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STORIA DELL’ARCHITETTURA

1. IL MONDO CLASSICO

Cos’è l’architettura?

Con il termine architettura non si intende soltanto una serie isolata di edifici ma piuttosto quali

condizioni storiche, sociali, economiche e culturali hanno portato alla costruzione di un

determinato edificio.

Si hanno diverse definizioni di architettura a seconda del periodo storico e del punto di vista di chi

l’ha espressa.

William Morris considera l’architettura come l’insieme di tutte le attività che comprendono

l’intero ambiente della vita e le modifiche sulla superficie umana.

L’architettura non è soltanto il frutto del lavoro dell’architetto è composta invece da più scienze e

quindi risulta essere l’esito di tutte le attività umane.

Ha dunque una componente pratica, che si concretizza con la realizzazione e una componente

pratica, la quale invece comprende le varie idee e pensieri.

Le due componenti erano già state accennate da Vitruvio, ad occuparsi del rapporto che intercorre

tra queste è stato Daniele Barbaro il quale ha commentato il trattato di Vitruvio.

La triade vitruviana

Sono i tre aspetti a cui ogni opera deve rispondere.

​ ​

● Utilitas

. Rappresenta la funzione, infatti ogni opera ha uno scopo.

La classificazione degli edifici avviene in base alle funzioni, gli schemi funzionali

corrispondono alle tipologie architettoniche.

Ci sono diversi tipi di templi ed esiste una tavola classificatoria dei templi greci (prostilo,

​ .

antiprostilo, tholos, in antis, in doppio antis)

Alcune tipologie con il tempo mutano di funzione, ovvero variano nel numero e nella

disposizione degli elementi, le dimensioni e le forme sono diverse ma la tipologia mantiene

sempre una matrice comune.

L’utilitas è l’elemento che contribuisce alla classificazione.

​ ​

● Firmitas

. Riguarda gli aspetti strutturali quali ad esempio la resistenza nel tempo o la

capacità di sopportazione di un edificio.

È fondamentale in molte chiese del Rinascimento, nell’Acropoli di Atene ma soprattutto il

Pantheon che nonostante sia un edificio del I secolo è perfettamente in piedi oggigiorno.

Vengono coinvolti tutti gli aspetti della costruzione, non si tratta però di un aspetto

strettamente tecnico ma racconta anche lo sperimentalismo, il movimento di varie

maestranze e spiega inoltre l’uso di determinati materiali.

Ne è un esempio il Duomo di Milano, realizzato in pietra nonostante non fosse un

materiale tipico della zona e con cui le maestranze non avevano dimestichezza.

​ ​

● Venustas . Rappresenta la bellezza ma anche l’armonia, subentrano l’uso e la consuetudine

intesa come il giudizio condiviso da una cultura.

Riguarda l’architetto progettista, colui che percepisce l’opera e ad esempio le relazioni tra

le singole parti e il dimensione.

Si occupa dunque dell’architettura nel suo complesso.

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Gli ordini architettonici

È un sistema in cui ogni singolo elemento è legato all’insieme secondo un sistema di proporzioni

per cui esistono una serie di rapporti tra le parti.

È possibile riconoscere un ordine dal capitello e dalle proporzioni.

Ogni ordine ha un carattere.

● dorico

L’ordine​ rievoca la figura maschile in quanto appare tozzo, veniva utilizzato nelle

architetture di tipo difensivo ed eroiche oppure per le fortificazioni delle città.

Il dorico ha un ruolo di sostegno basti pensare ai templi trittici.

​ ​

● ionico ricorda una figura femminile essendo appunto snello, tipico delle chiese.

L’ordine​

Si tratta di un ordine più decorativo dovuto al fatto che deriva da culture più sensibili (Asia

Minore).

Il suo carattere si può intuire nel suo capitello mediante delle volute che sono la

stilizzazione di elementi naturali come ad esempio foglie.

​ ​

● corinzio è esile tanto da poter essere paragonato alle giovani vergini, è possibile

L’ordine

vederlo nelle chiese dedicate alla Madonna.

Nel mondo greco, quest’ordine era riservato per usi interni perché era considerato troppo

eccessivo per la sua decorazione.

La civiltà artistica si nutre di numerosi influssi.

L’alfabeto architettonico è una sorta di linguaggio in cui una volta stabiliti una serie di principi

(matrice comune) questi vengono declinati in modo diversi. ​ .

Si ha così una lingua universale da cui discendono poi i vari dialetti (​ Grecia ‐ Magna Grecia)

Nel momento in cui parliamo di lingua parliamo appunto di dialetti che consistono in una diversa

interpretazione dei principi e delle regole.Il trattato di Andrea Palladio risale al 1470 (Trattato

Rinascimento).

I quattro archetipi concettuali

Arnaldo Bruschi adotta quattro sistemi che servono come punto di partenza per lo studio di

un’opera.

Ogni opera di architettura nasce da qualcosa che è già esistito (​ lo studio dell’antico nel

​ ).

Rinascimento

Gli edifici dell’antichità venivano studiati e poi reinterpretati.

