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ellenizzanti e si indentifiche con il tempio di Giuturna in Campo. Il rifacimento è giustificato

da motivi gentilizi.

_Il terzo tempio ( D) era in porticu minucia e ha una fase più antica in opera cementizia. La

pianta ha caratteri di arcaicità, una grande cella rettangolare preceduta da un ampio

pronao esastilo profondo 3 intercolumnii. E’ dedicato al censore Emilio Lepido.

_ l’ultimo (B) è il tempio rotondo che consta di una peristasi circolare su podio modanato

con rigonfie e barocche sagome ellenizzanti. Le colonne della peristasi erano in tufo con

basi attiche e capitelli corinzi in travertino. In un secondo tempo il tempio venne

trasformato in uno pseudoperiptero.

In epoca imperiale si ebbero due grandi trasformazioni dell’area:

_la prima consistette nella ripavimentazione in travertino della porticus che comportò un

ulteriore arretramento delle scalinate d’accesso.

_ la seconda trasformazione è quella che vide la chiusura delle fronti dei templi A e B entro

un unico muro.

L’importanza dell’area sacra è acceionale perché i moduli architettonici dei templi sono

usati come paradga cronologico per tutti gli edifici sacri dell’Italia centrale. Inoltre l’area

collega le sue architetture con quelle dell’area sud-etrusca e ci documenta la tendenza a

ridurre l’altezza dei podii confermando la profonda ellenizzazione della cultura romana

attraverso nuove forme decorative come le colonne di tipo ellenistico o gli impianti

architettonici neoclassici.

16) COSA : IMPIANTO URBANISTICO

Cosa è una colonia latina fondata nel 273 a.C. che assume l’aspetto di grandi città di tipo

ellenistico italico. Si tratta di una ben conservata cinta di mura in opera poligonale dotata

di 3 porte e 18 torri che si adagia sulle 2 cime di una collina. Entro la cinta si sviluppano le

insulae comprese entro strade rettilinee e incroci ortogonali supportati da un’accurato

impianto fognario. In epoca più tarda al centro della città vennero sistemate le terme,

mentre gli edifici sacri sono situati nell’arx. L’approvigionamento idrico era fornito dalle

cisterne private e da 2 grandi serbatoi pubblici. Gli elementi che caratterizzano Cosa sono

la regolarità dell’impianto, l’organizzazione dei principali servizi comuni e la studiata

diposizione delle mura.

20) ROMA : TOMBA DEGLI SCIPIONI

L’ipogeo gentilizio dei Cornelii Scipiones sorse lungo la Via Appia; quasi certamente il

fondatore fu Scipione Barbato, il cui sarcofago occupava il posto d’onore. All’inizio fu una

grande camera quasi quadrata, scavata nel tufo e con 4 robusti pilastri per assicurare

solidità. L’effetto era quello di un grande corridoio che correva per 4 lati e racconrdato al

centro da 4 bracci a croce. Anche se di vaste proporzioni, né i sarcofagi, né l’impianto

trovano confronti nei grandi ipogei gentilizi etruschi. Solo 7 dei molti sarcofagi recano

iscrizioni e all’ipogeo fu affiancato un altro ipogeo minore sempre quadrangolare ma con

andamento lievemente divergente dove furono sepolti pochi ltri membri della famiglia. In

occasione della costruzione dell’ipogeo minore venne creata una solenne facciata

costituita da un alto podio con cornici a cuscino, entro il quali si aprono 3 archi ispirato alle

scaenae frontes ellenistiche. Lattribuzione ha Scipione Emiliano di questa sistemazione ha

importanza per una corretta interpretazione dei processi di ellenizzazione della cultura non

romana.

22) ROMA : C.D BRUTO CAPITOLINO

La testa bronzea è giusta ai nostri giorni integra ed è stat indentificata con il ritratto di

bruto, il mitico fonatore della repubblica. L’identificazione è ststa condotta sulla base del

ritratto e delle monete e Bruto è raffigurato barbato, con sguardo intenso e fisso, le labbra

asciutte, gli zigomi segnati, il naso aquilino, la fronte alta e ineguale. La barba è a tratti e a

ciocche ineguali e spezzate. In realtà non è un vero ritratto ma una ricostruzione ideale e

l’opera è datata negli anni del primo quarto del terzo secolo a.C. in un momento di

espensione culturale romana.

23) ROMA , TOMBA DEGLI SCIPIONI: SARCOFAGO DI SCIPIONE BARBATO

Nel fondo dell’ipogeo degli Scipioni si trovava il sarcofago in nenfro di Scipione Barbato,

unico ad avere una decorazione di tipo architettonico elaborate ed elegante. Il sarcofago

è concepito in frma di altare con modanature alla base e una cornice sovrapposta a un

fregio dorico in alto; il tutto è comlpetato da un coronamento con 2 volute all’estremità.

Noevole è anche l’esecuzione delle rosette entro le metope. Il sarcofago è un esempio di

architettura a stili misti ( cornici ioniche su fregi dorici) ; la pietra chiamata nenfro fa

pensare a maestranze dell’etruria meriodionale e quindi è preferibile l’ipotesi che il

sarcofago sia legato a fonti megalogreche. Eccezionale importanza hanno le iscrizioni sul

sarcofago, una più antica dipinta sul coperchio con il solo nome del defunto, l’altra incisa

verso il 200 a.C. sulla cassa.

27) ROMA , NECROPOLI DELL’ESQUILINIO: AFFRESCO CON SCENA STORICA

Il frammento di affresco sulla necropoli esquilina è uno dei documenti più importanti della

pittura storica romana. L’affresco a fondo biaco era articolato su più registri:

_ del primo registro rimangono pochi resti delle gambe di un personaggio

_il secondo identifica le mura di una città popolata da individui e 2 personaggi, uno in abiti

militari e l’altro vestito di toga

_il terzo rappresenta due scene, una di combattimento a sinistra e l’altra che identifica 2

personaggi simili a quelli del secondo registro.

L’identificazione delle scene conferma le ipotesi che nell’affresco siano rappresentati

battaglie ed episodi della seconda guerra sannitica. Stilisticamente ci sono elementi

caratteristici del gusto narrativo ed italico come la composizione su vari registri, la

gerarchia delle proporzioni e l’attenzione per i dettagli. Inoltre è presente una ricerca di

contrasti cromatici che riguardano la tradizione greca.

28) ROMA, FORO BOARIO: TEMPIO C.D. DI VESTA

Il tempio marmoreo di Vesta si impianta su di una elevata piattaforma a blocchi di tufo per

formare un argine nell’ansa del Tevere ove era dislocato il porto Tiberinus. Questo tempio

viene identificato con l’ aedes herculis victoris ed è un’esaltazione della potenza del ceto

equestre.

