Prima lezione (28.09.2020)
Abbiamo una sorgente di informazione (un’immagine, un testo) e produce un segnale
informativo che per sua natura è un segnale aleatorio (descritto in termini probabilistici,
perché nell’informazione è implicitamente contenuto un concetto di “non conoscenza a priori”
: se io già sapessi il contenuto informativo che devo ricevere, non avrei bisogno della
trasmissione). Il segnale che devo trasmettere, tipicamente richiede un trasduttore per essere
convertito in un segnale di natura elettrica adeguata : ad esempio un microfono traduce un
segnale acustico in un segnale elettrico. Ovviamente dal lato del destinatario, ci deve essere
un ulteriore trasduttore che traduce il segnale in maniera inversa.
Una volta che abbiamo trasformato l’informazione, abbiamo questi tre apparati :
1. Trasmettitore
2. Canale
3. Ricevitore
Il trasmettitore trasmette il segnale elettrico in maniera adeguata (rispetto ad esempio alla
banda appropriata che è stata assegnata) : questo permette a trasmettitori diversi di non
interferire tra di loro. Quest’operazione di adattamento del segnale al canale, viene chiamata
“modulazione” : utilizzare il segnale informativo per andare a modulare/modificare un
parametro di un segnale sinusoidale, detto portante. Si parla di modulazione di ampiezza, fase
e frequenza : ognuna di esse ha caratteristiche diverse in termini di banda richiesta, in termini
di protezione del rumore, in termini di dispositivi elettronici.
Altre operazioni che effettua il trasmettitore sono il filtraggio, l’amplificazione e l’invio (nel
caso di trasmissioni wireless).
Il canale è lo spazio libero nel caso del wireless, altrimenti il canale è il mezzo fisico che
attraversa il segnale (un cavo, o una fibra ottica, o il canale radio).
Nel passaggio attraverso il canale, il segnale può essere degradato : l’aggiunta di rumore può
essere dovuta all’ingresso del ricevitore dove c’è un’amplificazione (parliamo in tal caso di
rumore termico , legato all’agitazione di elettroni che comporta un non perfetto equilibrio) ;
oppure i temporali possono creare disturbi ; oppure l’accensione di un motore può essere
considerato un rumore generato dall’uomo ; oppure possiamo avere disturbi dati
dall’interferenza con la trasmissione di altri segnali.
Possiamo avere una degradazione del segnale quando ad esempio abbiamo una stazione radio
posta in alto e il segnale che noi riceviamo è costituito da una componente diretta più la
riflessione di oggetti circostanti, e quindi il segnale ricevuto viaggia attraverso un canale che
introduce diversi ritardi.
Quindi bisogna portare in conto questa distorsione del canale attraverso l’utilizzi di modelli
matematici che la caratterizzano statisticamente.
Il ricevitore deve recuperare il messaggio informativo : “demodulare” il segnale significa
estrarre il segnale informativo dal segnale ricevuto. Quello che si recupera è una versione
degradata del segnale informativo, sia a causa di rumore che a causa di distorsioni. Per questo
motivo tale componente si occupa anche di operazioni di filtraggio e soppressione del rumore.
Quello che abbiamo descritto fino ad ora, fa implicitamente riferimento all’assunzione che
stiamo trasmettendo un segnale di natura analogica e che questa sorgente va a modificare con
continuità un parametro di una portante (tipo ampiezza, fase e frequenza).
La sorgente analogica può essere trasformata anche in informazione digitale e quindi
possiamo utilizzare tecniche di trasmissione digitale.
“Informazione digitale” : un segnale numerico assume valori appartenenti ad un insieme di
dimensione finita (ad esempio una sequenza di bit è una sequenza numerica). Per trasmettere
informazioni di natura numerica, quello che si fa è di associare a ciascuno dei possibili valori
che può assumere in ogni istante il messaggio da trasmettere, una forma d’onda. Se ad
esempio trasmettiamo un’informazione binaria associamo 2 forme d’onda : una al bit 0 e una
al bit 1. Il ricevitore digitale, osservando la forma d’onda in ogni intervallo di trasmissione, con
opportuni criteri, stabilirà se è stato trasmesso un bit 0 o un bit 1.
Ovviamente, nel decidere a quale forma d’onda il segnale è associato, possiamo avere degli
errori anche a causa delle distorsione a cui è stato soggetto il segnale stesso.
