L'età protogeometrica e geometrica (secoli 10° - 8° a.C.)
Passaggio tra II e I millennio a.C: Passaggio tra l'età del bronzo e età del ferro. Secoli bui: periodo tra la fine del 11° secolo e la metà del 8° secolo.
Mondo miceneo
Evoluzione nel Bronzo Tardo (o Tardo Elladico), dal 16° al 13° secolo a.C. Fine del 13° secolo - metà 12°, in declino: distruzione palazzi, scomparsa dell'organizzazione palaziale e burocrazia, scrittura sillabica, grande architettura in pietra e gli affreschi, oggetti in oro, pietre e avorio.
Nuovi popoli si insediano in Grecia a partire dalla fine del secolo 12°, dai distretti montuosi della Grecia centro settentrionale vanno a riempire i vuoti delle città dopo la fine della civiltà micenea. Invasione dorica tra i secoli 13 e 12. Colonizzazione Ionica (Eolica e Dorica) nella metà del secolo 11° a.C – occupazione delle coste occidentali dell'Anatolia da parte di Greci non continentali.
Si forma il Mondo Greco Orientale: dodecapoli eolica (Smirne e Cuma), ionica e distretto dorico. Tra II e I millennio → mutamento significativo riguardo l'uso dei metalli: passaggio dal bronzo al ferro per la fabbricazione di armi e utensili → trasformazioni economiche e socio-politiche (linee di scambio e nuove competenze tecniche, tattica militare) e cambiamenti culturali (dall'inumazione alla cremazione) + mutamenti nella tipologia delle fibule, nella forma e ornato dei vasi.
Si passa dallo stile protogeometrico (metà dell'11° secolo e secolo 10°) allo stile geometrico, 9° - 8° secolo a.C. Nasce la Polis – con l'acropoli come centro, l'asty (città abitata ai piedi dell'acropoli) e la chora (territorio con le risorse). A capo i nobili aristoi → agricoltura, allevamento e commercio (pirateria).
Mobilità greca sui mari: interlocutori privilegiati i mercanti sirolevantini e fenici → uso alfabeto → prime iscrizioni greche pervenute sono del secolo 8° a.C. La coppa di Nestore: uno dei più antichi documenti di scrittura alfabetica greca; è un vaso tardogeometrico (sec metà dell'8° sec.) prodotto a Rodi e esportato fino a Ischia. Iscrizione inneggiante ai piaceri dell'amore e del vino con allusione all'eroe omerico Nestore per ribadire i valori dell'élite aristocratica dell'età geometrica anche lontano dalla patria.
Colonizzazione arcaica
A partire dai decenni centrali del 8° sec fino anche ai sec. 7 e 6, verso occidente (Italia merid e Sicilia) verso nord nell'Egeo settentrionale, verso est lungo coste mar Nero e verso sud (Egitto e Cirenaica).
Prime manifestazioni: le strutture di età protogeometrica e geometrica erano costruite con materiali per lo più deperibili, su muri e zoccoli in pietra con alzati di mattoni crudi (argilla e paglia), inseriti in telai lignei e pali o travi. → sperimentazione continua, no grande forza lavoro (schiavi).
Lo spazio del Dio
Due concezioni: Area dorica della Grecia continentale → il Megaron miceneo = edificio rettangolare allungato con terminazione ortogonale; e l'oikos = ambiente quadrangolare di modeste dimensioni, absidato o normale, adottato per edifici templari più piccoli (naisoki). Heroon rinvenuto a Lefkandi (Eubea), edificio monumentale della prima metà del 10° secolo di pianta rettangolare allungata terminante con abside e accessibile dal lato corto tramite anticamera; all'interno ambienti accostati accessibili comunicanti. Fondamenta in pietre con alzato in mattoni crudi e tetto a doppio spiovente in canne e paglia. Recinto di pali lungo l'asse centrale tutt'intorno il sostegno. Ipotesi di un edificio monumentale nel quale la funzione funebre si accosta a quella di un culto di matrice eroica.
Comunque sia fino al secolo 7° la forma templare più usata era quella dell'Oikos, con eventuale vestibolo ad ante, una sorta di piccolo tempio del villaggio - il naiskos, per lo più in legno e argilla. In area dorica quindi, il tempio in quanto casa della divinità, ricalca nelle sue più antiche forme il modello della casa.
Colonie della Ionia microasiatica – soluzioni architettoniche differenti (al centro di scambi con con area anatolica e Vicino Oriente). Idea generatrice di un recinto monumentalizzato che racchiude la statua di culto, esposta sotto un baldacchino o protetta comunque, che non ne costituisce però la casa.
