Estratto del documento

Nozioni basilari di filologia

Dall'età alessandrina fu posto il problema di fornire delle copie manoscritte (su papiro o pergamena), sino all'invenzione della stampa a caratteri mobili. Cos'è proprio di ogni copia? Testo sufficientemente lungo e compresso; all'ennesima copia della copia, il testo sarà pieno di errori, o quantomeno di modificazioni della sua originaria configurazione. Non esiste una copia senza errori.

Visto che tutte le opere per poter circolare ed esser tramandate dovevano esser copiate a mano, attualmente disponiamo soltanto di una serie numericamente indefinita di copie. Problema: confrontando tutte le copie della medesima opera, troverei senza dubbio delle differenze che oscillano dalle micro alle macro varianti. Le copie testuali sono difatti realtà mobili, fluttuanti. Come sapere cosa ha davvero scritto l'autore? Quanto più siamo lontani dal testo, tanto più saremo lontani dall'autenticità del testo stesso.

La letteratura classica

La letteratura classica viene letta attraverso copie medievali, ma si è da subito imposta come un canone, un modello, grazie a personalità autorevoli. Nel corso del tempo le copie sono state realizzate con uno scrupolo maggiore, perché il copista sapeva cosa aveva davanti e nutriva un sentimento di reverenza, impegnandosi a rispettare l'originaria dignità del testo autoriale stesso.

Il lavoro del copista

Quando il copista individuava un lessema problematico entro un testo autorevole:

  • Ripristinava una forma che sapeva essere esatta;
  • Si limitava a copiare, riproducendo passivamente i medesimi segni grafici, pur riconoscendo l'errore;
  • Operava arbitrariamente (e spesso erroneamente) una sostituzione, scegliendo il termine più vicino nel senso a quello originario (trivializzazione linguistica).

Non debbono essere trascurati altri errori che avvengono ancor oggi (refusi di stampa). Le problematiche avanzate sin ora non costituiscono questioni settoriali, ma sostanziali, perché abituano all'elaborazione di un pensiero critico. Lorenzo Valla eseguì un'analisi filologico-linguistica di un documento, La Donazione di Costantino, scoprendo che si trattava di un prodotto della cancelleria papale. Anche la filologia può avere ricadute al di là del suo settore specifico.

Prima composizione

Spesso l'originaria composizione di un testo non è scritta, ma orale. L'autore detta, compone a voce. Non esiste con certezza una produzione scritta originaria degli antichi testi dei quali disponiamo attualmente. Scrivere è un'attività manuale, ed è sentita durante il Medioevo come un'operazione da delegare agli altri. Nel caso in cui l'autore avesse scritto di suo pugno l'opera, il supporto scrittorio sarebbe comunque costituito da materiale deperibile, pergamenaceo o membranaceo. Si scriveva inoltre su tavolette cerate di legno, tavolette che venivano in seguito riutilizzate. Se non è stato realizzato un autografo di pugno dell'autore, non avremo mai a disposizione il prodotto testuale originario, ma potremo soltanto avvicinarci alla sua originaria configurazione.

Originale manoscritto

L'originale manoscritto sarà sempre differente dallo scritto dell'autore stesso. Prima composizione: forma orale, dettata, o codificazione grafica su supporto effimero, generalmente su papiro o pergamena, molto resistente, di lunga durata in quanto a conservazione nel tempo (Pergamo è il più importante centro di diffusione di supporti pergamenacei). Poiché per produrre materiale pergamenaceo o membranaceo occorre eseguire un processo difficoltoso e dal costo notevole, la sua preziosità fa sì che la pergamena possa essere più volte ripulita. Paradossalmente è più importante la pergamena di quanto vi è scritto sopra; quando ciò che vi è scritto non interessa più, lo si cancella raschiandolo, affinché il supporto torni ad essere riutilizzabile.

Palinsesto

Il vecchio testo tuttavia non può scomparire del tutto (inchiostro denso, viscoso), e grazie alle attuali tecnologie un eventuale testo sottostante può essere ancora letto, differenziando lo scriptio superior dallo scripto inferior. La filologia lo chiama palinsesto (codice palinsesto). I testi conservati quindi sono più del numero delle pergamene stesse. Anche i fogli sparsi di pergamena, che non possono essere utilizzati per un testo, vengono comunque utilizzati in funzioni librarie, come fogli di guardia o rinforzo di copertina. Si riutilizzano fino alla loro frammentazione. Importante perché quando troviamo fogli di guardia, possiamo trovarci sopra altri testi.

Caratteristiche della pergamena

Altra caratteristica: per quanto trattati o lavorati, i fogli pergamenacei sono sempre di origine animale, con differenze di tinta tra lato pelo (più scuro) e lato carne (più chiaro). Ciò comporta che nell'allestimento del codice si facesse in modo che aprendo il libro, le due pagine "affrontate" fossero entrambe dello stesso colore. Se noi troviamo un codice con un'anomalia nelle carte, in quanto le pagine hanno colore diverso, dobbiamo sospettare qualche alterazione durante l'allestimento, che modifica non solo la natura della pergamena ma anche la natura stessa del testo.

Diffusione della carta

La carta si diffuse intorno al XI sec/ XII sec. Materiale molto più comodo, fragile ed economico. Supera le prime resistenze di tipo ideologico, in quanto proveniva dal mondo islamico. Comincia a fiorire le cartiere, si sostituisce gradualmente ma non del tutto alla pergamena.

Allestimento del codice

  • Trascrizione (del testo copiato) su fogli sciolti;
  • I fogli vengono consegnati ad un altro artigiano che aggiunge testo e figure (rubriche in rosso, minio = miniature). Chi ha scritto il codice deve aver lasciato il posto per rubriche, figure, lettere iniziali. Se questa pratica è effettuata con errori o non è effettuata del tutto si producono alterazioni del testo o esemplari incompleti;
  • Rilegatura. Fogli in un certo ordine (uniti in fascicoli, poi uniti a filo, non incollati a mò di brossura e muniti di copertina. I fascicoli costituiti da 4 fogli, i più diffusi, sono definiti quaternioni, da cui i quaderni, più rari quelli di 5 fogli, i quinterni). Il copista non scrive in ordine di lettura ma in ordine di rilegatura.

Figura del copista: ambito religioso o scolastico

Il copista medioevale all'inizio lavora in condizioni disagiate, non può usufruire di un tavolo di lavoro e si appoggia sulle ginocchia per ricopiare (vita media del copista molto breve). Anche quando l'attività di copista diventa più strutturata, egli è comunque sottoposto a disagi fisici a partire...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Considerazioni su Metodo Lachmanniano e Modelli Evolutivi delle Lingue Romanze Pag. 1 Considerazioni su Metodo Lachmanniano e Modelli Evolutivi delle Lingue Romanze Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Considerazioni su Metodo Lachmanniano e Modelli Evolutivi delle Lingue Romanze Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviamac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Ghidoni Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community