STORIA DELLE ISTITUZIONI =
storia del mantenimento dell’ordine e dei mezzi con i quali è perseguito (storia amministrativa, dell’amministrazione
pubblica)
+ storia degli apparati ‘alti’ di esercizio del potere e di decisione (storia costituzionale, dell’organizzazione
‘costituzionale’)
- Materia “giovane” (in particolare per quanto riguarda la storia amministrativa) : le prime ricerche risalgono
agli anni ‘60 del Novecento.
- Due istituti in Italia: “Fisa” (Fondazione Italiana Storia Amministrativa) ed “Isa” (Istituto Storia Amministr.
Pubblica)
- Oggetto di studio: come si organizza il potere pubblico
con quali mezzi si mantiene potere/ordine
CONCETTO DI ISTITUZIONE
In latino institutio-is = disposizione, norma, sistema: implica un insieme di norme, regole, valori, consuetudini che in
modo permanente disciplinano i comportamenti sociali.
(≠ italiano in cui istituzione = nel senso moderno significa ‘cosa istituita’, rendere una cosa stabile)
‘Istituzione’, nel senso moderno di ‘cosa istituita’, rinvia piuttosto al concetto di impositio, che sottolinea il momento
non spontaneo ma coercitivo dell’organizzazione politica.
Il concetto di Istituzione è un concetto apparso relativamente tardi:
Institution è il termine impiegato da Jean Barbeyrac per tradurre la parola latina impositio (era infatti impegnato nella
traduzione dell’opera di Samuel Pufendorf, il De iure naturae et gentium del 1672. In un passo di quest’opera egli,
infatti, utilizza il termine impositio)
( apparato coattivo, disciplina, sistema = ciò che rappresenta i ‘mezzi’ rispetto ai ‘fini’, cioè gli strumenti di
esercizio del potere).
Istituzione = realtà che è immersa nell’economico, nel sociale, nel religioso, nel politico = una realtà organizzata
che si colloca dentro (dal verbo instituo) un determinato sistema di valori.
= “tutto ciò che è organizzato volontariamente in una data società”, non riconducibile al solo diritto.
La storia delle istituzioni deve considerare l’istituzione non come dovrebbe essere, ma come opera (tenere presente la
dimensione ‘pratica’ delle istituzioni = studiare il loro aspetto formale ma soprattutto come concretamente funzionano
nel loro tempo storico). CONCETTO DI GOVERNO
Origine nella voce egea del greco κυβερναω (kubernao, di radice sanscrita *kabarna, ‘timone’), termine
essenzialmente proprio del lessico marinaro: strumento con il quale si indirizza l’imbarcazione e, per estensione,
l’atto di reggerlo e guidare la nave. 1
Il passaggio fondamentale avverrà nei secoli successivi in chiave metaforica dal piano più puramente linguistico a
quello politico:
1) In epoca latina si diffonde l’idea che come si timona la nave, così chi governa debba guidare lo stato
→ ‘nave dello Stato’ (Gubernare navem (pilotare la nave) e ars gubernandi (arte o tecnica di chi è in grado di
pilotare la nave: ad esempio in Orazio e Cicerone)
(Il mondo romano ha ben chiaro, in sostanza, che esistono diversi modi di governare e non manifesta la pretesa di
ricondurli ad unità) Es: Administrare: continene minus,
termine contrapposto a manus = chi
amministra segue gli ordini di un
manus, il magister.
VI secolo a.C.: trasposizione del greco kubernao nel lessico latino con la comparsa del verbo gubernare (verbo
sempre tipico della manovra col timone).
Nel mondo latino ‘governare’ = regnare, regere, curare, administrare, moderare, ducere (vd. testo d’esame Governo)
2) In tedesco: il termine Verwaltung (amministrazione) proviene da walten (‘agire’, ma anche ‘dominare’,
‘comandare’ e, in alcuni casi, ‘governare’: dalla stessa radice, non a caso, anche il latino valere, equivalente ad
‘avere la forza’, ‘avere la capacità di’) e rimanda quindi a un atto autonomo di potere concezione di
amministrazione ben differente rispetto a quella latina].
L’idea che ‘governare’ equivalga a condurre qualcuno o qualcosa transita attraverso il latino medievale nell’italiano
volgare (Convivio di Dante, inizi del 1300 e sviluppo massimo con Machiavelli, XV secolo).
