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Storia dell'architettura II: medievale e moderna

Corso Semestrale, prof. Gian Paolo Consoli
Da inizio 1200 ad inizio 1800

Valutazione esame

Per la valutazione si prevede esame orale: capire come sono fatte le architetture, riconoscere le architetture e gli autori, conoscere le singole opere architettoniche e approfondire un argomento per l’esame. Ogni opera è la continuazione delle precedenti, ad esempio il fastigio a cappello di prete inventato da Borromini sulle finestre.

Dall'architettura gotica al neoclassicismo

Iniziamo con il Gotico che era anti-classico, perché basato sul telaio e non su strutture murarie. Vi erano i costoloni importanti che reggevano le strutture. Finiamo con il Neoclassicismo e poi con l’Eclettismo. I Goti erano barbari, quindi anti-classici, mentre poi furono ritrovate le forme degli edifici antichi, e furono non copiate ma riprese, ad esempio gli ordini architettonici, il Classicismo, dando inizio al Neoclassicismo.

La musa greca Clio e la storia

La Musa greca Clio è “colei che rende celebri”, l’ispiratrice della storia. La tromba nel dipinto simboleggia la fama, ed il libro racconta le gesta degli uomini, fermando il tempo. La storia serve ad annunciare la fama dei grandi uomini o degli uomini in generale.

Descrizione di Cesare Ripa in "Iconologia"

Parafrasi della descrizione di Cesare Ripa ne “Iconologia” (1593 e 1603) HISTORIA (descrive la storia attraverso un’immagine) - «Donna alata, & vestita di bianco, che guardi indietro, tenga con la sinistra mano un libro, sopra del quale mostri di scrivere […] Historia è arte con la quale scrivendo, s'esprimono l'attioni notabili de gli huomini, division de' tempi, nature, accidenti preteriti, e presenti delle persone, e delle cose, la qual richiede tre cose, verità, ordine, e consonanza. Si fa alata, essendo ella una memoria di cose seguite, degne di sapersi, la quale si diffonde per le parti del mondo, e scorre di tempo in tempo alli posteri. Il volgere lo sguardo indietro, dimostra che l'Historia è memoria delle cose passate nata per la posterità. [...] Tiene posato il piede sopra il quadrato, perchè l'Historia deve star sempre salda, ne lasciarsi corrompere, o soggiogare da alcuna banda con la bugia per interesse, che perciò si veste di bianco. Se le mette à canto Saturno, perchè l'Historia è detta da Marco Tullio, testimonianza dei tempi, maestra della vita, luce della memoria, e spirito dell'attioni».

Il ruolo della storia

La storia è l’attività volta a descrivere il passato. La storia cambia il racconto del passato, non è una scienza esatta. Lo storico si chiede “come, chi, quando, cosa e perché”. Il passato si trasforma e si perfeziona incessantemente, è una scienza umana. Esiste anche una storia della storia, la Storiografia, ed esistono tanti modi di raccontare una storia. Petrarca ne Il Canzoniere (storia raccontata in poesia, 1336) scrisse “il nostro studio è quello che fa per fama gli uomini immortali”.

Approcci alla storia e alla progettazione

Per noi la storia è un’indagine sul nostro passato. Per fare ciò ci sono diversi approcci alla storia, ad esempio la cronaca di fatti, di idee ecc. Se vogliamo capire un’opera architettonica dobbiamo scegliere l’approccio della Storia della Progettazione, capire il come.

Papa Giulio II e la Basilica di San Pietro

Ad esempio, Papa Giulio II (1503), colui che fondò i Musei Vaticani, decise che la Basilica di S. Pietro doveva diventare moderna per il 1500 ed allo stesso tempo doveva essere antica, riprendendo lo stile della Roma Imperiale. Venne quindi distrutta la vecchia Basilica e fu costruita nel frattempo la nuova, con grande lentezza perché il Papa non aveva la stessa potenza dell’Imperatore; vi furono infatti incidenti di percorso, come il Sacco di Roma (6 maggio 1527 da parte delle truppe dei lanzichenecchi, i soldati mercenari tedeschi arruolati nell'esercito del Sacro Romano Impero Germanico).

