestrato sulla campata centrale. Il tiburio finestrato
ha i lati absidati. La campata centrale è retta da pilastri.
Nel XV secolo fu trasformato con l’aggiunta di una navata.
Interno: il mosaico (in uno dei catini absidali) è l’unico esempio di tipo
bizantino (IX secolo) conservatosi in Francia. Il mosaico raffigura la
mano di Dio che indica l’arca dell’alleanza contenente le tavole della
legge, attorniata da angeli e arcangeli, una prefigurazione
della vergine Maria col bambino (l’arca è la Vergine Maria e
il bambino sono le tavole della legge).
La tribuna è cieca, retta da colonne e archi a tutto sesto.
C’è una sintesi tra il mondo antico e il mondo barbarico
carolingio. Gli ordini architettonico sono declinati secondo il
gusto del mondo barbarico carolingio.
ABBAZIA DI CENTULA (OGGI SAINT RIQUIER PRESSO AMIENS), 790-799
Luogo: Amiens
Data: 790-799
Dopo Aquisgrana di grande importanza è stata la
costruzione di questo complesso abbaziale.
Questo edificio oggi non esiste più, rimane solo un
incisione del 1612, che riproduce un disegno del XI
secolo (ovvero come era l’abbazia carolingia).
È un abbazia riconfigurata secondo forme gotiche, sulle
tracce di quella originaria di fondazione carolingia.
Assetto dell’edificio carolingio: grande fabbricato datato di un
doppio transetto, 2 grandi torri poste all’incrocio tra la navata
e il transetto. C’è una navata centrale finestrata e due navate
laterali + 2 transetti.
Le due torri scalari a volume cilindrico con delle piccole
finestre, consentivano di salire per difendere l’ingresso e il
presbiterio (parte più preziosa dell’edificio).
È un mix tra un edificio di culto e una fortezza, a ovest, dove
c’è l’ingresso c’è il westwerk. Il westwerk prevede l’ingresso
affiancato alle due torri scalari, con all’interno una porzione
della chiesa che anticipa l’aula dotata di pilastri e volte che
definiscono la piattaforma dove sta la tribuna imperiale che
domina la natava.
La tribuna imperiale consente all’imperatore di assistere alle
funzioni che si svolgono all’interno dell’abbazia su diversi
altari, in questo caso non ci sono le 3 cappelle come nel caso
dell’oratorio di Benoit-sur-Loire ma c’è un altare al centro dell’aula e un altare in corrispondenza del
grande arco trionfale sotto della seconda torre, un altare nel presbiterio e un altare nel coro.
Il complesso è preceduto da un quadriportico (cortile quadrato e porticato) con funzione di
accoglienza dei pellegrini.
Gli edifici del monastero sono sul fianco dell’abbazia, con chiostro e cappelle minori.
TORHALLE
Luogo: Lorsch
Data: 800
È una piccola porzione di un complesso
abbaziale ben più vasto andato perduto.
La Torhalle (porta-torre) è una sorta di sala
sopra una porta a 3 fornici, che ricorda nella sua
fattura un arco di trionfo: fornici a tutto sesto
che scanditi da semicolonne con capitelli corinzi
con al di sopra una sala. La sala è difinita da
piccole finestre e dal paramento che simula un
opus reticulatum e un ordine architettonico
minore con caratteri ionici che reggono le
trabeazioni spezzate che sembrano archi a due conci ciechi.
Questa porta con sala si trova nell’ambito della planimetria all’ inizio di un lungo cortile quadriportico
rettangolare. La torhalle precede il westwerk fortificato con tribuna imperiale. Il complesso intero
prevede tre navate con un lungo coro posto a oriente.
Gli edifici del monastero sono sul fianco dell’abbazia.
Il complesso è di pietra arenaria, richiamo ad architettura romana.
ABBAZIA DI SAN GALLO
Luogo: San Gallo, Svizzera
Data: 820 ca.
Oggi l’abbazia di San Gallo ha una costruzione tardo barocca.
L’abbazia carolingia è documentata dalla planimetria (vedi foto a
fianco) che mostra la chiesa (numero 10) e attorno gli edifici che
costituivano le perminenze di questo
grande monastero, dotato di cimitero,
infermeria, granai, magazzini, stalle,
cucine, dispense ecc.
In epoca carolingia i monasteri erano
luogo di cultura e di ricchezza. La gente
comune viveva nelle capanne.
ABBAZIA DI CORVEY SUL WESER
Data: 873-875
Luogo: Weser (Germania)
Chiesa dotata di 3 navate, un transetto, preceduta dal
westwerk.
Il westwerk si oppone all’abside che sta a oriente con
l’altare maggiore e altari secondari disposti lungo l’asse
longitudinale.
I due absidi minori sulle braccia del transetto hanno una
disposizione a scala (absidi minori sempre più piccole rispetto alla
principale).
Il grande westwerk ha la piattaforma per l’imperatore, in questo caso si
hanno più livelli: una chiesa sopraelevata nella prima piattaforma e doppia
tribuna dell’imperatore .
La cappella sulla piattaforma sopra l’ingresso ha il matroneo (loggiato
interno sopra le navate) tutto attorno e in alto a sinistra la porzione riservata
all’ imperatore, a destra c’è il westwerk fortificato, ovvero due torri cieche
con piccole feritoie che si affacciano sull’accesso.
Il westwerk è un corpo a torre, sul fronte d’ingresso di una chiesa che
conteneva un vestibolo e al piano superiore una cappella.
ARCHITETTURA IN SPAGNA FRA VISIGOTI E ARABI
La penisola iberica è esente dalla dominazione carolingia (Franco-germanica).
