Estratto del documento

Storia medievale

Utilizzando il termine 'Medioevo' ci serviamo di una convenzione cronologica che risponde a dei criteri. Utilizzando questo termine facciamo riferimento alla periodizzazione: individuiamo dei cicli chiusi di secoli nel fluire delle vicende umane. Quando si periodizza si formula un giudizio storico che passa attraverso l'individuazione di caratteristiche che reputiamo essenziali nell'organizzazione delle società del passato riscontrate in modo durevole in periodi di tempo abbastanza lunghi. La periodizzazione veniva svolta anche nel passato, ad esempio da scrittori greci e latini (storie scritte secondo il metodo annalistico etc).

Anche filosofi e cronisti cristiani si sono mossi secondo lo stesso procedimento (a.C./d.C., seguendo il succedersi delle età dell'uomo, metodo annalistico, giorni della settimana, secoli etc). Il momento tra età antica ed età moderna fu considerata una sorta di parentesi. Nella fase Quattro-Cinquecentesca si iniziò a individuare questa età di mezzo, intermedia: il Medioevo. Il passo successivo è stato quello di individuare la durata di questa epoca. A seconda delle varie letture sono stati individuati degli eventi più significativi per essere individuati come momento iniziale o finale.

Periodizzazioni del Medioevo

Si può ragionare in relazione alla storia della Chiesa: è stata posta come data d'inizio il 313 (Editto di Milano dell'imperatore Costantino: finisce la fase delle persecuzioni ai danni dei Cristiani); il momento finale è stato individuato nel 1453, la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani.

Si può ragionare in una logica più politico-istituzionale: la data maggiormente perseguita come l'inizio del Medioevo è il 476, data in cui l'ultimo imperatore dell'Impero Romano d'Occidente, Romolo Augustolo, viene deposto dal re barbaro; la data finale viene individuata nel 1453, anno della Pace di Lodi tra i principali potentati territoriali italiani (inizia la fase della 'politica dell'equilibrio').

Si può ragionare inoltre in termini di storia militare: la discesa dei Longobardi in Italia (568) come momento d'inizio e il 1453 come momento finale.

Si può ragionare ancora in termini del rapporto con gli altri mondi con i viaggi transoceanici: il 1492, scoperta dell'America, come momento finale.

Una tesi dello storico H. Pirenne, che ha avuto grande fortuna nell'ambito storiografico, è quella che vuole vedere nel 701 l'inizio del Medioevo (superamento dello stretto di Gibilterra, conquista della penisola iberica). Il baricentro si sposta dall'area mediterranea all'area del regno franco (che si svilupperà poi nell'impero carolingio).

Fasi del Medioevo

  • Fase iniziale (tarda antichità + primo/alto medioevo IV-fine VII sec.): il cristianesimo diventa religione ufficiale dell'impero, si istituzionalizza integrandosi nell'impero romano; si organizza la Chiesa ufficiale come istituzione; è il periodo delle invasioni barbariche (tribù germaniche, popolazioni nomadi delle steppe, Vandali [410], Visigoti), che portano a una società mista romano-barbarica; si assiste alla fine dell'impero romano dal punto di vista economico. Questo arco di secoli è una fase 'preparatoria' del Medioevo, non presenta i caratteri pieni del Medioevo e si fa riferimento a essa con il termine di 'tarda antichità'.
  • Fase finale (basso/tardo medioevo '300-'400): invenzioni tecnologiche; esplorazioni geografiche; squilibri socio-economici molto prolungati (= crisi del modello espansivo); carestie (e quindi popolazione che si indebolisce sul piano fisico e riorganizzazione del lavoro); peste (Europa, Asia centro-settentrionale in cui esiste allo stato endemico); crisi del papato e dell'impero; fase di conflitto tra classi sociali nuove che si sono andate definendo nella fase centrale del periodo con l'affermazione anche di nuovi valori.

I secoli più caratteristici sono quelli centrali, dal XI al XIII secolo.

La nascita del concetto di Medioevo

L'idea di Medioevo nasce molto lontano nel tempo: risaliamo al Quattro-Cinquecento. L'idea nasce dalla riflessione degli Umanisti, in primo luogo dagli Umanisti italiani, che erano animati da questa idea di Rinascimento, di rinascita. Questa idea nasce da una lettura in senso negativo del Medioevo: significa età di mezzo, quindi un'età senza caratteri brillanti, un momento di passaggio. Abbinato poi al termine 'Rinascimento', prende un'accezione ancora più negativa. Questo modo di ragionare si lega a quello che è stato definito 'deviazione prospettica della mente umana': la mente umana, nel momento in cui si rapporta al momento presente, se si rivolge al passato è fortemente influenzata, nella lettura del passato, dalla realtà sua contemporanea.