La Riforma Protestante e le indulgenze

Uno dei motivi della Riforma Protestante (scisma dalla Chiesa Cattolica) furono le indulgenze vendute dai sacerdoti in questo periodo per poter costruire con quei soldi la nuova S. Pietro.

Importanza della storia

La storia serve non per erudizione, ma per conoscere l’uomo nel suo agire, sotto tutti gli aspetti, conoscere la trasformazione del vivere sociale dell’uomo, perché noi siamo figli di quegli uomini. Studiare la storia significa studiare noi stessi, studiamo i morti per capire come siamo diventati quello che siamo. Noi studiamo la storia della nostra società occidentale.

Storia e approcci storiografici

Uno storico Positivista è legato solo ai fatti, uno storico Marxista pensa che il clou sia il problema economico, gli storici francesi si approcciano a tutto. La storia non è solo quella dei vincenti, ma si indaga anche nelle parti più nascoste.

Carlo Ginzburg e la microstoria

Carlo Ginzburg, storico italiano di origine ebrea (1939), scrisse il libro Spie (1986) in cui raccontò del paragone della storia con un’indagine poliziesca, nel libro egli prendeva gli indizi e ne costruiva un’interpretazione logica. Si dedicò a micro-storie, cercando di costruire un brano di vita quotidiana del 1500. C’è distanza tra lo storico ed il suo studio, è difficile capire la mentalità di quegli anni. Cos’era la sofferenza nel 1500? Se venivano condannati a morte il loro volto era tagliato a pezzi (Damnatio Memoriae) ed i pezzi erano distribuiti in dei luoghi. Non c’era possibilità di ascesa sociale.

Testimonianze storiche

La storia si fa attraverso testimonianze orali, la lettura di documenti, fotografie dagli archivi comunali, si cercano notizie, nel Catasto capiamo le proprietà, andiamo a cercare i matrimoni per ricostruire la storia della nostra famiglia ad esempio, o vediamo se qualcun altro prima di noi si è occupato di un certo argomento, cerchiamo libri, facciamo una bibliografia.

Indagine sull'architettura

Per quanto riguarda l’architettura, per capirne la storia, indaghiamo l’architettura stessa, osservandola possiamo datarla, vederne i mutamenti e ricostruire la storia dell’edificio. Conviene affrontare un’indagine il più possibile ampia, fare l’analisi di ciò che è rimasto, con la volontà di capire il passato, anche per non ripeterne gli errori.

L'architettura

Definizione di architettura

L’architettura è la disciplina che sposa forma e funzione. L’architettura per Le Corbusier (1887) è linguaggio e volume. Una rimessa è edilizia, una cattedrale è architettura. Noi trattiamo l’architettura concepita come arte, che è molto più complessa tra le arti, è un processo complesso perché c’è un’ambiguità tra arte e funzione.

Adolf Loos e l'architettura

Adolf Loos (1870) riteneva un tumulo architettura, come anche il monumento, che esprime qualcosa, ma che non ha funzione abitativa o di riunione.

Architettura tra arte e servizio

L’architettura non è un’arte autonoma come le altre arti, scultura e pittura. È insieme arte e servizio, non è mai una creazione individuale, chi progetta non costruisce, i responsabili sono più persone. L’arte è imitazione della natura, dando magari elementi di perfezione. L’architettura non può imitare niente, è prettamente umana.

Vitruvio e l'origine dell'architettura

Il primo scrittore di architettura, Vitruvio (81 a.C.), disse che l’architettura deriva dalla capanna primitiva, discende dalla prima creazione dell’uomo. Di qui discende l’ordine architettonico. L’architettura si pone artificialmente una genealogia, non è imitazione della natura ma cerca di evocarne alcuni effetti. È fatta dall’uomo per l’uomo.

William Morris e Walter Gropius

William Morris (1834) disse che l’architettura abbraccia tutte modificazioni della terra in vista dell’uso umano. Walter Gropius (fondatore della Bauhaus 1883) scrisse il libro Dal Cucchiaio alla Città, perché l’architetto domina anche la piccola scala. L’architettura è tutto, ma non può essere tutto.

