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LETTERATURA INGLESE (SARACINO)

02.10 – 03.10

“Amo la letteratura perché mi aiuta a vivere”

“Siamo tutti fatti di ciò che gli altri ci donano”

La nostra relazione col mondo ha una struttura narrativa.

Il nostro SUBCONSCIO ha una struttura narrativa.

Freud: “noi siamo la storia che ci raccontiamo”  lo psicoterapeuta lavora sulla narrativa.

Le terapie psicoanalitiche non lavorano sul paziente, ma sul racconto.

“Il racconto ti guarisce”  quando si arriva a cambiare la narrativa, la persona guarisce (TALKING-

CURE)

Freud arriva a capire alcuni disturbi della psiche leggendo Shakespeare.

• Rapporto padre-figlio  Macbeth: Macbeth non riesce ad ammazzare il re perché in lui

“vede” suo padre (complesso di edipo)

• Otello  Desdemona si autoaccusa

• Rapporto col denaro / equivalenza denaro-amore  Il Mercante di Venezia: l’attaccamento

al denaro è una forma distorta dell’amore.

Freud: “il nostro inconscio funziona come il terreno che nasconde dei reperti archeologici.

Quando abbiamo un dolore, noi lo seppelliamo sotto il nostro inconscio, ma esso si conserva. Il

terapista deve riportarlo in superficie. (terapista = archeologo)

Bichsel: “la nostra vita acquista senso solo se ce la possiamo raccontare” OGNI VITA PRODUCE

UNA STORIA SE SI È CAPACI DI RACCONTARLA

05.10 THE TEMPEST

Atto 1, Scena 2

In questa commedia compare per la prima volta nella storia della letteratura, in termini forti, lo

SCONTRO TRA BIANCO E NERO, TRA COLONIZZATORE E COLONIZZATO.

Dalla “tempesta” di S. nasce la volontà di mettere nero su bianco la propria storia prima che lo

faccia qualcun altro, prima che gli altri ti dicano chi sei…

Prospero ha cancellato in sua figlia la memoria del passato, per “No harm.

non farla soffrire.

Ha creato una finta tempesta per fare in modo che sull’isola I have done nothing but in care of thee,

arrivassero delle persone, tra cui un uomo che incontrando Of thee, my dear one—thee my daughter, who

miranda, avrebbe costruito un nucleo familiare con lei. Art ignorant of what thou art, naught knowing

miranda dice “sei tu che con la tua magia ti sei occupato delle Of whence I am, nor that I am more better

acque del mare”

Prospero dice di aver fatto tutto questo per il bene di Miranda.

Prospero parla con sua figlia per cercare di ricomporre il passato, ricompone pezzi della sua storia

personale, il padre dice alla figlia chi lei è.

Personaggi:

• Prospero  padre-padrone, dotato di poteri magici

• Miranda  la figlia che non sa niente di sé

• Ariel  spirito dell’aria, salvato da Prospero e ora al suo servizio

• Caliban  schiavo di Prospero, figlio di Sycorax

Tutti questi personaggi messi sulla scena ricreano, in chiave favolistica, una SITUAZIONE

COLONIALE.

All’inizio del ‘600 l’Inghilterra aveva già costruito il suo impero.

Prospero ricorda ad Ariel, spirito dell’aria al suo servizio, ciò che è successo sull’isola; gli ricorda di

quando c’era la strega Sycorax. Parlano del figlio di Sycorax, Caliban.

CALIBAN: Prospero aveva istruito Caliban, il quale poi gli è stato riconoscente e gli ha voluto bene;

ma in seguito Prospero lo ha fregato, ha tolto l’isola dalle sue mani e lo ha reso uno schiavo.

Prospero afferma di averlo ripugnato perché aveva tentato di violentare Miranda.

La dinamica di appropriazione della cultura britannica consisteva nel PRENDERSI CIÒ CHE È

UTILE. Agli inglesi non serviva ammazzare la popolazione locale, ma sfruttare le risorse del

territorio, persone comprese.

(Gli spagnoli invece, che dicevano di colonizzare per “missione divina”, sentivano anche il dovere

di sterminare gli infedeli.)

La dinamica coloniale era influenzata anche dalla religione del conquistatore. La religione

anglicana si basava anche sull’idea che Dio ti benedice se tu eri ricco, se lavori tanto e fai i soldi 

sulla banconota da 1 dollaro vi è scritto “IN GOD WE TRUST”.

