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Appunti tecnica professionale

Appunti di tecnica professionale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Verona dell’università degli Studi di Pisa - Unipi, facoltà di economia, Corso di laurea magistrale in consulenza professionale alle aziende. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Tecnica professionale docente Prof. R. Verona

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ESTRATTO DOCUMENTO

L'azione di riduzione è l'azione volta ad avere un reintegro della parti di quota stabilito dalla legge.

L'azione di riduzione è finalizzato a tutelare i legittimari.

L'azione di riduzione è per un fine quantitativo non qualitativo ,(l azione di riduzione deve essere

fatta al fine di ottenere la quota parte del patrimonio spettante ma non possibile definire quali beni

far rientrare ).

La quota di riserva cambia in relazione al numero dei legittimari (figli ,ascendenti , coniuge).

Il calcolo della quota di legittima si effettua mediante :

-- Stima del patrimonio del decuius

– - debiti

– + crediti

– - ciò che è stato donato in vita ( si considera un anticipazione).

L'azione di riduzione porta ad una inefficacia degli effetti , anche nei confronti di terzi .

L'azione di riduzione ha una prescrizione decennale dal momento in cui è avvenuta la successione.

Al fine di evitare problemi in fase di successione si suggerisce di fare vendita simulata e non una

donazione.

Per evitare lungaggini processuali, può essere proposta un accordo transattivo tra le parti.

REGOLE PER LA DIVISONE DEL PATRIMONIO

Il testatore può dettare delle norme per la divisione o stabilire come devono essere divisi:

• Art 734 – Divisione da parte del testatore

Il testatore può dividere i suoi beni tra gli eredi comprendendo nella divisione anche la

parte non disponibile

Se nella divisione fatta dal testatore non sono compresi tutti i beni lasciati al tempo della

morte, i beni in essa non compresi sono attribuiti conformemente alla legge, se non risulta

una diversa volontà del testatore

La divisione può essere totale o parziale , può riguardare solo una parte degli eredi o tutti gli

eredi,

La divisione che non comprende una parte dei legittimari è nulla, e la successione è disposta

dalla legge.

• Art 733 – Indicazioni su come gli eredi dovranno suddividersi i beni.

Quando il testatore ha stabilito particolari norme per formare le porzioni queste norme

sono vincolanti per gli eredi, salvo che l'effettivo valore dei beni non corrisponda alle quote

stabilite dal testatore.

Il testatore può disporre che la divisione si effettui secondo la stima di persona da lui

designata che non sia erede o legatario: la divisione proposta da questa persona non

vincola gli eredi, se l'autorità giudiziaria, su istanza di taluno di essi, la riconosce contraria

alla volontà del testatore o manifestamente iniqua.

Identificazione di regole che gli eredi dovranno seguire con effetti obbligatori, con

riferimento alla formazione delle porzioni.

VINCOLI SU PATRIMONIO PER LA TRASMISSIONE

Possono essere costituti dei vincoli sul patrimonio o su parti di esso per la trasmissione::

• Fondo Patrimoniale

Destinazione di beni mobili/immobili iscritti in pubblici registri in un fondo al fine di far

fronte ai bisogni della famiglia (incluse anche le aziende).

Il fondo patrimoniale è impignorabile da terzi creditori, lgli unici che possono effettuare

pignoramenti sono i creditori inerenti al fondo (debiti che si sono instaurati per il fondo

stesso)

• Individuazione di alcuni beni a destinazione di una fondazione.

Utilizzazione dei beni ai fini della fondazione , (per lo scopo di pubblica utilità in quanto

fondazione)

Può essere costituita mediante atto pubblico o per testamento , oppure mediante un obbligo

che il testatore ha imposto all'erede.

• Vincolo di destinazione Art. 2645-ter.

Trascrizione di atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela

riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone

fisiche.

Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri

sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della

persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a

persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ai sensi

dell'articolo 1322, secondo comma, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai

terzi il vincolo di destinazione; per la realizzazione di tali interessi può agire, oltre al

conferente, qualsiasi interessato anche durante la vita del conferente stesso. I beni conferiti

e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e

possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto previsto dall'articolo 2915, primo

comma, solo per debiti contratti per tale scopo.

Beni vincolati ad un determinato fine meritevole di tutela,

Strumento al fine dell'utilizzo dei beni solo per lo scopo di destinazione non sono soggetti a

espropriazione solo da soggetti inerenti alla destinazione dello scopo.

Non Può essere costituito mediante testamento, al massimo può essere costituito in via

indiretta (mediate un obbligo imposto dal soggetto che fa testamento al successore).

