Appunti psichiatria
Il paziente psichiatrico
Il paziente psichiatrico non ha la consapevolezza di malattia e non vuole essere aiutato.
Stigma
Il paziente diventa identificabile da gesti, irrigiditi arti (disturbi piramidali) simil Parkinson.
Psicofarmaci
Antipsicotici neurolettici
I tipici sono art promozine (Largactil), clorpromazina, aloperidolo (da evitare per pazienti con problemi di cuore). Gli atipici sono più costosi, di nuova generazione e hanno meno effetti collaterali, come il risperidone.
Antidepressivi triciclici
Non danno effetti immediati.
Stabilizzanti dell'umore
Antiepilettici.
Ansiolitici
Il lorazepam dà assuefazione e dipendenza, con effetto immediato. Diventa patologico quando urta la nostra normalità quotidiana. Nell'anziano l'ansiolitico può causare confusione mentale.
Le principali azioni dei neurolettici
Azioni alla base dell'effetto terapeutico
- Sedativa
- Antipsicotica: inibizione della sintomatologia positiva, scarsa azione sulla sintomatologia negativa
Azioni alla base degli effetti collaterali
- Anticolinergica
- Antiadrenergica
- Antistaminica
Effetti collaterali
Disturbi del sistema extrapiramidale (da trattare con antiparkinsoniani):
- Distonie acute: spasmi muscolari intensi e dolorosi, insorgenza alle prime somministrazioni, trattati con antiparkinson e diazepam
- Acatisia: impossibilità di stare fermi, seduti, causa irrequietezza psicomotoria, dopo 15–30 giorni dall'inizio terapia
- Parkinsonismo: rallentamento psicomotorio, tremore, rigidità, amimia facciale e scialorrea
- Discinesia tardiva: movimento anormale e incoordinato dei muscoli volontari o involontari, irreversibile nel 75% dei casi, più comune nelle donne ultra 50enni, dopo almeno 3 anni di trattamento, movimenti discinetici involontari (bocca, labbra, tronco e arti)
Sindrome maligna da neurolettici
Sindrome gravissima e letale con eziologia sospetta tossica o allergica. Sintomi: febbre elevata improvvisa, sudorazione profusa, rigidità muscolare, sintomi parkinsoniani, insufficienza renale acuta, mioglobinemia, mioglobinuria, leucocitosi, e aumento delle creatinfosfochinasi seriche.
Altri effetti collaterali
- Disturbi del SNC, sedazione, ipotensione, depressione respiratoria, alterazioni endocrine
- Amenorrea, galattorrea (anomalia secrezione del latte nelle donne), ginecomastia, impotenza, aumento ponderale
- Idiosincrasie (manifestazione di ipersensibilità allergica nei confronti di varie sostanze, che insorge al primo contatto con esse) ittero da stasi, agranulocitosi
Neurolettici long-acting
Aloperidolo decanoato, flufenazina decanoato, perfenazina enantato, risperdal e trilafon sono indicati in pazienti con scarsa compliance per somministrazione intramuscolo, con picco plasmatico dopo 3-4 giorni e azione prolungata per 20-30 giorni. È importante informare il paziente anche sugli effetti collaterali per un riconoscimento precoce.
Problemi legati alla terapia
- Tipologie farmaci: triciclici, antidepressivi di seconda generazione
Intervento infermieristico
- Garantire somministrazione
- Monitorare effetti attesi
- Monitorare effetti collaterali
- Intervenire in caso di sovradosaggio
TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)
Delibera sindacale per infettivi o psichiatrici che hanno una pericolosità sociale. Nel 1978 non esiste più con l'ausilio di 3 criteri:
- Presenza di patologie psichiatriche
- Necessità di trattamento farmacologico o medico (che non si può fare in SPDC)
- Si effettua solo in SPDC
Ci servono due medici, una qualunque proposta ma la convalida deve farla un medico del SSN, poi si fa l'ordinanza del sindaco che dura 7 giorni ma non ha un limite massimo e può essere rinnovato all'infinito. Ha una media di 14 giorni, insufficiente per le patologie. Le forze dell'ordine contengono il paziente senza ordinanza il paziente non può salire in ambulanza. Continimento fascette monitorizzato.
Il T.S.O. è un provvedimento emanato dal Sindaco che dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontà, normalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura). In alcune zone del nostro paese è uso consolidato attuare il TSO, oltre che nei reparti psichiatrici, anche presso il domicilio della persona. Ma in linea generale e nella stragrande maggioranza dei casi, il provvedimento di TSO si risolve nell'accompagnamento coatto, tramite i vigili urbani, presso i reparti psichiatrici.
La legge regola due istituti di coercizione: l'A.S.O. (accertamento sanitario obbligatorio) e il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio). Il Sindaco può emanare l'ordinanza di TSO nei confronti di un libero cittadino solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che:
- La persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici
- Gli interventi proposti vengono rifiutati
- Non è possibile adottare tempestive misure extraospedaliere
Le tre condizioni di cui sopra devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico (che può essere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi esercente la professione medica) e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica. La legge non prevede che i due medici debbano essere psichiatri. Le certificazioni oltre a contenere l'attestazione delle condizioni che giustificano la proposta di TSO, devono essere motivate nella situazione concreta. In altre parole, non dovrebbero essere ammesse certificazioni che si limitano alla mera enunciazione delle tre condizioni, né tantomeno prestampati. Così come non dovrebbero essere prese in considerazione certificazioni che si limitano alla sola indicazione della diagnosi. In realtà, l'uso di prestampati è una prassi comune accettata dai sindaci e dai giudici tutelari che dovrebbero vigilare sul rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge. (Nella sezione sentenze trovate alcune decisioni della magistratura che ratificano l'obbligo di motivare i TSO in maniera sostanziale e non meramente formale).
Ricevute le certificazioni mediche, il sindaco ha 48 ore per disporre, tramite un'ordinanza, il trattamento sanitario obbligatorio facendo accompagnare la persona dai vigili urbani presso un reparto psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC). In genere il reparto è scelto secondo la disponibilità dei posti, ma in teoria la legge fornisce il diritto alla persona di scegliere il reparto dove essere ricoverati. Va sottolineato comunque che il TSO può essere realizzato solo in questi reparti. Qualsiasi altro ricovero in una qualsiasi altra struttura psichiatrica o sociale, indipendentemente dalle modalità con cui avviene, è da considerarsi sempre ricovero volontario. Nessuno può essere trattenuto contro la sua volontà presso nessuna di queste strutture e, in SPDC, ciò è possibile solo in presenza di un provvedimento di TSO.
Il TSO, come abbiamo detto, ha la durata di 7 giorni. Alla scadenza il responsabile del reparto deve comunicare al Sindaco se ritiene necessario prorogare il trattamento obbligatorio. In caso contrario, la persona viene dimessa, oppure il suo ricovero viene trasformato in 'volontario'.
ASO: accertamento sanitario obbligatorio
Il paziente va portato al ...