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José de Espronceda (1808 - 1842)

Nasce nel 1808 da famiglia agiata d'origine andalusa ed ebbe educazione neoclassica-liberale a Madrid. Figura romantica di importanza fondamentale, ricopre i temi dell'amore fatale, l'esperienza politica, il soggettivismo, la morte precoce. Ebbe una fama di poeta satanico immediatamente. Affronta argomenti di ribellione sociale e di amore calpestato, perduto. Rompe, pur essendoci sentimentalismo, con l'iniziale sentimento neoclassicista e affronta tutto con atteggiamento critico e di protesta. Il suo pensiero è più decadente, drammatico e negativo di quello di Larra. Egli cercava di dare spiegazioni, Espronceda parla solo di una illusione.

Poesie

In "Poesias" (del 1840): utilizza una poesia di stampo neoclassico (temi estivi, Siglo de Oro, stile rigido), l'innovazione è "Imno al Sol" in cui c'è soggettivismo e le strofe sono concepite musicalmente come in "El Estudiante de Salamanca" in cui forza la mano anche con l'elemento critico. Espronceda usava la poesia come comunicazione: l'assenza di senso della vita. Il tema centrale della sua poesia è la rivolta. L'antieroe che si ribella difronte al mistero del nulla. Riprende il concetto del mistero della vita, della morte anche in "El Estudiante de Salamanca".

El Estudiante de Salamanca

Poema narrativo (storia che viene riproposta in versi) di 1704 versi polimetrici (stesso numero di sillabe) pubblicato tra il 1836/37. Ha due personaggi principali che rappresentano due facce di Espronceda: Don Felix de Montemar e Elvira. Felix si identifica col ribelle associato e relazionato a Don Juan. Elvira invece è la donna sedotta e abbandonata, sentimentale. (C'è parte della biografia di Espronceda, lei: le speranze di Espronceda. Lui: la tragicità, il cinismo, il realismo).

Struttura dell'opera

  • 1° c'è un duello tra due personaggi sconosciuti, si sentono dei gemiti e qualcuno muore. Subito dopo si capisce che uno dei due è Don Felix, studente di Salamanca. C'è una sua descrizione e poi è introdotta Elvira, perdutamente innamorata di lui. L'autore ci fa capire come lei sia stata travolta dalla fine della sua storia d'amore con Felix. Inizialmente è un romance narrativo con sfondo paesaggistico, ma l'opera finisce col grottesco.
  • 2° inizia un apartado di tipo patetico da parte di Elvira. Ci conferma come lei sia stata sedotta ed abbandonata, ha perso la sua innocenza con un dongiovanni, con Don Félix. È piena di sentimentalismo, dà importanza allo stato anemico delle cose e mette in evidenza una certa pazzia/ribellione ma, ciò nonostante, perdona Felix attraverso una lettera. La delusione, però, la porta alla morte tant'è che il narratore dice che è morta d'amore. La lettera di Elvira non è dura, ma di perdono. Gli augura buona fortuna.
  • 3° inizia come rappresentazione teatrale: tavolo da gioco con tappeto verde, con 6 giocatori di carte. Don Felix è uno di loro. Sta perdendo e inizia ad impegnare oggetti: una catena d'oro, il ritratto di Elvira e lei stessa. Arriva il fratello di Elvira, Don Diego de Pástrana che vedendosi sfidato per la seconda volta (Elvira è morta per colpa di Felix) lo sfida a duello.
  • 4° Don Felix e Diego erano coloro che duellavano nella prima parte, si torna a quel momento iniziale. Felix ha la spada insanguinata e Diego è morto. Nell'ultimo viaggio, Felix incontra la morte (Il suo funerale) e una donna bianca che insegue che è la morte (anche se ha sembianze di Elvira). Questa parte è la più importante perché portatrice del messaggio dell'opera: Felix cammina in modo tranquillo per la strada poi si imbatte nello spettro di una donna dal velo bianco che non gli rivela chi è. Lui prima cerca di sedurla, poi volendo sapere chi si cela sotto il velo la perseguita. Lei gli dice di non continuare a seguirla ma egli continua perché vuole spiegare il mistero. Continuerà a seguirla fino a vedere il suo volto.

Il messaggio dell'opera

Si imbattono in un funerale e a Felix viene detto che il funerale è il suo. Quindi, nel duello era morto Felix stesso. I gemiti e le lamentele della prima parte sono dell'anima di Don Felix che ora insegue questa donna, in un viaggio ora spirituale, a differenza delle prime parti. Si nota una circolarità nella struttura dell'opera: l'agonia e morte di Don Felix dalla prima parte termina nell'ultima. Il testo inizia in media-res con un viaggio reale ma finisce in un viaggio spirituale. L'anima del protagonista è quella che girovaga nell'ultima parte, che è la più romantica (cioè grottesca nel suo simbolismo) e la più interiore. Don Felix assiste al suo funerale e alla morte vista come seconda morte dopo quella della prima morte fisica. La seconda morte è cioè dell'anima. Nichilismo totale.

Si arriva allora al messaggio dell'opera: la protesta contro la religione poiché l'atteggiamento puritano convenzionale derivava dalla religione che educava i cristiani ad avere paura della morte per tenerli buoni durante la vita. Felix però non è etico, è ribelle e non è cattolico, la sua condotta è tutto tranne che esemplare. La religione che manipola gli uomini è contrastata così da Espronceda col suo personaggio, Don Felix, che non si fa manipolare e prosegue per la propria strada. Nel EEDS ci sono, in effetti, due forme di rivolta:

  • Titanismo: la lotta contro tutti e tutto. Contro i valori, i codici, gli ideali di qualsiasi livello. Felix non ama ma seduce, come con Elvira. È rivolta sentimentale e sociale. Sociale anche perché avere una donna e poi abbandonarla era ucciderla socialmente. L'uccisione del fratello Diego è anche rivolta alla famiglia.
  • Satanismo: inteso come rivolta religiosa (come in Don Juan), cioè sfida a Dio e ribellione che termina col castigo. Un esempio emblematico è Lucifero, l'angelo della luce che ribellandosi a Dio venne cacciato dal paradiso e divenne Satana (= angelo delle tenebre). Felix è proiettato nelle tenebre quando abbraccia la donna dal velo bianco - che poi diventa scheletro - ed egli si rende conto che ha abbracciato la morte e quindi muore. Ciò è simbolo del peccato originale in quanto egli ha insistito troppo a cercare di capire chi vi fosse dietro il velo bianco, come se lei fosse stata l'albero di mele. Felix è eroe romantico in quanto vuol dare spiegazione alla morte e sfida quindi Dio, può essere allora paragonato ad Adamo ed Eva. Vuol capire di più di quello che gli viene permesso. Le altre sfide a Dio sono l'uccisione di Don Diego (come in Don Juan con Ullola) e la persecuzione della Dama Bianca (la morte) che portano ad un castigo reale e poi spirituale.

Il risultato è la morte che però non va vista come vendetta da parte di Elvira, in quanto lei lo perdona (lettera), bensì come morte voluta da Dio. Il messaggio dell'opera è anche per questo antireligioso.

Le fonti

1) El Burlador de Sevilla, in cui Juan ha gli avvertimenti del servo Catalinon ma gli risponde "Tan largo me lo fi".

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

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