• Trust (convenzione aia 1985)

Tradotto in modo letterale il termine inglese “trust” equivale ad “affidamento”. Con il trust

infatti un soggetto (disponente o settlor o grantor) affida, con atto tra vivi o mortis causa, i

propri beni di proprietà ad altro soggetto (trustee), che ne diventa il vero e proprio

proprietario, con l’impegno di amministrarli, preservarli e farli fruttare, per uno scopo

prestabilito, nell'interesse di uno o più beneficiari individuati dallo stesso settlor

(beneficiario). E’ possibile, altresì, che sia nominato un guardiano (protector), con il compito

di vigilare sull’operato del trustee e con il potere di opporre l’esistenza del trust verso i terzi.

Il trust si sostanzia in un rapporto fondato sulla fiducia tra disponente (settlor o grantor) e

trustee. Il trust è un istituto che, per versatilità e flessibilità, si presta alle finalità più ampie.

Non esiste infatti una specifica tipologia di trust, tanto che, dopo aver individuato i tratti

comuni ed essenziali della relativa disciplina, è necessario cogliere volta per volta, nei casi

concreti, le peculiarità dei singoli trust.

Oggetto del trust possono essere beni immobili, beni mobili registrati, titoli di credito e

partecipazioni societarie.

Il trust, stando a quanto disposto all’art. 2 della Convenzione dell’Aja, presenta le seguenti

caratteristiche:

• a) i beni del trust costituiscono una massa distinta e non fanno parte del patrimonio del

trustee; (i beni che fanno parte del Trust non fanno parte del patrimonio del Trustee,)

• b) i beni del trust sono intestati a nome del trustee o di un'altra persona per conto del trustee;

• c) il trustee è investito del potere e onerato dell'obbligo, di cui deve rendere conto, di

amministrare, gestire o disporre beni secondo i termini del trust e le norme particolari

imposte dalla legge al trustee

Il trust può essere costituito in Italia a patto che non violi la legge , (ad esempio non è valido

un trust che viola la tutela dei legittimari).

Un azienda può essere oggetto di un trust , il costituente può orientare il passaggio

generazionale dell'azienda .

L’effetto principale del trust è, da un lato, la fuoriuscita dei beni dal patrimonio del

disponente e, dall’altro, la segregazione o separazione dei beni nell’ambito del patrimonio

del trustee cui i beni stessi vengono trasferiti

La particolarità del trust sta nel fatto che l'affidamento dei beni viene attuato non attraverso

un mandato ma mediante un vero e proprio trasferimento di proprietà per cui il trustee

diventa legittimo e pieno proprietario dei beni fino all'esaurimento della sua missione.

Il rapporto del trust è valido tra le parti nel caso in cui venga violato ,(ad esempio il trustee

venda un bene conferito nel trust senza l'autorizzazione del protector ) la violazione produce

effetti nei confronti di terzi (la vendita risulta valida ), il settlor potrà a sua volta chiedere

risarcimento al trustee.

• Disposizione a titolo universale e particolare (Art 588 2° comma )

Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l'espressione o la denominazione usata dal

testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede , se comprendono

l'universalità o una quota dei beni del testatore .

Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario

L'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione

sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come

quota del patrimonio.

Quando viene definito nel testamento l'erede si presuppone che sia a titolo universale , (lo

stesso quando ci si definisce “in qualità di erede”), se non disposto diversamente,

Si considera cmq erede a titolo universale anche quando gli viene destinato un singolo bene

del patrimonio quando si riesce a desumere dal testamento che quell'attribuzione voleva

essere ricompresa in un disegno più grande e quindi eredae a titolo universale.

• Patto di Famiglia (art 768 bis)

È patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di

impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l'imprenditore

trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce,

in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.

E' una sorta di successione anticipata , riferita soltanto all'imprenditore o di partecipazioni

societarie.

Il destinatario può essere un destinatario ma non il coniuge!

Patto tra imprenditore e uno o più discendenti, devono partecipare anche gli altri membri e

la forma prescelta è l'atto pubblico a pena di nullità (art 768 ter)/(768 quater)

In caso di trasferimento di azienda per mortis causa al fine di evitare lo spezzettamento

dell'azienda con tutte le implicazioni negative che si hanno si è andato a istituire il patto di

famiglia.

Il principio di successione nel nostro ordinamento è il principio di successione unitaria (il

patrimonio viene diviso tra i successori) che vieta i patti successori.

Il patto di famiglia comporta poi una ripartizione di una quota legittima spettante rispetto a

quella della parte dell'azienda trasferita .

La quota di legittima si traduce in un

Attraverso il patto di famiglia si vuole rendere impermeabile rispetto alle vicende

successorie.

