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SEGNO SINTOMO

Manifestazione di uno stato

patologico che non ci viene riferito Manifestazione di uno stato

dal paziente, ma è OSSERVABILE. patologico percepito dal paziente e

L'osservazione non è solo ciò che si RIFERITO da egli stesso. Dalla

vede ma anche ciò che si percepisce soggettivià del paziente alla nostra

con i sensi

ESAME COLLOQUIO

OBIETTIVO

SINDROME MALATTIA DISTURBO

SEGNI + SINTOMI

SINTOMI+SEGNI+

SINTOMI+SEGNI CONOSCENZA DELLE CHE RAGGIUNGONO LA

CAUSE SOGLIA DIAGNOSTICA

che si presentano associati in che si presentano associati in una costellazione

una costellazione definita con definita con una frequenza clinicamente

una frequenza clinicamente significativa , ma DEI QUALI E' NOTO IL

significativa MECCANISMO EZIOPATOLOGICO E FISIOLOGICO 1

IMMAGINE INIZIALE

In primo luogo il clinico si fa un’idea generale, una prima impressione per così dire, inferendo con

l’osservazione o il colloquio 4 variabili:

ETA’ SESSO ETNIA E RAZZA COMPORTAMENTI

Bisogna segnare la data Il sesso va definito Vanno desunte in SOCIALI

di nascita e non l’età precisamente, NON si modo preciso senza Si verifica il

numerica. NON può confondere con il essere confuse, quando comportamento sociale

quanti anni hai MA non è ben chiaro

genere del paziente con lo

bisogno chiedere

quando sei nato? stesso clinico e magari

tramite il colloquio la con la segretaria o se

nazionalità di origine. c’è una sala d’attesa

con gli altri pazienti, se

lo troviamo da solo in

disparte o che

socializza, se è in clinica

ricoverato lo si può

direttamente osservare 2

1_ LIVELLO DI AROUSAL GRADO DI ATTENZIONE E ATTIVITA’.

ASPETTI GENERALI OSSERVAZIONE+COLLOQUIO

 AROUSAL AUMENTATO aumenta output verbale e attività motoria

LIVELLO DI AROUSAL lievemente aumentata: paziente distraibile irrequieto che parla più veloce del

solito

moderatamente: distraibilità maggiore, eccitato, agitato, output verbale

DISSOCIAZIONE ancora più rapido

gravemente: estremo eccitamento, parla continuamente, può alzare la voce

fino a urlare, eloquio fortemente distraibile non aderisce per niente al tema

trattato

IGIENE, ABBIGLIAMENTO, CURADI SE'  AROUSAL RIDOTTO output verbale e abilità diminuiscono

lievemente: minor attività del paziente sarà fermo o lento e l’output verbale

può essere assente. IMPORTANTE capire se è sempre così o lo è in quel

TAGLIA E FORMA CORPOREA momento

moderatamente: si può addormentare, può non capire le domande

gravemente(stupor):il paziente è completamente passivo

MANIERE stato oniroide: sognante, immobile ha una percezione distorta della realtà,

può anche provare paura

GESTUALITA', ESPRESSIONE

FACCIALE, LINGUAGGIO CORPOREO 2_DISSOCIAZIONE alterazione di emozioni, memoria, pensiero e attenzione

 DEPERSONALIZZAZIONE: sa che quello è il suo corpo, ma non lo riconosce. Ha

bisogno di un clinico. COLLOQUIO

 DEREALIZZAZIONE: senso di estraneità nei confronti della realtà. Sa che

dovrebbe conoscere quell’ambiente, che gli dovrebbe essere familiare, ma

non lo riconosce. COLLOQUIO

 EMIDEPERSONALIZZAZIONE: senso di realtà per una sola metà del corpo. In

questo caso c’è bisogno di un neurologo

 AMNESIA DISSOCIATIVA(PSICOGENA): Amnesia retrograda, il paziente ha

lacune nella memoria autobiografica. COLLOQUIO sia con il paziente che con i

parenti

 FUGA DISSOCIATIVA: improvvisa perdita della memoria autobiografica e

dell’identità personale caratterizzata da un periodo di

vagabondaggio(wandering). Dura da qualche minuto a qualche ora. In genere

non c’è sempre la consapevolezza sulla perdita del senso di identità.

