PROGRAMMA
A.A. 2021/22
Prof. Lorenzo Scalise
L’ORIGINE DEI BIOPOTENZIALI E L’ATTIVITA’ ELETTRICA DELLE
CELLULE:
1. Generazione dei biopotenziali
2. Attività elettrica cellulare: potenziale a riposo e d’azione, concentrazioni
ioniche
3. Equazione di Nerst
4. Propagazione degli impulsi
5. Strumentazione per l’acquisizione dei segnali bioelettrici di interesse:
elettroneurogramma, elettromiogramma, elettroretinogramma,
elettroculogramma
ELETTRODI PER LA MISURA DI BIOPOTENZIALI:
1. Struttura della pelle
2. Interfaccia elettrodo-elettrolita + reazione di ossido-riduzione
3. Impedenza elettrica di contatto
4. Artefatti di misura
5. Classificazione degli elettrodi: metallici, a suzione, floating, ad ago
ELETTROCARDIOGRAFO:
1. Cenni di anatomia e fisiologia del cuore
2. Attivazione elettrica delle aree cardiache
3. Potenziali cardiaci
4. Asse elettrico istantaneo
5. Derivazioni: fondamentali, aumentate, precordiali, di Frank
6. Analisi di un tracciato elettrocardiografico (in II derivazione) e
standardizzazione della taratura e della velocità di scorrimento
7. Diagnostica del ritmo cardiaco (in II derivazione)
8. Progetto di un ECG analogico (monocanale): schema a blocchi e
descrizione dettagliata di tutte le componenti e relativi circuiti (elettrodi +
cavo paziente, selettore delle derivazioni, amplificatori di misura e di
potenza, blocco di scrittura)
9. Progetto di un ECG moderno: problematiche legate ad un ECG analogico,
filtri, schema a blocchi, sicurezza elettrica realizzata tramite l’aggiunta di
alcuni circuiti specifici di protezione (protezione dalle sovracorrenti,
pilotaggio gamba destra, allarme interruzione cavo-paziente, recupero
dell’isoelettrica, riferimento flottante, optoisolatore, accoppiatore
elettromagnetico: circuiti e spiegazione dettagliata)
10. Manuale di un moderno elettrocardiografo (esempio)
11. Cardiomonitor
12. Elettrocardiografo per prove da sforzo
13. Holter
ELETTROENCEFALOGRAFO:
1. Attività elettrica del cervello
2. Disposizione degli elettrodi
3. Elettroencefalografo analogico: juction box, selettore degli ingressi, circuito
per la misura dell’impedenza di contatto degli elettrodi, filtri, sistema
scrivente ed anticollisione
4. Elettroencefalografo digitale: sistema di stimolazione
5. Analisi di un tracciato EEG: classificazione onde, diagnostica, valutazione
dello stato di coma, potenziali evocati
6. Ambiente di registrazione
MISURA DELLA PRESSIONE SANGUIGNA:
1. Cenni di fisiologia umana: pressione sanguigna, sistema cardiovascolare,
grafici della pressione e del volume di sangue nei ventricoli e negli atrii
durante un ciclo cardiaco
2. Cause di errore di una misura invasiva: equazione di Bernoulli,
posizionamento delle prese di pressione, errore di inserzione
3. Metodologie di misura non invasiva: metodo occlusivo, palpatorio,
auscultatorio, oscillometrico (+ schema a blocchi), metodo ad ultrasuoni
4. Metodologie di misura invasiva: assunzioni, schema a blocchi, sensori
extra-vascolari, calcolo della frequenza di risonanza del sistema
5. Confronto della qualità delle misure tra il metodo invasivo e non
ELETTROBISTURI:
1. Confronto del bisturi classico e dell’elettrobisturi
2. Effetto della corrente sul corpo umano: termico, elettrolitico e faradico
3. Funzionamento e schema a blocchi
4. Classificazione in mono-bipolare e in mono-biterminale
5. Elettrodo di ritorno
6. Schema a blocchi
7. Circuito di sicurezza
PACEMAKER:
1. Conduzione elettrica normale del muscolo cardiaco
2. Forme patologiche e modalità diagnostiche
3. Definizione di pacemaker
4. Impianto
5. Elettrocatetere: classificazione, requisiti, materiali
6. Batterie: caratteristiche e ciclo ideale
7. Tipologie di pacemaker e schemi a blocchi
8. Programmatori
9. Codifica identificativa
10. Cenni ai problemi di interferenza elettromagnetica
DEFIBRILLATORE:
1. Fibrillazione atriale e ventricolare
2. Tipologie di defibrillatori + circuiti: a corrente alternata, continua e a
corrente continua con forma d’onda trapezoidale
3. Cardioversion
4. Defibrillatori semi-automatici e impiantabili
L’ORIGINE DEI BIOPOTENZIALI E L’ATTIVITA’ ELETTRICA DELLE
CELLULE 01/03
1) GENERAZIONE DEI BIOPOTENZIALI