Artemision di Efeso (periptero geometrico di 8x4 colonne, peristasi lignea, a scopo sacro fin dal 10° secolo, orientamento non canonico verso ovest – per la dea nottura forse) e Heraion di Sano (edificio rettangolare molto allungato con copertura piana, con tristilo in antis – tre colonne tra le ante - attraverso cui si accede al tempio).
Lo stile geometrico
Il termine geometrico indica lo stile e la natura delle decorazioni dipinte sui vasi prodotti in Grecia tra i secoli 11 e 8 a.C. La datazione delle ceramiche protogeometriche e geometriche si basa sulla successione dei prodotti rinvenuti nella necropoli ateniese del Dipylon.
- Stile protogeometrico: 1050-900
- Stile geometrico antico: 900-850
- Stile geometrico medio: 850-750
- Stile geometrico tardo: 750-700
Ceramica geometrica (corinzia): sulla superficie del vaso con rigore, composizioni di filetti e fasce, lo spazio tra le anse è sottolineato da pannelli metopali nei quali le scene compaiono però raramente, a differenza dei vasi attici (GT).
1- Stile Protogeometrico (1050-900 a.C)
Nessuna cesura netta con la ceramica submicenea. 11° sec, ad Atene - Vasi meglio proporzionati e più vivacemente rifiniti, per lo più con forme legate alla conservazione di liquidi e loro consumo nei banchetti (anfore a collo distinto, oinochoai, crateri e skyphoi) - Ornato con motivi di tradizione micenea (linea ondulata) e larghe bande, ritmi di linee sottili, triangoli a reticolo, scacchiere e semicerchi, cerchi concentrici (pennello multiplo) - Elementi non distribuiti a caso - Campitura a vernice nera per porzioni meno visibili (collo, parte inferiore verso il piede)
2- Stile Geometrico antico (900-850 a.C)
Sviluppo rapido e riprese contatti con Vicino Oriente → oro e avorio ricompaiono - Tra le forme più usate: anfore, larghi crateri, skyphoi e pissidi globulari - Decorazione di ritmo e ispirazione ancora pienamente geometrici - Preferibilmente decorazioni orizzontali sovrapposti a scandire il vaso - Prevalere di elementi rettilinei e obliqui (zig-zag)
3- Stile geometrico medio (850-760/50)
Metà del secolo 9°: l'ordito geometrico si estende poco a poco sull'intera superficie e compaiono le prime raffigurazioni di animali e a fine secolo anche di uomini a silhouette. - Vasi destinati a segnacolo sulla tomba (sema) assumono dimensioni monumentali - Si affermano i crateri su alto piede, con vasca larga e capiente - Molto usata anche la pisside a scatola bassa e schiacciata con coperchio con impugnatura plastica (cavallini fittili)
Skyphos di Eleusi – vaso attico con fregi figurati (nave che approda, uccello che vi si posa, marinaio a terra o sulla barca ancora → attacco piratesco con scontro sull'altro lato. Storia di un ricco)
4 - Stile geometrico tardo (760/50 – 700 a.C )
Crescita della popolazione, ricchezza e importazione. - La decorazione geometrica occupa ora tutto il vaso - Si moltiplicano le scene figurate – contenute in pannelli metopali o disposte per fregi sovrapposti - Episodi funebri, episodi di esposizione (prothesis) o di trasporto (ekphorà) del cadavere; o episodi narrativi (Iliade o Odissea) - La figura umana non è schematica e semplificata, enfatizzati alcuni elementi del corpo: uomo con spalle ampie, vita stretta, cosce forti, evidenziate articolazioni gomito e ginocchio, braccia muscolose con lance, spade e scudi; donne con seni e tuniche lunghe
Bottega del Dipylon – 760 a.C, nome dalla necropoli ateniese, domina per quasi un secolo con specializzazione in grandi vasi funerari. Il Pittore del Dipylon → anfora numero 804 - Anfora attica con scena di prothesis (GT): alto 1.55 m, esempio top per equilibrio tra la tessitura geometrica fitta e il pannello figurato con la scena di trasporto del corpo, sul diametro massimo. Per alcuni il defunto è una donna in tunica per altri un uomo avvolto in un telo (Patroclo nell'Iliade)
Cratere attico con scena di ekphorà (GT): corpo defunto trasportato su un carro trinato da cavalli, compianto meno privato dell'anfora precedente a cui partecipa tutta la comunità (opliti e carri – forse giochi funebri)
Il rigore e l'equilibrio della Bottega non durano a lungo → evoluzione confusa: in una fase più avanzata del geometrico tardo l'armonia si dissolve = segno del pennello meno deciso, figura umana e animale con contorno più pesante e meno netto, scene più dinamiche e più dettagli, più confuse quindi. Vasi funebri che prendono forme poco pratiche e si ornano di elementi plastici (serpenti) sull'abbo, spalla o anse.