Le fondazioni sono ad anelli di blocchi di cappellaccio senza podio, ma con una serie di

gradini di krepidoma,sul quali si impostano direttamente le peristasi e la cella in marmo.Le

colonne sono corinzie, dal fusto scanalato e dalle basi attiche: 12 di esse sono di

sostituzione. Il soffitto era cassettonato e la cella è un alto zoccolo d ortostati secondo i

modelli classicistici ed ellenistici. Nel medioevo l’edificio fu tasformato in chiesa dedicata a

santa maria egiziaca. I modelli sono classici, sia per l’impianto che per i motivi decorativi,

ma filtrati attraverso le esperienza dell’architettura tardo ellenistica

29) ROMA, FORO OLITORIO: TEMPLI REPUBBLICANI

Il foro Olitorio racchiude resti di tre templi di età repubbliocana che sono stati identificati

con quelli di Ianus, Iuno Sospita e Spes. Il tempio di Ianus fu fondato nel 260 a.C., quello

di Spess nel 254 a.C. e quello di Iuno nel 194 a.C. . I tre templi sorgono l’uno accanto

all’altro con pochissimo spazio intertemplare, uno è periptero su colonne doriche con

altopodio non modanato, mentre gli altri due sono ionici, l’uno periptero di colonne di tufo

su altopodio con modanature in peperino e rivestimenti in travertino, e l’atro periptero sine

postico di colonne di tufo rivestito di stucco su basso podio elegantemente sagomato.

Achitettonicamente il più notevole è il tempio dorico perché la soluzione è di ambiente

urbano e la scelta è stata pensata in rapporto all’esenzialità decorativa dell’ordine.

30) ROMA : CAMPO MARZIO MERIDIONALE

La zona del Campo Mazio meridionale rappresenta lo spirito urbanistico tardo

repubblicano. Inizialmente erano presenti solo i templi di apollo e la zona del largo

argentina, nel 3 secolo a.C. vede nascere il tempio di Bellona. Nel 221 a.C. Flaminio

costruisce il Circo Flaminio con un asse fortemente inclinato; su quest’asse si inseriscono

tutti i successivi grandi edifici trionfali, dal tempio di Hercules Musarum al Tempio di Diana,

e dai due marmorei templi di Iuppiter Stator e Iuno Regina al Tempio di Marte. Sul luogo

dell’antico Theatrum ad Apollinis Cesare cominciò il suo teatro, mentre Augusto

proseguiva l’antica tradizione di dedicare tutti i templi del circus. Larea dell’antica villa

pubblica vide la nascita della Cripta Balbi, del Teatro di Pompeo e dei grandi edifici di

Agrippa e Domiziano.

31) ROMA, CAMPIDOGLIO: TABULARIUM

La costruzione è considerata l’edificio più impegnativo sul piano architettonico della Roma

tardo repubblicana : eretta in opera quadrata con i soffitti a volta in calcestruzzo, serviva

come archivio di Stato, essa occupa le pendici orientali del Campidoglio. Questa

substructio ha archi inquadrati da semi colonne doriche, alle spalle del quale ci sono

stanze coperte a volta a padiglione. Sul lato nord si trovano 2 file di camere,

probabilmente uffici dell’archivio. Internamente vi è un sistema di scale che colegavano tra

loro i vari piani ed infine una grande scalinata in travertino congiunge il piano del Foro con

il primo piano del Tabularium. Il Tabularium aveva il duplice scopo di creare un edificio

capace di regolarizzare la zona del Colle Capitolino e di costruire una quinta architettonica

di sfondo al Foro. Grazie al perspicace uso del loggiato ad archi inquadrati da semi

colonne si crea un modello universalmente accettato per tutti gli edifici romani.

32) PALESTRINA: SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA

Il Santuario delle Fortuna Primigenia di Preneste è diviso in inferiore e superiore. Nel

santuario inferiore, urbanisticamente collegato con il complesso superiore, ci sono edifici

di varia epoca alle spalle di un grande tempio di tipo etrusco-italico: si tratta di una grande

aula a 4 navate coperta, con la parete di fondo dal bel prospetto di semicolonne

inquadranti finte finestre e preceduta da un portico colonnato a 2 piani. Sono presenti

inoltre 2 edifici simmetrici ai lati, a sinistra una grotta naturale sistemata a ninfeo con

pavimento a mosaico e a destra una sala absidata con podio ornato da fregio dorico.

Questi edifici appartenenti al Foro civile di Preneste sono in parte Presillani e in parte

Sillani. Il Santurio della Fortuna vero e proprio si sviluppa su una serie di 6 terrazze

artificiali disposte sul ripido pendio roccioso. Le prime 2 terrazze sono delimitate da 2

giganteschi muri in opera poligonale; sulla terza terrazza si situa una grande rampa per

metà scoperta e per metà colonnata. Attraverso questa rampa si giunge alla quarta

terrazza ornata da un portico colonnato ionico sormontanto da un ampio attico a

semicolonne caratterizzato da 2 grandi esedre simmetriche, inquadranti l’una un

basamento e l’altra una piccola tholos. Al centro del portico c’è una ripida scalea che porta

ad una quinta terrazza a semi colonne corinzie, mentre la sesta terrazza è un vasto

piazzale bordato da un doppio portico corinzio che nel fondo mostra una cavea teatrale

conclusa alla sommita da una tholos. Il complesso è ispirato alle grandi costruzioni a

terrezze ellenistiche e tutti gli edifici sono costruiti a gettate cementizie. L’architettura

particolare di questo santuario evidenzia la ricerca di pieni e di vuoti, di pause e di

accelerazioni verticali, in una concezione equilibrata del moto ascensionale. Il Santuario di

Palestrina è un’opera di un architetto ellenistico.

33) TIVOLI : SANTUARIO DI ERCOLE VINCITORE

Il Santuario di Ercole di Tivoli è una delle più complete espressioni dell’architettura

scenografica della tarda repubblica. La costruzione sorge su di uno sprone all’estremità

occidentale della città antica, cui si accedeva mediante due scalinate e una strada a

galleria a volta in comunicazione mediante scale con la sovrastante piazza. La costruzione

presenta una serie di archi inquadrati da colonne tuscaniche e sosteneva un’ampio

piazzale con un portico ad U. All’interno dei portici c’è un corridoio che avvolge nei bracci

laterali delle stanze coperte con volta a padiglione. Il tempio assai mal conservato sorgeva

su di un alto basamento lievemente spostato verso destra rispetto all’asse della piazza ed

era un periptero sine postico con pronao profondissimo; ai lati di questa nicchia ci sono

ambienti che corrispondono a stanze sotterranee accessibili mediante scale. Scarsi sono i

resti della cavea taetrale posta in asse con il tempio; il teatro aveva soltanto un basso

pulpito. Il santuario viene datato nella prima metà del primo secolo a.C. data la presenza

di elementi scolpiti in travertino e di alcune iscrizioni. L’impianto è volumetricamente

massiccio, ma poco articolato sul piano spaziale per ricercare un recupero degli spazi

interni.