Nel Quattrocento abbiamo uomini che escono da una grande crisi, hanno vissuto un momento di forte regresso economico, sociale e culturale e, volgendo lo sguardo all'indietro, allargano la loro visione contemporanea anche ai secoli che li hanno preceduti, andando a cercare un momento per riallacciarsi nei secoli di molto precedenti. È un modo di rapportarsi al passato prossimo in un'ottica prospettica che porta a una valutazione negativa e generalizzata e questo ha pesato fortemente nel modo di valutare il Medioevo e le sue caratteristiche: si è venuto a creare quello che è stato definito il 'luogo comune del Medioevo' che è arrivato fino ai nostri giorni.

Si cominciano in seguito a cercare delle radici nel Medioevo a livello ideologico: si pensi ad esempio al Romanticismo, che ricercava nel Medioevo le origini delle identità nazionali (ad esempio Italia, Germania). L'Umanesimo italiano si legava ai modelli del mondo antico, ma se questo è vero nel campo della letteratura, nelle opere storiche questo giudizio negativo sul Medioevo non compare: periodizzano in tempi antichi e tempi moderni, laddove i tempi antichi terminano con la decadenza dell'impero romano. Dunque sentono di vivere in un periodo storico molto lungo che ha avuto il suo inizio alla fine dell'antichità: non c'è un Medioevo come periodo intermedio. Anche nel campo dell'arte (ad esempio Giorgio Vasari) c'è una cronologia diversa. Comunque è in quel torno di tempo che viene a crearsi l'idea di un periodo a sé stante rispetto all'età antica e all'età moderna.

Quando il concetto di 'Medioevo' comincia a prendere forma?

Siamo di fronte a un lungo processo di elaborazione e di individuazione dei limiti cronologici. Tradizionalmente si dice che il concetto di Medioevo nasce nel Quattro-Cinquecento, in particolare ad opera degli Umanisti italiani. Il Medioevo veniva sentito come una 'cesura' tra due 'età dell'oro': secondo una lettura di questo genere, che metteva in relazione il Medioevo con il Rinascimento, la valutazione dei caratteri generali del Medioevo è essenzialmente negativa. Si individuava un momento intermedio di decadenza delle arti durante il Medioevo e una successiva rinascita durante al Rinascimento.

Nell'ambito dell'arte, il Medioevo si fa cominciare alla fine dell'impero romano fino alla fine del Duecento e l'inizio del Trecento (Cimabue, Giotto), quindi è decisamente un periodo più ristretto rispetto a quello di altri campi. Gli storici, tra Quattro e Cinquecento, utilizzavano una periodizzazione che distingueva tra 'tempi antichi' e 'tempi nuovi': non si sentono di vivere in un momento del tutto slegato al periodo che noi definiamo 'medievale'. Sono scrittori che provengono da ambiti diversi: Leonardo Bruni (storie riguardo a Firenze), Flavio Biondo (forlivese, lavora alla corte papale, animato da interessi erudito-antiquari), Niccolò Machiavelli. Il Medioevo si comincia a trovare nella trattatistica a livello terminologico ma con significati del tutto da definire: troviamo formulazioni come media aetas, ma media era usato con il significato di 'prossima', 'recente', non ancora con l'idea di 'intermedia'.

Il Medioevo come periodo di transizione

Nel 1517 Martin Lutero affigge le famose Tesi e si assiste alla frattura in seno alla Chiesa Cattolica: c'è quindi la Riforma protestante e la conseguente Controriforma cristiana. Si scrive una vera e propria storia riformata della Chiesa, l'antichità classica viene abbandonata e viene messo in luce il ruolo importante del Cristianesimo, specialmente delle origini. Si arriva poi fino al periodo di Carlo Magno, in cui la Chiesa esercita un ruolo positivo. Con la mondanizzazione della Chiesa si assiste a un periodo di crisi che riguarda sia la Chiesa sia il modo di rapportarsi alla devozione: vengono incentivate una serie di pratiche e credenze religiose che vengono stigmatizzate dalla Chiesa protestante (come la venerazione dei santi). C'è dunque una diversa periodizzazione, con un periodo intermedio negativo per questi aspetti: si recupera un ruolo positivo della Chiesa (origini-Carlo Magno: periodo positivo; periodo di crisi; riforma di Lutero).