Un altro vantaggio del digitale sta nel fatto che, quando abbiamo una distanza lunga tra
sorgente e destinatario, il collegamento viene suddiviso in tratte e alla fine di ogni tratta
possiamo fare quella che si chiama “rigenerazione” : possiamo demodulare e rimodulare con
la sequenza che abbiamo deciso, il nostro segnale, e quindi possiamo ripulirlo dagli effetti del
rumore. Attenzione però, perché potremmo andare a commettere degli errori e rigenerare
simboli scorretti : possiamo evitare di far accumulare il rumore ma non possiamo evitare errori
di simboli.
Quest’operazione di demodulazione e rimodulazione, non la possiamo fare nel caso analogico.
Un altro motivo per cui è ragionevole scegliere la trasmissione digitale, sta nel fatto che il
contenuto informativo può essere preservato associando al segnale un ridotto numero di
simboli, risparmiando banda. Possiamo dunque effettuare quella che viene chiamata
“compressione” ed andare ad eliminare la ridondanza nella trasmissione.
Inoltre, i sistemi digitali spesso sono meno costosi da realizzare.
In alcuni casi, il segnale da trasmettere è per sua natura digitale (ad esempio file di testo) ;
però noi possiamo anche pensare di effettuare la conversione del segnale da analogico a
digitale prima di effettuare la trasmissione, ed analogamente fare la stessa operazione dal lato
ricevitore.
Se estendiamo i vari blocchi :
La codifica di sorgente permette di eliminare la ridondanza (algoritmi di compressione che
permettono di comprimere il numero di bit necessari per trasmettere l’informazione).
Con la codifica di canale, introduciamo ridondanza controllata per proteggere il segnale
informativo dal rumore introdotto dal canale. Se io introduco nella sequenza numerica da
trasmettere un ridondanza controllata (ad esempio ripeto un’informazione binaria più volta), e
in ricezione ne tengo conto, posso abbattere notevolmente la probabilità di errore,
migliorando le prestazione.
La prestazione del sistema si misura con la probabilità di errore media per bit : dipende dalla
caratteristica del codice, dalla potenza trasmessa, dal tipo di modulazione e demodulazione.
Se si desidera un’uscita analogica (il segnale originale era analogico, lo abbiamo trasformato in
numerico e vogliamo recuperare il segnale analogico), dobbiamo effettuare un’interpolazione.
Anche il processo di registrazione su un supporto e lettura, può essere visto come trasmissione
e ricezione.
Per ridurre gli effetti del rumore, possiamo (ma non necessariamente) aumentare la potenza
in trasmissione : noi però abbiamo delle limitazioni sul segnale che andiamo a trasmettere sia
a causa delle apparecchiature sia a causa della banda disponibile.
Shannon ha definito la capacità di canale, ovvero un valore di velocità di trasmissione al di
sopra della quale non possiamo avere trasmissione. Avere la conoscenza di limiti teorici è
importante perché se oggi trasmettiamo ad una velocità più elevata di quella dei giorni scorsi è
legato al fatto che siamo ancora lontani dai limiti teorici di utilizzo di certi canali. I diversi canali
hanno diverse caratteristiche di banda, attenuazione e distorsione.
(SLIDES introduttive su valori numerici comunicazioni radio)
Il modello più semplice di canale che possiamo considerare è quello in cui abbiamo soltanto il
rumore termico, dovuto all’agitazione degli elettroni : viene modellato come un processo
aleatorio gaussiano bianco additivo (AWGN).
Un modello più complesso, come le linee telefoniche, è quello in cui il segnale viene distorto in
maniera lineare. In questo caso abbiamo un problema di distorsione da bilanciare.
Oppure nel caso di collegamenti in mobilità:
Noi studieremo in dettaglio il modello con rumore additivo gaussiano bianco : modello
realistico in diverse situazioni (ad esempio comunicazioni nello spazio libero).
Lezione 2 (01.10.2020)
La prima cosa che facciamo è trattare i segnali passa-banda (o anche detti a banda stretta), perché sono i segnati
adoperati nelle trasmissioni , sia analogiche che numeriche. Vedremo anche come questi segnali, costituendo una
generalizzazione del segnale monocromatico (singola frequenza, cioè sinusoidale puro), passano attraverso sistemi LTI.
Il modulo della trasformata di Fourier è nullo, se ci allontaniamo da f di una quantità maggiore di W, con f una
0 0
frequenza lontana dall’origine.
La trasformata è diversa da zero SOLO lontana dall’origine in un intorno di f . Nel primo caso nell’immagine f0 è proprio
0
la frequenza di centro banda ; nel secondo caso f0 è l’estremo ; nel terzo caso f0 non appartiene proprio alla banda. La
terminologia “passa-banda” fa riferimento al fatto che lo spettro è diverso da zero lontano dall’origine, per questo
motivo tutti e 3 i casi nell’immagine sono esempi di segnali passa-banda.