(Cultura cattolica: “beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli”)

CALIBAN

[…] This island’s mine, by Sycorax my mother,

Which thou takest from me. When thou camest first,

Thou strok’st me and made much of me, wouldst give me

Water with berries in ’t, and teach me how

To name the bigger light, and how the less,

That burn by day and night. And then I loved thee

And showed thee all the qualities o' th' isle,

The fresh springs, brine pits, barren place and fertile.

Cursed be I that did so! All the charms

Of Sycorax, toads, beetles, bats, light on you!

For I am all the subjects that you have,

Which first was mine own king. And here you sty me

In this hard rock, whiles you do keep from me

The rest o' th' island.

PROSPERO

Thou most lying slave,

Whom stripes may move, not kindness! I have used thee,

Filth as thou art, with human care, and lodged thee

In mine own cell till thou didst seek to violate

The honor of my child.

CALIBAN

Oh ho, oh ho! Would ’t had been done!

Thou didst prevent me. I had peopled else

This isle with Calibans.

[…]

CALIBAN

You taught me language, and my profit on ’t

Is I know how to curse. The red plague rid you

For learning me your language!

09.10

La rappresentazione teatrale nasce per svolgere quella funzione che oggi svolge la

comunicazione, i giornali.

Rappresentazione di un evento.

in origine il teatro era itinerante, non statico.

Teatro inglese nasce come forma di comunicazione di eventi che accadono in itinere.

Amleto  dentro l’opera avviene la messa in scena dell’omicidio del padre di Amleto 

METATEATRO

Con Shakespeare abbiamo la prima grande messa in atto della storia attraverso la trascrizione

teatrale.

Sappiamo che S. non aveva mai lasciato la Gran Bretagna, nonostante ciò era ben informato su gli

eventi nel mondo occidentale perché leggeva.

La regina Elisabetta I era una donna molto colta, parlava diverse lingue, tra cui il latino. Volle

imparare anche l’italiano  lingua della cultura.

Chiamò dall’Italia Giovanni Florio, uno studioso di letteratura in lingua italiana, lo fece Sir e lo mise

a lavorare presso la sua corte. Florio creò il primo vocabolario della lingua inglese e tradusse in

inglese i racconti che arrivavano dall’Italia.

L’Inghilterra non aveva questa forma narrativa.

Tutti questi racconti che dall’Italia arrivavano al pubblico inglese daranno spunto a Shakespeare

per la maggior parte delle sue opere. Molte opere di S. infatti sono ambientate in Italia.

Shakespeare deve molto alla tradizione letteraria italiana.

La politica è molto presente nelle opere di S.

I sentimenti messi in scena sono forti perché devono attirare l’attenzione del pubblico.

--

La Tempesta è l’ultima opera scritta da S.

È un’opera a metà tra il sogno e la favola, e mette in scena vari elementi dell’animo umano, come

l’avidità di potere e il desiderio impossibile di vedere il mondo in ordine (Prospero).

Con quest’opera abbiamo la prima messa su carta dell’INCONTRO CON L’ALTRO.

Prospero scopre che l’isola è abitata dall’Altro-da-Sé  Caliban.

Colonizzazione britannica  appropriazione di persone, terre e risorse, ma senza l’annullamento dell’Altro-da-

Sé.

Tra il ‘400 e il ‘600 il Mediterraneo è un vero e proprio spazio teatrale: uno spazio di incontri, conflitti e

cambiamenti.

Shakespeare immagina un mondo che cambia attraverso la conoscenza e la risoluzione di conflitti

 Prospero vs Caliban  Europeo vs Straniero (problema di relazione)

Tema della LINGUA  l’imposizione del potere, Il futuro tra chi comanda e chi è suddito passa

attraverso la comunicazione  necessità di imporre la propria lingua e la propria cultura,

scolarizzare

MIRANDA:

“[I]Took pains to make thee speak, taught thee each hour

One thing or other: when thou didst not, savage,

Know thine own meaning, but wouldst gabble like

A thing most brutish, I endow'd thy purposes

With words that made them known.

CALIBAN:

“You taught me language, and my profit on ’t

Is I know how to curse. The red plague rid you

For learning me your language!”

Nei racconti che hanno al centro l’esperienza coloniale, la figura del bianco ha sempre il controllo

della situazione.

