Archeologia e storia dell'arte romana
La tendenza nell'arte greca è quella di un sempre maggiore naturalismo come conseguenza di un appoggio naturale al mondo (la prospettiva nei bassorilievi). In età ellenistica vi fu un degeneramento del naturalismo che si evolse nel "barocco pergameno".
Roma fu effettivamente il più grande esponente dell'Ellenismo, specie a partire dal II secolo a.C., con la sconfitta di Cartagine e la conquista della Grecia che diviene provincia romana (saccheggio di Corinto: 146 a.C). Divenuta a tutti gli effetti una capitale ellenistica tardiva, nell'urbe a tutti gli effetti lavorarono un enorme numero di artisti greci.
Periodo della tarda Repubblica
Il periodo della tarda repubblica (130-31 a.C) è quello in cui l'arte, l'architettura e la cultura romana si ellenizzano definitivamente. L'arte romana, a differenza di quella greca, non è caratterizzata da uno sviluppo cronologico né un interesse verso gli sviluppi del naturalismo, forma già approfondita dai greci, ma si servì in modo eclettico e funzionale delle diverse tradizioni, greca e romana, a seconda dello scopo.
Grande fregio traianeo
Roma, Grande fregio traianeo scena di battaglia reimpiegata nell'Arco di Costantino, con una scena simbolica rappresentante la Virtus dell'imperatore, in cui Traiano si scaglia a capo nudo sui barbari, un'iconografia tratta dalla tradizione ellenistica della rappresentazione delle scene di battaglia (Mosaico di Alessandro, Casa del Fauno, Pompei). La testa di Traiano venne sostituita da quella di Costantino, e l'epigrafia si riferisce alla battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio.
I romani possedevano una visione sincronica dell'arte greca, e furono in questo modo capaci di utilizzare la tradizione artistica più utile al tema rappresentativo prescelto. Le scene di battaglia vennero prese dalla prima età ellenistica, poiché la tradizione precedente rappresentava monomachie su sfondi neutri. Durante l'ellenismo le scene di lotta sono dei grandi marasmi di gente guidata da figure principali. Il passaggio dalla monomachia alla battaglia corale è testimoniata dal Mosaico di Alessandro nella Casa del Fauno a Pompei, che è una copia di un dipinto ellenistico.
Ara Pacis
Nelle scene di lotta i romani pongono se stessi nella fascia alta e i barbari in quella bassa, utilizzando la tradizione greco ellenistica, e, a seconda del tema scelto, si prende spunto da una determinata fase artistica.
Roma, Ara Pacis Ciò che interessò ad Augusto era la celebrazione del ritorno alla pace, e sui lati del recinto sono rappresentate scene processionali ispirate al fregio interno del Partenone, che mostra la processione panatenaica, e realizzata da artisti attici.
L'approccio romano all'arte greca è funzionale, dove ciò che conta è la congruenza della forma al tema, in modo da veicolare il messaggio prescelto nel miglior modo possibile. Se il Grande Fregio Traianeo rappresenta la Virtus (il valore militare) dell'imperatore, il fregio dell'Ara Pacis mostra il senso di Pietas (attenzione alla vita religiosa). Questi, assieme alla Clementia (clemenza verso gli sconfitti) e alla Iustitia (giustizia), sono le virtù principali dell'imperatore, e sono rappresentate inoltre nel Clipeus Virtutis.
Fin dalla prima età imperiale ciascuna di queste virtù diviene una sorta di icona visiva.
Tesoro di Boscoreale
Tesoro di Boscoreale È il più grande tesoro di argenteria dell'epoca romana e si trova in gran parte al Louvre. Faceva parte di un set da tavola di una figura di alto livello e sicuramente vicina alla corte imperiale di Augusto.
- Tazze di Boscoreale (Tazza di Tiberio; Tazza di Augusto):
- Pietas scena di sacrificio;
- Virtus scena di trionfo;
- Clementia scena di submissio, l'imperatore seduto accoglie i barbari;
- Iustitia imperatore in trono con personificazioni;
Questo sistema di rappresentazione delle virtù imperiali si rispecchia anche nella numismatica di III secolo.
Colonna Traiana
Scena LXXV Colonna Traiana Scena di submissio, ultima scena della campagna dacica. L'imperatore è seduto su una sedia da campo posta su un rialzo (tribuna) e una serie di barbari inginocchiati (tranne Decebalo in fondo). Questa è una rappresentazione di una scena di clementia (circa 15 in tutta la Colonna Traiana). Sottolineamento ossessivo delle virtù imperiali (Fides excercitus; Pietas, Clementia ecc…).
Arte romana ufficiale sistema semantico ove ad un significato specifico si associano temi che ricorrono costantemente dalla prima età augustea al tardo antico, ribadendo la centralità della figura dell'imperatore e delle sue virtù, indipendentemente dalla realtà storica. Un tema figurativo è quindi prima di tutto un tema ideologico, e, per rendere più efficace questo meccanismo, si ricorre alle forme greche.
Roma fu un organismo politico territoriale che occupava 10.000.000 kmq, e quindi una storia dell'arte lineare non è concepibile.