34) TERRACINA: SANTUARIO DI IUPPITER ANXUR

Il santuario sorge sulla sommità dell’acropoli dell’antica colonia romana di Terracina.

L’impianto consiste in una grande piattaforma percorsa all’interno da un corridoio voltato

ed aperto con finestre verso l’esterno a cui è legato un tempio di epoca diversa,

consistente in un ambulacro doppio aperto con una serie di arcate. Accanto al tempio c’è

una cavità sotterranea sistemata con muratura. Il tempio vero e prorpio era un grosso

edificio su alto podio modanato, pseudo periptero esastilo corinzio dal profondo pronao.

Da un punto di vista strutturale e architettonico ha molta importanza la serie di

confornicazioni della piattaforma, evidentemente destinate a mercato coperto. La

datazioone del santuario terracinese appare controversa dal pieno secondo secolo a.C.

fino all’età Sillana.

35) COSA : FORO

L’area forense di Cosa ha una grande piazza rettangolare accessibile attraverso un

grande arco a tre fornici e presenta sul lato settentrionale la serie degli edifici pubblici. Il

più occidentale è la Basilica posta con il lato maggiore lungo la piazza e aperta su di essa

in modo da formare una sala coperta dalla doppia fila di sei colonne. Accanto alla Basilica

sorge un piccolo tempio, cella quadrata preceduta da un pronao tetrastilo. Adiacente si

trova il complesso della Curia, edificio di tipo templare, preceduto da un recinto con

gradinata interna. Dopo una piccola strada si trova un modesto edificio a pianta

quadrangolare identificato con l’erario. La sistemazione mette in evideza una visione

assiale con il tempio sul lato corto, da alcuni studiosi ritenuta propria dell’urbanistica

romana anche se l’origine è certamente ellenistica.

36) POMPEI : FORO

Il Foro di Pompei inizialmente era una piazza organizzata con portici ed edifici pubblici e

sacri sui lati. Sul lato orientale c’è il Santuario di Apollo che per il suo orientamento obliquo

rispetto all’asse dle Foro dpcumenta la sua alta antichità. L’edificio ci appare come un

periptero esastilo corinzio su alto podio dalla cornici di sapore ellenistico. A sud del tempio

di Apollo c’è la Basilica, un lungo edificio a sviluppo longitudinale formato da una grande

sala con colonnato interno, colonne e semi colonne ioniche in corrispondenza del muro

perimetrale. L’ingresso alla Basilica verso il Foro avveniva attraverso un portico posto sul

lato corto. A nord del tempio di Apollo si coloca una vasta sala dalla fronte a pilastri

ritenuto un mercato coperto. Il lato settentrionale del Foro, ampliato nel secondo secolo

a.C. è occupato dal tempio di Giove, esastilo corinzio su alto podio dal profondissimo

pronao e cella rettangolare divisa in tre navate. L’angolo sud orientale è adibito a funzioni

politiche, con 3 edifici : la Curia , gli Uffici degli edili e gli Uffici dei duoviri. Tutta la paizza

era circondata da portici su due oridini, mentre il centro vero e prorpio, interdetto al traffico

dei carri, era lastricato elegantemente ed era occupato a basi per monumenti eretti in

onere di personalità di Roma e del luogo. Fino all’80/70 a.C. nel Foro si svolgevano giochi

cladiatori.

37) POMPEI : TEATRO E ODEON

Di origine ellenistica nulla o quasi rimene delle cavee teatrali più antiche di Roma tra cui il

Teatro di Pompei. Particolare perché è il primo teatro non scavato nelle pendici di un colle,

è caratterizzato in primo luogo da un orchestra semi circolare, dalle parodoi coperte e dai

due prosceni. Il teatro sorge sull’acropoli con le paradoi aperte a scena provvisoria, mentre

nell’orchestra è allocato un bacino per giochi d’acqua durante gli intervalli. Il Logeion è

sopra elevato a circa 2 metri e coperto con volte ampliando così la cavea e deocrando in

pari tempo con colonne la frontescena. Questa trasormazione è legata all’edificazione del

vicino Odeum. Più tardi il teatro viene modificato avanzando il pulpitum e arretrando la

frontescena mentre nella cavea vennero posti gradini formando la summa cavea.Accanto

al teatro grande venne costruito un piccolo Odeo ( teatro coperto) dalla cavea iscritta entro

un quadrato destinato a sostenere la copertura. Questo teatro è ispirato alla tradizione

ellenistica. Infine non va dimenticata la presenza di una grande porticus pone scaenam la

cui funzione era quella di passeggio e riparo dalle intemperie durante gli spettacoli.

38) POMPEI: TERME STABIANE

Le terme Stabiane sono sorte nel secondo secolo a.C. sfruttando l’impianto di una palestra

del secolo precedente. L’impianto di questo edificio prevede la suddivisone di 2 settori con

ingressi distinti per gli uomini e per le donne e comprende al cebtro il praefurnium semi

sotterraneo comune hai 2 settori e l’apodyterium ( spogliatoio), il tepidarium ( sala per il

bagno tiepido) e il calidarium ( sala per i bagno caldo), in ciascuno dei 2 settori mentre

comune era il piazzale della palestra. Della struttura rimangono le colonne della palestra e

gli ingressi con i pilastri corinzi italici. Successivamente le terme vennero ammodernate

con il restringimento della palestra e la costruzione di un destrictarium, una lunga sala

aperta dove era possibile detergersi il corpo dopo gli esercizi di palestra, e il laconicum

( sala circolare con nicchie) . Dopo il 79 d.C. venne creata una natatio, il destrictarium nel

settore femminile e la costruzione di un abside. In queste terme sono ben visibili le origini

ellenistiche dell’edificio termale romano che presenta solo bagni caldi e ambienti dedicati

all’esercizio atletico.