• L'osservazione dei fenomeni relativi all'attività fisiologica umana (attività muscolare e
neurologica), che sono associati a fenomeni elettrici, risale al 18° secolo ad opera di Galvani
Le due principali "sorgenti" di potenziali elettrici sono i muscoli ed i nervi (in alcuni casi
anche il tessuto ghiandolare) ed in particolare le cellule (fungono da singoli e multipli
generatori di potenziale) che li compongono
I biopotenziali possono essere misurati ovunque (in qualsiasi organo o porzione corporea)
• Il cuore ed il cervello generano tipici pattern di potenziali elettrici, che possono essere
registrati ed analizzati per la valutazione della loro funzionalità (ECG ed EEG)
I potenziali si sommano perché agiscono in maniera sincrona (soprattutto nel cuore)
Esempi
di strumentazioni basate sulla misura dei potenziali elettrici sono:
- Elettrocardiogramma (ECG): attività cardiaca (un battito dura un secondo),
- Elettroencefalogramma (EEG): attività elettrica cerebrale,
la cellula nervosa:
ha proprietà caratteristiche di: ECCITABILITA’ (perché genera l’impulso elettrico)
o e CONDUCIBILITA’
la loro struttura permette di ricevere, generare e trasmettere differenze di
o potenziale (ddp)
il numero di assoni e sinapsi (connessione tra i neuroni) determina la complessità
o del neurone
- Elettromiogramma (EMG): attività muscolare,
- Elettroneurogramma (ENG): conduzione lungo i nervi,
- Elettroretinogramma (ERG): retina,
- Elettroculogramma (EOG): nervi associati al movimento del bulbo oculare.
2) ATTIVITA’ ELETTRICA CELLULARE
I potenziali bioelettrici sono generati a livello cellulare (membrana cellulare) e la sorgente è di
natura ionica (determinano un biopotenziale una differente concentrazione di speci positive e
negative)
Le cellule che generano tali potenziali sono note come cellule eccitabili e si trovano nei nervi,
muscoli e nel tessuto ghiandolare
Le cellule eccitabili esibiscono 2 stati potenziali:
Potenziale a riposo =-70mV
Potenziale d'azione =+40mV
ciascuna cellula produce +90mV in 1-2 ms
il potenziale a riposo è fisso e stabile, finché
la cellula non viene eccitata da un impulso di
segnale (che si scarica in breve tempo), che
genera un potenziale positivo (d’azione)
Dal punto di vista elettrico una cellula può
essere vista come un conduttore ionico separato
dall'esterno da una membrana semipermeabile
Intorno alla cellula i fluidi che la circondano sono composti da ioni: Sodio (Na+), Potassio (K+) e
Cloro (Cl-) ed esterni della cellula
interni
A riposo la membrana semipermeabile (7-15 nm di spessore, formata da lipoproteine) è
impermeabile alle proteine intracellulari ed ad altri anioni organici (A-)
+
A riposo la membrana è moderatamente permeabile agli ioni Na e completamente
+ +
P(K ) >>P(Na )
+ -
permeabile agli ioni K e Cl , circa 50/100 volte maggiore
3) EQUAZIONE DI NERST
Potenziale a riposo
+
A riposo la membrana semipermeabile permette la fuoriuscita di K per
diffusione, generando uno sbilanciamento tra interno ed esterno della
cellula
+ -
Gli ioni K all'esterno della membrana e gli ioni Cl all'interno della
membrana generano così una barriera di potenziale elettrostatica di
equilibrio (-70/-90 mV) che non permette più agli ioni di attraversare la
membrana (potenziale a riposo)
Potenziale di equilibrio
Il potenziale che si genera all'equilibrio si può calcolare in V, attraverso l'equazione di Nerst:
il potenziale di un elettrodo
fornisce
+
Dove n: valenza di K ;
[K] e [K] : sono le concentrazioni di K+ dentro e fuori la cellula;
i o
R: costante universale dei gas;
T: è la temperatura assoluta in K;
F: è la costante di Faraday;
Un’espressione più precisa del potenziale che si genera all'equilibrio si può calcolare attraverso
l'equazione di Goldman:
Dove P , P , P , sono i coefficienti di permeabilità;
K Na Cl
R: costante universale dei gas;
T: è la temperatura assoluta in K;
F: è la costante di Faraday;
Esempio :
di potenziale a riposo
4) POMPA SODIO-POTASSIO
È un meccanismo attivo (cioè che consuma energia della
+ +
cellula) per riportare ioni K dentro al cellula e ioni Na fuori
+ +
( 3 Na per 2 K ) e quindi mantenere le concentrazioni
ioniche costanti
5) POTENZIALE A RIPOSO E POTENZIALE D’AZIONE