Nel '600 si ha un'attenzione precipua verso questa civiltà: c'è un'attenzione alla raccolta delle fonti medievali ed emerge il problema della lingua. Per la maggior parte abbiamo una documentazione che si presenta in latino medievale, che è una lingua con caratteristiche sue proprie rispetto al latino classico, perché ha ricevuto l'apporto anche di tutte le popolazioni barbariche, in primo luogo germaniche. Era una lingua che ha dovuto rimaneggiarsi, attualizzarsi e organizzare nuove regole grammaticali e sintattiche, che si lega a una egemonia culturale esercitata in primo luogo dalla Chiesa. Successivamente le lingue volgari iniziano a prendere piede e l'egemonia esercitata dalla Chiesa viene ad affievolirsi. Il latino rimane la lingua 'ufficiale', comune per rapporti con altre aree.

Il contributo di Cristoforo Keller

Va ricordato un personaggio che ha avuto una grande importanza nella diffusione dell'idea di 'Medioevo': Cristoforo Keller (Cellarius). Era un professore di storia dell'Università di Halle e scrisse una Storia del Medioevo dall'età di Costantino il Grande alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi, quindi oltre a utilizzare il concetto di 'Medioevo', propone una scelta precisa di lettura dei limiti cronologici del Medioevo con quelli che egli ritiene gli eventi più significativi all'interno di un punto di vista religioso. È una scelta ideologica ben precisa che porta a una visione essenzialmente negativa del Medioevo.

Nuove visioni del Medioevo

Nuove visioni del Medioevo si aprono con il '700, che ormai è stato bene identificato come periodo storico e diviene oggetto di una visione nuova che vuole mettere in rapporto critico le sue caratteristiche con quelle dell'epoca moderna. Abbiamo dunque due visioni che vanno di pari passo:

  • Tradizione storico-antiquaria erudita che si sviluppa un po' in tutta Europa e in Italia è rappresentata da Ludovico Antonio Muratori, il fondatore della ricerca critica sul Medioevo italiano, un personaggio dalla cultura composita, sacerdote ma anche conservatore della Biblioteca Estense a Modena; uomo formato alla scuola dei padri maurini, che avevano il loro centro a Parigi, dunque aperto a tutte le sollecitazioni di critica che nascevano da quell'ambiente; in corrispondenza con grandi personalità illuministe da tutta Europa (ci ha lasciato un immenso Epistolario); con interessi enciclopedici. Il Muratori identifica una tradizione culturale comune italiana, al di là di quella che è la realtà politica frammentata della penisola in quel tempo, e va a ricercare le origini dei caratteri essenziali di questa identità comune italiana nel Medioevo. È una visione del Medioevo importante, con una valutazione che per certi aspetti è negativa, ma per altri versi propone valutazioni positive e soprattutto lega Medioevo ed età moderna; è una visione ripresa in parte dalla tradizione storica illuministica: Voltaire ci ha lasciato diversi saggi, tra i quali Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni.
  • Il Medioevo gli interessa per portare avanti una critica feroce su molti aspetti della contemporaneità: viene letto come un periodo storico estremamente negativo e messo in relazione con l'Ancien Régime. C'è dunque un solido rapporto tra Medioevo ed età moderna. Nella tradizione illuminista anglosassone c'è una visione un po' meno negativa, perché si vede il Medioevo come momento di nascita della classe borghese.

Edward Gibbon: a Roma viene colpito dai resti che testimoniano la grandezza dell'Impero romano antico e decide di scrivere una storia dell'impero romano e della sua lenta decadenza. Gibbon considerava l'Impero bizantino come la prosecuzione di quello romano, dunque nella sua visione l'impero romano prosegue fino al 1453. Scrive una Storia della caduta e del declino del romano impero: l'idea di fondo è di continuità tra Impero d'Oriente e d'Occidente, dunque una prospettiva diversa rispetto a quella tradizionale che sposta l'attenzione verso l'oriente. Siamo di fronte a un Medioevo che viene sentito come un'epoca di particolare esperienza storica.

Il romanticismo e il Medioevo

Alla fine del '700 inizia a diffondersi un interesse verso il Medioevo recuperato che avrà una piena esplicazione nel secolo seguente grazie alla cultura romantica: il Medioevo comincia a essere visto secondo una valutazione in gran parte positiva, a partire soprattutto dall'ambiente inglese (lavori sentimentali sulla cavalleria medievale, di cui si ha un'idea molto idealizzata e letteraria). Il passato medievale suscita emozioni estetiche e sentimentali: viene a diffondersi un tipo di letteratura definita 'neo-gotica' che porta in auge in genere del romanzo storico, che ha grandissima fortuna, specialmente quello legato all'ambientazione medievale. Basti pensare a personaggi come Horace Walpole, che scrive Il castello di Otranto, colmo di atmosfere cupe di ambientazione medievale; Walter Scott, che scrisse invece Ivanhoe.