39) POMPEI : CASA DEL FAUNO

La casa del Fauno vene costruita grazie alla straordinaria ricchezza conquistata dalla

classe dirigente con i bottini asiatici e lo sfruttamento della manodopera. è la più grande e

nobile di tutte tra quelle costruite in questo modo. La casa del Fauno occupa lo spazio di

un intera insula e si svolge in 2 quartieri collegati fra loro ma con ingressi distinti sulla via.

A sinistra è il quartiere principale con un grande atrio tuscanico, con un grande impluvio

centrale sul cui bordo è sistemata la statuetta di un fauno danzante, dai cubicula, dalle

alae e sul fondo dai 2 triclini uno autunnale e uno estivo. A destra c’è il quartiere di

hospitium impostato su di un atrio tetrastilo e munito di piccole stanze sul lato destro.

Attraverso il cubicolo autunnale si accedeva al primo peristilio caratterizzato dal celebre

mosaico di Alessandro e da un triclinio estivo mentre sul lato destro si situavano i servizi,

un bagno e la culina. Un altro passaggio faceva accedere al grande peristilio dorico

caratterizzato dal grande Hortus e due Oeci posti sul lato d’ingresso; sul fondo c’è il

posticum( uscita secondaria). I pavimenti presentavano emblemata ellenistici a mosaico

policromo e grande ricchezza decorativa era profusa anche nell’arredo, nei capitelli dei

due peristilli e presso l’ingresso. L’enorme estensione e la qualità dell’architettura

dimostrano il livello delle possibilità economiche raggiunte dalle aristocrazie italiche.

42) ROMA: C.D. ARA DI DOMIZIO ENOBARBO

E’ conservato a Parigi e a Monaco. Dal tempio di Marte o di Nettuno provegono 4 lastre

che costituivano una base per statue ( Nettuno Anfitrite Achille Le Nereidi) oggi

perdute.Questa base con pilastrini angolari reca su 3 lati un thiasos che celebra el nozze

della coppia di divinitò marine Nettuno e Anfitrite su di un carro trainato da tritoni. Il quarto

lato celebra invece un lustum censorio. Al centro del rilievo è posta la scena del lustrum :

presso un altare ci sono a sinistra il Dio Marte e a destra il Censore sacrificante assistito

da 3 camilli. D a destra procedono le vittime sospinte da 4 vittimarii nell’ordine inverso a

quello tradizionale e dietro l’ultima vittima è visibile un personaggio che procede

innalzando un vexillum, con il quale apriva la processione. Il quadro è completato da 2

soldati posti a sinistra e da altri 2 che con un cavaliere sono all’estrema destra del rilievo:

si tratta di un allusione al popolo in armi. Il rilievo inoltre comprende altri 2 gruppi di figure

al’estrema sinistra. Nel primo gruppo c’è uno Iurator che annota la dichiarazione di un

cittadino. Il secondo gruppo mostra un altro scriba che si rivolge ad un togato sotto lo

sguardo di un soldato. La scena interpretata come missio è l’attribuzione del cittadino alla

classe e al compito militare; la presenza e l’atteggiamento di ogni singolo personaggio

sono studiati allo scopo di illustrare che quella è la cerimonia di Lustrum in tutte le sue fasi.

Tutto è centrato sula figura del censore e viene spezzata l’unità dell’esercito.

Stilisticamente il rilievo presenta diversità sostanziali dai 3 precedenti perché la narrazione

del census è la prima rappresentazione ufficiale in basso rilievo.

43) ROMA (?) : ACROLITO FEMMINILE

Si trova a Roma nel Museo Capitolino e si tratta di una testa femminile riadattata sul

busto e fortemente lisciata nel volto. E’ un buon esempio della scultura di Roma. La testa è

ispirata a modelli di età classica e il prototipo va ricercato nell’ambito della produzione di

Prassitele. Questo perché è caratterizzata da un ovale sfinato e dalla capigliatura a bande

mosse. La Dea, forse Giunone, ha il capo leggermente inclinato verso sinistra, le labbra

socchiuse, i grandi occhi con cavi orbitali vuoti e destinati a ricevere la cornea e la pupilla

in pasta vitrea. Tra la folta chioma è presente un diadema inornato.La scultura puù essere

considerata un documento della formazione del neoclassicismo romano ad opera di artisti

greci come in questo caso Polycles, chiamato a Roma dalle famigli aristocratiche.

47) ROMA: RITRATTO DI POMPEO

Conservato a Copenaghen. Trovato nella tomba dei Licinii il ritratto di Pompeo Magno

facilmente riconoscibile attraverso le monete è stati prodotto durante la tarda età

Tiberiana. Viene iscritto nella tradizione barocca ellenistica solidamente costruita dal

puntodi vista plastico: tutto si incentra sul contrasto tra la capigliatura a lunghe ciocche

culminanti nella ciocca cebtrale e le fattezze del volto vengono trattate con morbidezza ma

anche con aglio incisivo come nel caso degli occhi e della bocca. Si pensa sia stato fatto

da Pasitele.

49) ROMA, BASILICA EMILIA : FREGIO STORICO

Dgli scavi della Basilica Emilia provengono frammenti di un grande fregio figurato che

decorava l’architrave interno dell’edificio. Su queso fregio sono contenuti episodi delle

origini di Roma come la gioventù di Romolo e Remo, la fondazione di Roma, l’istituzione

dei Consualia, il ratto delle sabine, la punizione di tarpea e la fondazione di una colonia

romulea.

Per quanto riguarda la punizione di Tarpea al centro c’è l’eroina che, con il manto

increspato dal vento e le braccia spalancate subisce la lapidazione. La fanciulle è semi

sepolta dalle armi che 3 soldati sabini recano o gettano sul già formato tumulo, mentre a

sinistra c’è un personaggio barbuto vestito di corazza, elmo e ampio mantello che assiste

alla scena appoggiandi il piede sinstro sul terreno. La scena è costruita con abbondanza di

dettagli paesistici e ambientali mentre lo stile ha caratteristiche sia classiche che

ellenistiche. Il fregio ha nel retro evidenti tracce di un complesso lavoro di riadattamento

perché il marmo è greco, diverso da quello dell’altro fregio e dasl resto della decorazione.

E’ perciò probabile che esso appartensse alla ricostruzioe tra l’87 e il 78 a.C.