Perché ci interessano questi segnali? Perché un’ampia gamma di segnali di trasmissione, sono fatti in questo modo.
Vogliamo determinare una rappresentazione analoga a quella per i segnali sinusoidali. Un segnale monocromatico, ha
una sola frequenza :
Quello che si fa è introdurre il fasore : si associa al segnale x il numero complesso :
Dato il sistema pilotato da questo segnale, con strumenti noti si trova il fasore di uscita e da esso si determina il segnale
sinusoidale in uscita facendo l’operazione inversa da fasore a segnale.
Per rappresentare i segnali passa-banda, facciamo gli stessi passaggi e vediamo cosa succede.
Questo come possiamo vederlo ottenuto? Il coseno si può vedere come la somma di due esponenziali complessi (uno a
cui corrisponde un impulso centrato su f0, e l’altro a cui corrisponde un impulso centrato su -f0).
Se voglio ottenere solo quello a frequenza f0, devo prendere la parte a frequenze positive (moltiplicando per un
gradino), eliminando le frequenze negative, e moltiplico per 2 quelle positive :
Per ottenere il segnale nel dominio del tempo, si ottiene facendo il prodotto di 2 per la convoluzione dell’anti-
trasformata del gradino in frequenza e l’anti-trasformata del segnale
La trasformata del gradino :
Se a questa trasformata applico la proprietà di dualità
Per il teorema di riflessione, una riflessione nel dominio del tempo, corrisponde ad una riflessione nel dominio della
frequenza :
Il segnale z(t)
è un segnale complesso, perché X(f) è trasformata di Fourier di un segnale reale hermitiano , ma andando a moltiplicare
per il gradino, si perde l’hermitianeità, perché cancello le frequenze negative e quindi nel dominio del tempo ottengo un
segnale complesso.
Questo segnale complesso si ottiene aggiungendo al segnale originario una parte jx(t) , detta trasformata di Hilbert.
Questo tipo di trasformata non comporta cambiamento di dominio, è una convoluzione nello stesso dominio.
Vediamo cosa comporta questa trasformata di Hilbert.
La trasformata notevole di :
Non viene alterata l’ampiezza, viene alterata solo la fase.
Quest’operazione, comporta una distorsione : l’assenza di distorsione equivale a modulo costante e fase lineare.
Il passaggio ulteriore è quello di prendere lo spettro e valutarlo in f+f0 :
Se il segnale non è monocromatico, ma ha una banda intorno ad f0, succede quello che c’è in figura.
Nel caso di un segnale passa-banda il segnale non è costante, è lentamente variabile : abbiamo costruito un segnale il cui
spettro è concentrato alle basse frequenze.
L’inviluppo complesso è in generale anch’esso un segnale complesso.
Un qualsiasi segnale passa-banda si può scrivere in questo modo qui : tutta la variabilità del segnale può essere vista
come la somma di questi due contributi:
Questo risultato è del tutto generale, è valida per un qualsiasi segnale passa-banda.
Questa non è l’unica rappresentazione di rilievo di un segnale passa-banda, in realtà noi un numero complesso lo
possiamo rappresentare anche in termini di modulo e fase, per cui : individuiamo modulo e fase, che dipendono da t
perché il segnale è lentamente variabile, e possiamo scrivere la formulazione polare (in figura)
Quando allora andiamo a scrivere il segnale analitico z(t) :
Perché viene chiamato “inviluppo”? Perché ho un coseno rapidamente variabile con una fase lentamente variabile, ma
questo coseno viene ad essere moltiplicato per un segnale lentamente variabile, vediamo che significa.
Noi abbiamo trovato questa rappresentazione :
Questo segnale essendo moltiplicato per A(t), è compreso tra A(t) e -A(t) perché il coseno al massimo vale 1 e al minimo
-1. Questo segnale, disegnato opportunamente, oscilla rapidamente.
viene chiamato “inviluppo” perché varia rapidamente nell’ambito di una curva che varia più lentamente. Noi vediamo
solo il segnale oscillatorio in realtà, però possiamo identificare questa curva che lo delimita che chiamiamo inviluppo.
Quindi un segnale passabanda o lo esprimiamo in termini di fase e quadratura, o in termini di invilupo e fase
istantanea.