COLLOQUIO con il paziente, i caregiver e chi lo recupera dal vagabondaggio

3_IGIENE, ABBIGLIAMENTO E CURA DI SE’SEGNI OSSERVABILI DEGNI DI NOTA:

 Sporco, arruffato; vestiti sgargianti, stravaganti, troppo decorati; trucco

eccessivo; nudità o seminudità senza intento sessuale

4_TAGLIA E FORMA CORPOREA La condizione di normalità è il normopeso,

2

peso/altezza . Degno di nota:

 Massa muscolare troppo sviluppata; obesità o anoressia; addome gonfio con

muscoli lassi; pelle: cicatrici ematomi, segni di iniezioni, escare

5_MANIERE TIPO DI INTERAZIONE CON GLI ALTRI. Degno di nota:

 Sospettosità; ostilità; indifferenza; mancanza di contatto visivo

6_ GESTUALITA’, ESPRESSIONE FACCIALE, LINGUAGGIO CORPOREO

 Variazione dell’espressione facciale congruente con l’umore 3

 Linguaggio corporeo congruente alle emozioni

ALTERAZIONI MOTORIE

ATTIVITA’ MOTORIA

REGOLAZIONE MOTORIA

CATATONIA E MANIFESTAZIONI CATATONICHE

DISPRASSIA

MOVIMENTI OCULARI ANOMALI

MOVIMENTI ANOMALI ASSOCIATI AL SONNO

SEGNI MOTORI DEI GANGLI DELLA BASE

SEGNI MOTORI CEREBELLARI 4

1. ATTIVITA’ MOTORIA : livello di attività motoria del paziente

ATTIVITÀ AUMENTATA IPERATTIVITA’. Il paziente svolge più azioni simultaneamente e in un breve

tempo. Le azioni sono finalizzate, ma se il paziente è grave può non riuscire a concludere la sua azione tanta

è la fretta per passare alla successiva.

ATTIVITA’ RIDOTTA IPOATTIVITA’ detta anche bradicinesi cioè movimento lento. Il paziente in questo

caso svolge poche azioni e lente.

Nell’ipoattività grave (ACINESI) c’è assenza quasi totale di attività e movimenti.

COLLOQUIO

La domanda tipica è chiedere cosa fa solitamente

durante la giornata

OSSERVAZIONE

Si osserva il paziente durante in colloquio, o in sala

d’attesa prima che entri

AGITAZIONE Aumento della frequenza dei movimenti non finalizzati.

Lieve: inquietudine, irrequietezza, sistemare i propri vestiti o le lenzuola del letto (questo lo si può

osservare in clinica)

Grave: stringersi le mani, sfregarsi testa e viso, essere frenetico OSSERVAZIONE

ACATISIA aumento frenetico e non finalizzato dell’attività motoria, il paziente sente il bisogno di

muoversi non riesce a stare fermo né seduto, sensazione soggettiva di agitazione o terribile irrequietezza

dei muscoli. Il paziente svolge alcuni movimenti tipici come alzarsi e sedersi ripetutamente o marciare sul

posto.

Esiste anche la così detta ACATISIA TARDIVA causata da farmaci antipsicotici o SSRI, si verifica in seguito a

terapie di lunga durata e non recede dopo la sospensione del farmaco

OSSERVAZIONE dei movimenti tipici

COLLOQUIO

Come mai non riesce a stare fermo?

Prende dei medicinali? Di che tipo? Quando ha iniziato?