Il patto di famiglia può essere impugnato entro un anno ed è soggetto a alle regole di

inefficacia generale del contratto. (Art 768 quinquies)

Art 768 sexies

All’apertura della successione dell’imprenditore, il coniuge e gli altri legittimari che non

abbiano partecipato al contratto possono chiedere ai beneficiari del contratto stesso il

pagamento della somma prevista dal secondo comma dell’articolo 768-quater, aumentata

degli interessi legali.

L’inosservanza delle disposizioni del primo comma costituisce motivo di impugnazione ai

sensi dell’articolo 768-quinquies.

In sede di successione , colore che non hanno partecipato al patto (ad esempio ipotesi di

figlio sopravvenuto ) benché legittimati possono richiedere ai beneficiari dell'atto stesso una

somma pari alla quota legittima maturata di interessi legali.

TRASFERIMENTO QUOTE NELLE SOCIETA'

1. TRASFERIMENTO QUOTE IN SOCIETA' DI PERSONE

2. TRASFERIMENTO QUOTE IN SOCIETA' AZIONARIE

3. TRASFERIMENTO QUOTE IN SRL

1 TRASFERIMENTO QUOTE SOCIETA' DI PERSONE

Le Società di persone sono caratterizzate dalla rilevanza centrale del socio , la modifica della

compagine sociale comportando della modifica dello statuto è approvata solo all'unanimità dei soci

(art 2252)

Il consenso al trasferimento della quota deve essere anch'esso espresso all'unanimità, se non

convenuto diversamente ,

Nello statuto può essere inserita una clausola di libera trasferibilità della quota.

In caso di morte del socio si hanno 2 possibilità : o liquidare le quote agli eredi o continuare la

società con gli eredi solo se tutto gli altri soci sono d'accordo, se la società durante la successione

viene messa in liquidazione gli eredi devono attendere le fine della liquidazione per l

Gli statuti possono contenere clausole

• Clausole di consolidazione (liquidazione quote agli eredi)

• Clausole di continuazione:

1. continuazione facoltativa (gli eredi possono prestare o meno il consenso nella continuazione

della società

2. continuazione obbligatorie (possono non prestare il proprio consenso , se non lo prestano

saranno chiamati a risarcire i danni)

3. continuazione automatica/(clausole di successione), gli eredi subentrano automaticamente

con la morte del socio

Queste clausole hanno prodotto dei contrasti in dottrina a causa del patto successorio e del

sottoporre un soggetto a responsabilità illimitata.

In caso di fatto concludente , gli eredi che si comportano come soci e i soci che non si oppongono al

titolo di soci agli eredi , si considerano le quote cmq trasferite.

Le modifiche nell'atto costitutivo sono soggette a pubblicità legale , fino a quando non sono iscritte

al registro imprese non sono opponibili ai terzi, ma sono cmq è efficaci tra le parti.

Nella società collettiva irregolare , le modificazione dell'atto costitutivo devo essere portate a

conoscenza dei terzi con mezzi idonei, anche la società semplice agricola dal 2001 devono iscrivere

le modifiche dell'atto costitutivo con pubblicità legale.

Le modifiche dell'atto costitutivo devono essere espresse a maggioranza , se nello statuto si

stabilisce diversamente (ad esempio a maggioranza) è valido il limite stabilito.

Per le SAS la regola è leggermente diversa la disciplina del trasferimento della parteciapazione

sociale.

Per gli accomandatari (resp illimitata e potere gestorio ), il trasferimento vale le regole di snc

Per gli accomandanti , la quota è liberamente trasferibile causa di morte , per il trasferimento tra

vivi è neccessario soltanto la maggioranza del capitale se non stabilito diversamente.

2 TRASFERIMENTO QUOTE IN SOCIETA AZIONARIA

Il capitale sociale è frazionato tra i soci in tante parti uguali quante sono le azioni,

L'assegnazione delle azione dal punto di vista del socio , è il riflesso dell'assegnazione del

conferimento.

Art 2346 5 comma

Il valore dei conferimenti deve essere pari alla somma delle azioni che compongono il capitale.

Nella società per azione non è concesso il conferimento di opera o servizi (in quanto non è possibile

quantificarlo in modo sicuro e certo).

L'assegnazione delle azioni deve avvenire in modo proporzionale ai conferimenti , tranne che non

sia disposto diversamente.(se uno apporta oltre che il capitale anche la propria prestazione , possono

essere liberate azioni al di sopra della pari).

Art 2346 1 comma

Lo statuto può consentire la non emissione dei titoli sociali, le caratteristiche delle azioni saranno

cmq le stesse ma non saranno rappresentare da titoli di credito.

AZIONI DEMATERIALIZZATE

In caso di dematerializzazione delle azioni è obbligatoria per le soc quotate , e facoltativa per le

altre.(2354 ultimo comma).

