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Appunti su Metodo Lachmanniano e Modelli Evolutivi delle Lingue Romanze

Appunti di filologia romanza su Metodo Lachmanniano e Modelli evolutivi delle Lingue Romanze basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Ghidoni dell’università degli Studi di Macerata - Unimc, facoltà di Lettere e filosofia, del Corso di laurea in lettere . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filologia romanza docente Prof. A. Ghidoni

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I metodi di accorgimento elaborati dalla critica filologica mirano alla ricostruzione di un’immagine testuale il piu fedele

possibile a quella originale, tenendo conto della grande disparità tra le varie copie e degli errori contenuti in ogni

testimone.

La filologia moderna aveva pensato a possibili metodi di comportamento davanti a tutte queste copie.

CRITERI:

PRINCIPIO DI AUTORITA’, applicato ad esempio nella traduzione latina della Bibbia di San Gerolamo, la Vulgata

Versio.

Si legge il testo come l’autorità concernente il testo stesso ha imposto di leggerlo

PRINCIPIO DEI CODICES PLURIMIS

Scelgo la lezione in base alla maggioranza dei codici

PRINCIPIO DEL LODEX OPTIMUS

Scelgo il testo che ritengo essere il codice migliore per completezza o strutturazione sintattica. Variante : più che

all’Optimus si pensa al Vetustissimus, in riferimento alla copia più vicina all’epoca in cui il testo originale è stato

scritto: METODI PRESCIENTIFICI (prima di Karl Lachmann, 1700 )

Si sottolinea la differenza tra cui l’opera è stata composta e il tempo in cui è stato redatto il codice.

Nel caso di codices plurimi, se io ho di fronte più testimoni (copie conservate di un’opera) nel caso di un’anomalia,

esamino le varie differenze e opto per la lezione rinvenuta nella maggioranza dei codici esaminati.

Si tratta di un principio assurdo e sbagliato: non bisogna valutare i testimoni in modo assoluto, bensì analizzare i

rapporti intercorrenti fra loro (se su 10 testimoni, 7 sono copie del medesimo, dovrebbero valere come 1.)

Privilegiavano quindi erroneamente ciò che i testi avevano in comune.

In questa sede non siamo interessati alle lezioni non problematiche, ma ci riferiremo agli ERRORI per stabilire i

rapporti fra i testimoni, presupponendo che ogni copia esistente-codice-testimone contenga almeno un errore.

Si distinguono:

ERRORI POLIGENETICI, comuni a vari copisti non in contatto;

ERRORI MONOGENETICI, con una sola causa d’errore.

Karla Lachmann (fine 1700-1851), frequentatore dei fratelli Grimm, fu uno dei primi studiosi ad interessarsi di

Filologia Germanica che all’epoca non aveva ancora un nome. Siamo nel pieno del Romanticismo Tedesco, nel quale si

riscoprì il gotico medioevale del medioevo in generale, cercando un’unità identitaria e nazionale non nella cultura

classica, ma in quella successiva alle invasioni barbariche.

Tornare alle origini per ritrovare valori perduti, attraverso l’analisi di tradizioni folkloriche (folklore come scienza del

popolo) utili nella determinazione dell’origine dei testi antichi. Lachmann non andava alla ricerca dell’origine assoluta,

ma della copia piu attendibile, capace di riprodurre la stessa forma mentis alla base dell’originale. Ciò che conta sono

gli errori. IL METODO DI LACHMANN

Definito anche metodo stemmatico, è, in filologia, lo strumento indispensabile ai fini della pubblicazione

dell'EDIZIONE CRITICA di un testo. L’edizione critica di un testo risponde al problema di fornire un’edizione

comunicabile del testo stesso, che per sua natura versa in condizioni gravi, perché non immediatamente disponibile né

leggibile.

Fu sinteticamente teorizzato dal filologo tedesco Karl Lachmann a metà dell'800: il primo testo per il quale si

utilizzarono le procedure successivamente definite come "metodo lachmanniano" fu una pubblicazione del 1852 del De

rerum natura di Lucrezio (I secolo a.C.).

Codice/testo manoscritto - copia/testimone

Il metodo lachmaniano mira alla definizione, attraverso 3 step principali, di un albero genealogico dellaTradizione

manoscitta/stemma codicum votato alla ricostruzione della tradizione di trasmissione/percorso di diffusione di un testo

originario, con tanti rami quanti sono stati i suoi testimoni nel corso del tempo.

Da non dimenticare che dall’insieme dei testimoni utili/da considerare, valutati a seconda degli elementi

differenziali/errori che li distinguono, vanno escluse le copie certamente riconducibili ad una stessa copia di cui si è già

in possesso; vanno dunque escluse le copie apografe del medesimo testo antigrafo, dopo un’accurata analisi delle

caratteristiche fisiche, tecniche e formali dei manoscritti considerati, per accertarne l’indubbia derivazione.

Banalmente, nella definizione dei rami di una tradizione sono da considerare solo i codici/testimoni copiati dal testo

originale, o la prima copia di ciascuna copia originaria, non tutte le copie esistenti di ognuna, che agli errori del testo di

partenza potrebbero aggiungerne altri, i propri (cioè quelli del terzo/quarto/quinto copista?).