Declino sociale e culturale allo scadere del secolo 8° che coincide con il declino dello stile geometrico ad Atene e nell'Attica. La ceramica corinzia invece si diffonde con più creatività.
- A partire dall'8° secolo uomini e animali compaiono dipinti, oltre che su statuette, anche su ceramica → crescita popolazione, moltiplicarsi dei commerci e contatti per mare + definizione delle aree santuariali (Aene e Samo o panelleniche, Delfi e Olimpia)
- Tripodi bronzei più numerosi con l'istituzione dei giochi olimpici del 776, come dono votivo offerto agli dei: manici ad anello decorati con motivi incisi a cordone, treccia o spirale hanno ornamenti di appliques di figurine e teste di bronzo a fusione piena; serie di cavallini di bronzo come decoro delle anse o elementi isolati (status symbol aristocrazia)
- Rappresentazioni a tutto tondo di tori, cervi e arieti come offerte o sostituti di sacrifici.
- Per i bronzetti che rappresentano l'uomo, la rigida concezione geometrica entra in crisi per più fluidità e solidità di impianto.
- Oltre agli avori del microasiatico, importati dall'inizio del GT, nel Dipylon ateniese ritrovato un complesso di almeno 5 statuette in avorio
- L'opera raffigurata non è quasi mai a grandezza naturale e spesso è come elemento da applicare; spesso costruita a partire da un solido nucleo.
L'età orientalizzante (7° secolo)
Con età orientalizzante si intende un fenomeno stilistico che dura un secolo (il 7°), durante il quale la cultura greca accantona la geometria di cui si è nutrite per 300 anni e si lascia invadere da motivi, temi e tecniche delle culture orientali. (Contatti commerciali con Cipro, Cilicia, Siria e Fenicia che hanno vigore fin dal 9° secolo)
Confluivano a nord nei porti del Mar Nero e penisola anatolica, a sud negli empori fenici: grandi calderoni bronzei (che andranno a sostituire i tripodi) ornati di mostri terrifici, phialai (coppe basse e larghe) in argento e oro con teorie di animali mostruosi, raffinati oggetti in avorio, unguentari in alabastro.
(Nel frattempo) cresce il prestigio dei santuari greci di Olimpia, Delfi, Delo, Samo che attirano i ricchi doni dei dinasti orientali.
- Appaiono parole orientali nella lingua greca e si diffondono le mode di calzature, profumi e abiti orientali ecc; la cultura figurativa greca viene arricchita di nuove storie, mostri e eroi brutali → compaiono le sirene, i grifoni i centauri le sfingi e le gorgoni = l'ordine geometrico è travolto da questo nuovo impeto narrativo orientale.
Intorno alla metà del 7° secolo il processo assimilativo è completato. Atene si chiude nella sua unica espressione per qualche decennio, chiamandosi fuori dall'arte greca fino almeno alla prima metà del 7° sec.
I primi templi
Nel corso del settimo secolo c'è un progressivo passaggio da forme di architettura sacra con semplice funzione a forme più esigenti. Novità introdotte da nuovi materiali di costruzione: da ciottoli informi alla pietra squadrata, dal tetto stramineo al tetto con tegole → meno inclinato il tetto → ampliamento della campata della cella, dalla argilla cruda alla terracotta delle decorazioni architettoniche. I muri esterni per reggere il peso vengono assistiti ora da una peristasi esterna e pali di sostegno interni al naòs = si impone il porticato intorno alla cella.
Sviluppi nel Peloponneso (Architettura templare di matrice dorica)
- Heraion di Argo: edificio originario dei Dori, si data agli inizi del 7°secolo, è il più antico dei templi peloponnesiaci con peristasi. Struttura molto allungata (5 o 6 x 14 colonne) su di una terrazza tardogeometrica con peristasi lignea sormontata da capitelli in pietra molto piatti (molto prob. fusti di colonne in nero e capitelli in bianco).
