Introduzione
Le Metamorfosi di Apuleio è l'unico romanzo pervenutoci interamente collocabile nel periodo della storia antica, in lingua latina. Il romanzo è fortemente incentrato sul tema della magia e poiché l’Apologia non fa menzione di quest’opera, si desume che la stesura del romanzo sia avvenuta successivamente. Il testo potrebbe essere interpretato come la rielaborazione dell’opera spuria di Luciano di Samosata, intitolato Lucio e l’Asino. Secondo Fozio, patriarca bizantino, la storia di Lucio sarebbe stata tratta da un romanzo per noi perduto, riconducibile a Luciano di Patre. Il dibattito tra gli studiosi verte soprattutto sulla possibilità di Apuleio di aver sfruttato questa fonte comune oppure sulla possibilità dell’autore di aver rimaneggiato l’opera di Samosata.
Sezione 1
Trama
Tre degli 11 libri che costituiscono l’opera sono dedicati alle avventure del protagonista, Lucio, prima e dopo il suo arrivo in Tessaglia (che secondo la tradizione sarebbe stata terra di magia). In questo viaggio, viene accompagnato da Aristomene, che gli racconta dell’atmosfera cupa e misteriosa del luogo, spingendo il giovane a manifestare sin da subito uno degli aspetti predominanti del suo carattere, la curiositas. Questa sua peculiarità lo conduce a:
- Cadere vittima dei sortilegi che animano la vita cittadina;
- Subire un’angheria mascherata da benevolenza dell’amico Pizia.
Viene ospitato in seguito da Milone, un ricco del luogo, e dalla moglie Panfila, che presumibilmente faceva abitualmente uso della magia. Dopo aver conquistato la fiducia della serva Fotide, la prega di poter assistere a una delle tante trasformazioni della padrona. Nel momento in cui Lucio vede Panfila trasformarsi in gufo grazie a un unguento, Lucio non riesce a trattenersi e prega insistentemente Fotide di aiutarlo a sperimentare la metamorfosi su di sé. La serva accetta, ma avendo sbagliato unguento, trasforma Lucio in un asino, che mantiene tuttavia le proprie capacità raziocinanti.
Motivo che domina l’intreccio del romanzo = Trasformazione di Lucio in asino. Lucio viene a sapere che per riassumere sembianze umane dovrà nutrirsi di rose. Il protagonista non sfrutterà questa via di scampo fino alla fine del romanzo, dopo la lunga serie di peripezie attraversate dall’asino. Si conclude così la prima parte del romanzo.
Sezione 2
Trama
La seconda parte del romanzo ha il suo centro nei rapporti dell’asino con un gruppo di briganti che lo hanno rapito:
- Trasferimento nella grotta in cui vivono;
- Fallito tentativo di fuga insieme a una fanciulla loro prigioniera;
- Liberazione dei due grazie a Tlepolemo, che inganna la banda fingendosi un brigante.
Il racconto principale, tuttavia, diviene la cornice di un altro racconto, quello narrato in forma di novella alla fanciulla dalla sorvegliante. È la favola di Amore e Psiche, che si estende per tre capitoli all'interno del romanzo. I libri successivi, tranne l’ultimo, ripercorrono le avventure dell’asino, che passa dalle mani di:
- Sacerdoti della dea Siria;
- Un mugnaio fatto morire dalla moglie;
- Un ortolano poverissimo;
- Due fratelli (cuoco e pasticcere);
- Soldati romani.
Lucio è il testimone oculare delle storie di adulterio e di morte che attraversano le ultime fasi del racconto. In questa fase soprattutto, egli cerca di osservare minuziosamente tutto ciò che lo circonda, al fine di poter trovare le rose necessarie a fargli riavere sembianze umane. Il cuoco e il pasticcere si accorgono della vera natura dell’asino ed è qui che inizia la peripezia finale.
