Che cos’è il vacuolo?
Il termine vacuolo fu inventato a metà dell’800 da uno studioso, un microscopista, e
osservava delle piccole vescicole che si formavano in alcuni protozoi acquatici e
siccome queste vescicole che erano transitorie apparivano vuote, non riempite di
citoplasma, le chiamò VACUOLI (organelli vuoti). Poco tempo dopo si osservarono delle
strutture simili, apparentemente vuote nelle cellule vegetali e per analogia fu dato a
queste strutture lo stesso nome (vacuolo).
Il vacuolo in realtà non è vuoto, ma contiene un po’ di tutto (Sali minerali, proteine,
coloranti, sostanze tossiche, rifiuti cellulari, enzimi, ecc.) ed è un compartimento che è
circondato da una membrana (un bilayer) che viene chiamata tonoplasto. All’interno
del tonoplasto è presente una soluzione che può avere il pH che va da acido (anche
estremamente acido) fino alla neutralità o leggera basicità.
Esistono diversi tipi di vacuoli: nei vacuoli litici il pH è solitamente acido, nei vacuoli di
riserva il pH è solitamente neuro o leggermente basico.
Come si formano i vacuoli?
Fino a poco tempo fa si pensava che i vacuoli si formassero attraverso una
cooperazione di diversi organelli sub-cellulari. Si pensava che alla formazione del
vacuolo contribuissero il reticolo endoplasmatico, l’apparato di Golgi e i lisosomi,
Golgi Endoplasmatic
questa ipotesi veniva chiamata ipotesi di formazione gerl (
Reticule Lysosomes ). Attualmente si sa che questa ipotesi non ha fondamento,
perché si è visto che i vacuoli si formano da regioni specializzate del reticolo
endoplasmatico, cioè ci sono sub-domini specializzati del reticolo endoplasmatico che
sono deputate alla formazione dei vacuoli, in questi sub- domini vengono inserite,
sempre ad opera del traslocone al livello di membrana quelle proteine che
caratterizzeranno il tonoplasto. Quindi queste regioni del reticolo endoplasmatico
saranno ricche delle stesse proteine che troveremo poi nel tonoplasto. Le principali
proteine che troviamo nel tonoplasto sono: le acquaporine (trasporto dell’acqua) e
alcune pompe H+ atpasi o H+ pirofosfatasi.
Nelle cellule meristematiche (cellule che hanno la funzione di dividersi) sono già
presenti dei piccoli vacuoli (di solito sono numerose piccole vescicole derivanti dal
reticolo endoplasmatico con una piccolissima quantità di ialoplasma all’interno)
chiamati PROVACUOLI che sono diffusi nel citoplasma della cellula meristematica. Si
parla in questo caso di una tipologia di vacuolarizzazione diffusa. Quando questa
cellula meristematica esce dal ciclo cellulare e va incontro al differenziamento deve
succedere che essa vada in contro a una forte crescita, crescita per distensione che
può essere isodiametrica (uguale in tutte le direzioni) o orientata in una direzione
preferenziale. Questa crescita per distensione avviene in modo molto rapido perché
non è necessaria una forte sintesi di citoplasma, in quanto la maggior parte del
volume che aumenta notevolmente durante questa crescita per distensione è riempita
dal vacuolo ovvero da acqua. Via via che la cellula si distende e si differenzia, cioè
diventa una cellula adulta infatti il vacuolo richiama
un’enorme quantità d’acqua dall’esterno, i piccoli
provacuoli si riempiono sempre più di acqua e si
accrescono, si fondono fra di loro fino a formare nella Vacuolo
cellula adula un grosso vacuolo centrale che può essere centrale
anche unico.
In questo caso si parla di vacuolarizzazione centrale.
Quando nelle cellule adulte si forma un grosso vacuolo
centrale questo può contribuire anche a riempire la
maggior parte del volume cellulare (anche il 90% del
volume cellulare) e spinge il citoplasma a ridosso della
membrana. Per permettere il passaggio di materiale da una parte all’altra della cellula
sono presenti delle briglie citoplasmatiche, che possono attraversare il vacuolo, e in
queste briglie citoplasmatiche ci sono delle correnti citoplasmatiche che facilitano il
movimento di alcuni organelli, per esempio dei dittiosomi. Non sempre il vacuolo
riempie il 90% del volume cellulare, abbiamo anche situazioni in cui il vacuolo
costituisce una percentuale minore del volume cellulare (può andare dal 30 al 90%).
In queste due immagini sono rappresentati i processi di vacuolarizzazione: nel caso A
una vacuolarizzazione diffusa e nel caso B una vacuolarizzazione centrale.
Nell’immagine A sono delle cellule meristematiche in via di differenziamento che
andranno a formare l’ovulo Euphorbia dulcis. Ci sono tanti piccoli provacuoli, le cellule
sono isodiametriche a nucleo grande, non si evidenziano l’apparato di Golgi e il
reticolo endoplasmatico in maniera evidente, quindi si tratta di una cellula
A B
PARENCHIMA: tessuto di riempimento che possono avere tante funzioni, come
quella di fotosintetizzare, accumulare amido, creare degli spazi intercellulari, …
meristematica in via di differenziamento.
Nell’immagine B ci sono delle cellule completamente differenziate, infatti sono delle
cellule fotosintetizzanti del parenchima clorofilliano. Si trovano nelle foglie e sono
caratterizzati dalla presenza di un grosso vacuolo e tanti cloroplasti (si riconoscono
perché hanno membrane interne che sono il sistema tilacoidale).