L’incontro con lo straniero implica anche l’esperienza linguistica.

--

09.10 ROBINSON CRUSOE

Nel 18° secolo l’Inghilterra fa un grande passo in avanti dal punto di vista economico e sociale, in

seguito alla comparsa di una nuova classe sociale: la BORGHESIA mercantile.  classe innovativa,

impone una fisionomia totalmente nuova all’intera società.

Fino a quel momento la classe dominante era l’ARISTOCRAZIA, a cui corrispondeva la forma

letteraria del teatro.

Robinson Crusoe inaugura un nuovo genere letterario.

Appena questo romanzo viene pubblicato, viene “spacciato” per romanzo d’avventura per ragazzi,

così come “Gulliver’s Travels” di J. Swift.

Mito del SELF-MADE MAN, capace di cavarsela in ogni situazione.

Questo romanzo nasce in seguito alla necessità di dare voce a una nuova classe sociale: la

borghesia.

È un romanzo che compare in un momento storico in cui avviene il passaggio di potere

dall’aristocrazia alla borghesia.

R.C viene pubblicato nel 1719, ma è ambientato all’inizio del ‘600.

Il protagonista è un personaggio vincente il quale entra sulla pagina presentandosi al mondo,

descrivendo le proprie generalità. È un protagonista nuovo, che deve farsi conoscere, non è mai

apparso niente di simile prima di allora.

Il romanzo viene presentato come autobiografico, si vuol far credere al lettore che ciò che vi è

scritto è accaduto veramente.

Messa in scena perfetta per raccontare la storia di una nuova classe sociale.

Viene messa in prosa la vicenda di un personaggio, che deve essere necessariamente vincente,

che entra sulla pagina presentandosi al mondo, declinando le proprie generalità. Sa di essere

nuovo sul palcoscenico della storia e quindi deve farsi conoscere.

È scritto in un inglese molto comprensibile e scorrevole.

Figlio di una famiglia agiata, ma di origini straniere (foreigner)  il padre è di Brema, Germania,

diventa ricco facendo il mercante.

In poche righe, Robinson ci racconta la storia della sua famiglia, le sue origini.

È IL PERSONAGGIO DEL BORGHESE CHE RACCONTA LA STORIA DELLA BORGHESIA.

Defoe fa uso del meccanismo narrativo dell’anticipazione per attirare l’attenzione del lettore.

L’eroe per poter essere tale deve necessariamente sconfiggere le difficoltà.

L’eroe borghese è colui che guadagna tanti soldi, si arricchisce.

Robinson ha un destino già disegnato, ma decide di rompere gli schemi, di ribellarsi al volere del

padre.

La figura del padre e la figura di Robinson identificano le due facce della borghesia. Il padre è la

BORGHESIA TERRIERA che si è arricchita accumulando terre e che sta andando incontro alla

sua fine. È fermo a casa perché è malato di gotta, una malattia che si produce quando si mangia

troppa carne (la carne all’epoca era il pasto di base). Il padre dice al figlio che la loro condizione è

la migliore, perché è il punto più alto della condizione più bassa della società, a loro non manca

niente, stanno bene, non sono né ricchi né poveri, non sono esposti all’infelicità, alle fatiche della

vita. “L’altra gente ci invidia, e questo fa capire che noi stiamo bene.”

Robinson è la nuova BORGHESIA RAMPANTE, che vuole fare di sé qualche cosa, fare

imprenditoria.

Il Conflitto padre-figlio (vecchia borghesia vs nuova borghesia) è l’espediente narrativo che dà

inizio all’avventura del protagonista, ché è l’avventura della nuova borghesia imprenditoriale.

Robinson si mette in viaggio perché la sua famiglia possiede delle terre in Brasile, e lui deve

andare nel golfo di Guinea prendere degli schiavi e portarli in Brasile nelle sue proprietà.

Robinson è un finto naufrago perché la Provvidenza gli fa avere tutto ciò di cui ha bisogno per

sopravvivere sull’isola. Lui in quanto Inglese, deve soddisfare ciò che la Provvidenza ha in serbo

per lui, il borghese deve produrre e diventare ricco, perché diventare ricco è un pregio.

Mentalità anglicana: Dio vuole che tu lavori e che diventi ricco.

10.10

In Inghilterra si fa sempre più forte un atteggiamento coloniale.