La gestione delle azioni e di tutte gli strumenti finanziari sono gestite da un intermediario il quale si

avvale di una società di gestione (monte titoli spa ).

La circolazione delle azioni in questi casi avviene mediante registri informatici , i diritti di credito

non sono quindi cartacei ma mediante scritturazione dei registri informatici.

Il socio con la scritturazione rilasciata dall'intermediario può esercitare il proprio diritto di voto in

assemblea.

I diritti patrimoniali saranno gestiti dall'intermediario.

AZIONI NON DEMATERIALIZZATE.

Art 2341

I titoli possono essere nominativi o al portatore, a scelta del socio, se lo statuto o le leggi speciali

non stabiliscono diversamente.

Le azioni al portatore sono ammesse solo per le azioni di risparmio o delle Sicav.

Art 2003 , il trasferimento del titolo al portatore si trasferisce mediante la consegna, l'esercizio del

titolo ha diritto a l'esecuzione della prestazione.

Il trasferimento delle azioni è equiparabile a quella dei titoli di credito ,

Chi acquista in buona fede il titolo azionario , non è soggetto alla rivendicazione , ne diventa

titolare anche se il proprio avente causa non è legittimato. (AUTONOMIA IN SEDE DI

CIRCOLAZIONE).

La funzione di legittimazione , il socio può esercitare le proprie finzioni di socio, il semplice

possesso dell'azione determina già la qualità di socio e i relativi poteri.

Il titolo azionario richiama ed è assoggettato a quanto espresso nello statuto (LETTERALITA'

INCOMPLETA).

Le azioni possono inoltre essere nominative e devono essere intestate ( l'intestazione deve essere

doppia , sia nel registro dell'emittente che nel titolo stesso).

Esistono 2 modalità di trasferimento azioni:

Transfer : la società emittente dovrà modificare il nome del soggetto sia sul titolo sia sul registro

dell'emittente. (minuto 50)

Girata : fatta dall'alienante , e la modifica nel libro dei soci dovrà essere fatta dalla società e sarà

necessaria quando l'acquirente vorrà esercitare i diritti sociali.

La girata deve essere datata e deve contenere il nome del giratario, (non è ammessa la girata in

bianco).In via di principio le azioni sono liberamente trasferibili, (tutto il contrario delle soc di

persone).

LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI art 2355 bis

• Limiti legali

• azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro , non possono essere trasferite prima

dell'effettuazione e il controllo stima da parte dell'esperto del tribunale ,

• art 2345 , le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili se non con il consenso

dagli amministratori (essendo una prestazione accessoria non è detto che il soggetto

acquirente abbia le stesse caratteristiche accessorie del cedente).

• Limiti convenzionali

• Patti parasociali (sono patti stabilite tra 2 o più soci per determinare un andamento comune

della propria azione). Art 2341 bis e ter

i patti parasociali vincolano solo le parti che hanno stipulato il patto , hanno efficacia

obbligatoria e in caso di violazione si hanno conseguenze di tipo risarcitorio.

Non si considerano opponibili ai terzi violazioni , si hanno soltanto risarcimenti ma il

trasferimento che viola il patto sarà cmq valido

Se invece la clausola di trasferimento sarà inserita nello statuto e non nel patto parasociale

avrà efficacia reale e quindi il trasferimento non sarà soggetto a risarcimento ma il

trasferimento stesso sarà nullo

• Statuto società

Le limitazioni vincoleranno i soci presenti e futuri, ma non possono essere stabilite

limitazione alla circolazione per un massimo di 5 anni.

1. Clausola di prelazione:In caso di cessione , è obbligatorio preferire un socio ad un terzo a

parità di condizioni. Non valida nella cessione a titolo gratuito

2. Clausola di gradimento: sono riconducibili a 2 gruppi:

- Clausole che sottopongono a requisiti di tipo oggettivo( requisiti personali del socio)

- Clausole che subordinano il trasferimento delle azioni ad un consenso di un organo sociale,

2355 bis sono ammissibili le clausole di mero gradimento , ma in caso di rifiuto del

gradimento, deve essere consentito un acquisto da parte della società o di altri soci .

3. Clausola di riscatto:

clausole danno il potere di riscattare ( generalmente in caso di morte) ,le azioni da parte

della società o da parte di altri soci

La circolazione delle azioni non liberate

Nel caso in cui le azioni non sono state liberate ( in sede di costituzione è necessario solo un 25%

del CS).

Le azioni possono circolare liberamente ma vi sono limiti:

• L'acquirente e l'alienante sono responsabili in solido ,per tre anni dal momento in cui viene

iscritto nel libro dei soci ,al versamento dei centesimi non versati.