I fattori che influenzano le concentrazioni ioniche e conseguentemente i potenziali di
transmembrana sono:
1. Gradienti di diffusione (concentrazioni)
2. Barriere elettriche (campo elettrostatico)
+
3. Permeattività della membrana (K può uscire perché membrana semipermeabile, ma
rimane tale se viene eccitata)
4. Meccanismi di trasporto ionico attivo (pompa sodio-potassio)
Potenziale d'azione
All'equilibrio, la membrana della cellula eccitabile, presenta un potenziale (potenziale di
equilibrio) di circa -70/90 mv e si dice polarizzata
Se adeguatamente stimolata (variazione di potenziale che superi una soglia) la cellula si
+
depolarizza ed temporaneamente aumenta la sua permeattività agli ioni Na , che entrano nella
cellula in gran numero, portando, per un breve intervallo di tempo (~1 ms) il
potenziale a +20/40 mV
curva di ripolarizzazione, la membrana è di nuovo permeabile, facendo
nella +
riuscire gli ioni K , che determinano il potenziale a riposo
si depolarizzano e si ripolarizzazione gli atrii e successivamente i
ECG:
ventricoli (a) :uno stimolatore elettronico fornisce un breve
impulso di corrente all'assone, abbastanza forte da
eccitare l'assone. Una registrazione di questa
attività viene effettuata in un sito a valle tramite
una pipetta penetrante
(b) : l'artefatto del movimento viene registrato
mentre la punta della pipetta attraversa la
membrana per registrare il potenziale di riposo.
Poco tempo dopo, uno stimolo elettrico viene
inviato all'assone; il suo effetto di campo viene
registrato istantaneamente nel sito di misurazione
a valle come artefatto dello stimolo. Il potenziale
d'azione procede lungo l'assone a velocità di
propagazione costante. Il periodo di tempo L è il
periodo di latenza o tempo di trasmissione dallo
stimolo al sito di registrazione
la curva di depolarizzazione e ripolarizzazione di questo tipo si ottiene eccitando l’assone con
impulso elettrico che superi il valore soglia
Potenziale d’azione e concentrazioni ioniche
L'attivazione della cellula coincide con la fase 0, durante la
quale il potenziale intracellulare riduce rapidamente la propria
negatività fino ad assumere valori positivi rispetto all'esterno.
+
Durante le fasi 1, 2 e 3 (la membrana fa uscire i soli K che si
erano accumulati internamente, nella fase precedente)
avviene la ripolarizzazione cellulare, che riporta la situazione
alle condizioni di partenza, fase 4 (potenziale a riposo=-90V)
Durante la fase iniziale del processo di depolarizzazione la
membrana diventa completamente permeabile e totalmente
refrattaria agli stimoli (1 ms)
la membrana venisse stimolata di nuovo nella fase di
se
depolarizzazione, lo stimolo non produce nessun effetto fino a
quando non si ristabilisce il “resting potential”
Questo periodo è seguito da un periodo refrattario relativo (2
ms) dove solo uno stimolo adeguatamente intenso
(superstimolo) può innescare un ulteriore depolarizzazione
refrattario costituisce il limite con cui si riesce ad
periodo
eccitare una cellula (le cellule più veloci hanno un periodo pari
a 1 ms)
Questi periodi di refrattarietà generano quindi dei limiti
superiori nella frequenza di eccitabilità della cellula (1 ms circa 1kHz)
corrente con frequenza maggiore di 1KHz non produce effetti (meccanici o di
una
contrazione) sulla cellula
Origine dei biopotenziali
Il potenziale d'azione teorico v e le variazioni
della conduttanza ionica di membrana per il
sodio (g ) e il potassio (g ) si ottengono
Na K
risolvendo le equazioni differenziali per l'assone
gigante del calamaro. E ed E sono i potenziali
Na K
di equilibrio di Nerst per sodio e potassio
attraverso la membrana
6) PROPAGAZIONE DEGLI IMPULSI
Quando un neurone viene eccitato (otticamente, elettricamente, meccanicamente,
chimicamente, ecc.) esso diviene sede di un campo elettrico che viaggia lungo l'assone (parte
terminale della membrana che garantisce la connessione con altre cellule)
tutte le componenti del neurone sono eccitabili: trasmissione del segnale bioelettrico
in tutte le strutture
Questo campo elettrico consiste in una temporanea inversione del potenziale
ai capi della membrana del neurone (potenziale d'azione), che parte localmente
lungo la membrana e si propaga lungo la medesima.