Vitruvio e l'architettura

Vitruvio disse anche che l’architettura è la scienza del fabbricare: utilitas, firmitas e venustas (stabilità, funzionalità e bellezza, ovvero la capacità di conquistare l’animo di chi la guarda). Mies Van Der Rohe (1925) disse che l’architettura è chiarezza costruttiva portata alla sua espressione esatta.

Leon Battista Alberti e l'architettura

Leon Battista Alberti (1404), nel suo libro De Re Aedificatoria, descrisse l’importanza dell’architettura e disse che chi deve essere l’architetto. Egli era un intellettuale e filosofo e divenne architetto per scelta, studiò gli antichi, le arti, e si convinse che l’architettura è la principale delle arti perché vantaggiosa alla comunità come al privato, perché attraverso l’architettura si forma la città, l’architettura dà lustro alla città. È un valore che prescinde dal singolo, è un’arte sociale ed ha valore politico. Sempre secondo Alberti l’architetto è colui che con metodo sicuro e perfetto sappia progettare razionalmente e realizzare praticamente, attraverso lo spostamento dei pesi e mediante la riunione e la congiunzione dei corpi, opere che nel modo migliore si adattino ai più importanti bisogni dell'uomo.

Etienne-Louis-Boullée e la creazione architettonica

Etienne-Louis-Boullée (1728), nel suo libro Essay sur l’art, disse che l’architettura è non l’esecuzione ma la creazione, il disegno: la costruzione è la parte scientifica. Questa visione mise fine al Vitruvianesimo, perché progettare e costruire nel pensiero Classico erano la stessa cosa. Per Boullée era importante l’idea dell’edificio, la costruzione era parte secondaria. Questo atteggiamento derivava dalla divisione del lavoro del 1700, dalle regole Marxiane (Karl Marx, filosofo e politico tedesco 1818), che portavano alla specializzazione nel lavoro.

Francesco Milizia e la definizione di architettura

Francesco Milizia (teorico del Neoclassicismo 1781), scrisse che l’architettura è l’arte di fabbricare. De Quincy Quatremère (teorico dell’architettura 1755) scrisse un dizionario dell’architettura e definì l’architettura l’arte di edificare secondo una parte meccanica (mestiere) o intellettuale (poeta). L’architettura cambia con la storia. Oggi si costruisce molto di più e più velocemente.

Definizione contemporanea di architettura

Oggi la definizione di architettura potrebbe essere quell’attività umana essenzialmente rivolta a programmare, configurare, costruire i luoghi fisici di vita dell’uomo. Programmare perché c’è bisogno che qualcuno decida di costruirla, un committente. Configurare perché l’architetto deve progettarla. Costruire perché poi segue la fase pratica con le maestranze. In vista delle sue storicamente variabili necessità materiali e non materiali (spirituali, religiose e politiche), è un’attività i cui risultati sono manufatti caratterizzati da volumi esterni, ma anche spazi interni ed esterni.

Bruno Zeni e lo spazio architettonico

Bruno Zeni (1918) disse che l’architettura non esiste senza spazi. Il tempio per qualcuno è una scultura a livello paesistico perché dentro non c’è spazio, a parte la piccola cella. L’architettura coinvolge l’architetto e nelle specifiche situazioni storiche non si esaurisce nella sua sola opera progettuale ma implica prima, durante e dopo, la costruzione (l’architettura è viva).

Com'è fatta l'architettura

Materiali e strutture

Dal punto di vista pratico è fatta di materia, pietra, cemento, mattoni, non solo pieni ma anche vuoti, materiali e bucature. Tutte le architetture sono fatte di bucature, aperture nella parete con cornici, aperture nel muro attraverso sistemi di architravi, ecc. Abbiamo due tipi di architettura: le STRUTTURE VERTICALI e le STRUTTURE ORIZZONTALI, ovvero muri/pareti e piani e tetto, solai e copertura.