3 TRASFERIMENTO QUOTE SRL

art 2469

Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte,

salvo contraria disposizione dell'atto costitutivo.

Le quote della srl sono liberamente trasferibili sia per atto tra vivi che per successione salvo patto

contrario .

L'atto costitutivo deve prevedere l'intrasferibilità della partecipazione , in caso di divieto di

trasferimento i soci possono recedere dalla società. art 2469 comma 2

In caso di rifiuto di gradimento (clausole di gradimento), il trasferimento è cmq valido tra le parti ,

sarà ovviamente fatto salvo il risarcimento del danno.

Art 1410 in tema di cessione del contratto, enuncia che il cedente deve garantire la validità del

contratto.

CLAUSOLE DI DRAG ALONE (massima 88 /2005 del distretto notarile di Milano).

In italiano clausole di co vendita, nel caso in cui il socio di maggioranza decide di vendere, anche

gli altri soci di minoranza sono obbligati a vendere alle stesse condizioni che propone il socio di

maggioranza.

Questo al fine di eliminare gli ostruzionismi da parte dei soci minoritari.

I soci di minoranza hanno però la possibilità di esercitare la clausola di prelazione.

Art 2470

Il trasferimento delle partecipazione ha effetto per la società (non più mediante l'iscrizione nel libro

dei soci che non è più esistente), ma mediante il deposito nell'ufficio nel resgistro delle imprese.

Se la quota è trasferita 2 o più volte , prevale quello che ha iscritto per primo il trasferimento presso

il registro delle imprese anche se il titolo è di data posteriore.

15/05/15 Prof . Bartalena

CRISI DI IMPRESA E RESPONSABILITA’ AMMINISTRATORI

1 parte

Gestione crisi di impresa

2 parte

Azioni di responsabilità (azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, collegio

sindacale ) 1 Gestione della crisi di impresa

Il fallimento in tempi passati era visto come una una procedura punitiva dell’imprenditore , i

soggetti che erano esonerati dal fallimento quali gli imprenditori agricoli erano considerati

“fortunati “ (esonero dovuto al particolare rischio di impresa derivante dalle caratteristiche

biologiche del ciclo produttivo).

Si è avuta un evoluzione storica del concetto di fallimento; da una posizione puramente punitiva del

fallito a un superamento di questa posizione,(es : prima il fallito aveva il dirottamento della posta

presso il curatore e quest ultimo filtrava la posta a lui diretta a titolo personale , mentre adesso è il

contrario è il fallito a consegnare la posta della procedura al curatore , il fallito veniva iscritto nel

registro dei falliti che adesso è abolito).

La procedura attualmente è concepita sia con fini liquidatori ma anche con salvaguardia dei

complessi produttivi che possono essere utilizzati al fine una serie di interessi ruotanti intorno

all’impresa (quali rapporti con lavoratori e fornitori)

E’ stato quindi introdotta anche la possibilità di proseguire e affittare l’azienda fallita anche in

ordine di far proseguire gli interessi aziendali e mantenere i livelli occupazionali. ( 104 bis LF)

Oltre al fallimento si sono andati a inserire anche altri tipi di procedure oltre a quelle fallimentare

(le soluzioni negoziate) riducendo il ruolo del tribunale nella negoziazione dell’accordo.

Il fallimento non è più considerato inoltre una vera e propria causa di fallimento lo è per una società

di persone ma non per una società di capitali, è possibile che continui a fare operazioni

straordinarie , in quanto si ritiene che la società abbia ancora valori da esprimere(sempre al fine

anche di tutelare l’occupazione)

Inoltre il fallito che rimane soggetto ad azioni da parte dei creditori che non sono riusciti a

soddisfare i loro crediti può liberarsi dai debiti mediante l’esdebitazione a patto che abbia

soddisfatto tutti i criteri di cui al 142 della LF.

Le procedure concorsuali ora non sono più una iattura che colpisce l’imprenditore ma come una

possibilità per superare la crisi di impresa.

Nel concordato dopo il deposito della domanda vengano bloccate/sospese tutte le azioni esecutive

nei confronti del debitore e se le azioni esecutive vengono proposte successivamente l’azione è

considerata nulla.(si ha un effetto protettivo nei confronti della società soggetta al concordato ).

Nel fallimento invece il fallito è sempre esposto a azioni esecutive tante quanti sono i creditori, non

si hanno effetti protettivi, i creditori possono in qualunque momento aggredire il patrimonio del

fallito.

Concordato stragiudiziale : sono accordi precari e difficili da raggiungere e sono approvati

all’unanimità dei creditori mentre nel concordato preventivo deve esserci un accordo votato a

maggioranza.

Nelle procedure giudiziali a differenza delle stragiudiziali si ha una forma di controllo da parte degli

organi della procedura molto più forte .( quindi a maggior tutela dei creditori).