3) Nel passaggio è determinante il pensiero cristiano per cui la somma attività di governo, sul mondo e
sull’umanità, viene costantemente intesa come esercitata da Dio (V secolo: Salviano di Marsiglia, De
Gubernatione Dei). ORIGINE DEL POTERE POLITICO
Per conoscere come nasce un processo sociale dobbiamo
Come nasce il potere politico? →
semplificare il processo stesso fino all’essenziale, cioè fino alle
forme più elementari.
1) Comunità (uomo attardato)
2) Ominide (branco animale)
Forme più elementari di aggregazione politica.
Ipotesi degli antropologhi:
A) Ipotesi del cacciatore (di Robert Ardrey):
“L’uomo è uomo e non scimpanzé perché per milioni e milioni di anni di evoluzione abbiamo ucciso per vivere.
La caccia non solo implicava necessariamente nuove attività e nuovi tipi di cooperazione, ma modifica il ruolo
del maschio adulto nel gruppo. Tra i primati vegetariani, i maschi adulti non spartiscono il cibo. Essi si scelgono
2
le zone migliori dal punto di vista del nutrimento e possono anche sottrarre il cibo ad animali in posizione meno
dominante. Comunque dato che il momento di dividere la preda costituisce il momento normale di molti
predatori, la responsabilità economica dei maschi adulti e la pratica di spartire il cibo nel gruppo furono
probabilmente il risultato dell’essere carnivori. Esattamente le stesse attività che fecero sì che l’uomo fosse
temuto dagli altri animali, condussero alla spartizione del cibo, a una maggiore cooperazione ed alla
interdipendenza economica.”
Tra sei milioni e quattro milioni e mezzo di anni fa, i proto-ominidi iniziano a
vivere nella Savana (dove devono trovare cibo e non essere uccisi)
diventano bipedi (cacciano da una posizione privilegiata + vengono liberati due arti che possono essere
utilizzati per forgiare armi)
cambiano alimentazione (iniziano una dieta carnivora: passaggio da radici e bacche alla carne rossa: più
acidi grassi = favorisce lo sviluppo cerebrale e neurologico l’uomo diventa sempre più capace di
prevedere, immaginare, organizzarsi, cooperare
→ prede sempre più grandi
→ Sviluppo del linguaggio
→ emerge una leadership (branchi, orde, tribù, pochi individui; con lo sviluppo delle capacità
cerebrali emergono anche le prime dinamiche)
Modificazioni biologico-fisiche delle femmine (anch’esse si alzano in piedi e si stringe il loro bacino, rendendo
il parto più difficoltoso)
differenziazione dei ruoli secondo genere (gli uomini, essendo più grandi e forti, svolgono attività diverse
da quelle delle donne → nasce la condizione di “casa” dove restano le donne, mentre l’uomo generalmente
caccia)
differenziazione all’interno della popolazione maschile secondo funzioni
emergere di un ‘capo’
Prime manifestazioni di esercizio di potere politico: la spartizione della preda (nemen; nomos)
→ il caso dell’Iliade (storia di una spartizione errata del bottino. Bisogna essere in grado di spartire
correttamente le risorse)
B) Un’ipotesi alternativa/integrativa: l’origine ‘domestica’ del potere (Ipotesi del padre)
Se ci fermiamo all’ipotesi del cacciatore, ci troviamo dinnanzi ad un’ipotesi antrocentrica e basata sull’uso delle
armi e del sangue: intende quindi un certo tipo di potere. Ma il potere non è solo forza-sangue, vi è dell’altro →
Vi è una dinamica familiare che diventa integrativa alla dinamica della caccia. 3
Nascita della famiglia + comparsa della figura del padre ‘culturale’ e non solo biologico (è ciò che
propriamente differenzia uomo e animale: nel mondo zoologico esiste il padre biologico, ma nella storia
dell’uomo ad un certo punto appare la figura del padre come uso culturale)
forma di potere comunque maschile e premessa per la trasmissione del potere stesso dal padre al
figlio ‘scelto’ (vd. elevazione e adozione romana), oltre che maschio
→ la scelta di essere padre assume una dimensione sociale (scattano dinamiche emotive che gli
fanno scegliere e provare affetto)
→ Odissea: ritorno alle origini (scegliere vuol dire rendere pubblico, dichiarare)
→ Si crea una dimensione domestica che comprende al suo interno una forma di esercizio del
potere (il padre esercita potere su moglie e figli: capo politico deriva da pater familias)
ad un certo punto, nello sviluppo culturale e psicologico, le femmine cominciano a scegliere e
selezionare il maschio, non scegliendo sempre e solo quello alpha, come accade nel mondo
animale.
si presti attenzione nelle lezioni future alle forme di organizzazione del potere di origine
domestica e non militare
BANDE, TRIBÙ E CHEFFERIES
Il primo scontro tra gruppi umani risale a 13'000 anni fa, in Africa (la violenza dell’ipotesi del cacciatore si esercita
tra gruppi umani – presumibilmente conflitti tra tribù e nuclei familiari)
Come si transita da queste forme molto primitive di potere ad organizzazioni più strutturate?
