Letteratura inglese: il Settecento
Introduzione
Quando parliamo del '700, prendiamo, per un'analisi sommaria, in considerazione il periodo che va dal 1688 (la Glorious Revolution) all'avvento della rivoluzione industriale. Usiamo questi punti di riferimento perché la Glorious Revolution impose un cambiamento politico, sancendo la supremazia del Parlamento come fonte di sovranità, mentre la rivoluzione industriale pose le basi per la letteratura successiva (Blake, Dickens).
Fino a circa il 1740, parliamo propriamente di Neoclassical, o Augustan Age. In questo periodo c'è una notevole influenza delle lettere nella formazione degli accademici, e non sono pochi i riferimenti retorici e stilistici alla cosiddetta armonia classica. Si superano anche le tradizionali divisioni fra scienza e fede, si notino ad esempio le parole di Pope (1734): “God said let Newton be! And all was light!”
Nel 1707 con l'Act of Union, nasce la Gran Bretagna, dall'unione del regno di Inghilterra e Irlanda con la Scozia. Non si parla più di Inghilterra; molti scrittori, tra cui Defoe, la definirono un'unione prettamente politica.
Lo spaccato sociale in questo periodo, oltre alla classica nobiltà e gentry, include anche nuove categorie, legate all'ascendente borghesia: i gentlemen, la ricca borghesia, the people, lo strato intermedio, the mob, lo strato basso di popolazione. In questo periodo la Gran Bretagna, grazie a nuovi possedimenti in Nord America ed in India (Regulation Act and Indian Act, 1784) diventa l'impero coloniale più grande al mondo.
La celebrazione di sé e del proprio stato, il dibattito su temi quotidiani, l'apertura verso nuovi mondi e i cambiamenti economici, si riflettono in nuove forme di scrittura: autobiografie, diari, quotidiani, scrittura di viaggio ed, infine, la nascita e l'ascesa del romanzo moderno.
Il Settecento in letteratura
Il Settecento, un sommario sulla nascita del romanzo moderno
Il '700 è quindi il punto di partenza del Romanzo moderno, o novel. Non possiamo, in questo periodo, dare una definizione stilistica univoca di novel, poiché le sperimentazioni letterarie e gli approcci furono molto diversificati fra loro. È senz'altro indubbio, però, che esso si differenziasse esplicitamente, con un dibattito teorico sin dal principio, dalle forme in prosa precedenti: i romances.
I Novel, infatti, tentavano di avvicinarsi al pubblico, cercando di essere quanto più possibile vicini alla realtà, in modo da favorire anche l'identificazione con i personaggi. Di questo, sin da subito, gli autori sono più che consapevoli, tanto che Fielding, scrive, nell'introduzione del Tom Jones: “I am, in reality, the founder of a new province of writing, so I am at the liberty to make what laws I please.”
Le novel si caratterizzano per una somiglianza con le news: domina l'area semantica della novità. Clarissa, una delle critiche e scrittrici dell'epoca, definì il novel come “something that never yet had been done”; Clara Reeve definì invece il romance come “An heroic fable, which treats of fabulous persons and things”.
Il romance, fondamentalmente, parlava alla nobiltà e imitava i suoi modelli comportamentali; il Novel si apre al nuovo, sulla falsa riga del giornalismo. Possiamo inoltre senz'altro dire che in questo periodo il lettore diventa compratore. È fondamentalmente per questo che scompaiono le lettere ai mecenati, mentre compaiono a volte lunghe Prefazioni ed Introduzioni alle edizioni.
Da questo momento in poi, la seduzione del testo letterario va creata dagli autori, partendo dalle nuove condizioni di fruizione: pubblico vasto e diversificato, composto sempre più da donne. Il tema fondamentale del novel, che dominerà a lungo, è senz'altro quello della ricerca da parte di un eroe o eroina, che può realizzarsi come ricerca della sopravvivenza o dello stato economico desiderato, appropriato o comunque confortevole nella società; tale oggetto di ricerca è chiamato Quest, e corrisponde solitamente al matrimonio o al raggiungimento di un benessere economico: due indicatori sociali della modernità.
Lo svolgimento del racconto e dell'intreccio è mimetico rispetto all'ascendere e alla ricerca dell'armonia, e dunque, anche data l'impossibilità di fare intrecci complessi in prima persona (la modalità narrativa prediletta in questo periodo) l'intreccio è lineare. Defoe e Richardson utilizzano l'espediente delle lettere, o dei diari; sarà solo con Fielding, e l'introduzione del narratore onnisciente e della narrazione in terza persona, che si introdurranno intrecci più complessi ed il concetto di suspense.
In tal senso si impongono due modelli, quello di Richardson, che perseguiva, tramite l'uso dell'epistola e del diario, l'esplorazione interiore del personaggio, e puntava a una teatralizzazione degli episodi, ponendo spesso in primo piano l'importanza delle scelte morali; l'altro, quello di Fielding, che utilizza uno stile arguto e l'ironia, presentando gli istinti naturali e l'ipocrisia dei comportamenti umani, gestendo in maniera geniale la trama.
La definizione problematica di realismo all'origine del romanzo inglese
Anche se abbiamo detto che il romanzo inglese si distingue dalla tradizione precedente del romance poiché più “realistico”, non dobbiamo confondere questa nozione con quella di scuola Realista. Il realismo del romanzo inglese del '700 non è tanto una scuola di pensiero, o una presa di posizione letteraria, è un contenuto, ed ancora di più un atteggiamento nei confronti della narrazione.
È per questo che Lisa Maria Crisafulli ritiene sia più opportuno parlare di “illusione/effetto di reale”. Il concetto di Realismo, come lo intendiamo noi, è in effetti avulso dalla cultura dell'epoca. Davis parlerà di factual fiction, per definire un testo che cerca di coprire la propria fictionality affrontando vicende plausibili, razionali.
Ian Watt, ne “La nascita del romanzo borghese” sostiene che il cambiamento dei presupposti economici, storici e sociali abbia generato le risposte estetiche che sono servite da fondamento per il romanzo borghese, parlando di “realismo formale”. In particolare, egli sostiene che, da fine 600 in poi, la società intellettuale filosofica abbia progressivamente...
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