Ad esempio per il compimento di tutti gli atti di straordinaria amministrazione in un concordato ci

deve essere sempre un autorizzazione da parte del tribunale a differenza delle procedure

stragiudiziali

I soggetti civili esonerati dal fallimento e quelli sotto soglia ai sensi dell’art 1 comma 2 LF sono

state approntate una particolare procedura LA CRISI DI SOVRAINDEBITAMENTO con le sue

varianti.

Deve essere fatta una distinzione tra

RISCHIO DI IMPRESA : rischio che grava sul titolare /soci ,anche se non direttamente imputati

alla gestione (in caso di mala gestio)

RESPONSABILITA DA GESTIONE : obblighi e doveri che gravano sul gestore dell’impresa ,

inerenti alla gestione , (sia internamente sia esternamente cioè nei confronti dei creditori ) (art 2394)

Art 2497

Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società agiscono

nell'interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione

societaria e imprenditoriale delle società medesime, sono direttamente responsabili nei

confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditività ed al valore della

partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata

all'integrità del patrimonio della società. Non vi è responsabilità quando il danno risulta

mancante alla luce del risultato complessivo dell'attività di direzione e coordinamento ovvero

integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette.

Se la società capogruppo impartisce direttive alle società controllate , contrarie alla buona gestione

imprenditoriale , la capogruppo è responsabile nei confronti dei soci e dei creditori delle società

controllate a meno che questo danno non sia compensato con altri tipi di vantaggi.

Direzione e coordinamento , deve essere rispettosa nei confronti di una corretta gestione societaria e

imprenditoriale (gli amministratori devono tenere conto di una serie di interessi non solo inerenti

alla società stessa , ma anche alle controllate).

Questi principi si ritengono degli standard (contrapposti a rules cioè regole che devono essere

rispettate)(rules : perdita di capitale soc e convocazione da parte del cda dell’assemblea ).

Le regole sono ferree gli standard devono essere valutate a posteriori, individua dei criteri di azione

sono quindi principi di carattere generale ! .

Gli amministratori devono avere come obbiettivo quello di perseguire sia l’interesse aziendale sia

la continuità aziendale.

Mantenere un impresa capace di operare come un entità in funzionamento.(Autogenerare le risorse

necessarie per il continuamento dell’attività )

Insolvenza : incapacità di adempiere alle obbligazioni con regolarità

La non continuità aziendale non sempre coincide con insolvenza (può esserci una situazione di

gestione con flussi di cassa non sufficienti a coprire i fabbisogni aziendali anche se non si è ancora

verificata l’insolvenza).

Il comportamento corretto degli amministratori di una società deve essere quello di passare da

criteri di gestione basati sulla continuazione della società a criteri di gestione basati sulla

conservazione del patrimonio progressivamente che la crisi di impresa si manifesta.

Da tutelare i soci a tutelare i creditori.

La violazioni di questi obblighi include la responsabilità degli amministratori , ma non è detto che

se adempiono agli obblighi ne siano automaticamente esclusi.

La responsabilità non è solo limitata alle norme dettate da cc ma sono a carattere più ampio.

Art 2486

Al verificarsi di una causa di scioglimento e fino al momento della consegna di cui all'articolo

2487-bis, gli amministratori conservano il potere di gestire la società, ai soli fini della

conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale.

Fin dal momento in cui si rendono conto che vi è una causa di scioglimento in atto (es: riduzione

del cs al di sotto del minimo legale) gli amministratori devo adottare un criterio di gestione

conservativo .

Ai fini di determinare la responsabilità degli amministratori bisogna valutare se la gestione è stata

attiva o conservativa.

Obblighi e doveri di una corretta gestione imprenditoriale.

ART 2476 Responsabilità amministratori

[1] Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni

derivanti dall'inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo

per l'amministrazione della società. Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli

che dimostrino di essere esenti da colpa e, essendo a cognizione che l'atto si stava per

compiere, abbiao fatto constare del proprio dissenso.

[2] I soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli

amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche

tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi

all'amministrazione.

[3] L'azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa da ciascun socio, il

quale può altresì chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione della società, che

sia adottato provvedimento cautelare di revoca degli amministratori medesimi. In tal

caso il giudice può subordinare il provvedimento alla prestazione di apposita cauzione.

[4] In caso di accoglimento della domanda la società, salvo il suo diritto di regresso nei

confronti degli amministratori, rimborsa agli attori le spese di giudizio e quelle da essi

sostenute per l'accertamento dei fatti.

[5] Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'azione di responsabilità contro gli

amministratori può essere oggetto di rinuncia o transazione da parte della società,

purché vi consenta una maggioranza dei soci rappresentante almeno i due terzi del

capitale sociale e purché non si oppongano tanti soci che rappresentano almeno il

decimo del capitale sociale.