L’antropologia politica individua tre fasi iniziali (sono però modelli convenzionali per orientarsi: ogni forma è
soggettiva. Stiamo “fotografando” un modello che puro non esiste):
BANDE
Le bande sono i gruppi umani più piccoli, (da 5 a 80 individui), tutti più o meno affini e/o parenti; sono una
sorta di famiglia estesa, o una unione di più famiglie estese imparentate tra loro (oggi, forme ‘attardate’ in Nuova
Guinea e Amazzonia).
Sono formate da cacciatori-raccoglitori nomadi. È probabile che tutto il genere umano sia vissuto in
bande fino a 40.000 anni fa, e che la maggioranza lo facesse ancora fino a 11.000 anni fa. È la forma
aggregativa delle più evolute scimmie antropomorfe: la ereditiamo da una storia di milioni di anni.
Le bande mancano di molti istituti moderni che noi diamo per scontati: sedentarietà, specializzazione
economica, istituzioni formalizzate (come ciò che oggi chiameremmo leggi, polizia, diplomazia).
Sono tendenzialmente egualitarie, nel senso che mancano di stratificazione sociale, di preminenza
formale di un individuo per nascita o per scelta, e di controllo dell'informazione e delle decisioni da
parte di qualcuno (manca un vero e proprio leader, c’è solo un capo che garantisce la difesa ma nessun
individuo o famiglia che prevale sulle altre).
TRIBÙ 4
Lo stadio immediatamente successivo alla banda è la tribù. È un'u nità più grande, formata da centinaia di
individui, ed è generalmente sedentaria.
L'unità politica di base è il villaggio o il piccolo gruppo di villaggi strettamente collegati. Ma tra questi
insediamenti non c'è alcun tipo di unità politica: ogni singolo gruppo di capanne è coinvolto in un
complicatissimo gioco di scontri ed alleanze con i vicini.
Gli scavi archeologico-paleontologici mostrano che le prime tribù apparvero circa 13.000 anni fa nella
Mezzaluna Fertile (“culla della civiltà”), poiché prerequisito per l'insediamento stabile è la capacità di
produrre cibo, o per lo meno il vivere in un ambiente le cui risorse sono particolarmente ricche e
concentrate.
(≠ BANDA) Oltre a differire da una banda per via delle dimensioni e della vita sedentaria, una tribù ha
in più una struttura di diversi gruppi di parentela formalmente riconosciuti, detti clan, che si
suddividono la terra o, in generale, le risorse.
Nella tribù tutti conoscono le relazioni di parentela degli altri membri questa rete di relazioni fa sì che
istituti come la ‘polizia’ (apparato di repressione) siano superflui. Mancano anche ‘burocrazia’ e ‘tasse’.
MA! Al crescere del numero dei membri, la sintesi politica ha necessità di organizzare il potere (fino a
questo momento:
1. la gestione del gruppo è tendenzialmente agevole e il rapporto molto semplificato: non sono necessari
istituti di repressione ecc. basta ogni tanto un capo.
2. Raramente si arriva ad un conflitto poiché sono tutti parenti.
3. Non è positivo per il gruppo uccidere un membro di un altro gruppo perché questo porterà ad altri scontri)
Non esistono praticamente mai in storia delle istituzioni politiche delle forme istituzionali pure: quelli di
cui parliamo sono modelli teorici le tribù hanno molti aspetti in comune con le bande (e con le chefferies).
Innanzitutto, il loro sistema di governo è ancora informale ed egualitario, senza classi, e la trasmissione delle
informazioni e i processi decisionali sono comuni a tutti.
Le tribù, dunque, si confondono con le bande da un lato e con le chefferies dall'altro.
CHEFFERIES
Le testimonianze archeologiche indicano che questa forma di società appare attorno al 5500 a.C. nella
Mezzaluna Fertile e prima del 1000 a.C. in Mesoamerica e sulle Ande.
