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Che cos'è la valutazione economica dei progetti?

La valutazione economica dei progetti è una disciplina che insegna ad esprimere giudizi sulla convenienza economica alla esecuzione di progetti di investimento. Si possono esprimere diversi giudizi di varia natura come quello morale, politico, etico ma anche giudizi sulla capacità di fare imprenditore, sulle abilità fisiche in una attività sportiva. Nel nostro caso ci occupiamo di giudizi di valori economici, più precisamente giudizi di convenienza economica ovvero giudizi specificamente validi con riferimento a quello specifico progetto, realizzato da quello specifico soggetto economico (imprenditore) in uno specifico ambito territoriale.

Quindi possiamo vedere come il risultato della valutazione economica dipende anche dalle caratteristiche del progetto. Ad esempio, consideriamo due diversi imprenditori che immaginano due progetti, questi ci restituiscono due risultati economici differenti, sarà differente perché quest’ultimo è relazionato fortemente sia alle abilità del singolo imprenditore che ha nel gestire la fase di realizzazione ed esercizio del progetto e sia dove esso venga realizzato, quindi anche l’ambito territoriale dove il progetto viene calato va fortemente a condizionare il giudizio sulla convenienza a realizzarlo o meno.

Valutazione economica e finanziaria

In realtà la materia dovrebbe essere intitolata valutazione economica e finanziaria dei progetti perché tra valutazione economica e quella finanziaria c’è una differenza:

  • La valutazione economica è fatta dal punto di vista dell’operatore pubblico ovvero dalla collettività;
  • La valutazione finanziaria è fatta dal punto di vista dell’investitore privato ovvero dall’imprenditore.

Cambiano molte cose tra questi due punti, ma è chiaro che l’operatore pubblico guarda ad una pluralità di effetti non solo monetaria ma anche sociali, culturali ed ambientali. Mentre quello privato guarda solo agli effetti finanziari quindi mira a massimizzare i ricavi e ridurre le spese. Questa disciplina rientra nell’economia, più precisamente fa parte della politica economica.

Cosa si intende per economia?

L'economia è la scienza delle scelte, ovvero ci insegna come impiegare risorse scarse che possono avere usi alternativi. A sua volta si ripartisce in una serie di branche:

  • Economia politica;
  • Politica economica;
  • Scienze delle finanze;
  • Storia economica.

Economia politica

L'economia politica studia quelle che sono le cause che determinano il funzionamento o comportamento di un sistema economico, quindi prova a individuare le leggi che governano il funzionamento del sistema economico. Per essere più precisi studia quelle che sono dette le uniformità che regolano il funzionamento di un sistema economico.

Perché preferire l'adizione uniformità a quella della legge? Perché la legge richiama il concetto di una relazione matematica che governa un sistema, il fatto che esista una funzione matematica esatta che in qualche maniera lega delle variabili economiche costituisce un po’ una forzatura nel rappresentare il funzionamento di un sistema economico, per esempio un modo per incidere sul funzionamento del sistema economico è quello di variare i tassi di interessi sul denaro, le banche centrali per ragioni di politica economica hanno come principale strumento per condizionare il sistema economico il tasso di interesse, prestano denaro ad altri istituti di credito o enti nazionali o sovranazionali e quindi si fa una politica sui tassi di interesse da applicare sui soldi che prestano. Quando l’economia va male, quindi il sistema economico è in recessione, il tasso viene ridotto per stimolare gli investimenti.

Perché gli investimenti non vengono mai realizzati con capitali propri?

È preferibile il denaro di prestito per due ragioni: la prima per ridurre il rischio sulle consistenze patrimoniali proprie mentre la seconda perché prendendo del capitale di prestito rimangono delle risorse da destinare ad altri investimenti. Quindi la maggior parte degli investimenti si fanno con capitale di prestito, addirittura più del 50% del capitale è capitale di prestito. Allora è chiaro che con un tasso di interesse più basso pago meno interessi sul debito ed allora faccio più investimenti.