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese (Roma 1541-1580 Antonio da Sangallo il Giovane; Michelangelo Buonarroti): Esempio della corrente sintetista sangallesca nell'architettura rinascimentale cinquecentesca. Il progetto originario del palazzo si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane, per incarico del cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III). I lavori si interruppero per il sacco di Roma nel 1527 e furono ripresi nel 1541, dopo l'ascesa al papato del cardinal Farnese, con modifiche al progetto originario e ad opera dello stesso Sangallo. In particolare venne creata la piazza antistante. Dopo la morte del Sangallo nel 1546, i lavori furono proseguiti sotto la direzione di Michelangelo: a lui sembra doversi il cornicione che delimita superiormente la facciata, il balcone sopra il portale centrale con il grande stemma e il completamento di gran parte del cortile interno. La morte del papa interruppe nuovamente i lavori nel 1549. Altri lavori furono diretti dal Vignola. Infine a Giacomo della Porta, si deve la parte posteriore con la facciata verso il Tevere, completata nel 1589. Per la sua mole e forma il palazzo era chiamato "il dado dei Farnese".

Facciata e decorazioni del Palazzo Farnese

Il palazzo prospetta su una piazza ornata di fontane, che riutilizzano bacini in granito provenienti dalle Terme di Caracalla. La facciata, in mattoni con cantonale in travertino (56 m di lato), si articola su tre piani. Le 13 finestre di ciascun piano presentano differenti decorazioni, e quelle del piano nobile sono coronate da frontoncini alternativamente curvilinei e triangolari. La decorazione è ottenuta con l'uso di mattoni albasi (poco cotti, di colore giallo e particolarmente porosi) e ferraioli (molto cotti, di colore rosso e molto resistenti) in alcune parti della facciata e, in alcuni casi, anche con scialbature di colore. Tali decorazioni tuttavia seguono logiche diverse nella parte destra e in quella sinistra della facciata. Quest'ultima presenta una decorazione geometricamente definita a losanghe, Inoltre nei timpani delle finestre del piano nobile sono presenti degli intarsi floreali, sempre realizzati con mattoni bicromi. Tali mattoni bicromi sono utilizzati anche per l'ammorsatura delle finestre, che presenta una caratteristica apparecchiatura dentellata, presumibilmente per motivi strutturali. Queste decorazioni hanno lasciato supporre nel corso degli anni che la facciata in cortina splendidamente apparecchiata, tagliata e arrotata in opera, fosse fatta per essere lasciata a vista. La parte destra della facciata è molto meno curata, le losanghe ben definite sono poche e buona parte dei ferraioli sono posti alla rinfusa nella parte alta del piano nobile, nei pressi del cantonale.

Interno del Palazzo Farnese

Si passa all'interno tramite un vestibolo a tre navate coperte da volta a botte e separate da colonne di ordine dorico in granito rosso. La decorazione interna è particolarmente raffinata, con affreschi e dipinti. Il Palazzo è organizzato in uno spazio su diversi livelli, ha diversi solai, poi vi è un atrio di ingresso ed un altro salone a doppia altezza, che prende 2 piani. I solai sono in legno. Fin ad un certo punto nella nostra storia i solai sono stati sempre in legno, così come le coperture, fatte con tetti a capriata ecc. Nell’architettura occidentale meridionale italiana non troviamo quasi mai il legno come struttura verticale.

Duomo di Ferrara (Cattedrale di San Giorgio)

Duomo di Ferrara (Cattedrale di San Giorgio) (Ferrara, 1135-1600, Leon Battista Alberti): La cattedrale fu consacrata nel 1135 e dedicata a san Giorgio, come si legge nell'iscrizione in volgare, nell'atrio della chiesa. Lo stile romanico del progetto iniziale è testimoniato dalla facciata. Tra il 1451 e il 1493, venne eretto il campanile su progetto di Leon Battista Alberti che non venne mai terminato ed è privo della prevista copertura a cuspide. Nello stesso periodo fu realizzata l'abside su progetto di Biagio Rossetti. La facciata della cattedrale di san Giorgio è in marmo bianco, a tre cuspidi, e presenta logge, arcatelle, rosoni, finestroni strombati, statue e numerosissimi bassorilievi. Nella parte centrale della facciata risalta il protiro, sorretto da leoni e telamoni, sormontato da una loggia a baldacchino con la statua della Madonna con il Bambino (aggiunta tardogotica) realizzata da Michele da Firenze e, in alto, è scolpito un Giudizio Universale di influenza gotico-francese. Nel Giudizio Universale i dannati vanno verso l'Inferno, i beati verso il Paradiso. Una figura mostruosa, a destra, ingoia le anime dei dannati.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Argot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Consoli Gian Paolo.
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