50) ERCOLANO, CASA SANNITICA: PARETE DI I STILE

Nella prima metà del secondo secolo a.C. il diffondersi del lusso da vita all’uso di dipingere

le pareti sia dei templi e degli edifici pubblici sia delle case. L’ornamento degli interni e

degli esterni viene fatto con la riproduzione in stucco policromo su alto zoccolo e con

cornici di coronamento. Questo tipo di decorazione appare ampiamente diffuso nel mondo

ellenistico. A Pompei e Ercolano, questo stile chiamato ad incrostazione o strutturale è

presente in molte abitazioni come la casa Sannitica. C’è una notevole cura nell’esecuzione

delle cornici e nella ricca policromia imitante marmi rari e preziosi; è da segnalare inoltre

l’intento classicistico di questo tipo di decorazione alle quali si aggiumge un gusto barocco

ellenistico.

51) ROMA, CASA DEI GRIFI: PARETE

Alla fine del secondo secolo a.C. i sistemi decorativi strutturali vengoo sostituiti con le

costose pareti in stucco, i dipinti e gli avancorpi a colonne. E’ l’inizio del secondo stile o

stile architettonico. Un esempio è la casa dei Grifi chiamata così per la presenza dei due

Grifi Araldici in stucco che decorano una sala. Lo stile prevede una parete chiusa

riquadrata da alta lastre di onice e porfido e conclusa da una fila di ortostrati e da una

cornice a dentelli. Si tratta di un podio continuo decorato dal quale sporgono basi di

colonne sulle quali poggiano colonne dai rocchi a bugne e dai capitelli ionico corinzi.

Prospettiva e ombreggiature dominano gli interessi del decoratore. La cronologia della

casa dei Grifi è controversa perché la tecnica edilizia, i pavimenti in bianco e nero a

mosaico finissimo, la presenza in altre stanze di decorazioni a stile strutturale ci inducono

a collocare la decorazione della casa intorno al 120-110 a.C.

53) POMPEI, VILLA DEI MISTERI : SALONE CON SCENE MISTERICHE

La Villa dei Misteri prende il nome dalla decorazione del garnde salone aperto sul portico e

comunicante con un cubicolo, raffigurante le cerimonie dell’iniziazione ai misteri dionisiaci.

La scena comprende una toletta nuziale di una giovane assistita da un’ancella, due eroi e

una matrona. Inoltre sono presenti una serie di scene di argomento rituale e mitico che si

svolgono secondo un ordine logico. L’ordine prevede la lettura del rituale partendo da un

fanciulletto igniudo alla presenza di due matrone, un sacrificio effettuato da una donna

seduta assistita da tre inservienti e una parte mitico estatica in cui figurano Dioniso e

Arianna attorniati da Sileni e Satiri.

Tutto l’insieme della scena è considerato contemporaneo con la sola distinzione tra la

prima parte e la seconda collegate fra loro come una preparazione al rito. Le figure sono

concepite con notevole monumentalità e sobrietà chiaro scurale e cromatica e

l’esecuzione è spesso sommaria e infelice in difficili scorci come in panneggi

particolarmente complessi. La sua formazione sembra quella di un pittore eclettico, incline

a un certo classicismo, ma sempre operante nella tradizione del tardo ellenismo.

54) BOSCOREALE, VILLA : CUBICOLO

Il cubicolo della villa di Boscoreale presenta una decorazione articolata in 3 parti, due

simili per ciascuno dei lati lunghi ed una su quello breve. Il lato lungo mostra un prospetto

scenografico tripartito: nella parte centrale compare una prospettiva terminante in naiskos

da giardino cui si accede da un cancelletto raffigurato chiuso, mentre nelle due laterali

compare un prospetto di casa formata da piccoli altari e un simulacro su colonna. Nella

parte restante il prospetto si fonda su colonne e timpano oltre ai quali si apre un cortile

porticato, mentre nella parete di fondo è raffigurata una visione di giardini con fontane.

Sulle pareti laterali invece sono raffigurate rispettivamente una prospettiva di città( scena

comica) e una veduta della Tholos ( scena tragica) mentre la parete di fondo è

caratterizzata da una scena di dramma satiresco. L’impiego di scenografie diverse e non

omogenee sono giustificate dall’ansia di rendere sempre più fastoso ed arioso l’ambiente:

per questo la villa di Boscoreale è caratterizzata da un continuo sviluppo, il cui motivo è il

progressivo sfondamento della parete e un’ accentuazione dei volori barocchi.

57) ROMA: FORO DI CESARE

Progettato nel 54 a.C. e iniziato nel 51 a.C. venne inaugurato dopo che Cesare aveva fatto

voto di dedicare a Venere il tempio del nuovo Foro; tuttavia il completamento dell’opera è

augusteo. Il Foro di Cesare consiste in una grande piazza colonnata su tre lati, conchiusa

da un alto muro perimetrale a blocchi di peperino: alle spalle del colonnato si dispone una

serie di botteghe di pianta irregolare. Nel fondo del Foro, che al centro aveva una grande

statua equestre di Cesare, sorgeva il grande tempio in marmo di Venere Genitrice,

periptero sinepostico esastilo corinzio su alto podio con scale laterali. Nella cella del

tempio era contenuta la statua di Venere scolpita dal greco Arkesilas. Dell’originale

struttura oggi rimangono l’impianto generale e le botteghe e il colonnato, che venne

ristrutturato nel 113 d.C. da Traiano. Un altro incendio nel 284 d.C. portò ad ulteriori

restauri e all’erezione di due grandi archi laterizi onorari. La profondità dell’architettura è

una ricerca di tipo prospettico che proprio nella pittura decorativa di quest’epoca tocca il

suo culmine. Sul piano urbanistico il Foro di Cesare fu il perno per tutti i successivi

interventi sia nel Foro Romano, sia nella zona occupata dai Fori Imperiali.

58) ROMA: FORO ROMANO NELL’ETA’ DI AUGUSTO

Il Foro Romano venne ristrutturato da Augusto per la costruzione della Basilica ordinata da

Cesare. La Basilica venne ricostruita nel 12 d.C. e ha la forma di una garnde aula a due

piani, circondata da due file di portici ad archi su due ordini inquadrati da semicolonne.

Essa inquadrava uno dei lati lunghi del Foro e veniva a fissare in modo definitivo la

dimensione della paizza. Dei lati corti si può notare una radicale trasfrormazione: la

creazione della aedes Divi Iulii, tempio ionico esastilo su alto podio che si affianca sulla

diramazione della Via Sacra ad un portichetto di raccordo con la Basilica Emilia. Questo

lato, che è il lato di fondo del Foro è concepito alla maniera tradizionale delle piazze

italiche in modo da escludere dalla vista i monumenti vetusti della Roma arcaica. Il lato

corto opposto vide la ricostruzione della curia Hostilia chiamata con il nuovo nome di curia

Iulia. La ricostruzione è completata dal Tempio dei Castori e del Divo Giulio affacciato sulla

Piazza Forense che aveva un preciso valore propagandistico. L’opera iniziata da Cesare

in forma rivoluzionaria veniva conclusa con la tipica cautela da Augusto, che si limitò a

restaurare le antiche aedes lasciando però loro un messaggio di esaltazione della gens

Iulia.