[6] Le disposizioni dei precedenti commi non pregiudicano il diritto al risarcimento dei

danni spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da

atti dolosi o colposi degli amministratori.

[7] Sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti

commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti

dannosi per la società, i soci o i terzi.

[8] L'approvazione del bilancio da parte dei soci non implica liberazione degli

amministratori e dei sindaci per le responsabilità incorse nella gestione sociale.

v Obbligo degli amministratori di dotarsi di Strumenti adeguati per il controllo efficiente della

gestione.

v Obbligo degli amministratori di Valutare assetto organizzativo/contabile della società ,e se non

lo fosse di convocare e chiedere spiegazioni all’amministratore esecutivo

v Obbligo di accertarsi con immediatezza grazie ai sistemi di controllo di gestione e dicui gli

amministratori devono dotarsi consentono una rilevazione immediata della situazione di crisi

v Relazione di gestione deve indicare rischi e incertezze a cui la società è esposta , l’evoluzione

della società , la variabilità potenziale dei flussi , rendiconto finanziario (solo x spa)

v Adottare serie di comportamenti sempre più dettagliati all’avanzare della crisi di impresa

(paino sulla struttura finanziaria )

v Obbligo di redigere Bilancio solo se vi è una continuità di impresa , oppure bilancio con criteri

liquidatori in caso di non continuità di impresa.

v Nel caso in cui la perdita aziendale sia definitiva (impossibilità di conseguimento oggetto

sociale) , gli amministratori devono convocare assemblea per sciogliere l’impresa

v Nel caso di riduzione del CS al di sotto del minimo d legale si convoca assemblea al fine di

ricapitalizzare , trasformarla o scioglierla.( se la perdita è rilevante ma non porta il CS al di sotto

del limite deve convocare assemblea per adeguati provvedimenti)

In caso di concordato preventivo la ricapitalizzazione non deve essere effettuata (l’assemblea

deve cmq essere convocata , ma non è obbligata a ridurre il CS fino a quando è aperta la

procedura concorsuale) ai sensi del 186 sexies.

v In caso di situazione grave e si sfocia nell’insolvenza vera e propria, gli amministratori hanno ‘

l’obbligo di richiedere il fallimento (fallimento improprio) , obbligo che si desume dall’art 217

LF , e un obbligo desumibile dal generale dovere di diligenza e dalle norme sulla conservazione

del patrimonio sociale a tutela dei creditori (2394 c.c)

2 Azioni di responsabilità

ü AZIONE DI RESPONSABILITA’ DA PARTE DELLA SOCIETA’

ü AZIONE DI RESPONSABILITA’ DEI CREDITORI SOCIALI

ü AZIONI DI RESPONSABILITA’ DEI SOCI O DEI TERZI

ü AZIONI DI RESPONSABILITA’ NEI CONFRONTI DEI SINDACI

ü AZIONI DI RESPONSABILITA’ NEL FALLIMENTO

ü AZIONI DI RESPONSABILITA’ NEL CONCORDATO

AZIONE SOCIALE DI RESPONSABILITA’

Art 2392 Azione di responsabilità da parte della società nei confronti degli amministratori.

1] Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con

la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze. Essi sono

solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri,

a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni in concreto

attribuite ad uno o più amministratori.

2] In ogni caso gli amministratori, fermo quanto disposto dal comma terzo dell'articolo 2381,

sono solidalmente responsabili se, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli, non hanno

fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze

dannose.

3] La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra

essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro

delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al

presidente del collegio sindacale.

Gli amministratori hanno una responsabilità solidale verso la società , l’unico modo che hanno per

esonerarsi dalla responsabilità è quella di far postare il proprio dissenso nei verbali del cda e

comunicare per iscritto il dissenso stesso al presidente del collegio sindacale.(formalità

indispensabili per sottrarsi alla responsabilità).

La società deve provare i fatti costitutivi della propria domanda :

· i danni che sono stati causati da parte degli amministratore

· la violazione degli obblighi o il compimento di azioni azzardate,

· il nesso tra i danni e le azioni che sono state poste in essere

Gli amministratori inoltre devono compiere gli atti gestori con la responsabilità (non de l padre di

famiglia ma la responsabilità relativa al proprio incarico).

Non si deve fare azione di responsabilità in relazione all’andamento aziendale se i comportamenti

gestori risultano corretti e conformi alla normalità.

La responsabilità deve essere giudicata in modo discrezionale , in quanto il merito della gestione è

in capo all’amministratore , devono cmq sempre essere valutati i rischi assunti da parte degli

amministratori.

