Capitolo uno - parte due
La formazione della civiltà romana in Italia protostorica
Scheda 7: Urnetta a capanna con figura di antenato sul tetto, Roma
Le urne a capanna sono assai fondamentali per ricostruire i caratteri fondamentali dell’edilizia di età proto urbana. L’esempio proveniente da Bisenzio, conservato oggi al Museo Pigorini a Roma ci fornisce importanti informazioni di natura simbolica, intese come spazio centrale nell’ideologia della famiglia nucleare. Al centro dello spazio siede un personaggio dotato di copricapo identificato come un defunto ovvero come un antenato, presidio sulla sua discendenza.
Scheda 8: Ricostruzione della capanna I del Palatino - Cermalo a Roma
La capanna I del Palatina – Cermalo, presenta una forma ovale e misura 12 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza raggiungendo un’altezza massima di 6 metri. Era stata costruita direttamente sul banco roccioso e sorretta da due coppie di pali, i quali si può ipotizzare fossero collegati tra di loro nella parte superiore. A questi due pali venivano poi sovrapposti i puntelli orizzontali che chiudevano l’intelaiatura rettangolare e avevano lo scopo di sostenere altre travi però oblique che custodivano la falda del tetto poi ricoperto da un rivestimento vegetale. Per sorreggere il tetto, veniva aggiunto un fascio di rami. Questo intreccio colmava inoltre lo spazio tra i pali e poi rivestito da argilla.
Capitolo due - parte due
Roma e il Lazio tra reges e principes
Scheda 1: Tessera hospitalis a forma di leoncino in avorio da Sant’Omobono, Roma
Rivenuta all’interno della stipe votiva arcaica deposta intorno al 540-530 a.C. presso il lato posteriore del tempio di Sant’Omobono. La placchetta di avorio ha forma di leoncino accucciato. È una tessera hospitalis che ha il compito di attestare, anche a distanza di più generazioni, i rapporti di ospitalità tra gruppi etnici o familiari diversi. È una statua ed ha un’incisione che dice: “araz silqetenas spurianas”, termine latino. Ospite vuole dire essere ospitato in casa o essere ospitale. Se si possiede questo leoncino si ha il diritto di entrare in città. Sopra il nome e cognome dell’ospite e di chi lo ospitava. Araz silqetenas= nome e cognome
Scheda 14: Heroon di Enea a Lavinio
Il cosiddetto santuario della Madonnella, associabile al culto di Afrodite era situato a sud dell’abitato di Lavinio. Era costituito da tre differenti nuclei comprendenti le 13 are, un edificio rettangolare a esse adiacente e a circa 100 metri si trovava l’Heroon. Al suo interno si trovava il defunto, dove era deposto in un cassone a lastre di cappellaccio accanto ai simboli del suo rango, la spada, il coltello sacrificale.
Scheda 15: Pianta del tempio di Giove Capitolino a Roma
Concepito come duplicato e come concorrente nel culto del santuario preistorico palatino. Il grande tempio tuscanico di Giove Capitolino doveva rappresentare con le sue grandi dimensioni superiori a 3000 metri quadri e con l’imponenza delle sue fondazioni, la massima espressione del potere tirannico dei Tarquini (iniziato dal 1° Tarquinio e finito dal 2° Tarquinio). Costituito da un basamento in blocchi di cappellaccio a pianta quasi quadrata, occupata per metà della lunghezza da tre celle e precedute per metà restante da un vestibolo con sei colonne disposte su tre file. L’edificio fu iniziato da Tarquinio il Superbo con il bottino ricavato dal saccheggio di Pomezia e fu terminato solo dai primi consoli della repubblica e dedicato alla Triade Capitolina: Giove Ottimo Massimo, Giunone e Minerva. Distrutto nell’incendio dell’83 a.C. Nuovo edificio riedificato nel rispetto della pianta e dell’aspetto originario.
Scheda 16: Gruppo scultoreo con Atena da Sant’Omobono, Roma Musei Capitolini
Questo gruppo acroteriale è databile al 530 a.C. e raffigura Eracle accompagnato da una divinità femminile, variamente identificata. L’eroe indossa una corta tunica e la lonté coperta sui fianchi da una sorta di cinturone-corazza. Accanto a lui si trova la dea dall’elmo ionico vestita con un lungo chitone e con un mantello pieghettato. In entrambe le interpretazioni si ha il tema dell’eroe di Eracle tramite una figura femminile. Le due statue sono omogenee per tecnica e per stile e presentano influenze greco-orientali e si può intuire dai tratti del volto della dea, dalle labbra arcuate, dagli occhi a mandorla.