- Rilievi storici
- Rilievi plebei;
- Ritratti (accentuato l'aspetto fisionomico);
- Numismatica;
- Architettura (utilizzo del calcestruzzo) pubblica/privata;
- Pittura (Pompei);
- Arti decorative;
- Mosaici;
- Età tardo romana (dal 297 in poi).
Età augustea
L'età augustea è un momento di rottura e di innovazione, specie nell'iconografia (sebbene le scene di inginocchiamento di fronte all'imperatore non siano state usate in pubblica almeno fino al II secolo con la Colonna di Traiano e le scene di submissio dei barbari).
Roma augustea
Il sistema iconografico artistico in Roma muta bruscamente col cambiamento di sistema politico nel 31 a.C., quando la battaglia di Azio segna la fine delle varie guerre civili che avevano segnato il I secolo. La figura di Augusto è stata oggetto di attenzione soprattutto a partire dagli anni ’30 dello scorso secolo. L'imperatore nacque nel 63 a.C., e nel 1937 Mussolini fece celebrare il bimillenario augusteo, la più grande iniziativa archeologica fascista. L'Impero Romano venne visto come un elemento che aveva diritto di conquistare territori col presupposto che essi fossero superiori, con lo scopo secondario di giustificare l'espansionismo fascista. Ci furono tuttavia anche iniziative scientifiche di alto calibro, tra cui la ricostruzione dell’Ara Pacis in un luogo diverso da quello originale. In quell’area sorgevano diversi edifici, tra cui il Mausoleo di Augusto, e l’iniziativa fascista fu accompagnata da una mostra. In quel periodo fu fatta costruire via dei Fori Imperiali, la quale copre 2/3 del Foro di Augusto e una porzione molto maggiore del Foro di Traiano.
Per molto tempo si è considerata l'arte augustea come un ripresa del classico, e questo è anche vero a causa delle politiche di Augusto, che in fatto di propaganda è basata sul mondo classico, specie sull’aspetto formale, in modo di propagandare l’idea di ritorno dell’ordine.
Ara Pacis Augustae
Ara Pacis Augustae Opera di una serie di artisti greci che rielaborano temi classici, rifacendosi al Partenone e non solo, e propagandando l’idea dinastica.
Questa teoria sull'arte augustea negli anni ’60 cominciò ad avere molto favore presso gli studiosi anglosassoni (propaganda tramite l’arte).
Cronologia augustea
- 63 nascita.
- 31 battaglia di Azio.
- 30 morte di Cleopatra e acquisizione del tesoro Tolemaico, con cui riesce ad avere il controllo diretto dell'esercito.
- 27 prende il titolo di Augusto (potere religioso) e a carica di Imperium Proconsulare Barus (potere politico).
- 23 prende la carica di Tripudicia Podestas, trasmissibile ai successori, tramite la quale ha la facoltà di emanare leggi.
Ciò che si sa di Augusto è basato principalmente sulle Res Gestae Divi Augusti, una sua opera che si conosce tramite monumenti epigrafici e (monumentum ancirarum) che riportano delle informazioni sulla politica da lui messa in atto. Sotto Augusto Roma divenne erede del progetto imperiale di Alessandro Magno, e vi fu una larga esaltazione tramite l'architettura della politica augustea (aura esa). Una delle prime iniziative promosse dopo l'appropriazione delle spoglie alessandrine (Svetonio: Augusto trovò Roma in mattoni e la lasciò in marmo). C'è un ruolo decisivo del modello classico e da maestranze greche, dell'Asia Minore e delle Cicladi. Diverse cave di marmo erano all'epoca sotto sfruttamento intensivo (marmo ludense, da Lodi, e marmo di Carrara) e di proprietà imperiale. Vi fu inoltre un incremento di costruzioni utilitaristiche (gli acquedotti furono messi spesso sotto la giurisdizione di Agrippa). Sotto Augusto furono restaurati quattro acquedotti repubblicani e ne furono costruiti due nuovi. All'incremento economico corrispose altresì anche quello demografico, con politiche e leggi a favore.
Durante il I secolo confluirono in Roma molti homini novi che ricevettero anche cariche alte, anche a causa del dinamismo dell'epoca e la classe dei cavalieri ebbe una graduale preminenza nella società e nella vita politica.
