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Il contesto politico/sociale/culturale

In questo tempo, dopo Nerone, sale al trono Galba, un uomo molto vecchio e molto diverso da Nerone, ma non risolve il problema dell’imperatore; a Roma tornano le guerre civili per scegliere l’imperatore. Con Nerone finisce la dinastia Giulio-Claudia e nel giro di un anno e mezzo si succederanno ben 4 imperatori, di cui i primi 3 muoiono di morte violenta; questi 3 hanno un regno molto breve perché i soldati scelgono come imperatore il loro comandante o il governatore della provincia in cui si trovano e si battono contro l'imperatore regnante.

Guerra civile romana 68-69

  • Galba
  • Otone; secondo marito di Poppea; durante suo regno si avanti un generale dei soldati romani stanziati alla frontiera del Reno, Germania.
  • Vitellio, il quale sconfigge Otone, che si dà alla morte.
  • Vespasiano; il comandante dell'esercito in Giudea (Palestina) che si trovava lì perché quel territorio era in stato di agitazione, c’era una grave rivolta degli ebrei nei confronti degli occupanti romani.

Vitellio viene ucciso e Vespasiano diventa imperatore, il quale inaugura una nuova dinastia di imperatori: la dinastia Flavia. Vespasiano avrà un regno di 10 anni e morirà di morte naturale. Le condizioni delle casse dell’impero romano sono terribili in questo periodo e Vespasiano riesce a risanare le finanze con delle tasse. È considerato un buon imperatore, che non aveva grandi progetti ma era un uomo con un grande senso pratico. Questi quattro imperatori non vengono nominati a Roma ma in provincia, per volere dei soldati (novità che si ritroverà nel corso dei secoli successivi). Vespasiano compie anche opere di urbanistica a Roma e comincia la costruzione dell’anfiteatro Flavio, a noi noto come Colosseo.

Uno dei figli di Vespasiano si chiama Tito, il quale subentra al padre nel comando delle truppe che si trovano in Giudea nel momento in cui il padre diventa imperatore, risolvendo la situazione con le maniere forti; distrusse il tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., e non è mai più stato ricostruito. Nel 79 Vespasiano muore e gli succede Tito e durante il suo regno viene terminata la costruzione dell’anfiteatro Flavio. Nell’agosto del 79 c'è l’eruzione del Vesuvio che distrugge Pompei, Ercolano e Stabia. Per noi fu una “fortuna” perché quelle città si sono fermate in quel momento, soprattutto Pompei, sono rimaste intatte (incisioni sui muri ecc.).

Il regno di Tito dura solo due anni, poiché muore per una malattia e gli succede il fratello, Domiziano che a differenza degli altri due che avevano mantenuto un atteggiamento equilibrato nei confronti del senato, assume atteggiamenti dispotici e vuole farsi considerare come un essere divino. Tornano gli anni della violenza, era definito “il Nerone calvo”. È un periodo molto cupo caratterizzato da numerosi morti e nel 96 d.C., Domiziano cade vittima di una congiura organizzata da alcuni soldati pretoriani, la quale va a buon fine e l’imperatore muore ammazzato. Con lui si chiude la dinastia Flavia e l’impero romano è di nuovo in un momento di crisi profonda.

C’è un accordo tra i senatori e i militari per scegliere un anziano senatore come imperatore; anziano perché deve essere solo di transizione per rimettere le cose a posto. Viene nominato imperatore Nerva nell’anno 96, regola il procedimento per la successione degli imperatori; prima era sempre stata una successione di tipo ereditaria ma lui decide che l’imperatore prossimo sarà designato dall'imperatore regnante in quel periodo/momento e verrà adottato dall'imperatore e preparato a governare; periodo degli imperatori adottivi. Fu una scelta molto positiva perché cominciò un periodo lungo quasi un secolo di positività per l’impero romano, poiché si susseguirono imperatori davvero capaci che moriranno tutti per morti naturali e non ammazzati, con regni lunghi e stabili.

Nerva sceglie come suo successore Traiano, un generale spagnolo ed era per la prima volta che diventa imperatore un provinciale. Traiano è un bravo imperatore, giudicato positivamente dagli storici ed è colui che si dedica a conquiste ad estendere il territorio dell’impero, cosa che non succedeva più da alcune generazioni, riesce a vincere i Parti e a conquistare la loro capitale per qualche tempo. È un imperatore che cerca nuove terre, sia in Medio Oriente (Armenia) che in Dacia (odierna Romania), storicamente l’ultima provincia di Roma, l’ultima conquista. Le vicende di questa conquista sono state immortalate, per suo volere, nella cosiddetta “colonna traiana”, ancora visibile oggi a Roma.