Qui si stabiliscono gli arabi che non occupano tutta la penisola iberica ma si fermano nei Pirenei,
risparmiando il Regno delle Asturie. Regno delle Asturie,
Oltre i confini del Sacro Romano Impero, in Spagna, nel non caduto sotto la
architettura cristiana.
dominazione araba dell’ VIII secolo, si conservò una peculiare
CHIESA DI SANTA MARIA DI NARANCO
Data: 840-848
Luogo: Naranco (presso Oviedo)
A Naranco, presso Oviedo, accanto al Palazzo reale con terme, re Ramiro I, fece erigere nel 840 una
sala palatina, poi consacrata nel 848 come chiesa di S. Maria di Naranco.
Questa chiesa viene ricavata nel palazzo reale.
pianta rettangolare
Edificio a con due rampe di scale che conducono alla chiesa del livello
superiore. Il livello inferiore è occupato da un vestibolo con a destra una caldera (caldaia), a sinistra
un bagno riservato al re. È una sorta di spazio termale, segno di come questi sovrani vivessero nel
mito delle comodità del mondo antico.
La sala centrale ha due logge (mirador) che costituiscono le testate dell’edificio stesso.
La tessitura muraria presenta blocchi parzialmente squadrati.
Presenta i contrafforti (elementi verticali che vanno a rinforzare le
pareti).
Le coperture all’interno sono voltate con volte a botte in
calcestruzzo, rinforzate da archi in pietra da taglio (stile antichi
romani).
Le colonne e i capitelli hanno un
taglio primitivo, dove si è persa
l’armonia proporzionale.
Alla sala si accede, mediante una
scala esterna, con accesso in
mezzeria al lato
lungo.
GRANDE MOSCHEA, CORDOBA
Data: 786-988
Luogo: Cordoba
Cordoba, città romana, divenuta la principale città araba in
Spagna.
L’edificio più importante è la Grande Moschea, collegata al
Palazzo del Califfo mediante un ponte-cavaliere attraversante la
strada, un po’ come il palazzo di Aquisgrana.
La Grande Moschea (oggi Cattedrale) è costituita da 19 navate
composte ciascuna da quasi 40 campate: è una selva di colonne.
È preceduto da un cortile-giardino simile a un quadriportico, spazio
di filtro tra città e spazio sacro.
Il santa santorum era costituito dal Mirhab ossia un luogo dove
conservare il corano.
Al centro dell’enorme quadrato viene realizzata successivamente la
cattedrale di Cordoba per marcare dopo la riconquista, sancita da
Fernando d’Aragona, della Spagna da parte dei cristiani.
La Grande Moschea ha delle similitudini con le chiese siciliane:
grandi merlature, le tribune cieche con archi acuti, grandi archi a
tutto sesto.
Strutture lobate anticipano l’architettura gotica.
La moschea ara collegata al Palazzo del califfo.
Accanto alla grande moschea scorre il fiume Guadalquivir,
superato da un massiccio ponte romano, eretto dall’imperatore
romano Augusto e lungo 240m, impostato su 16 piloni.
Interno: 856 colonne (con capitelli diversi), che definiscono un
rettangolo di 180x130m, per una superficie coperta di
23.000mq.
Le colonne vanno a costruire una sequenza di navate parallele
che per non essere troppo schiacciare sono inalzate da un
registro di 2 archi sovrapposti in mattoni e conci di pietra. Questo innalza il livello del soffitto piano
ligneo e incrementa con i vuoti il senso di leggerezza.
Il Mirhab è una cella formata da un intreccio di 8 archi definendo un poligono di pianta ottagonale
che è la cupola che domina l’impianto centrale
della moschea.
Gli architetti arabi avevano conoscenza
geometrica.
Guarino Guarini recupererà questi modelli
islamici di archi intrecciati.
L’ARCHITETTURA OTTONIANA IN GERMANIA
Le invasioni di Vichinghi, Arabi e Magiari fecero crollare l’impero carolingio, dopo la morte di Carlo
Magno. Ottone I il Grande
L’idea imperiale fu tuttavia fatta rivivere da (936-973), ma il territorio non
comprendeva la Francia ed era limitato alla sola Germania e alcune regioni dell’Italia settentrionale.
L’architettura ottoniana si diffonde nel X secolo prendendo ispirazione dai modelli carolingi.
SAN MICHELE, HILDESHEIM (1001-1033)
Data: 1001-1033
Luogo: Hildesheim (Germania)
Alla chiesa si accede da parte sul lato meridionale (e non occidentale), con la navatella che diventa
una sorta di endonartece, mentre la grande abside occidentale dispone al di sotto di una cripta.
Simile all’abazia di San Gallo nella soluzione a 3 navate e nella doppia abside semicircolare, dispone
di un doppio transetto, con 2 alte torri (sull’incrocio della navata) e 4 torricini scalari circolari (in
testata al transetto).
Le 3 absidi orientali si dicono a échelon.
-> La chiesa è a 3 navate, equivalenza spaziale tra la maggiore e le minori leggermente più strette.
I transetti sono connotati da due grandi torri.
Il westwerk è convertito con una piattaforma, sembra una cripta e una piattaforma absidata
superiore in fregio alle 3 absidi che stanno ad oriente.
La grande tribuna imperiale del westwerk qui viene trasformata nella piattaforma absidata, con sotto
una cripta. échelon),
Sul lato orientale ci sono le 3 absidi a scala (a sono di ascendenza carolingia.
I torricini scalari sono posti sulla testata dei transetti.
Non c’è
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Architettura Carolingia Araba Ottoniana Romanica
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Lezione sull'architettura carolingia, araba, ottoniana, romanica
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Architettura carolingia e ottoniana - Appunti
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Architettura carolingia