Scheda 17: Lastra fittile con Teseo e il Minotauro dalla Regia di Roma
Lastra che proviene dall’area della Regia dove al centro vengono raffigurate scene di animali reali e fantastici. Si ha un personaggio a testa di toro e un uccello identificabile come una gru. È un’allusione all’impresa del labirinto compiuta da Teseo che uccide il Minotauro. Teseo è al pari di altri eroi come Odisseo, Achille, Eracle. Regia= Reggia, case del re. Ricordiamo che il Minotauro è il figlio della sposa del re Minosse e di un toro. Minosse non vuole neanche vedere questo figlio e così fa costruire un labirinto e lì fu rinchiuso. Venivano dati in pasto al Minotauro 12 uomini e 12 donne all’anno, provenienti da Atene. Teseo quindi decide di porre fine a queste barbarie e seducendo Arianna uccide il Minotauro.
Capitolo tre - parte due
L’età alta e medio - repubblicana
Scheda 1: Antefissa con satiro dal Tempio dei Castori, Roma
Scheda 2: Antefissa con Iuno Sospita, Roma
Nuove tipologie di antefisse fittili che iniziano ad estendersi in un’area tra Lazio e Etruria. Antefisse come menadi con corone e satiri barbuti come nel tempio dei Castori di Roma. Antefissa di terracotta, raffigurante la dea.
Scheda 3: Torso fittile di amazzone dall’Esquilino, Roma Musei Capitolini
L’amazzone sembra ferita e quindi reclinata su un fianco e doveva costituire un gruppo unico con il suo assalitore.
Scheda 4: Torso fittile di guerriero da Signia Roma
Torso acroteriale fittile databile ai primi decenni del V secolo a.C. Dal colore bianco che ancora caratterizza le parti nude e l’accentuazione volumetrica contraddistingue la cassa toracica.
Scheda 5: Lupa Capitolina, Roma
È una statua di bronzo e si trova tutt’oggi nei Musei Capitolini. I gemelli furono aggiunti dal Pollaiolo, Romolo e Remo. Lupa= simbolo di Roma. La lupa conosciuta fin dal X secolo è stata anche ridatata nel alto medioevo. È posta di profilo con il muso che guarda l’osservatore con le fauci digrignanti in chiaro atteggiamento di minaccia.
Scheda 9: Disegno del fregio di una cista da Praeneste
Scheda 10: Cista Ficoroni, Roma
La necropoli hanno restituito un alto numero di ciste, oggetti collegati al mondo femminile. Di forma ovale poi cilindrica e anche parallelepipeda, prima in legno rivestito poi in lamina bronzea. La cista è realizzata da decorazioni raffinate in origine a traforo. Viene rappresentata la scena del giudizio di Paride.
Scheda 12: Frammento di affresco dalla necropoli dell’Esquilino Roma, Musei Capitolini
Necropoli di tombe degli aristocratici e dei poveri. Proviene da un sepolcro della necropoli esquilina, affresco databile ai primi decenni del III secolo a.C. La tecnica richiama alla tradizione ellenistica tardo classica. Divisa in 4 fasce o 4 registri: Nelle parti centrali si ha un personaggio vestito con la toga bianca e armato. Sotto abbiamo un personaggio in toga. L’altro seminudo che si avvicina a quello in toga. Sotto ancora abbiamo scena di guerra e pace. Affresco sciupato dal tempo.
Scheda 13: Ritratto del cosiddetto Bruto Capitolino, Roma Musei Capitolini
Nel 400 nasce il primo museo: Museo Capitolino, dove veniva conservato la testa di Costantino, la Lupa e il Bruto. La testa bronzea (bronzo è oro poi ossidato e diventa scuro) fa parte del busto del Bruto, purtroppo perduta. Bruto è il mitico fondatore della Repubblica, conosciuto grazie a due serie monetali emesse nel 53 a.C. e nel 49 a.C. da Giunio Bruto, il cesaricida. Nella storia romana emergono due Bruti importanti:
- Il secondo Bruto, del quale stiamo parlando, è quello che condusse la congiura contro Cesare. Congiura che trattava della difesa della Repubblica e per molti fu considerato un eroe.
- L’altro Bruto è colui che aveva cacciato l’ultimo re da Roma (questo Bruto è più vecchio del secondo).
Entrambi diventarono simbolo di Roma. Nel Bruto Capitolino vengono utilizzati diversi materiali:
- Per le labbra: il rame
- Per gli occhi: pietra o vetro o ossidiana
- Per le ciglia: solitamente il bronzo. Sono ciglia finite che poi vengono incastonate.
Scheda 16: Pianta del sepolcro degli Scipioni, Roma
Scheda 17: Ricostruzione della facciata
Scheda 18: Sarcofago di L. Scipione Barbato, Città del Vaticano, Musei Vaticani
La tomba degli Scipioni poteva contenere una trentina di sepolture. La prima scoperta si ha nel 1614 d.C. La seconda scoperta e la scavatura nel 1780-1782 d.C. Fu realizzata lungo la
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Archeologia greca
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Archeologia e storia dell'arte romana - Appunti
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