La classe sociale che possiede la terra è la classe dominante.

La prima colonizzazione che l’Inghilterra fa è quella dell’Irlanda  sterminio degli Irlandesi.

Irlandese diventa personificazione del male, come l’ebreo nel XXI secolo.

Per colonizzare ci vogliono i soldi, e chi aveva i soldi erano i commercianti e i mercanti, i quali

avevano solidi principi: Dio, denaro, lavoro…

Nel romanzo non è specificato che R.C. si mette in viaggio per portare gli schiavi dal golfo di

Guinea al Brasile.

La figura di Robinson Crusoe nasce perché gli inglesi si possano identificare in lui e vengano

quindi spronati ad investire le loro ricchezze altrove.

Gli Inglesi si erano arricchiti e quindi adesso potevano concentrarsi sul proprio benessere.

Rivoluzione industriale è un periodo di progresso inarrestabile, ma fa ripiombare molte classi

sociali che avevano raggiunto un minimo livello di benessere nella povertà.  rivolta luddista,

rompono le macchine.

Dickens ha dato voce a quelle persone che non avevano voce in capitolo.

I meccanismi che portano la letteratura ad incontrarsi con l’espressione sociale sono molto antichi,

nascono con la scrittura in prosa.

Le forme artistiche sono legate alla classe sociale dominante. Quando il modello dominante è la

monarchia, le espressioni artistiche in voga sono il teatro e la poesia (sonetto).

Borghesia  romanzo

In Italia, Manzoni scrive i Promessi Sposi, in cui per la prima volta dà voce alla piccola borghesia

terriera, classe sociale non dominante, ma molto estesa. Nel romanzo sono centrali i valori legati

alla Chiesa e alla religione.

La stessa cosa era accaduta molto tempo prima in Gran Bretagna.

In Italia non c’era una letteratura che rappresentasse tutti perché vi era un’estrema diversità

culturale e linguistica  tanti piccoli stati, tante lingue diverse (dialetti).

Manzoni scrive in una lingua italiana costruita a tavolino.

La Gran Bretagna invece era uno Stato unico, un Regno, e aveva già una lingua unica, solida.

La G.B. era già scolarizzata, mentre da noi in Italia la scolarizzazione arriva tardi.

Defoe inaugura il genere del romanzo (NOVEL)

La storia raccontata viene spacciata per vera, si vuol far credere al lettore che il protagonista sia lo

scrittore stesso, che stia raccontando una vicenda autobiografica.

La CULTURA PURITANA è utilitaristica, il soggetto fa un patto con Dio. Secondo il puritanesimo,

Dio vuole che tu lavori costantemente, ma per essere dalla parte giusta e per avere la ricompensa

che Dio ha in serbo per te, bisogna seguire delle regole: non ci si deve discostare dal modello che

la cult. puritana propone, essere onesti, grandi lavoratori, guadagnare tanto e diventare ricchi.

Bisogna tenere sotto controllo il mondo che Dio ti ha assegnato e andare a letto con la coscienza

pulita, sapendo di aver ottemperato il progetto che Dio ha su di te. Tale progetto è quello che la

Provvidenza ti mette davanti.

In R.C. la Provvidenza ricorre costantemente, è quell’entità che fa in modo che Robinson sull’isola

abbia tutto quello che gli serve.

Inoltre il Puritano deve tenere un diario giornaliero in cui annota le sue giornate, il suo lavoro

giornaliero, in modo da fare un rendiconto spirituale, capire se ha ottemperato il progetto che Dio

ha su di lui.

La Provvidenza fa avere a Robinson il suo diario…

La tua ricchezza deve essere frutto di un lavoro onesto; anche lo sfruttamento degli schiavi era

considerato un lavoro onesto.

Prima di imbarcarsi in mare, R. aveva affidato il suo denaro a una vedova in G.B., in modo che

mentre lui era via, lei glielo avrebbe fatto fruttare, in modo che quando sarebbe tornato, lui sarebbe

stato ancora più ricco di quando era partito.

Capitolo 14: “A DREAM REALISED”  Robinson costruisce la sua dimora, che egli definisce “my

castle”.

Comincia anche ad apprezzare il fatto di essere solo.

Col tempo inizia ad esplorare l’isola. Un giorno trova un’impronta umana e capisce che in realtà

non è solo sull’isola. Inizia ad avere paura.