La recensio si suddivide in una serie di operazioni successive:

 individuazione dei testimoni

L'insieme dei testimoni che trasmettono l'opera in forma integrale o parziale costituisce la tradizione di un'opera. La

tradizione si distingue in:

 tradizione diretta: complesso di manoscritti e stampe che trasmettono l'opera in quanto tale

 tradizione indiretta: versioni in altre lingue utili per ricostruire un testo lacunoso (non integrano

formalmente ma chiariscono il significato), citazioni esplicite o implicite dell'opera, commenti antichi

dell'opera che presentano un lemma che riporta la lezione genuina della tradizione, imitazioni o parodie,

allusioni che possono conservare lezioni genuine o (molto alla lontana) modelli.

 recensio (o censimento delle copie conservate e valutazione): raccolta e valutazione dei testimoni, che

possono essere integrali o parziali, diretti o indiretti.

Una tradizione può essere rappresentata da più testimoni o da un testimone solo. Se c'è un solo testimone il

procedimento è relativamente più semplice. In presenza di una tradizione a più testimoni, si procede con:

La collatio (confronto, sulla base di un esemplare di collazione), operazione che fa ancora parte della recensio;

Lachmann applicava a questa fase il concetto del recensere sine interpretatione, ossia un procedimento meccanico di

confronto, mentre i suoi successori e l'esperienza generale dimostrano come sia necessario già da questa fase compiere

un tentativo di comprendere il testimone, giudicando le lezioni corrette, sospette o erronee. Comparare significa

confrontare i testimoni parola per parola.

Il risultato di questo confronto è la registrazione delle differenze dei vari manoscritti. Tale confronto può essere

condotto:

 per saggi (loci critici)

 per tutta l'opera (molto difficile per un'opera imponente);

idealmente la scelta migliore è la collazione integrale.

È utile ricordare alcune premesse fondamentali della filologia:

 la testimonianza di tutte le copie (o apografi) di un unico testimone (antigrafo) conta per uno, ai fini della

ricerca, fatti salvi naturalmente i casi di contaminazione.

 la norma generale lectio difficilior potior, cioè, a parità di condizioni, la variante più difficile ha più

probabilità di essere originaria.

 la norma prudenziale recentiores non deteriores, ovvero un testimone cronologicamente tardo non è

necessariamente meno affidabile di uno più antico.

 eliminatio codicum descriptorum (eliminazione delle copie apografe);

Vengono eliminate dai testimoni utili le copie di un originale conservato. Non è però sempre evidente che un codice sia

copia di un altro, e tale relazione va provata (es: buchi, macchie nell'originale e lacuna in corrispondenza nella copia;

medesima omissione di una riga che faccia sì che venga a mancare il senso compiuto, tranne che in caso di omoteleuto,

caso in cui la lacuna non può essere ritenuta dell'originale e non si può determinare se il codice sia una copia:

l'errore non determina che si tratti di una copia, e altresì lezioni migliori non provano l'indipendenza di un codice da un

altro perché possono essere frutto delle decisioni del copista). Il criterio della eliminatio codicum

descriptorum ("eliminazione dei codici copiati") consente di lasciare da parte, sulla base di analisi delle caratteristiche

fisiche del manoscritto, i testimoni apografi verosimilmente copiati da codici antigrafi di cui disponiamo; ai fini della

sola constitutio textus, infatti, tenere in conto un codice copiato da un altro posseduto risulterebbe poco utile perché

questo apografo conterrebbe certamente tutti gli errori presenti nel suo antigrafo, più altri di propria innovazione.

Eccezioni possono verificarsi quando ad esempio un codex descriptus (copiato) riporta porzioni di testo perdute

nell'antigrafo. In quel caso bisogna presumere che abbia copiato da qualche altra fonte, e che cioè gli antigrafi siano più

di uno. Solitamente in questa fase è possibile ridurre il corpus della tradizione recensita, scartando molte stampe che

seguono la vulgata stabilita dalla editio princeps, facendo attenzione comunque a possibili varianti autorali (vedere per

approfondimento postillato d'autore) inserite in ristampe e nuove edizioni.

 determinazione delle relazioni tra i testimoni

per stabilire come si raggruppano i testimoni non bisogna fondarsi sulle lezioni che hanno in comune (concordanze):

mentre le parti uguali possono essersi mantenute indipendentemente nei diversi rami, è improbabile che certi tipi di

errori si siano prodotti indipendentemente. Bisogna perciò basarsi sugli ERRORI

significativi/MONOGENETICI/GUIDA che possono essere separativi o congiuntivi.

1)ERRORI CONGIUNTIVI (Bindefehler): "La connessione fra due testimoni (B e C) contro un terzo (A) viene

dimostrata per mezzo di un errore comune ai testimoni B e C, che sia di tal natura, che secondo ogni probabilità B e C

non possano essere caduti in questo errore indipendentemente l'uno dall'altro".

2) ERRORI SEPARATIVI (Trennfehler): "La indipendenza di un testimonio (B) da un altro (A) viene dimostrata per

mezzo di un errore di A contro B, che sia di tal natura, che, per quanto ci è dato sapere riguardo allo stato della critica

congetturale nel tempo intercorso fra A e B, non può essere stato eliminato per congettura in questo spazio di tempo".


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviamac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Ghidoni Andrea.

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