PROBLEMI DELL’ANDATURA L’andatura del paziente può rivelare segni di malattie muscolo scheletriche

o lesioni neurologiche. OSSERVAZIONE 5

REGOLAZIONE MOTORIA:

2. Difficoltà nella regolazione motoria in presenza di

un’adeguata forza muscolare, è solitamente un marcatore di patologia neurologica

INERZIA PATOLOGICA il movimento tende a bloccarsi all’inizio e a ripetersi senza riuscire a raggiungere la

completezza. Non riesce a iniziare il movimento prontamente perché esita, ha false partenze e il

movimento persiste anche quando ormai non c’è più motivo che sia svolto.

OSSERVAZIONE + PROVA

Stenda la gamba e la riporti nella condizione

iniziale se c’è inerzia il paziente inizia il

movimento ma non riesce a completarlo è esitante.

Bisogna inoltre prestare attenzione a somministrare

una prova semplice!

PERSEVERAZIONE il paziente continua o ripete un movimento oltre il necessario, anche se gli è ordinato

di fermarsi. È l’opposto dell’inerzia. Anche se arriva alla fine del movimento, il paziente lo ricomincia

continuando a ripeterlo.

IMPERSISTENZA incapacità di continuare un movimento o mantenere una posizione fino allo stop (in

genere si somministrano compiti semplici della durata di almeno 15 secondi)

OSSERVAZIONE + PROVE

Faccia il pugno/chiuda gli occhi/si tenga le braccia

fino al mio segnale di stop (15 secondi)

ECCESSO MOTORIO ACCIDENTALE movimenti extra non necessari che avvengono durante una prova. Ad

esempio i bambini quando stanno imparando a scrivere mentre ci provano tirano fuori la lingua che è un

gesto assolutamente extra, ovviamente se lo fa un bambino è normale, ma diventa significativo per quanto

riguarda le alterazioni motorie nell’adulto OSSERVAZIONE + PROVA

Ricopia questa frase (semplice) 6

PROBLEMI DEI MOVIMENTI FINI problemi che riguardano i movimenti delle dita.

OSSERVAZIONE + PROVA

Battere il dito della mano dominante sul banco: ci

si aspetta 20 battiti in 20 secondi almeno.

DIFFICOLTA’ DI SEQUENZA MOTORIA difficoltà a eseguire un compito che richiede una

sequenza di movimenti. OSSERVAZIONE + PROVA

Si chiede al paziente di eseguire una sequenza

semplice di movimenti con la mano dominante: se

il paziente sbaglia o rallenta darà segno di

difficoltà 7

3. CATATONIA E MANIFESTAZIONI CATATONICHE:

Rigidità muscolare protratta, il soggetto manifesta in oltre resistenza attiva ai tentativi di

movimento. Può coinvolgere solo alcuni muscoli o essere generalizzata.

MUTISMO

 Completo: totale assenza di eloquio. Il soggetto non è sordo, ma i suoi muscoli necessari

alla verbalizzazione sono rigidi.

 Incompleto: di tanto in tanto bisbiglia qualche parola o parla a persone selezionate.

 Mutismo acinetico (stupor): mutismo e cinesi completa in un paziente vigile e lucido. In

genere si mantengono tre movimenti volontari: ammiccamento, movimento degli occhi,

movimento della mandibola.

 Catatonia pronta al discorso: il paziente sembra chiuso in se stesso, non parla non

interagisce con nessuno, ma se ci si rivolge direttamente a lui si ha una risposta benché

limitata: si/no/non so, le frasi sono spesso brevi e talvolta in contraddizione. Si mantiene la

prontezza rispetto alla domanda ma si ha una risposta insensata.

OSSERVAZIONE

ALTRI DISTURBI DELL’ELOQUIO

 ELOQUIO INCOMPRENSIBILE: borbottio sospirato che rallenta gradualmente in volume e

velocità.

 ELOQUIO STEREOTIPATO: il paziente ripete la stessa frase o le stesse sillabe che sente.

Palilalia: se è ripetuta l’ultima frase

 MANIERISMO DELL’ELOQUIO: parla in modo meccanico (come un robot) o con un accento

non adeguato al suo background.