L'inversione della polarizzazione è detta depolarizzazione e genera l'apertura dei
+
canali ionici per Na , che dà inizio ad una corrente ionica entrante nella
membrana che, apportando cariche positive all'interno della membrana, la
depolarizza ulteriormente, innescando esso che porta all'inversione di segno del
potenziale di membrana. l’impulso
viaggia come
su una linea
di
trasmissione
Gli impulsi nervosi hanno un’ampiezza di circa 0,1 V e durata temporale di circa
1 ms. L'ampiezza è riferita alle pareti della membrana e gli impulsi viaggiano ad
una velocità di circa 50 m/s (fino a 130 m/s negli assoni mielinici)
Essendo i nervi immersi in un fluido conduttore, si generano delle correnti
ioniche all'esterno di questi. Sono proprio queste correnti che permettono di
rendere evidente esternamente la presenza di uno stato di depolarizzazione
7) STRUMENTAZIONE
Segnali bioelettrici di interesse
I segnali bioelettrici di interesse clinico, sono prodotti dall'azione coordinata di gruppi di cellule
L'azione sincronizzata di gruppi di cellule si propaga attraverso i fluidi che circondano tali
cellule, genera delle correnti ioniche e conseguentemente delle differenze di potenziale tra
regioni diverse del corpo
nessun punto del corpo ha un potenziale nullo, per questo tutti i potenziali misurati
sono delle differenze e non dei valori assoluti
Normalmente in elettrofisiologia, si misurano proprio tali differenze di potenziale utilizzando
elettrodi di misura a contatto di cellule (elettrodi ad ago) o posizionandoli sulla pelle (elettrodi
cutanei).
si traducono correnti ioniche in correnti elettriche, che sono facilmente misurabili
Tipici potenziali bioelettrici
- misure con contatto, non
invasivo (non penetrano nel corpo)
- servono degli amplificatori,
perché le tensioni che si
andrebbero a misurare sono
troppo piccole
- nessun segnale generato ha una
frequenza >1kHz
elettromiografia può essere fatta
con elettrodi ad ago (invasivo) o
con elettrodi a pelle (non invasivo)
ELETTRONEUROGRAMMA (ENG) La velocità di propagazione di un impulso in un
nervo periferico può essere misurata stimolando il
nervo (stimolazione elettrica) in due punti
differenti e misurando i tempi di viaggio di tali
stimoli (velocità max fino a 150 m/s)
La velocità di conduzione cambia nelle cellule
nervose rigenerate in seguito ad un trauma
Esame invasivo
misurazione della velocità di conduzione
neurale attraverso la misurazione della latenza
della risposta elettrica evoluta nel muscolo.
(il nervo è stato stimolato in due siti diversi a
distanza D nota)
ELETTROMIOGRAMMA (EMG)
La contrazione muscolare genera dei potenziali d’azione in ciascuna singola fibra muscolare
Un esame EMG viene effettuato sia per misurare il potenziale d’azione di singole unità
motorie che per verificare la capacità muscolare di interi gruppi muscolari (somma di
numerosi potenziali d’azione: pattern di cellule sincrone)
Per contrazioni volontarie, l’ampiezza tipica di un segnale EMG è: 20–2000 mV; per una
durata di 3–15 ms.
Di un EMG si osservano la forma (pattern) e l’intensità del segnale
molla + estensimetro: si misura quanta forza sto
generando schiacciando lo strumento, forza che
viene tradotta in tensione
elettrodi intramuscolari:
segnali registrati mono-polarità con fili
intramuscolari durante una contrazione
(al 10% MVC del muscolo tibiale
anteriore) qualità del segnale migliore,
invasivo:
poiché isolo il gruppo muscolare in esame
elettrodi di superficie:
segnali EMG di superficie registrati sulla
pelle con un unico sistema differenziale
invasivo: c’è più rumore rispetto al
non
precedente FILTRAGGIO
bassa potenza prodotta e poca
coordinazione del passo
ELETTRORETINOGRAMMA (ERG)
L'ERG misura la differenza di potenziale tra un punto della testa
del paziente (fronte, tempia o lobo dell'orecchio), che costituisce
un punto di riferimento, e la cornea
Ciascuna parte del tracciato ERG è associabile alla fisiologia della retina (pattern), come
accade nell’ECG pattern di reazione allo stimolo (=luce on)
Valuta se c’è un eventuale malfunzionamento della retina, q
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Appunti corso Strumentazione biomedica
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Appunti Strumentazione biomedica
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Dispensa Appunti di Strumentazione biomedica
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Sensori e strumentazione biomedica: appunti seconda parte