In questo periodo la burocrazia è una parola positiva, una serie di uffici piuttosto efficienti che mandavano avanti l’impero; le persone che ci lavoravano formavano un ceto medio di persone fedeli all’imperatore; nessuno ha più rivendicazioni di tipo repubblicano. Traiano muore nel 117 e gli succede l’uomo che aveva precedentemente scelto e preparato, Adriano. Sotto il regno di questo imperatore nasce Apuleio. Adriano proviene dalla Spagna, in qualche modo è anche parente di Traiano, è considerato uno dei migliori imperatori romani, il quale non pensa ad estendersi, probabilmente si è reso conto che non valeva più la pena continuare a combattere ma preferisce difendersi (così faranno anche i successori); una dimostrazione di ciò è la provincia della Bretagna, dove fa costruire un muro di difesa per evitare che le popolazioni del nord tentassero delle incursioni nel suo territorio (Vallum Hadriani).

È un imperatore che viaggia molto all’interno dell’impero, per dimostrare che gli italici e i cittadini delle province sono uguali. Non viaggia da solo ma con degli accompagnatori che sono ingegneri e architetti, i quali hanno i compiti di abbellire e ornare le città in cui vanno. Adriano era un grande ammiratore della cultura greca e si dilettava anche a scrivere versi e alcuni di essi sono giunti fino a noi (es. Animula vagula blandula; anima che dopo la morte scende nell’oltretomba). Adriano muore di morte naturale nel 138 d.C., e ci rimane la tomba di Adriano, quella che oggi chiamiamo Castel Sant’Angelo. Adriano aveva designato come suo successore Antonino Pio (nel senso di persona onesta che venera gli dei). È una figura molto diversa da Adriano per mentalità ma è un bravo imperatore. Anche sotto di lui l’impero romano cresce e secondo gli studiosi durante questo regno era molto basso il tasso di analfabetismo. Non c’erano molte guerre, infatti i soldati venivano spesso incaricati di costruire strade, cosa che ai romani riusciva molto bene.

Antonino Pio muore di morte naturale nel 161 e aveva designato come successore Marco Aurelio, l’imperatore filosofo e positivo. È un periodo in cui avviene una rinascita della cultura greca, gli scrittori scrivono spesso in greco e Marco Aurelio scrisse un'opera filosofica in greco "colloqui con se stesso", è un diario essenziale e tratta temi come la vita dopo la morte, i compiti degli dei ecc. Sono pensieri che si basano sulla filosofia stoica, come Seneca. Anche il suo è un regno lungo che finisce nel 180 e durante questo periodo muore Apuleio. È stato un buon imperatore ma cominciano di nuovo dei problemi, finisce il periodo di stabilità politica perché alle frontiere settentrionali dell’impero (Germania), avvengono degli spostamenti di popoli; invasioni barbariche (gli studiosi recenti preferiscono dire “spostamenti di popoli”); spesso queste popolazioni erano costrette a spostarsi perché nei territori vicino a loro si stavano spostando altre popolazioni. Questo sarà un problema costante fino al termine dell’impero romano. Marco Aurelio trascorre buona parte del suo regno alle frontiere dell’impero, in Austria e morirà lì, di morte naturale (Vindobona, attuale Vienna). In questi anni riesce a fermare queste invasioni ma il problema si ripresenterà.

Ma non è l’unico problema, il fratello di Marco Aurelio; Lucio Vero era stato scelto da lui per regnare al suo fianco, ma morirà prima di lui; l’esercito condotto da Lucio Vero porta con sé il problema della peste che persiste in varie zone dell’impero romano per lungo tempo, causando danni notevoli. Tutto questo fa sì che gli uomini romani si abbandonino sempre di più ad un certo pessimismo, Marco Aurelio per primo nella sua opera. Per questa ragione si cerca di risolvere i problemi dedicandosi a determinate attività, ad esempio si verifica un forte sviluppo della magia; acquisiscono importanza maghi e streghe così come la credenza nei sogni. I ceti colti guardano con maggiore interesse nuove divinità, anche per questo il cristianesimo si va sempre più diffondendo. Ogni tanto subì persecuzioni religiose perché i cristiani non riconoscono gli imperatori come espressione divina e gli altri dei come il culto della dea Iside; su cui è incentrato l'ultimo libro del romanzo di Apuleio.