Nel 2008 l’economia mondiale andava bene, negli Stati Uniti vi era un tasso di disoccupazione pari al 4-5%. Allora in questo caso se io stimolassi l’investimento con i tassi di interesse bassi, l’imprenditore come raccoglierebbe i fattori della produzione? Dovrebbe rivolgersi a chi lavora in un'altra impresa offrendogli una remunerazione maggiore, questo creerà un’inflazione che destabilizza il sistema, ecco perché quando l’economia è forte i tassi sono alti così da non destabilizzare altro e consolidare la situazione.

Esiste una relazione dove i volumi di investimento (I) sono funzione del tasso di investimento (r) I= f(r), con una relazione di inversa proporzionalità, cioè quanto più si alza il tasso tanto più si abbassano i volumi d’investimento. Ci sono dei modelli che formalizzano questa relazione in termini di legge matematica, però è chiaro che il sistema economico non reagirà perfettamente a quella legge ma reagisce in termini tendenziali. Quindi esiste un’uniformità, che in termini economici va letta come una legge di tendenza, dove al diminuire del tasso d’interesse i volumi d’investimento crescono, ma non è detto che ad una variazione dell’1% del tasso troveremo un aumento pari alla stessa percentuale. Questo perché il sistema economico è complesso caratterizzato da una serie di variabili e situazioni non tutte esprimibili attraverso una legge matematica. L’economia politica allora studia le leggi di tendenza.

Politica economica

Politica economica è la seconda branca dell’economia. La definiamo come l’azione dello stato sul sistema economico. Mentre l’economia politica ci dice che il sistema economico è governato da diverse leggi, la politica economica studia come intervenire completamente e quindi tramite quali variabili sul sistema economico.

Si divide in due segmenti o parti, che sono:

  • Politica fiscale è la politica pubblica riguardante:
    • L’imposizione fiscale quindi attraverso il prelievo, aliquote iva, imposizione sui redditi, cioè tutte quelle forme che consentono di raccogliere risorse pubbliche necessarie a soddisfare i diversi bisogni della collettività;
    • La spesa pubblica risorse spese dallo stato per tutti quei beni e servizi come la sanità, sicurezza attraverso le forze dell’ordine. Sono tutte risorse che vengono raccolte attraverso il prelievo e poi allocate sulla base di decisioni che attengono alla spesa pubblica;
    • L’indebitamento pubblico si crea chiedendo prestiti attraverso i buoni ordinari del tesoro, buoni del tesoro pluriennali. Lo stato emette dei titoli e quindi offre a me cittadino 1000 euro di titoli i cui interessi riscatterò l’anno prossimo, solo una quota minima dei titoli emessi dai governi vengono acquistati dai privati cittadini, la gran parte dei titoli vengono acquistati da altri organismi, altri stati quindi altre istituzioni, per esempio una parte consistente del debito pubblico statunitense è stato acquistato dai Cinesi. Avere un debito pubblico alto significa essere fortemente ricattabile sui mercati. Lo spread è la differenza che paghiamo in più rispetto agli interessi che si pagano sui bond tedeschi. Se lo spread sale il sistema economico del paese è oggettivamente sottoposto ad una pressione molto forte, come quando ci fu il governo Monti che subentrò come governo tecnico perché ci fu una condizione di instabilità dei mercati finanziari che avevano portato uno spread a 500-600 punti di base, situazione insostenibile.
  • Politica Monetaria riguarda il controllo dell’inflazione e l’offerta di moneta.
    • Il controllo di inflazione è l’aumento medio dei prezzi nel tempo;
    • Offerta di moneta la banca centrale che decide quanta moneta deve circolare dentro il sistema economico. Tipicamente c’è una proporzione tra la quantità di denaro stampato e la crescita del Pil, maggiore sarà il Pil maggiore saranno i soldi.

La valutazione economica dei progetti fa parte alla politica economica perché fornisce un giudizio sulla convenienza economica della realizzazione o meno di un progetto e quindi condiziona le scelte di investimento e il sistema economico. Risulta essere uno strumento di politica economica perché indirizza gli investimenti che possono realizzarsi all’interno del sistema economico.

Scienza delle finanze

Si occupa di come reperire le risorse finanziarie pubbliche, rappresenta uno strumento fiscale di strumento per poter raccogliere le risorse.

Storia economica

Si occupa degli aspetti evolutivi dei vari sistemi economici.