29 a.C. Ottaviano celebra un triplice trionfo (a nome dell'Imperatore e non del generale che aveva vinto le battaglie) per la battaglia di Azio, per l'Egitto e per una rivolta domata in Illiria. Nell'ambito delle celebrazioni fece costruire diversi edifici nell'area dei Fori Imperiali. Il Tempio del Divo Giulio (Templum Divi Iulii) costruito dove, tradizionalmente, ci fu la pira funebre di Giulio Cesare e di fronte ai Rostra (monumenti legati al trionfo, con i rostri delle navi sconfitte). Ai lati dell'edificio vi erano due archi di cui rimane poco. La nuova Curia (Curia Iulia), il luogo di raccolta del Senato, particolarmente rilevante visto lo stato di finzione repubblicana voluto da Augusto. Oggi è visibile quella tardo antica, visto che quella costruita sotto Augusto bruciò nel III secolo, seppure ne rimanga memoria tramite la numismatica. La Curia Iulia era un edificio abbastanza semplice, gli acroteri erano formati da figure marittime che rimandavano alla battaglia di Azio, la quale iconografia, essendo stata effettivamente una guerra civile, alludeva sottilmente alla vittoria piuttosto che declamarla apertamente (figure marittime sono presenti spesso nei rilievi dell'epoca augustea: Rilievo di Lipsia Tritone; Antefisse in marmo -fronte- Vittoria su globo che regge trofeo, affiancata da due capricorni, il segno zodiacale sotto cui fu concepito, -retro- nave con rostro e trofeo, un timone e un'ancora.). Per un periodo piuttosto lungo Augusto continuò a partecipare agli incontri in Curia del senato, per paura di fare la stessa fine di Cesare.
2 a.C. iniziative associate anche nelle monete, celebrazione della res publica restituta, un atto formale tramite il quale Augusto restituisce la Repubblica al Senato e al Popolo Romano (Res Gestae), atto questo tramite il quale ottiene il titolo di 'Augusto'. Nella monetazione di Ottaviano viene rappresentato Augusto, stante, che tende una mano alla Repubblica, sollevandola da terra, iconografia la quale sarà poi ripresa anche per la rappresentazione della provincia. Nelle Res Gestae augusto descrive il clipeus virtutis che gli viene donato, dal popolo, proprio per quel gesto assieme ad una corona di quercia e alloro (l'alloro è inoltre la pianta consacrata ad Apollo, il dio 'patrono' di Augusto), che, assieme agli stipiti delle porte coperti di alloro della sala in cui veniva custodito il clipeus virtutis, sono elementi poi ripresi dalla tradizione repubblicana, in seno alla sua politica di finzione repubblicana.
La corona civica era la corona di quercia (la pianta consacrata a Iupiter Optimo Maximo) che veniva data simbolicamente da Roma come onorificenza ai soldati "che avevano salvato concittadini" in battaglia; il clipeus virtutis era uno scudo d'oro posto a fianco della curia, in relazione ad una statua della vittoria: questo rientra pienamente nella tradizione ellenistica in quanto simbolo, ma presentava l'elemento romano nell'incisione (senatus populus que romanus imp caesari divi augusto cos VIII dedit clupeum virtutis clementia e iustitia e pietas erga deos patria move) che lo dedicava ad Augusto per quelle virtù (che poi l'imperatore usò come mezzo per propagandare la propria figura).
La pietas è probabilmente l'elemento che più si inserisce nella propaganda augustea, anche perché durante gli anni della guerra civile l'accusa di empietà era diffusissima. Nel 28 a.C. (Res Gestae) l'imperatore fece restaurare 28 templi, nell'ottica di ripristino dell'antica tradizione religiosa, esumando cariche o rituali arcaici (chiusura delle porte del tempio di Giano).
Tempio romano
Tempio romano (tuscanico): caratterizzato da elementi della tradizione tuscanico/italica.
Roma, Capitolium tardo repubblicano
- Alto podio;
- Pesante struttura in legno dipinto e pietra locale;
- Decorazione in terracotta dipinta.
Nimes (Nemausus): Maison Carrée (Casa Quadrata)
- Tempio dentro un foro di tipo augusteo;
- Dedicato a Gaio Lucio Cesare;
- Elementi di continuità con la tradizione italico toscanica: un lato principale cui si accede tramite scalinate, parte posteriore addossata ad un lato del foro, alto podio invece che stilobate;
- Tempio pseudo periptero: cella che ingloba metà delle colonne, peristasi con sei colonne.
Per costruire il Forum Agusti si espropriarono dei terreni dalla Suburra, da cui l'area dei fori era separata da un muro di 33m e che serviva a difendere i fori dai frequenti incendi della Suburra. I Fori Imperiali vengono concepiti unitariamente come spazi chiusi, mentre il foro romano ebbe un'urbanistica singolare. Il tempio, addossato ad uno dei lati, è italico, mentre lo spazio è organizzato da portici secondo la tradizione ellenistica. I portici con attico erano decorati con cariatidi (Vitruvio, I libro De Architectura: le donne di Cari parteggiavano per i persiani alla sconfitta di questi vennero fatte schiave e poi rappresentate che reggono tetti a simboleggiare il loro stato servile; questa simbologia venne poi ripresa per rappresentare la sottomissione delle provincie e delle nuove regioni sconfitte e inglobate nell'impero | Foro di Traiano: daci che reggono colonne) sono dei clipei alternati con teste di Giove Ammone al centro; le cariatidi sono una copie di quelle dell'Eretteo. Questa combinazione cariatidi/Giove Ammone la si trova anche in fori provinciali, esempio: Foro di Merida in Spagna (capitale della Lusitania): era un foro gigantesco dove compaiono teste di Giove Ammone che sono chiaramente una citazione.
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Lezioni, Archeologia e storia dell'arte greca
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