Dea Iside

Il suo culto diventa molto importante. Divinità egizia risalente ai tempi antichi. Il marito di Iside era Osiride, un re d’Egitto. Lui era stato ucciso dal fratello ed Iside, in un agguato. Un cinghiale lo aveva assalito e ucciso (in realtà questo era il fratello del re). In sogno Iside aveva sognato Osiride che le aveva detto la verità. Iside lo vendica, come consigliata dal marito. Iside aveva ridato vita ad Osiride come Dio dell’Oltretomba.

Nel II secolo d.C., le religioni nell'impero romano in questo periodo erano diverse; monoteistiche, come ebraismo e cristianesimo che si stava sviluppando ma è perseguitato. I Romani erano religiosamente molto tolleranti ma avevano difficoltà ad accettare il monoteismo e il rifiuto degli altri dei. La comunità degli ebrei riuscivano a coesistere perché non facevano proselitismo; la religione era limitata ad esempio, al popolo ebraico. In Giudea, a Gerusalemme, c’erano degli irriducibili (integralisti, fanatici) per i quali i dominatori romani dovevano essere cacciati, poiché avevano occupato Gerusalemme. In queste situazioni religione e politica si legavano strettamente.

Per i cristiani era più difficile coesistere perché sempre più nuovi fedeli aderivano alla religione, appartenenti anche a ceti più elevati e nei ceti militari. Inoltre i cristiani non accettavano gli dei romani e il fatto che l'imperatore fosse voluto dagli dei. Il cristianesimo escludeva la violenza e ciò era inaccettabile per i comandanti. Le persecuzioni avvenivano a ondate, dipendeva molto anche dalla zona in cui si trovava e anche da cause esterne; se cerano dei barbari o si scoppiava una pestilenza; il popolo trovava nei cristiani un capro espiatorio. I governanti preferivano prendere dei cristiani e punirli. Marco Apuleio perseguitò i cristiani ma nonostante tutto ciò il cristianesimo cresceva nell'impero anche grazie alla struttura gerarchica molto solida; il cristianesimo aveva avuto sin dall'inizio. Il culto cristiano era proibito e riunivano nelle catacombe. Alcune divinità pagane trovavano sempre maggior seguito; i fedeli di questi culti erano perseguiti perché chi aderiva a questi culti al tempo stesso accettava gli altri dei; queste divinità erano orientali, tra queste c'erano la dea Iside dall'Egitto, è una divinità molto antica. In quest'epoca si veniva iniziati ai misteri, riti seguiti di Iside e Osiride che riscuotevano un certo successo. Questi riti producevano molto complesse e costose. Il punto culminante era una visione mistica dell'oltretomba, è possibile che si trattasse di visioni sotto l'effetto di allucinogeni. Un altro culto che si diffonde in questo periodo; proviene dal mondo persiano ed è il culto del dio Mitra. Era un dio che combatteva le forze del male, si era diffuso attraverso i mercanti e soldati; ottenne un discreto successo tra gli ufficiali dell'esercito romano. C'era un'iniziazione che consisteva nell'essere spruzzati da sangue di toro. Mitra era poi identificato con il dio sole, era un culto riservato solo agli uomini. Solidarietà all'interno di chi aderisce a una determinata religione; culti esigenti, codice di comportamento morale sia il cristianesimo che i salti di Iside e Mitra.

Filosofia

Le risposte ai problemi della vita venivano anche dalla filosofia, che si tinge sempre di più tratti religiosi come epicureismo, stoicismo e pitagorici. Si accentua l'importanza della filosofia di Platone; neoplatonismo; non è la filosofia di Platone continuata alla letteratura ma si accentua il carattere religioso. Apuleio si definiva un filosofo platonico. Platone giunge a una netta distinzione tra anima e corpo che è il prigioniere dell'anima, qui il tema dell'immortalità dell'anima si accresce.