60) ROMA: FORO DI AUGUSTO

Per commemorare l’uccisione del padre adottivo Augusto fece costruire un grande tempio

dedicato a Marte Ultore. L’opera fu compiuta intorno al 2 a.C. quando fu inaugurata la

nuova piazza chiamata il Forum Augusti. l’impianto non è molto diverso da quello del Foro

di Cesare: la piazza è rettangolare con una quadriga bronzea raffigurante Augusto nel

centro e sui due lati lunghi presenta portici corinzi sormontati da un alto attico nel cui

umbone c’è una testa di Ammone. Alle spalle dei portici con l’asse coincidente con la

facciata del tempio ci sono due grandi esedre e le pareti dei portici sono adorne di nicchie

inquadrate da semicolonne. Nell’esedra N-O figuravano la statua e l’elogium di Enea, e a

destra l’elogia dei Giulii. Nell’esedra opposta figurava la statua e l’elogium di Romolo.

L’intento ideologico è evidente con la trasparente allusione alla figura di Augusto che

riassume in sé le origini mitiche e la tradizione storica della citttà. Nel fondo del portico c’è

un aula decorata di marmi dedicata ad una colossale statua di Augusto e alle spalle di

quet’aula è presente un complesso di piccole stanze di servizio. In fondo alla piazza, su di

un altissimo podio c’è il tempio periptero sinepostico dalla cella con doppia fila di colonne

lungo le pareti interne conclusa nel fondo dell’apside nella quale sorge un altro piccolo

podio a scalini per le statue di culto di Marte Ultore, di Venere e del Divus Iulius. Da notare

è ancora una volta come ogni particolare riporti all’esaltazione della gens Iulia.

61) ROMA : TEATRO DI MARCELLO

Popolare è il diffondersi nella seconda metà del primo secolo a.C. degli edifici per l’editio

dei ludi. Esempio è il teatro di Marcello che venne progettato da Cesare il quale distrusse il

tempio delle Pietas per farvi posto. Venne completato da Augusto che lo dedicò al nipote

Marcello. Il teatro sostituiva l’antico Theatrum ad Apollinis, cavea taetrale del Tempio di

Apollo Sosiano. La costruzione del teatro portò ad un ingrandimento della cavea

arretrando le fronti del tempio di Apollo e del vicino tempio di Bellona. La fronte del teatro

ha un prospetto ad archi inquadrati da semi colonne su tre oridini : dorico, ionico e

corinzio. Dell’edificio scenico non si possiede nulla; alle spalle dell’edificio c’erano un largo

recinto e due costruzioni minori, mentre la fronte semi circolare della cavea è in parte

conservata come basamento del rinascimentale palazzo Orsini. Si tratta di una delle

architetture più classiciste dell’età augustea.

63) ROMA: PORTA MAGGIORE

Il grandde impulso dato alle opere pubbliche a Roma dalla dinastia Giulio Claudia aveva

reso insufficenti i vecchi acquedotti repubblicani e aveva indotto a potenziare le antiche

condutture. Claudio decise quindi di erigere per i suoi acquedotti un monumentale arco

d’ingresso nella città, arco che divemtò più tardi una della porte della cinta aureliana di

Roma, detta per la sua imponenza Maggiore. Costituita da due archi sormontati

daun’altissimo attico tripartito da semplici fasce in aggetto, dove ci sono le iscrizioni

commemoranti la costruzione; gli archi sono inquadrati a loro volta da archi minori entro

nicchie fra semi colonne corinzie concluse da timpani e poste su un forte basamento.

69) ROMA : MAUSOLEO DI CECILIA METELLA

La tradizione dei mausolei circolari ellenistici trova durante la restaurazione di Roma una

particolare diffusione per tutta l’età Giulio Claudia. Il più noto deoi moltissimi esempi

romani è quello di Cecilia Metella, mausoleo che sorge sulla via Appia. Si tratta di un

poderoso dado quadrato in opera cementizia rivestita di travertino, entro il quale è situato il

dromos e la camera sepolcrale circolare coperta a cupola. Il dado quadrato sostiene un

alto tamburo cilindrico rivestito in travertino con un bellissimo fregio e in alto c’è un

coronamento merlato del tumulo di copertura.

73) ROMA : RITRATTO DI OTTAVIANO

Conservato nel Museo Capitolino di Roma il ritratto si presenta con la testa piegata verso

sinistra e la caratteristica torsione del collo dei dinasti ellenistici. Sembra fissare con lo

sguardo avanti a sé e la sua chioma è trattata a ciocche dal movimento agitato in cui si

riconosce la ciocca a tenaglia sulla fronte. Si riconosce chiaramente in questa testa

l’intento di rifarsi ai modelli ellenistici ritraendo Ottaviano come un giovane con le guance

scavate, i tratti affilati e gli occhi infossati. Il prototipo è collegato al ritratto delle monete e

va attribuito ad un artista greco tra il 35 e il 30 a.C.

74) ROMA, VILLA DI PRIMA PORTA: STATUA DI AUGUSTO

La statua è conservata ai musei Vaticani ed è considerata il prototipo delle statue Ioricate

imperiali romane. La figura dell’imperatore è colta in atto di compiere il gesto di richiedere

il silenzio per un’ adlocutio ed è vestita di una corazza riccamente adorna, sotto la quale

c’è una corta tunica militare, mentre il paludamentum avvolge i fianchi di Augusto per

ricadere sul braccio ripiegato, la cui mano stringe una lancia. I rilievi della corazza hanno

particolare importanza per un elaborata simbologia che sarà sviluppata in opere di

propaganda. In alto alla corazza c’è uina personificazione del caelum ( cielo) mentre in

basso ai lati figurano Apollo e Diana. La parte centrale della corazza è occupata dalla

scena della restituzione delle insegne di Crasso da parte del Re di Parthia, mentre ai lati ci

sono due personificazioni di province vinte, la Germania e la Pannonia. La statua è un

manifesto dei consueti luoghi comuni di Augusto in sostegno di Tiberio del quale si

celebrano le imprese militari. In linea con il neoclassicismo, la statua deriva dal prototipo

policleteo del Doriforo.