La Provvidenza compare diverse volte per rassicurare l’Io narrante ma anche per rassicurare i

lettori.

Robinson crede di essere governatore di tutto ciò che ha intorno.

“ogni volta che assecondava i compiti che la provvidenza dava a lui, si metteva giù e dormiva”.

Un giorno si sveglia e vede dei selvaggi sbarcare con delle canoe sulla riva. Questi selvaggi

avevano portato con sé un altro selvaggio come schiavo, e si apprestavano ad ucciderlo per

mangiarlo (cannibali). All’improvviso questo selvaggio scappa proprio verso il rifugio di Robinson.

Appena egli vede Robinson, un bianco, si inginocchia davanti a lui, come se lo stesse pregando di

proteggerlo.

Robinson decide di metterlo al suo servizio per tutta la vita.

Lo civilizza, lo istruisce, gli insegna a bere e a mangiare.  INCONTRO CON L’ALTRO

Questo romanzo fa sembrare che l’Altro-da-Sé (Friday) non sia in grado di fare nulla da solo,

neanche bere o mangiare.  Robinson istruisce Venerdì: gli insegna a parlare, a chiamarlo

maestro, a bere da una ciotola, gli dà dei vestiti con cui coprirsi.

Venerdì viene descritto accuratamente come un selvaggio ma di piacevole aspetto, quasi bello e

armonioso come un Europeo.

Robinson Crusoe è MANIFESTO DEL COLONIALISMO in forma narrativa.  Esortazione ad

andare a investire soldi, non temere perché la Provvidenza è dalla parte del puritano.

È il primo novel, non c’è una tradizione a cui agganciarsi. C’era già la diaristica a cui attingere, i

diari di bordo.

La narrativa inglese nasce dalla diaristica, dalle lettere, dall’uso di scrivere tutti i giorni ciò che

capita nelle proprie giornate.

[KARL MARX  Il capitale – capitolo 4]

12.10

Il romanzo di Defoe viene presentato come un romanzo per bambini, ma in realtà è una

trasposizione letteraria del colonialismo e un modo per raccontare la nascita della nuova classe

sociale della borghesia mercantile, che allora stava emergendo.

NARRATIVA DEL VINCENTE

L’irlandese Jonathan Swift scrive “Gulliver’s Travel”, in cui ribalta l’ottica di “Robinson Crusoe”, è

una contronarrazione  un mondo rovesciato

16.10 APHRA BEHN:“OROONOKO, or THE ROYAL SLAVE”

APHRA BEHN (nata Johnson) fa un viaggio nel Suriname britannico. Il padre era un mercante e

gestiva una piantagione lì, porta con sé la famiglia. A. ha così la possibilità di stare nel Surinam, e

vede come gli Inglesi trattano gli schiavi. Vi rimane per poco tempo e torna in Gran Bretagna, dove

è già famosa come scrittrice teatrale (aveva scritto decine e decine di opere teatrali), lavoro che

però non l’aveva resa né ricca né economicamente indipendente.

Sposa un mercante (da cui prende il cognome), ma ad appena 20 anni rimane vedova e cade in

disgrazia economica.

Il Re la manda come spia nelle Fiandre, dove i ribelli stavano preparando una rivoluzione. Nelle

Fiandre lei scrive dei report che manda alla monarchia, e per cui all’inizio viene retribuita, ma in

seguito non viene più pagata. Arriva anche a prostituirsi per sopravvivere.

La sua opera più famosa è il romance ”Oroonoko or the Royal Slave”.

Si cimenta in una nuova forma letteraria, che non ha ancora un nome, ma che successivamente

verrà chiamato romance, che è diverso dal novel.

DIFFERENZA NOVEL E ROMANCE: Il romance è un racconto non realistico, non costituisce un

modello di vita come il novel e non deve avere una struttura credibile come quest’ultimo.

Il novel ha un protagonista in cui i lettori possono rispecchiarsi, che si evolve nel corso della storia.

Aphra Behn è l’unica scrittrice donna sepolta a Westminster. La sua lapide recita: “Here lies a

Proof that Wit can never be Defence enough against Mortality”.

In Suriname, Aphra Behn vede con i suoi occhi come gli inglesi praticano il commercio degli

schiavi, come esportano e importano le merci e soprattutto come lo schiavismo sia diventata una

pratica che nessuno più condanna, perché è diventato il motore dell’economia.