 ECOLALIA: il paziente fa l’eco, ad esempio può ripetere parte o tutte le parole che dice il

clinico.

ECOPRASSIA Il paziente rispecchia l’altro nei movimenti che fa, in genere è correlato con

l’ecolalia. Si tratta di movimenti spontanei, il paziente non può quindi esimersi dal non farli.

NEGATIVISMO il paziente resiste alla stimolazione delle masse muscolari. Se il paziente flette

l’avambraccio sul braccio e clinico tenta di stenderglielo, il clinico sentirà in opposizione una forza

uguale e contraria a quella che esercita per tendere il braccio al paziente. Il paziente percepisce

che lo vogliamo muovere e resiste attivamente.

OSSERVAZIONE + PROVA

Manipolare un arto per verificare se il paziente

resiste con forza opposta di ugual intensità 8

PARATONIA ferma l’azione in modo inappropriato o fa il contrario di ciò che ci si aspetta. Ad

esempio in seguito a un comando il paziente versa l’acqua in un bicchiere, ma continua anche

quando l’acqua fuoriesce dal bicchiere; si siede quando si chiede di alzarsi; per scrivere tiene la

penna al rovescio. OSSERVAZIONE + PROVA

POSTURA CATATONICA il paziente si ferma nel mezzo del movimento e mantiene la postura.

Cuscino psicologico: situazione gnomonica, il paziente è disteso sul letto tiene la testa in linea con

il corpo, ma tende i muscoli del collo per cui sembra che abbia la testa appoggiata al cuscino, ma in

realtà non è appoggiata fra la sua testa e il cuscino rimane uno spazio.

OSSERVAZIONE + PROVA

Inizia a camminare e si fermi quando dico stop, il

paziente si fermerà esattamente allo stop a metà

del passo magari con una gamba su

FLEXIBILITAS CEREA il paziente si fa manipolare come fosse cera in più posizioni e le mantiene,

presenta solo un’iniziale resistenza. Inoltre una volta manipolato in una certa posizione non riesce

più a muoversi e rimane così finché qualcuno non lo rimette in posizione di riposo, è pericoloso

manipolare questi pazienti perché possono andare incontro a collasso renale.

PROVA

STEREOTIPIARipetizione automatica di certi movimenti quotidiani solitamente inconsapevoli,

come ad esempio riprodurre il gesto di lavarsi le mani.

PROSCINESI movimenti automatici che sembrano in risposta a stimoli esterni (che non ci sono)

OSSERVAZIONE 9

OBBEDIENZA AUTOMATICA Incapacità di resistere a uno stimolo motorio/tattile.

Il clinico dice al paziente di afferrare qualcosa e di continuare a tenerlo, lui nel frattempo prova ad

aprirgli le dita gentilmente non con forza e il paziente apre la mano disobbedendo all’ordine.

PROVA

“Tenga con forza questo lenzuolo” nel frattempo il clinico

prova ad aprirgli la presa gentilmente

AMBIVALENZA Stimoli competitivi che richiedono azioni contrarie elicitano movimenti indecisi,

esitazione oppure l’aspetto di essere in stallo.

PROVA

Tendere la mano al paziente e dire: “non

mi stringa la mano, non mi deve stringere

la mano”

MANIERISMO CATATONICO Il soggetto fa strani movimenti se confrontato su ciò, può

arrabbiarsi o rimanere muto

 Camminare in punta dei piedi, saltare, saltellare

 Fare il movimento con le mani di sparare

 Masticarsi la lingua

 Tirar su con il naso

 Battere sul piatto e sulle posate in un certo ordine prima di mangiare 10

4. DISPRASSIA

Problemi nell’organizzazione del movimento. La disprassia è l’inabilità a compiere un compito

motorio semplice nonostante il soggetto abbia forza e percezione somatosensoriale adeguate e

comprenda i compiti motori da svolgere.

DISPRASSIA A VESTIRSI incapacità a vestirsi.

DISPRASSIA A COSTRUIRE incapacità a costruire o copiare semplici figure geometriche.