Sezione 3
Ultima parte della trama
Il capo dei due fratelli decide di comprare l’asino per mostrarlo agli amici e in una situazione molto caotica e confusa, assistiamo nuovamente alla fuga di Lucio a Corinto. Nella fuga, si ferma in una spiaggia deserta e si addormenta. Il risveglio di Lucio riempie l’intero ultimo libro: un clima misterico domina nelle ultime scene, perché dovrà essere preparato il rito di purificazione grazie al quale Lucio riprenderà delle sembianze umane. Riotterrà il proprio corpo mangiando una corona di rose concessagli da un sacerdote durante una sacra processione in onore di Iside, in cui ricompaiono molti dei personaggi presenti all’interno del romanzo. Per ringraziarla di aver ripristinato la situazione, a Corinto viene concesso alla dea un culto.
Capitolo 2
Amore e Psiche
Sono i due protagonisti della novella che si trova all’interno del romanzo apuleiano. Psiche, un mortale dalla bellezza pari a Venere, diventa sposa di Amore (Cupido) senza sapere chi sia il marito, che si manifesta solo nell’oscurità della notte. Dopo che le sorelle, invidiose, ne scoprono l’identità, essa deve superare una serie di prove per potersi ricongiungere al proprio consorte, al termine delle quali riuscirà ad ottenere l’immortalità.
La storia prende inizio dalle vicende di una ragazza, Psiche, bellissima, che non riesce a trovare marito, ma scatena le forti ire di Venere, che la considera una rivale in bellezza. Per gelosia, manda il proprio figlio Eros perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro che esista, ma Eros sbaglia a mirare la freccia e colpisce il proprio piede, innamorandosi della fanciulla.
Capitolo 3
Il mito di Psiche
I genitori di Psiche, nel frattempo consultano un oracolo che dice loro:
«Come a nozze di morte vesti la tua fanciulla ed esponila, o re, su un'alta cima brulla. Non aspettarti un genero da umana stirpe nato, ma un feroce, terribile, malvagio drago alato che volando per l'aria ogni cosa funesta e col ferro e col fuoco ogni essere molesta. Giove stesso lo teme, treman gli dei di lui, orrore ne hanno i fiumi d'Averno e i regni bui. (IV, 33)»
Psiche viene condotta sulla rupe e lasciata sola. Con l’aiuto di Zefiro, Cupido la trasporta al palazzo, dove, per non incorrere nelle ire della madre Venere, le impone incontri solo notturni. Per molte notti, i due consumano con forte passione il proprio amore, un amore che nessun mortale prima di allora aveva mai conosciuto. Psiche a quel punto è prigioniera di Amore, legata a lui da una sfrenata passione. Una notte Psiche, su insistenza delle sorelle, cerca di vedere il volto del consorte con una lampada a olio, perché temeva che Amore potesse avere una natura malvagia.
«… colpito, il dio si risveglia; vista tradita la parola a lei affidata, d'improvviso silenzioso si allontana in volo dai baci e dalle braccia della disperata sposa (V, 23)»
Capitolo 4
Le prove di Psiche
Psiche, allora, tenta più volte il suicidio, ma le viene impedito di morire. Inizia allora un lungo vagabondare per diverse città, alla ricerca dello sposo, con l’unico intento di vendicarsi delle sorelle. Si consegna al tempio di Venere, cercando di placarne l’ira. Venere la sottopone a diverse prove:
- Suddividere delle granaglie in mucchietti uguali per dimensione (verrà aiutata da alcune formiche, perché non riesce a portare a termine il compito);
- Raccogliere lana d’oro da alcune pecore (viene avvisata di raccogliere la lana soltanto la sera);
- Raccogliere acqua da una sorgente che si trova in mezzo a una cima a strapiombo (riceve l’aiuto dell’aquila di Giove);
- Discendere negli Inferi e chiedere a Persefone la bellezza (viene intimata a proseguire il cammino);
Durante il ritorno, apre l’ampolla contenente il dono di Persefone e cade in un sonno profondo, dal quale Amore la salverà. Il padre degli dei fa ricongiungere i due innamorati, Psiche di nuovo con il suo consorte per una nuova vita insieme.
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Apuleio "Le Metamorfosi"
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Apuleio/Le metamorfosi
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Traduzione Metamorfosi, Apuleio (IV, 28 – 35)
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Appunti di Letteratura greca su Apuleio