La tema della magia

Gli antichi distinguevano la magia in magia bianca; aveva effetti positivi e nera; arrecava danni agli altri. I maghi bianchi si rivolgevano agli dei del cielo mentre chi praticava la magia nera si rivolgeva alle divinità degli inferi. C'erano procedure diffuse di cui abbiamo vari documenti per compiere riti magici; un modo molto diffuso è "tavolette di defissione" (tavolette di cera o di piombo e la parola "defissione" deriva da un verbo latino che significa "conficcare, incidere"). Questo metodo serviva per vendicarsi verso persone; si scriveva sulla tavoletta una formula in cui ricorreva il nome del bersaglio, che veniva "maledetto", su cui veniva lanciato un malocchio. Poi la tavoletta veniva gettata da qualche parte come un pozzo o una tomba perché si ritiene che gli dei morti facessero da messaggeri per queste maledizioni e portassero il messaggio di questa tavoletta al bersaglio. Talvolta si aggiungeva qualcosa che apparteneva alla persona da maledire (pezzo di vestito, ciocca di capelli, oppure animali). Ci si vendicava anche in campo sportivo: es. fra rivalità dovute a corse di cavalli, si lanciava il malocchio verso i propri avversari. La parola "mago" proviene dal mondo persiano, in origine non aveva questo significato, indicava una classe di sacerdoti e sapienti. Anche l'astrologia ha importanza in questo periodo, così come l'interpretazione dei sogni.

La letteratura

La letteratura greca conosce un rinnovato sviluppo nel II secolo d.C. Il più importante autore latino era Apuleio anche se ha anche scritto in greco. Tra i greci scrittore Luciano (proveniva dalla Siria; provincia dell'imperatore romano) è contemporaneo di Apuleio e hanno molti elementi in comune. Ha scritto molte opere pervenute per la maggior parte e pervase per lo più da toni satirici e ironia. Ebbe incarichi politici di un certo rilievo; era un conferenziere e apparteneva alla "seconda sofistica" - nasce in Grecia ai tempi di Socrate, vuol dire "sapiente" in greco. I sofisti del V secolo d.C., erano filosofi, conferenzieri ed insegnanti (insegnano la retorica a pagamento); difendono le loro idee filosofiche attraverso scuole, sostengono la relatività dei valori di ogni cosa e tutto dipende anche dalla capacità dialettica di chi parla. Contemporaneamente ai sofisti insegna Socrate; ha idee molto diverse, per lui esiste una verità assoluta. L'uomo greco comune di quel tempo confonde le idee di Socrate con quelle di sofisti perché entrambi usano un nuovo metodo di insegnamento; questi contrasti sono rappresentati in teatro soprattutto da Aristofane nella commedia "Le nuvole".

I sofisti hanno aspetti positivi e negativi; mettono in evidenza la relatività delle cose ma pensavano anche che l'argomento presentato nel modo più persuasivo fosse il migliore. Socrate era stato confuso con i sofisti, anche per questo era condannato a morte; accusato di corruzione dei giovani e di empietà. La seconda sofistica (nome dato da studiosi dell'800); esalta la filosofia e l'arte della parola ma i secondi sofisti sono soprattutto buoni parlatori. Insegnano a pagamento, grazie alle loro capacità, vengono invitati a fare discorsi pubblici in determinate occasioni come inaugurazioni di monumenti, feste e cerimonie. Luciano e Apuleio tennero conferenze di questo tipo, testimonianze sono state ritrovate in un'antologia. Luciano fu scrittore di opere in prosa. Uno dei suoi versanti preferiti è l'attacco ai presunti indovini e profeti. Altre volte fa la parodia di certi tipi di romanzo greco; dei viaggi straordinari. Scrive la "storia vera"; è un titolo paradossale in cui fa la parodia di questi romanzi. Racconta che i protagonisti giungono su un'isola dove i fiumi sono di vino e nel ventre di una balena incontrano donne-viti che arrivano fino alla luna. Un altro suo romanzo "Lucio, o 'l'asino", è una breve opera giuntaci con gli altri testi di Luciano ma secondo la maggior parte degli studiosi è spuria per motivi linguistici quindi è detta dello pseudo-Luciano, è lo stesso argomento di cui parla Apuleio nelle Metamorfosi. La trama è stessa; un personaggio di nome Lucio diventa asino e passa molte disavventure prima di diventare di nuovo uomo ma Apuleio lo sviluppa molto di più inserendo all'interno della trama principale molte novelle; questo tema quindi non fu inventato da Apuleio ma circolava già. Un'altra opera dice come debbano essere scritte le opere storiche; critica chi in essa mette falsità/elogia troppo certi personaggi. Luciano affronta questi argomenti però con una certa superficialità. Altra figura importante per la cultura greca dell'epoca è Tolomeo; astrologo e astronomo. Scrisse testo in cui approfondiva l'astrologia e ne dava una spiegazione "scientifica".

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

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