RIASSUMIAMO
Vacuolizzazione centrale: unico grande vacuolo centrale (la troviamo nelle cellule
parenchimatiche che costituiscono il mesofillo fogliare, parenchimi acquiferi,
parenchimi dei frutti, cellule epidermiche, cellule ad accrescimento apicale).
Vacuolizzazione diffusa: numerosi piccoli vacuoli distribuiti uniformemente nel
citosol (cellule meristematiche, cellule parenchimatiche dello xilema e del floema,
cellule del periciclo-> strato di cellule che delimita internamente la corteccia, cellule
secretrici).
Alcune cellule possono avere sia la vacuolarizzazione centrale sia la vacuolarizzazione
diffusa in periodi differenti, oppure in risposta a degli stimoli. Alcune cellule
meristematiche, per esempio le cellule meristematiche del cambio cribro-vascolare
(saranno cellule meristematiche che produrranno lo xilema e il floema secondario, cioè
quello che permetterà alle piante erbacee di diventare legnose) producono xilema e
floema durante la primavera e l’estate. Durante questo periodo hanno una
vacuolarizzazione centrale, durante l’inverno quando sono metabolicamente inattive
hanno una vacuolarizzazione diffusa. Altre cellule rispondono a stimoli e cambiano la
loro vacuolarizzazione anche in tempi brevissimi da una vacuolarizzazione diffusa a
una centrale e viceversa. Ad esempio la bizia o la mimosa pudica che basta toccarle e
si chiudono, perchè esistono delle regioni che si chiamano pulvini che sono sensibili al
tocco, all’interno dei pulvini le cellule motrici nel momento in cui vengono toccate
passano da una vacuolarizzazione centrale a una vacuolarizzazione diffusa e
permettono il movimento rapido di chiusura. Questi movimenti si chiamano
MOVIMENTI NASTICI. Alcuni movimenti nastici sono sensibili a stimoli esterni, altri
hanno un ritmo circadiano (giorno/notte).
Cosa succede se si passa da una vacuolarizzazione centrale a una vacuolarizzazione
diffusa?
Il vacuolo perde acqua, per passare da una vacuolarizzazione diffusa a una centrale il
vacuolo assorbe acqua. E perché assorbendo o cedendo acqua parti della pianta si
muovono? Perché perdono turgore, il vacuolo è responsabile del turgore cellulare.
Quando innaffiamo le piante sono erette, se ci dimentichiamo di dare l’acqua per
qualche giorno si abbattono questo avviene perché le cellule perdono turgore.
Movimenti nastici guidati da transizioni da una
vacuolarizzazione centrata a una diffusa e
viceversa, sono anche quello che permettono alle
piante carnivore di effettuare movimenti
estremamente rapidi per catturare le prede.
Perché le piante carnivore si mangiano gli
insetti?
Le piante carnivore sono piante adattate a
terreni estremamente carenti di azoto. Quindi
prendo l’azoto dalle proteine degli animali e le
digeriscono.
Il tonoplasto è una membrana lipoproteica, asimmetrica (le proteine possono essere
disposte in modo differente all’interno e all’esterno del tonoplasto) ha uno spessore di
7-10 nm e le proteine sono maggiormente presenti nella parte rivolta verso il citosol
rispetto a quelle presenti all’interno del lume. È costituita da fosfolipidi, che
rappresentano dei componenti minoritari, è ricca di glicolipidi (galattolipidi e
glucocerebrosidi) e steroli.
Contiene tante proteine, responsabili della funzionalità del tonoplasto, quindi ci
saranno:
- pompe protoniche (H+ atpasi e H+ pirofosfatasi);
- proteine carrier e proteine canale di diverso tipo perché all’interno di questo
organello si possono accumulare tanti ioni organici e inorganici, proteine,
sostanze di rifiuto, sostanze di riserva... tutte queste cose devono essere
portate all’interno del vacuolo;
- enzimi coinvolti in reazioni di ossido riduzione;
- enzimi coinvolti in vie metaboliche.
La maggior parte delle proteine del tonoplasto sono glicosilate e la glicosilazione è
rivolta sempre verso il lume del vacuolo stesso. Le proteine presenti sul plasmalemma,
quelle glicosilate, rivolgono i gruppi oligosaccaridi verso l’esterno, verso l’apoplasto. Le
proteine che fanno parte del tonoplasto si rivolgono verso l’interno del vacuolo. Questo
fa capire che l’interno del vacuolo è assimilabile all’esterno della cellula vegetale,
perché ciò che sta all’interno del vacuolo viene confinato come se fosse stato buttato
all’esterno. Ed è per questo che il vacuolo può contenere sostanze di rifiuto. Se il
vacuolo si fonde con il plasmalemma riversa tutto il suo contenuto all’esterno, questa
fusione è il meccanismo di difesa delle piante contro organismi patogeni.
In questo schema vediamo quali sono le principali proteine presenti sul tonoplasto:
- H+ atpasi di tipo V-> utilizzano l’ATP citosolico per pompare protoni all’interno
del vacuolo, i quali acidificano il vacuolo;
- H+ pirofosfatasi di tipo V-> idrolizza il pirofosfato per portare all’interno protoni;
- ABC transporter queste proteine sono delle po
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Appunti cellula vegetale, parete cellulare, citoscheletro e vacuolo
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Appunti Vacuolo
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Appunti biologia vegetale
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Appunti Botanica