Altre classificazioni dell'economia

Un’altra possibile distinzione o classificazione dell’economia è:

  • Microeconomia studia il comportamento della singola unità decisionale sia essa il singolo consumatore, famiglia o singola impresa. Le questioni affrontate in microeconomia riguardano la locazione delle risorse tra i diversi fattori produttivi e la determinazione dei prezzi di equilibrio e delle quantità scambiate. Spiega come impiegare le risorse tra i diversi fattori della produzione e stabilire il prezzo di equilibrio del bene e le quantità che vengono scambiate dentro il sistema economico. Ci sono dei modelli di microeconomia come la concorrenza perfetta, monopolio ecc. che ci forniscono dei dati essenziali nella valutazione economica del progetto perché il ricavo che il progetto può generare dipende dal prezzo e la quantità dei beni.
  • Macroeconomia studia il comportamento del sistema economico nella sua interezza. Sono 3 i problemi di cui si occupa:
    • Crescita economica
    • Inflazione
    • Disoccupazione

Esiste una stretta interdipendenza tra le leggi della micro e della macro. Questa ripartizione è utile per rilavare i fattori che governano il comportamento dei sistemi economici. Vista la ripartizione e dove essa si colloca stiamo dicendo che il sistema economico va letto ed interpretato attraverso un modello economico ed altri variabili macroeconomiche.

Modelli in economia

I modelli in economia possono essere:

  • Chiuso se non considerano rapporti commerciali esteri
  • Aperto considerano rapporti commerciali esteri
  • Statico non condizionato dalla variabile tempo
  • Dinamico condizionato dalla variabile tempo

Tale schema costituisce un asse temporale rispetto al quale noi andiamo a valutare il progetto d’investimento. Si mettono a confronto delle voci, che sono di costo rispetto una riga, ricavo rispetto all’altra. Il cui confronto ci permette di determinare la convenienza di realizzare o meno il progetto, quindi è chiaro che i progetti di valutazione economica sono sempre dinamici e che la variabile temporale t e come essa viene gestita condiziona fortemente il risultato della valutazione.

  • Deterministici quando associamo un valore esatto alla variabile
  • Probabilistici o stocastici Se ad almeno 1 delle variabili si associa la sua distribuzione di probabilità allora si fa una analisi probabilistica. Quindi noi non possiamo associare c1, c2, cn e r1, r2, rn ad un numero esatto, ma possiamo associare almeno ad una di tale variabile la sua distribuzione di probabilità e quindi associare a tale variabile una curva che lega i valori assunti con la sua frequenza f. La frequenza è il rapporto tra numero volte di verifica e totalità di osservazioni.

Bisogno

Ogni stato di instabilità ed intenzione che induce l’individuo a procurarsi i mezzi necessari ad estinguere una sensazione di fastidio o prolungare una sensazione di piacere. I bisogni sono:

  • Primari importati per la sopravvivenza
  • Secondari

Ogni mezzo utile per soddisfare un bisogno si chiama bene, se i beni inaccessibili o disponibili in quantità illimitate allora non si può parlare di bene economico, per essere tale deve essere un bene utile, accessibile, disponibile in quantità limitate e permutabile (ovvero se può essere scambiato). Le risorse ambientali non erano considerati beni economici fino a qualche anno fa, ma il loro uso irrazionale le ha tramutato in risorse scarse trasformandole in un vero e proprio bene economico che apre ad un segmento dell’economia chiamata economia dell’ambiente.

L’insieme dei beni di cui dispone un individuo oppure una comunità di individui formano la ricchezza. La ricchezza può essere di reddito o di patrimonio. Quella di reddito richiama un flusso monetario, mentre quella di patrimonio rappresenta l’insieme dei beni molto spesso patrimoniali dei quali si dispone.

Consideriamo che il progetto di investimento genera nel tempo dei flussi di reddito rappresentati dai costi ed ai ricavi tanto è vero che il flusso generato nell’anno i-esimo si chiama flusso di cassa (FC) oppure CashFlow. Il valore di tali flussi si ottiene sommando finanziariamente i redditi (formula di capitalizzazione dei redditi), dove: V= R= reddito che si genera nell’anno; redditi medi, annui, ordinari e continuativi ed assunti illimitati, ovvero che si verificano per un numero illimitato di anni.