PROVA

-si metta il cappotto

-disegni un pentagono

-disegni un orologio che segna le 2.30

(senza vedere l’orologio)

DISPRASSIA CINESTETICA incapacità di ripetere movimenti semplici fatti dall’esaminatore.

«mimi quello che faccio con le mani (OK, pugno, indicare)».

Poi mettere una delle due mani del paziente in una delle posture e in modo che il paziente non

possa vederla: «adesso faccia la stessa cosa con l’altra mano». PROVA

mimi quello che faccio con le mani (OK, pugno,

indicare)

DISPRASSIA IDEO-MOTORIA Incapacità di collegare l’idea del task motorio con il movimento

stesso.

L’azione non può essere effettuata senza che il paziente si guidi con la voce. Se chiediamo al

paziente di descrivere come si utilizza un martello lui mimerà la forma del martello alzando l’indice

di una mano e facendo il pugno con l’altra, ma non mimerà come si tiene e come si usa.

PROVA

«mi mimi come si fa ad utilizzare una chiave, un

pettine ed un martello» Tipicamente il paziente

mima la forma dell’oggetto e non il suo utilizzo

5. MOVIMENTI OCULARI ANOMALI

Movimenti oculari anomali e in ritardo rispetto al target

PROVA

-segua con gli occhi il mio dito

-giri la testa da una parte all’altra mantenendo lo

sguardo sul mio dito 11

6. MOVIMENTI ANOMALI ASSOCIATI AL SONNO

MOVIMENTI ANOMALI ASSOCIATI A DISSONIA

 Periodici movimenti in flessione ripetitivi degli arti durante il sonno non-REM

 Bere e mangiare nel sonno in modo compulsivo. Alcuni pazienti mostrano gesti di mangiare e bere

e a volte possono alzarsi dal letto e mangiare compulsivamente

 Movimenti procedurali: lavare i piatti, vestirsi o svestirsi, guidare.

 Automatismi oro-facciali durante il sonno: masticare e deglutire, lip-smaking

 Può capitare che vengano pronunciate parole disorganizzate

I pazienti riferiscono di averli avuti quando parzialmente svegli in genere durano pochi minuti e possono

verificarsi anche più volte nella notte, al mattino c’è amnesia parziale o completa dell’evento

COLLOQUIO

MOVIMENTI ASSOCIATI A PARASONNIA

 DISTURBO DA AROUSAL: stato confusionale in cui si ha sonnambulismo o terrore notturno. In

genere si verifica durante l’addormentamento o al risveglio.

 DISTURBO DA MOVIMENTO RITMICO: caratterizzato da movimenti ripetitivi, stereotipati che

coinvolgono grandi masse muscolari. Avviene all’addormentamento. Durano da minuti a ore.

Sbattere le gambe e la testa, canticchiare, ruotare il corpo, in genere non rispondono di quello

che fanno e a volte i loro movimenti possono produrre lesioni.

 SCATTI NEL SONNO: Scatti mioclonali intensi, brevi, non periodici, dell’intero corpo o di un

emisoma o degli arti, associati alla sensazione di cadere. Può essere presente vocalizzazione

 CRAMPI NOTTURNI: contrazioni involontarie e dolorose della faccia posteriore della gamba e

del piede, durano secondi-minuti e interrompono il sonno.

 SONNABULISMO: Breve vagabondaggio durante il sonno senza meta e senza obiettivo. Se

presenti, le vocalizzazioni sono brevi e monosillabiche. Tipico del sonno non-REM profondo

(primo 1/3 della notte), è molto comune nei bambini.

 TERRORI NOTTURNI: in genere accadono durante la fase iniziale di sonno profondo, brevi

momenti di intensa paura inconsolabile con segni di attivazione simpatica, in genere non più di

uno a notte. Solitamente vi è amnesia dell’evento.

 NARCOLLESSIA: periodi di semi veglia con allucinazioni ipnagogic

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elyuly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di Psicopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cosci Fiammetta.
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