Le chefferies erano molto più popolose delle tribù, e comprendevano migliaia di individui (troviamo
quindi alcuni elementi di strutturazione del potere politico)
problemi di conflittualità interna →
1) esercizio della forza riconosciuto a una sola persona, il capo.
2) i capi portavano simboli di potere che imponevano il rispetto da parte dei comuni cittadini (es.
cominciano a qualificarsi esteticamente): cominciano ad esserci delle forme di aiutantato 5
gli ordini del capo potevano essere trasmessi attraverso governanti di grado intermedio, o capi di basso rango
(ma non si trattava di una burocrazia di tipo ‘statale’, perché non esisteva una precisa suddivisione dei ruoli)
Una popolazione numerosa concentrata in un'area limitata aveva bisogno di molto cibo (agricoltura, o
caccia e raccolta in terre molto ricche) e cominciano quindi ad esserci accumulazione di risorse (poiché
servivano grandi quantità es. silos egiziani)
superamento del baratto tributi (redistribuzione delle risorse, mantenimento del capo e dei seguaci, opere
‘di pubblico interesse’, prime forme di monumento)
Nelle chefferies troviamo in genere un'ideologia (una forma di credo che tutti i membri condividono e
che serve a legittimare il ruolo e a rafforzare l'autorità del capo) che anticipa le religioni
istituzionalizzate, (casta di sacerdoti, luoghi di culto della religione ufficiale che sono anche segni
visibili di potere), aiuta a risolvere il problema della convivenza pacifica tra estranei, fornisce
motivazioni di carattere idealistico per il sacrificio della vita ( ‘salto di qualità’ sul piano militare)
Questo processo (ideologia e religione) è fondamentale per l’istituzione politica perché presto
giustificherà sia la necessità di una guerra che l’impegno nella guerra stessa.
STATO
Gli antropologi parlano a questo punto di una fase successiva costituita dallo Stato (Mesopotamia attorno al
3700 a. c.).
MA ATTENZIONE: NOI POSSIAMO PARLARE SOLO DI ‘PROTO-STATI’: LO ‘STATO
MODERNO’ (il primo propriamente inteso) NASCE SOLO INTORNO AL XV SECOLO.
Legittimo è però il passaggio alla Grecia antica, la cui storia è pressoché integralmente fatta da piccole/medie
sintesi politiche costituite da città o da unioni di villaggi, in altalenanti fasi di accordo o conflitto reciproco.
È la storia delle poleis. 6
IL GOVERNO DELLA POLIS
(la democrazia diretta)
LA CENTRALITA’ DELLA ESPERIENZA GRECA
Πολεις = città-stato (piccole e medie sintesi politiche) → è il primo miglior esempio in cui
uomini costruiscono comunità politiche
riflettendo sulle comunità stesse (è il
punto di partenza di una politica
occidentale consapevole di sé)
Esperienza greca = fenomenale impianto di riflessione politica (è
enormemente attuale) Premessa di collegamento
I miti fondativi
(= ci sono dei miti fondativi che spiegano il passaggio da chefferie a stato)
a) Passaggio dalle forme pre-istituzionali di comunità umana della preistoria a quelle più compiute
dell’antichità (poleis greche): il mito della fondazione di Atene.
Elemento fondamentale della storia politica di Atene è l’identità specifica ateniese: l’autoctonia (gli ateniesi si
riconoscono tali)
- nelle leggi si può diventare cittadini ateniesi solo per nascita (figli di cittadini entrambi ateniesi)
- nella mitologia questo tema è evidenziato dal forte rapporto con la terra gli eroi primigeni di Atene
sono nati dalla terra o metà serpenti, simbolo di natura ctonia
b) Primo re di Atene è Cecrope, mezzo serpente (animale emblematico della simbiosi fisica con la terra poiché
striscia). A lui segue Erittonio, anch’egli per metà serpente.
Mito della nascita di Erittonio: il potere politico di Atene nasce non solo simbolicamente in simbiosi con la
terra ma dal connubio addirittura ‘fisico’ con la terra. È appunto l’autoctonia posta a fondamento mitico della città.
Erittonio, travolto dal desiderio per Atena farà nascere la città di Atene dal suo seme con la terra.
c) Possiamo ritrovare temi analoghi nel mito dello scontro fra Atene e Poseidone per il ‘patronato’ sulla
città: in esso si vede la doppia polarità di attrazione per Atene (terra <-> mare) e ne viene che il simbolo di
della polis è l’ulivo, che si ‘radica’ nella terra, è stanziale, è ‘agricolo’.
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