In realtà R non è altro che una somma R1/r1 + R2/r2 + R3/r3… cioè una somma che viene dall’accumulazione iniziale dei redditi (R1/r+1 + R2/r+1 + R3/r+1…). Quando i redditi sono costanti abbiamo: - A0 la formula dell'accumulazione iniziale con le annualità costanti e posticipate. Se di questa facciamo il limite con n che tende ad infinito otteniamo solo R/r. Questi allora sono flussi di reddito, di denaro.

Questi sono accumulabili non attraverso un saggio di interesse, nemmeno un saggio di attualizzazione né attraverso un saggio di rendimento ma attraverso un saggio di capitalizzazione, si chiama così perché la somma di tali redditi non mi da denaro ma il valore attribuito alla ricchezza patrimonio. In realtà il valore della casa non sono soldi in banca ma soldi accumulati in un fabbricato ad esempio, r= saggio di capitalizzazione, si chiama così perché ci fa passare dai flussi di reddito al valore patrimoniale. Ci sono degli immobili per i quali il saggio di capitalizzazione è del 10 -15 %. Il significato economico del saggio di capitalizzazione, si porta dentro il rischio dell’investimento immobiliare, ha una valenza economica diversa dagli altri saggi. Facendoci passare da flussi di denaro a valore del bene immobile del patrimonio. Quindi la V possiamo vederla come una ricchezza patrimonio.

Nella valutazione economica dei progetti la somma dei flussi di cassa non è un valore patrimoniale ma una somma di flussi finanziari, il risultato di queste voci ci restituisce non un valore patrimoniale come nell’estimo ma solo denaro, la cui somma ci dà accumulazione che in banca è qualche cosa. Il saggio allora si chiamerà saggio di sconto e ha un significato diverso da quello di capitalizzazione che lega ricchezza reddito a quella patrimoniale.

Beni economici

I beni economici possono essere:

  • Beni mobili;
  • Immobili il terreno e tutto ciò che è stabilmente ancorato ad esso;
  • Presenti se disponibili oggi;
  • Futuri istante temporale che verrà;
  • Congiunti se derivano dallo stesso processo di produzione e non si ottengono separatamente l’uno dall’altro (miele e cera);
  • Connessi derivano dallo stesso processo di produzione ma si ottengono da processi di produzione diversa;
  • Complementari si usano insieme per soddisfare un bisogno;
  • Succedanei si usano uno in alternativa all’altro per soddisfare un bisogno;
  • Fecondità semplice si usano una sola volta;
  • Fecondità ripetuta si usano più volte.

Importante questa ultima distinzione per i costi di investimento di gestione sul bilancio.

Utilità

L'utilità è l’attitudine di un bene a soddisfare un bisogno. Gode di alcune caratteristiche:

  • Indipendenza a prescindere da considerazioni e vincoli di varie natura (carattere normativo, etico, religioso…) sono sempre utili;
  • Soggettività per alcuni può essere utile per altri no;
  • Variabilità varia in base alla quantità di bene disponibile.

Tipicamente se il bene è ripartito in dosi si può parlare di utilità:

  • Dosale singola dose;
  • Iniziale prima dose;
  • Marginale ultima dose;
  • Totale richiama quantità complessiva di beni disponibili.

Maggiore sarà la quantità di bene, maggiore sarà l’utilità. Possiamo vedere come cresce in maniera meno che proporzionale rispetto alla quantità di bene la quale tende a raggiungere un livello massimo in corrispondenza del fabbisogno. Nel momento in cui si raggiunge il fabbisogno (f) soddisfo completamente il bisogno. È una legge di tendenza perché varia a seconda di cosa trattiamo. Ad esempio, quando abbiamo sete necessitiamo di acqua. Ipotizziamo allora di trovarci a Roma, in pieno agosto, mentre visitiamo la città molto probabilmente saremo disposti a pagare una bottiglietta d’acqua 5 euro per soddisfare il nostro bisogno, dopo di questo non spenderemo più 5 euro per...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dereck19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione economica dei progetti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Nesticò Antonio.
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