75) ROMA : ARA PACIS

Il Senato di Roma votò un altare alla Pax Augusta nel Campo Marzio per festeggiare il

ritorno di Augusto dalla Spagna e dalle Gallia. L’altare venne costriuto tra il 13 e il 9 a.C.

ed è composto di un recinto quasi quadrato scoperto con due porte aperte sui lati minori,

una verso la Via Flaminia e l’altra verso il Campo Marzio, e un’altare centrale per i sacrifici.

Il recinto poggia su un basso podio ed è reso accessibile da una rampa di 9 gradini; 4

pilastri angolari sostengono un architrave coronato di acroteri e il recinto è decorato

all’esterno da un fregio figurato in alto ed uno con girali d’acanto in basso separati da una

fascia a meandro. Uguale separazione c’è all’interno in cui ci sono motivi a festoni e

bucrani in alto mentre in basso c’è una riproduzione della palizzata eretta alla constitutio

dell’ara. Il fregio esterno si divide in 2 parti: i 4 pannelli con scene mitiche e allegoriche, e i

2 fregi sui lati lunghi con una scena di processione assemblea. Nei due pannelli sono

presenti a sinistra il Lupercale e a destra il sacrificio di Enea ai Penati; pochi sono i resti

del mito delle origini di Roma. Nel pannello di destra Enea con il figlio Ascanio sacrifica

primizie e la bianca scrofa di Laurento ai Penati; Enea, velato capite, veste un mantello e

reca nella mano lo sceptrum mentre Ascanio ha vestiti orientali e appoggia ad una lancia.

Nell’altro lato ci sono i retsi con la personificazione di Roma in abito amazzonico, mentre a

sinistra c’è la personificazione della Saturnia Tellus. Questo pannello presenta una grande

figura matronale seduta, ornata di diadema di frutti e fiancheggiata da due ninfe semi

nude; il paesaggio prevede a destra il mare, al centro la Terra e a sinistra un paesaggio

fliuviale. Questo ci può far pensare che possa trattarsi di una personificazione della

Venere Genitrice o di una personificazione dell’Italia, o ancora di una rappresentazione

allegorica della Pax. Nel fregio dei due lati lunghi è rappresentata una sorta di processione

divisibile in due parti: una ufficiale con i sacerdoti e una semi ufficiale con la famiglia di

Augusto: nel rappresentarla la processione è stata divisa in 4, le due ufficiali che sono

immaginate come una di seguito all’altra e le due semi ufficiali che vanno lette l’uno

accanto all’altra. Questo per motivi protocollari come testimonianza della successione al

trono concepita da Augusto. Il lato meridionale, che è il più importante, è quello che

rappresenta l’inizio della processione. La prima parte rappresenta un camillo con la

cassetta sacra del collegio pontificale che cammina all’indietro per non volgere le spalle al

magistrato e al sommo sacerdote; seguono dei togati in cui vanno riconosciuti i pontefici e

al centro come pontifex maximus Augusto. La parte ufficiale è chiusa da 4 personaggi con

il caratteristico copricapo ( il GALERUS). A questo punto si osserva uno stacco entto e

inizia la parte con la famiglia imperiale, aperta dall’imponente figura di Agrippa erede

principale nella linea dinastica. Alla toga di Agrippa si aggrappa un fanciullo Gaio Cesare

seguito a sua volta da Livia con il figlio Tiberio; è poi la volta di un’altra coppia il figlio di

Livia, Druso con la moglie Antonia Minore e il figlio Germanico; l’ultimo gruppetto è quello

giudato, probabilmete, da Antonia Maggiore con il marito Domizio Enobarbo e i due figli

Domizio e Domizia. Il personaggio che fa cenno di silenzio verso questi bambini è uno

degli Appulei. Sull’altro lato lungo la processione prosegue l’ordo sacerdotum

rappresentante gli auguri, che recavano dipinti e i ilitui in bronzo, insegne del loro potere

riconoscibili dal camillo che reca l’acerra con i simboli apollinei. A questo punto riprende la

sequenza dei familiari di Augusto, aperta dal piccolo Lucio Cesare e dalla madre Giulia.

Seguono Marcella Maggiore con il consorte Iulio Antonio e Giulia Minore; poi Marcella

minore con il figlio Sesto Appuleio. Ipersonaggi della casta imperiale sono quasi tutti quelli

a noi conservati e i rami della successione augustea appaiono accuratamente divisi per

metà sul lato sud e per metà sul lato nord c’è la successione diretta di Augusto, mentre sul

lato sud c’è la successione dell’imperatore Tiberio. La processione nel suo insieme è una

rappresentazione realistica ed obiettiva perché è una raffigurazione ideale della situazione

politica della dinastia in quegli anni.

77) ROMA, VIA LABICANA: RITRATTO DI AUGUSTO

Si tatta di una copia di età tiberiana di un ristratto di Auguto eseguito alla fine del primo

secolo a.C. e conservato a Roma nel Museo delle Terme. Augusto è rappresentato capite

velato, simile al pontefice massimo, rivestito di toga e in atto di effettuare un sacrificio. La

testa venne scolpita da uno specialista e successivamente inserita nel corpo, rappresenta

un uomo stanco e ammalato con il volto segnato dalla fatica. Qyesta immagine serve però

come sublimazione classicista per dare una figura distaccata e spirituale del princeps.

Anche il corpo appare privo di evidenze plastiche per la presenza delle profondissime

pieghe della toga che sottolineano la superfice a scapito del volume.

82) ROMA : ARA PIETATIS AUGUSTAE

Nel 22 d..C. in occasione di una malattia di Livia fu votato dal Senato un’altare alla Pietas

Augusta. Dai pochi frammenti superstiti si capisce che l’altare doveva avere moltissimi

punti di contatto con il celebre monumento Augusteo: un ara con piccoli fregi entro un

recinto, decorato all’esterno da fregi figurati con scene di sacrificio. All’altare vero e proprio

appartiene un piccolo frammento con vestali a banchetto e ai fregi figurati del recinto

appartengono 3 frammenti di varie estensione con scene di processione in cui sono

riconoscibili un flamine accompagnato da littori, un dapifero con canestro di offerte sulla

testa, un camillo recante una statuetta di Lare, scene di sacrificio e infine una

raffigurazione di un tempio. Per la comprensione del significato dei rilievi è necessario

identificare i templi che presentano 2 vittimarii recanti un toro adorno di ghirlande. Subito

dopo la fronte del tempio un personaggio togato volto verso destra allude al prosieguo

della processione. Si tratta del tempio della Magna Mater sul Palatino. Nell’altro rilievo

compare un sacrificio di un toro, ma l’identificazione di questo tempio è controversa e si

basa sulle figure del frontone, in cui compaiono una figura maschile divina semi nuda con

scettro e gladio. Si pensa che possa essere il tempio di Marte Ultore nel Foro di Augusto,

anche se è improbabile perché Marte indossava abiti militari cosa che su questo tempio

non è raffigurata. Quindi più verosimilmente potrebbe essere il tempio di Augusto sul

Palatino anche perché in questo tempio Claudio pose una statua di Livia accanto a quella

di Augusto. Questi due rilievi rappresentano una processione che va da sinistra verso

destra, dal tempio di Cibele fino all’Aedes Caesarum. L’altro rilievo va invece da destra

verso sinistra e rappresenta una cerimonia incruenta che ebbe luogo nell’ara Gentis Iuliae.