- Tempio di Posidone a Istmia: prima metà 7° sec, edificio periptero di 7x18 colonne con cella rettangolare preceduta da pronao profondo; colonna centrale del lato breve in asse con fila di colonne interne che attraversano sia il naos che il pronao. Base in poros (calcare locale)
- Heraion di Olimpia: testimonia il passaggio dall'edificio in legno a quello in pietra; intorno al 650 viene eretta una cella (100 piedi) preceduta da pronao, con due colonne tra le ante (distilo in antis). Verso la fine del secolo l'edificio viene ricostruito con l'aggiunta di un opistodomos simmetrico al pronao e di una peristasi di 6x16 colonne lignee ( = numero pari alla proporzione di 6:16 colonne, rapp tra larghezza e lunghezza dello stilobate). Lo spazio della cella viene suddiviso in piccole cappelle laterali, isolate da lingue brevi di muri cui si addossano due file di 8 colonne lignee su due piani con capitelli in pietra. Al centro del naos su una base, stavano le statue di culto di Zeus e Hera. Trabeazione in legno con inchiodate metope in bronzo lavorato, nello spazio frontonale è inserito un altorilievo in pietra che raffigura una sfinge. Con questo tempio per la prima volta si ha la suddivisione di uno spazio chiuso in pronao, cella e opistodomo → fronte pari esastila che dialoga con pronao e opistodomo entrambi con colonne in antis, che si lega al doppio colonnato dell'interno della cella. Il naos non è più diviso in due navate attraverso il colonnato centrale, ma in tre = piena visibilità dell'agalma (offerta statua). Trabeazione con tipico fregio dorico di triglifi e metope. I triglifi coincidono con le travature finali del tetto e sono collocati sull'asse delle colonne della peristasi e sull'asse degli intercolumnii. Lo spazio vuoto che separa un triglifo dall'altro diventa lo spazio per le metope. La scansione dei triglifi nella trabeazione permette l'inserimento tra una colonna e l'altra di due metope.
- Tempio periptero di Apollo a Thermos: tempio senza pronao ma con profondo opistodomo, cella in mattoni crudi ancora divisa in due navate da colonnato assiale. Peristasi di 5x15 colonne lignee con trabeazione lignea e fregio dorico che ingloba metope fittili dipinte con immagini mitiche
- (Architettura di matrice ionica) Heraion di Samo: nel ricco santuario extraurbano, Hekatompedon sostituito intorno alla metà del 7° sec da un hekatompedon II (struttura absidata malunga fino a 100 piedi), di fronte viene eretto un altare. Nel nuovo edificio la cella è costruita con blocchi di calcare ed è circondata da peristasi di colonne su basi rotonde, forse legno. Sulla facciata un pronao tetrastilo (con 4 colonne) che da enfasi a ingresso. All'interno abolito il colonnato centrale a favore di pali addossati alle pareti del naòs; decorazione esuberante con elementi vegetali di ispiraz orientale e fregi figurati continui = no alternanza dorica di triglifi e metope. Qualche anno dopo parallelamente viene costruito un grande portico meridionale (stoà) – due navate per accoglienza pellegrini e esposizione ex voto.
Scultura monumentale
Nascita con Mantiklos nel 700 a.C che dedica all'Apollo di Tebe una statuetta in bronzo con dedica: Apollo con arco nella sx e forse le frecce nella dx, perduta. È chiara espressione di come si evolve la figura greca nel passaggio tra l'8 e il 7° sec.: come per la tradizione geometrica è ancora un bronzo di piccole dimensioni (20 cm) realizzato con tecnica a fusione piena, ma abbandona la forma di nucleo piatto ritagliato per accentuare di più le singole masse (pettorali, glutei, cosce) → volume solido e potente con sempre addizione assiale (solco verticale che attraversa tutta la figura, fino anche al viso).
Questa espressione della forma dell'essere come addizione assiale di volumi è alla base della scultura dei secoli 7 e 6; punto di partenza per la costruzione di figure a grandezza naturale e quindi per la nascita e sviluppo della scultura monumentale greca.
- All'origine della scultura monumentale in pietra, in legno e altro, i greci ponevano Dedalo di Creta, figura discussa tra il II e I millennio a.C, manifestazioni monumentali a tutto tondo nel 7 sec. La scultura geometrica si era espressa solo in piccole dimensioni e con opere figurate non concepite come elementi a sé stanti ma come decorazioni di utensili. Compaiono le prime firme.
- Il secolo 7° vede nascere quindi la scultura monumentale a tutto tondo, secondo una concezione già presente nelle figure piccole degli inizi del secolo ma sviluppati soprattutto a partire dalla metà del secolo a Creta, nel Peloponneso, sulle isole Cicladi con statue in pietra e marmo.
→ Xoana (statue di culto, idoli aniconici, di diversi materiali) e Sphyrelata (statue non piccole ottenute martellando una lamina di bronzo piegata e inchiodata intorno a un nucleo di legno, tecnica orientale, rimpiazzata poi da fusione cava). Lo stile ded
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