Oroonoko è un principe che si ritrova a essere schiavo perché si era messo contro il re locale, il

quale lo vende a degli europei.

Storia d’amore con Imoinda.

Dopo aver scritto il romanzo, Aphra Behn si mette alla ricerca di qualcuno che lo pubblichi. Perciò

scrive un’epistola dedicatoria ad un potente lord inglese (Lord Richard Maitland), adulandolo e

implorandolo di far conoscere la sua opera.

In “Una stanza tutta per sé”, Virginia Woolf elogerà Aphra Behn: “ All women together ought to let

flowers fall upon the tomb of Aphra Behn, which is, most scandalously but rather appropriately, in

Westminster Abbey, for it was she who earned them the right to speak their minds . It is she --

shady and amorous as she was -- who makes it not quite fantastic for me to say to you tonight:

Earn five hundred a year by your wits. "

"E tutte le donne insieme dovrebbero cospargere di fiori la tomba di Aphra Behn, che si trova

assai scandalosamente, ma direi giustamente, nell’abbazia di Westminster, perché fu lei a

guadagnare loro il diritto di dar voce alla loro mente.

È lei – quella donna ombrosa e amorosa – che questa sera mi permette di dirvi abbastanza

realisticamente: guadagnatevi cinquecento sterline l’anno col vostro talento."

Ad Aphra Behn le donne di oggi devono la loro possibilità di emanciparsi, guadagnarsi da vivere,

essere economicamente indipendenti…

In Oroonoko Aphra ripercorre tutte le tappe dello schiavismo e racconta tutte le responsabilità che

gli Inglesi hanno in questo fenomeno, di cui lei stessa è testimone oculare.

Ella fa una condanna dello schiavismo.

17.10

Portare a immaginare gli eventi come se debbano essere rappresentati l’uno dopo l’altro su un

palcoscenico.

Forma orale, dialoghi  TEATRO

Aphra Behn nasce con la FORZA DEL TEATRO.

Inizia come scrittrice di opere teatrali.

Aphra Behn è interessante perché è una figura a cavallo tra diverse forme di scrittura. Oltre a

scrivere opere teatrali, si cimenta anche nella poesia. È autodidatta: conosce il latino e il francese,

traduce in inglese le poesie di scrittori francesi  ha il merito di aver fatto arrivare in Inghilterra la

tradizione poetica francese.

È UNA VERA E PROPRIA MEDIATRICE tra mondi e culture diverse. E lei ne è consapevole.

Perciò decide di testimoniare ciò che lei ha visto nel Nuovo Mondo.

Vuole fare un resoconto della tratta degli schiavi.

Ha consapevolezza dei suoi mezzi interpretativi, pur nei limiti della sua istruzione (era self-

educated)

A.B. scrive in un momento precedente all’uso della narrativa nella forma del novel, che arriverà un

secolo più tardi.

Vive e scrive nella società degli aristocratici, i quali avevano come forme culturali e espressive la

poesia e il teatro.

Scrive in un linguaggio dettagliato, usa un inglese estremamente chiaro, che nel 1600 ha ormai

trovato la sua forma matura.

Scrittura piana e chiara.

Gli europei riportavano in patria tutto ciò che fosse utile a mostrare cosa ci fosse in questi luoghi

esotici.

Gli indigeni sono rappresentati come individui amichevoli.

“La natura è di per sé la più innocua, inoffensiva e virtuosa delle maestre”

Quei popoli vivono in una condizione primitiva di innocenza; sono gli europei che, esportando la

civiltà, la legge e la religione, hanno corrotto la loro innocenza, hanno insegnato loro l’aggressività,

l’arroganza e il vizio.

Narra di una volta che il governatore aveva dato loro parola agli indigeni di recarsi da loro in un

giorno stabilito. Poiché egli non si presentò, essi, convinti che solo la morte impedisca a qualcuno

di mantenere la parola data, digiunarono e piansero per il lutto. Quando si resero conto che in

realtà era ancora vivo, lo accusarono di menzogna.

La loro giustizia non conosce l’inganno, non hanno vizi, se non quelli che gli sono stati insegnati

dai bianchi.

Sono poligami: gli uomini possono avere più mogli, le quali non sono rivali tra di loro, bensì si

sostengono a vicenda.