La moda esotica che si diffonde nell'architettura e nell'arredamento prende da un lato l'esotico lontano cronologicamente, il Medioevo, e il lontano geograficamente, la Cina. Il Medioevo viene letto come epoca di valori esemplari a cui si vuole ritornare: la religiosità fortemente sentita, con un'Europa unitaria cristiana. È un Medioevo in cui si vanno a ricercare anche una serie di riferimenti utili per dare colpo a coscienze nazionali, ad esempio in Italia e in Germania: il Medioevo come premessa.

Storiografia e Medioevo

Alla fine dell'800 e l'inizio del '900 ci si rapporta al passato in modo diverso: si fa strada l'idea di poter arrivare a una conoscenza oggettiva del passato attraverso l'individuazione di metodi scientifici. Si cerca dunque di rapportare scienza e storia e si va a recuperare il passato attraverso un approccio diretto alle testimonianze storiche e soprattutto allo studio di quegli elementi del passato che potevano essere considerati più significativi in rapporto al presente: si studia in particolare la storia politica, la storia del rapporti giuridico-economici etc. Siamo di fronte a una storia che dà particolare importanza a fatti ed eventi: è la storiografia positivista.

Una lettura diversa si lega a un lungo dibattito che si apre in area tedesca a partire dalla metà del Ottocento: si discute sulla storia dell'attività economica cercando di individuare i grandi sistemi economici che si erano susseguiti nel corso del tempo, anche in relazione al Medioevo. All'interno della discussione si inserisce anche un altro elemento: si comincia a porre l'accento sulle interazioni che gli stadi della vita economica hanno con le strutture sociali e l'organizzazione della produzione e del consumo: arriviamo al materialismo storico marxista (Marx ed Engels).

La riflessione di Marx ed Engels si fonda su una tipizzazione delle forme fondamentali dei modi di produzione dei beni economici. Esistono quattro modi di produzione:

  • Asiatico;
  • Schiavistico (età antica);
  • Feudale (Medioevo);
  • Capitalistico-borghese ('800).

Gli ultimi due trovano la loro attuazione storica nel Medioevo europeo. Gran parte della riflessione di Marx è rivolta alle dinamiche di transizione da una fase all'altra. Il superamento di ogni fase avviene attraverso il conflitto di classe. Queste teorie hanno inizialmente scarso seguito: solo verso l'ultimo decennio del 1800 entrano nel dibattito universitario. C'è dunque un'attenzione precipua rivolta al Medioevo e alla storia dell'attività economica e dei ceti subalterni: è un Medioevo che noi definiamo 'lungo', perché è caratterizzato soprattutto da una lettura di carattere essenzialmente economico che dà del modo di produzione feudale una visione economica e non distingue quindi le forme di organizzazione da quello che noi definiamo feudalesimo, che presenta anche una serie di aspetti extra-economici. Questo significa che la visione è molto ristretta: il feudalesimo inizia a essere considerato un sistema socio-economico di assetto agrario in base al quale l'unità produttiva di base è costituita da una grande proprietà terriera con una serie di poderi contadini dipendenti sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista giuridico al grande proprietario fondiario. C'è uno sfruttamento dei contadini da parte dei signori e un progressivo arricchimento della classe dei signori, che si trasferisce dalle campagne alle città. A partire dall'XI-XII secolo cominciano a organizzarsi forze sociali nuove: la classe borghese, che comincia a dotarsi di forme di associazione corporative ed entra in scontro con la classe dominante feudale: il conflitto porta al superamento della fase. Lo stesso ragionamento si può applicare all'ambito religioso. Dunque questo Medioevo arriva fino alla Rivoluzione Francese.

Un altro orientamento storiografico ha preso piede a partire dalla fine dell'Ottocento, che ha avuto origine soprattutto in Germania: Kulturgeschichte. Vede nel Medioevo una cultura, nel senso di complesso delle manifestazioni (moralità, diritto, religione).

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Appunti Storia medievale Pag. 1 Appunti Storia medievale Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia medievale Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia medievale Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia medievale Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia medievale Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia medievale Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fudor di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Galetti Paola.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community