L’amministratore risponde nei confronti della società non solo per una condotta commissiva

(compimento di atti rischiosi o violazione di obblighi)ma anche per una condotta omissiva

(l’amministratore risponde anche se non ha posto in essere un operazione che avrebbe potuto

portare un vantaggio alla società).

La società deve dimostrare il danno che questa è una conseguenza diretta di una condotta illecita

dell’amministratore e quantificarne il danno che è stato afflitto alla società

La responsabilità nei confronti della società è di tipo contrattuale non bisogna dimostrare il dolo o

la colpa (lo stato soggettivo dell’amministratore non deve essere dimostrato ,l’onere di dimostrare

che l’atto non è stato compiuto con dolo o colpa è a carico dell’amministratore).

Anche se l’argomento non è indicato all’ordine del giorno ciascun socio può richiedere l’azione di

responsabilità nei confronti degli amministratori in sede di assemblea di bilancio ( se le condotte

lesive da parte degli amministratori sono state poste in essere nell’anno di cui si approva il

bilancio).

Questa possibilità di deliberare l’azione di responsabilità anche in sede di approvazione del bilancio

viene data una forte opportunità anche ai soci di minoranza.

Art 2373 secondo comma

Gli amministratori non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilità. I

componenti del consiglio di gestione non possono votare nelle deliberazioni riguardanti la

nomina, la revoca o la responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.

L’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori deve essere approvata a maggioranza ,

Se l’amministratore è anche socio la maggioranza viene calcolata sulla maggioranza del capitale

non considerandoci la sua quota.( se ha il 60 % il 20%+1azione può approvare l’azione di

responsabilità nei confronti degli amministratori).

Gli amministratori sono revocati d’ufficio nel caso in cui l’assemblea abbia approvato l’azione di

responsabilità nei confronti degli amministratori e che la maggioranza che abbia approvato l’azione

di responsabilità rappresenti il 20% del Capitale sociale.

L’azione di responsabilità può essere esercitata anche dai sindaci.

La società può transigere sull’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori se vi è una

deliberazione assembleare a patto che non ci sia 1/5 (1/40 o 2,5% del CS per soc quotate )del CS

contrario.

La prescrizione dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori è di 5 anni.

Il termine di prescrizione inizia il giorno in cui l’amministratore ha cessato dalla carica .

Fino a quando l’amministratore è in carica non si può far valere .

AZIONI RESPONSABILITA DEI CREDITORI SOCIALI

Art 2394

- Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi

inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale.

- L'azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente

al soddisfacimento dei loro crediti.

- La rinunzia all'azione da parte della società non impedisce l'esercizio dell'azione da parte dei

creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con

l'azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi.

La responsabilità degli amministratori si articola nei confronti dei creditori sociali

· se il patrimonio è incapiente

· se non hanno conservato l’integrità del capitale (distribuzione degli utili /oppure se non hanno

convocato assemblea in caso di cs sociale sotto il minimo legale).

Fino a quando la società è capiente i creditori si possono rifare soltanto sulla società non sugli

amministratori.

I creditori possono far valere solo il danno emergente non il lucro cessante (solo per danni non per

azioni profittevoli che potevano essere messe in atto e non lo sono state).

La responsabilità degli amministratori verso i creditori società è una responsabilità contrattuale ,

( anche se non vi è un vero contratto, il creditore ha un rapporto contrattuale con la società e non

con l’amministratore ), in quanto la responsabilità contrattuale nasce dalla violazione di obblighi

preesistenti quali la conservazione dell’integrità del capitale.

I creditori dovranno provare:

· il nesso di causalità

· il danno

· la violazione dell’obbligo

· ma non la soggettività degli amministratore (non deve essere provato il dolo o colpa)

L’azione autonoma tra amministratori e creditori (non surrogatoria ) in quanto i presupposti di

questa azione non sono identici come quelli sociali, in quanto si ha un disallineamento dei

presupposti rispetto a quella sociale.

Gli amministratori hanno 2 obblighi/diritti separati una nei confronti della società e una nei

confronti dei creditori , non si interfacciano .

Prescrizione in 5 anni, da far valere non dalla decadenza dall’incarico di amministratore ma dal

momento in cui è avvenuto il depauperamento patrimoniale.

AZIONE INDIVIDUALE RESPONSABILITA

Gli amministratori sono responsabili nei confronti dei singoli o terzi

Art 2395

[1] Le disposizioni dei precedenti articoli non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno

spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o

dolosi degli amministratori.

[2] L'azione può essere esercitata entro cinque anni dal compimento dell'atto che ha

pregiudicato il socio o il terzo .


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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in consulenza professionale alle aziende
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucantonelli27 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Verona Roberto.

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