Oroonoko è vittima del fatto che vuole mantenere tutti i principi di onore, lealtà, rettitudine e non

vuole essere uno schiavo.

È un EROE VINCENTE, non per la sua ricchezza o fama, ma per i suoi principi morali.

I valori di cui A.B. riveste il personaggio di Oroonoko sono propri della sua cultura, la cultura

britannica. In questo modo crea un esemplare dello straniero nel suo ambiente, non privato della

sua identità culturale, il diritto ad essere quello che lui è. (come per Okwonko in “Things fall apart”)

A.B. dà inizio al racconto introducendo il setting, successivamente spiega il modo in cui vengono

trasportati gli schiavi, mostra il meccanismo che fa sì che un essere umano diventi uno schiavo.

[p.23] A.B. ammette che proprio perché gli indigeni si rivelano utili agli europei, essendo nativi di

quei luoghi e ben più numerosi, gli europei ritengono necessario trattarli con gentilezza, come

amici, non come schiavi.

Nell’introdurre il protagonista, A.B. usa un linguaggio iperbolico, con lo scopo di invogliare il lettore

a leggere.

Dotato di una bellezza spontanea, che andava oltre quella di chiunque altro appartenesse alla sua

etnia. Provocava stupore e rispetto in chiunque lo vedesse, anche se non ne conoscesse le

qualità.

Il generale si sacrifica per salvargli la vita, venendo colpito da una freccia diretta a Oroonoko.

Progressivo racconto dell’eroe senza macchia e senza paura, dotato di tutte le caratteristiche

positive dell’europeo.

EROE IN BETWEEN, che ha in sé il meglio delle due culture europea e nativa.

A.B. attribuisce tutte le caratteristiche positive all’Altro-da-sé.

[p.31]I have often seen and conversed with this great man, and been a witness to many of his mighty

actions; and do assure my reader, the most illustrious courts could not have produced a braver man, both for

greatness of courage and mind, a judgment more solid, a wit more quick, and a conversation more sweet

and diverting. He knew almost as much as if he had read much: He had heard of and admired the Romans:

He had heard of the late civil wars in England, and the deplorable death of our great monarch; and wou'd

discourse of it with all the sense and abhorrence of the injustice imaginable. He had an extreme good and

graceful mien, and all the civility of a well-bred great man. He had nothing of barbarity in his nature, but in all

points address'd himself as if his education had been in some European court.

This great and just character of Oroonoko gave me an extreme curiosity to see him, especially when I knew

he spoke French and English, and that I could talk with him. But though I had heard so much of him, I was

as greatly surprized when I saw him, as if I had heard nothing of him; so beyond all report I found him. […]

He was pretty tall, but of a shape the most exact that can be fancy'd: The most famous statuary cou'd not

form the figure of a man more admirably turn'd from head to foot. His face was not of that brown rusty black

which most of that nation are, but of perfect ebony, or polished jett. His eyes were the most awful that cou'd

be seen, and very piercing; the white of 'em being like snow, as were his teeth. His nose was rising and

Roman, instead of African and flat. His mouth the finest shaped that could be seen; far from those great

turn'd lips, which are so natural to the rest of the negroes. The whole proportion and air of his face was so

nobly and exactly form'd, that bating his colour, there could be nothing in nature more beautiful, agreeable

and handsome. There was no one grace wanting, that bears the standard of true beauty. His hair came

down to his shoulders, by the aids of art, which was by pulling it out with a quill, and keeping it comb'd; of

which he took particular care. Nor did the perfections of his mind come short of those of his person; for his

discourse was admirable upon almost any subject: and whoever had heard him speak, wou'd have been


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maria.lc

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti delle lezioni del corso di Letteratura Inglese tenuto dalla professoressa Saracino.
Autori e opere trattate su cui si basano gli appunti:
-W. Shakespeare, The Tempest (atto 1, scena 2)
-D. Defoe, Robinson Crusoe
-Aphra Behn, Oroonoko or the Royal Slave
-V. Woolf, A Room of One's own
-J. Conrad, An outpost of Progress + Heart of Darkness
-C. Achebe, An Image of Africa + Things Fall Apart
(confronto con Amos Tutuola e Ken Saro-Wiwa)
-S. Rushdie, Midnight's Children


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica ed interculturale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maria.lc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Saracino Mariantonietta.

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