Le somiglianze con l’Ara Pacis sono numerosissime ma la differenza tra i due monumenti

è enorme per diversi motivi in quanto la definizione stilistica è meno sofisticata del

precedente Augusteo, facendo ricadere l’Ara Pietatis Augustae nel banale. Inoltre non si

segue più la tradizione ellenistica ma prevale un classicismo più rigido e riduttivo.

85) MONUMENTO FUNERARIO DI C. LUSIUS STORAX

Al monumento funerario di Lusius Storax vanno riferiti un fregio ed un frontone figuranti

l’editio muneris. Malgrado il singolare disporsi della narrazione in due specie di

registri( fregio e frontone) l’avvenimento è unico. Nel fregio figura il ludo gladiatorio, con

gladiatori in atto di prepararsi alla lotta e di combattere. Sembra evidente il desiderio di

mostrare quanto sontuoso fosse stato il ludus e il rilievo è costruito con un calcolato

equilibrio compositivo e con un ritmo di pause e movimenti su un classicistico fondo

neutro. La scena del frontone è articolata su due piani sovrapposti: in primo piano ci sono

due gruppi di 4 cornicines e tubicines, alla detra dei quali vediamo un sedile cn 3 giovinetti

che significano l’avvenuto sacrificio. Viene poi un tribunal sul quale al centro è posto

Storax e ai piedi del tribunal c’è un personaggio con bastone. In secondo piano è

rappresentata una sfilata di 11 personaggi togati e un littore, mentre a sinistra c’è una

scan di zuffa per ricordare il giorno dei ludus. I rileivi datati tra il 30 e il 50 d.C. sono un

documento significativo del gusto italico o plebeo in cui ci sono esperenze della tradizione

italica.

88) ROMA, CASA DELLA FARNESINA: PARETE DEL CUBICOLO B

Dalla sontuosa casa della Farnesina provengono pitture e stucchi di altissima qualità.

Particolarmente esemplificativa appare la parete ddel cubicolo B. In essa è mostrata la

tripartizione , ma non è presente nessuna prospettiva: in basso c’è uno zoccolo, al centro

un fondo unito rosso con edicola centrale contenente un quadro, in alto edicolette e alla

sommità una cornice in cui sono rappresentate caratteristiche vittorie. Nel quadro centrale

è raffigurato un episodio mitologico dell’infanzia di Dioniso, mentre ai lati ci sono due

quadretti a fondo bianco con scene di gineceo. E’ ormai prevalente il gusto classicista e la

sostanza architettonica della parete è ridotta ad una scheletrica intelaiatura fissata da

pochi elementi.

90) ROMA, VILLA DI LIVIA: NINFEO SOTTERRANEO CON PITTURE DI GIARDINO

Una grande sala sotterranea della villa di Livia è interamente decorata con affreschi

simulanti un giardino. Il giardino è un vero e proprio paradeisos ellenistico selvaggio e

verdeggiante con uccelli svolazzanti nel cielo azzurro, piante rare e fiori in boccio. La

larghissima diffusione di questo motivo decorativo dimostrano le profonde radici di questo

genere già presente nelle scenografie ellenistiche del dramma satiresco. La datazione è

compresa tra il 20 e il 10 a.C.

97) ROMA, DOMUS AUREA: SALA OTTAGONA

La politica edilizia dei Giulio Claudi portò alla costruzione della Domus Transitoria che

bruciò in un incedio nel 64 d.C. . Questo permise la costruzione della Domus Aurea che

doveva realizzare in forme colossali il concetto di villa urbana. La Domus Aurea venne

abitata da Vespasiano e Tito e fu distrutta da Traiano per far posto alle sue terme. I resti

monumentali comprendono una larga parte di edificio residenziale per una lunghezza di

circa 300 metri. La fronte porticata si apriva sulla valle del lago artificiale e aveva al centro

un grande cortile trapezoidale; ad O un cortile con portici serviva come pernio per ambienti

rettangolari, mentre la zona attorno al cortile esagonale centrale ha sui lati tre stanze. La

zona ad E è centrata s una grande sala ottagona coperta a cupola con nuclei di ambienti

dislocati lungo i lati ed un ambulacro perimetrale che spezza la convergenza e crea una

possibilità di percorso atraverso le direttrici spaziali. Questa soluzione è nuovissima

nell’architettura antica ed è una soluzione on decorazioni pittoriche raffiguranti grotteschi

rinascimentali e decorazioni marmoree.

98) ROMA: FORO DELLA PACE

E’ un grande complesso di edifici, considerato dai contemporanei una della meraviglie del

mondo, di cui ci restano alcuni avanzi dell’ingresso incorporati nella chiesa dei Santi

Cosma e Damiano. Il Foro sorse nel 74 d.C. come monumento della restaurata Pax

Augusta dell’impero e consisteva in una grande piazza quasi quadrata a giardino con

portici su tre lati e nel fondo unaserie di ambienti centrati sul Tempio della Pace. In questi

ambienti trovavano posto le due biblioteche, le spoglie del trionfo giudaico, una ricca sere

di opere d’arte greche e una sorta di grande museo pubblico. Il tempio, con l’altare dinanzi

era la sala centrale preceduta da un pronao esastilo. L’incorporazione del tempio nella

piazza e la presenza di un vasto giardino rappresentano due fatti singolari nell’architettura

urbana, frutto di ispirazione da prototipi ellenistici orientali.

99) ROMA : COLOSSEO

Vespasiano fece costruire il primo grande anfiteatro stabile di Roma chiamato

Amphitheatrum Flavium e solo nel tardo medioevo ribattezzato Colosseum. Fu inaugurato

nell’80 d.C. con giochi durati 100 giorni. Venne restaurato e migliorato con Nerva, Traiano

e Severo Alessandro. Anche dopo la proibizione dei ludi gladiatorii fu utilizzato per


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Enrico91

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Enrico91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Slavazzi Fabrizio.

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