Dimostriamo che la segnale di Fourier del segnale passamanda si può scrivere come :
Vediamo con un disegno quanto detto, per capire meglio :
OSS: quando traslo a destra, traslo soltanto. A sinistra, prima lo rifletto e poi lo traslo. La riflessione è necessaria, se essa
non ci fosse, non avremmo la simmetria hermitiana dello specchio originario.
Occupiamoci ora della trasmissione dei segnali passa-banda attraverso sistemi passa-banda.
Ho un segnale di ingresso passa-banda posto in un sistema anch’esso di tipo passa-banda, allora l’uscita data dal
prodotto di questi due spettri, sarà anch’essa diversa da zero per frequenze lontano dall’origine, quindi sarà anch’essa
passa-banda.
La risposta in generale di un sistema LTI ad un ingresso :
Noi vogliamo vedere se possiamo trovare qualcosa di analogo con riferimento agli inviluppi complessi.
Y(f) abbiamo detto che è passa-banda, e di esso possiamo trovare nel dominio della frequenza l’inviluppo complesso :
prendiamo Y(f), lo moltiplichiamo per 2 volte per il gradino in frequenza e trasliamo di f0
Ora l’inviluppo complesso relativo al segnale di ingresso :
L’inviluppo complesso della risposta all’impulso :
Se faccio il prodotto di queste ultime due :
Se guardiamo la trsformata di Fourier dell’inviluppo dell’uscita, scritta sopra, per differenza :
Questa è la trasformata di Fourier dell’inviluppo dell’uscita.
Chiaramente, se torno nel dominio del tempo :
Abbiamo trovato la relazione che esiste tra l’inviluppo di uscita, ingresso e risposta all’impulso. Tutti e 3 sono segnali
passa-banda. Quindi quando un segnale passa-banda attraversa un sistema passa-banda, l’uscita è sempre un segnale
passa-banda.
Per passare dall’inviluppo complesso al segnale effettivo :
Questo tipo di risultato cosa ci permette di dire? Ci permette di dire che se io voglio trovare la risposta di un segnale
passa-banda attraverso un sistema passa-banda, posso operare direttamente con i segnali passa-banda ma significa
operare con segnali rapidamente variabili con tutti i costi che ne conseguono (più sono elevate le frequenze di clock, più
i dispositivi da usare sono complessi e costano) ; invece, io posso dal segnale originario di ingresso e dalla risposta
all’impulso, estrarre l’inviluppo complesso che è un segnale lentamente variabile, elaborare questo inviluppo complesso
e quindi fare la convoluzione (ma con segnali lentamente variabile), e infine ottengo l’uscita rapidamente variabile
prendendo la parte reale. Quindi di tutto questa rapide variaizoni di x,h, in realtà sono legate a lente variazioni traslate
intorno ad f0 : basta considerare queste lente variazioni per elaborare quello che ci serve, il che agevola quello che
dobbiamo farlo, rendendo tutto meno complicato e soprattutto meno costoso.
Lezione 3 (05.10.2020)
ESERCIZIO 1
Dobbiamo determinare l’inviluppo complesso dell’uscita e in particolare la sua trasformata di Fourier.
L’ingresso può essere rappresentato come il prodotto tra Vx e il coseno (vedi lezione scorsa).
La prima cosa che facciamo è quella di ricavare l’inviluppo complesso della TF di H : moltiplico per il gradino e per 2, e
traslo a sinistra di f0 (quindi intorno all’origine). Se invece di f , considero f+f0 e lo inserisco in teta(f), il secondo termine
scompare, allora:
E’ chiaro che il gradino è pari ad 1 dove l’esponenziale è diverso da 0 : quindi il gradino possiamo toglierlo.
Vediamo meglio questa cosa con un rapido disegno.
Il nostro sistema intorno ad f0 è circa costante in un intervallo di ampiezza 2B, ed è pari ad A(f0) e la fase è lineare
intorno ad f0. Noi dobbiamo prendere 2u (f+f0)*H(f+f0)
-1
Se prendo la parte a frequenze positive e la traslo in basso di f0 (cioè il comportamento intorno ad f0 lo ottengo intorno
all’origine) ed ho un gradio che parte da -f0 :
Però il gradino è 1 dove la H è diversa da zero, quindi possiamo togliere il gradino . Quindi otteniamo :
La trasformata dell’inviluppo dell’uscita è
Questa è la TF dell’inviluppo complesso, tornando nel dominio del tempo :
-A(f0) è una costante, quindi può andare fuori sia dell’antitrasformata che dalla convoluzione : quindi ho la convoluzione
tra x e l’antitrasformata dell’esponenziale.
La tras
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