Le opere dunque si generano e si rigenerano in modo tale da avere un flusso di continuità.

La storia viene vista come un susseguirsi di eventi concatenati non contrapposti.

Tutto ha inizio dai quattro archetipi concettuali.

In architettura inoltre gli archetipi sono combinati.

● spazio scavato

Lo , la caverna in origine era un luogo riparato dalla natura esterna

incontaminata.

È la concezione di come si pensa lo spazio interno.

La Basilica di San Pietro si tratta di un grande cubo all’interno del quale vengono scavate

una serie di nicchie.

​ ​

● volume esterno . Il tipico esempio è la Statua della Libertà, si tratta appunto di un edificio

Il

fruibile dall’esterno, è un elemento che si erge ed è visibile dallo spazio esterno.

I menhir e gli obelischi non sono pensati come edifici vivibili dall’interno.

● elementi strutturali lineari​

Gli , verticali o orizzontali. Il concetto di elementi strutturali

lineari è ben rappresentato dal sistema trilitico adottato nel mondo greco ed era composto

da due elementi verticali ed un elemento orizzontali.

Il Colonnato di Piazza San Pietro del Bernini, il quale concepisce un grande ingresso

ricorrendo al sistema trilitico. lOMoARcPSD|3075439

​ ​

● pareti continue​

Le . Il sistema costruttivo del Pantheon è un sistema murario con pareti

continue e non più trilitico.

Molino realizza una tavola con cui illustrava il suo progetto a Roma dove sorge il Campidoglio.

Egli mostra l’uso che può fare un architetto della storia.

Ha accompagnato il suo progetto con delle notizie, studia i dettagli architettonici, l’area nel suo

complesso, l’aspetto dimensionale.

Il progetto è correlato da suoi appunti.

Bramante immagina l’interno di un tempio antico, lo inventa non lo ridisegna.

Riproduce così un edificio a pianta centrale .

Il disegno, su un piano di pergamena serve ad esprimere un’idea.

Trattandosi di un edificio simmetrico ne è stato disegnato solo metà.

È un disegno di rappresentazione.

Michelangelo realizza un disegno della chiesa di San Giovanni a Roma.

Attraverso il disegno egli riflette sulle possibili evoluzioni, esprime una fase di ragionamento tanto

che i disegni non sono completi. ​

La figura umana viene usata per interpretare la pianta delle chiese (​ uomo vitruviano ).

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2. L’ARCHITETTURA GRECA

Il tempio greco

Il modello della casa diventa un modello architettonico per ispirarsi e definire le forme della

casa degli dei, ovvero i templi arcaici che riprendono schemi di abitazione semplici con pianta

rettangolare.

È stata compilata una sorta di tabella che esemplifica, secondo le descrizioni di Vitruvio, i

templi. Vitruvio semplifica i templi per capire l’evoluzione del tempio da una forma basica

semplice fino ad accrescere il numero di elementi, perfezionandoli; si tratta comunque di una

ripetizione di forme base.

La base allungata del tempio si contrae fino a che la distanza tra il lato breve e il lato lungo

diminuisce, variano anche i rapporti di distanza tra la parete della cella e il colonnato.

Le colonne vanno rastremandosi, ovvero la dimensione va diminuendo a partire dalla base

fino in alto, per cui si considera la distanza tra gli assi delle colonne.

La ripetizione del sistema trilittico genera questo tipo di architettura.

La cultura del tempio è una cultura tipicamente greca, altre culture (miceni) avevano sale

colonnate nel palazzo del re che possono richiamare in qualche modo i tempi, ad esempio il

palazzo di Crosso.

La colos è un tempio circolare diffuso soprattutto nel IV secolo.

I templi erano colorati con colori vivaci come il rosso, il giallo, l’azzurro e il verde.

Nel momento in cui si ridisegna un tempo, si vanno ad indicare anche le persone per dare il

senso delle proporzioni e al contempo far risaltare la grandezza delle colonne.

Esiste sempre una regionalità nonostante vi siano regole ben precise.

Nel mondo greco abbiamo i tre ordini architettonici: ionico dorico e corinzio, i quali hanno

caratteristiche diverse per quanto riguarda le proporzioni (si parla poco di misure) che legano

tra loro tutti gli elementi e la morfologia, ovvero la forma.

In ogni ordine la colonna risulta formata da tre elementi: la base, il fusto e il capitello.

L’ordine dorico

Il dorico è il primo ordine e si sviluppa quasi in contemporanea con l’ordine ionico tra il 400 e

il 500 a.C., ha origine nel Peloponneso.

Nell’ordine dorico la colonna è senza base e si innalza direttamente dallo stilopate, le

scanalature sono a spigolo vivo, il fusto è rastremato e il capitello estremamente semplice,

squadrato in altre parole si può dire che consiste nella sovrapposizione di due elementi.

La colonna ha una funzione prevalentemente di sostegno.

Si può notare un importante trabeazione, architrave, fregio e cornice.

Il fregio è liscio e la cornice è dove si imposta il timpano, che è un elemento triangolare.

La trabeazione si distingue per essere liscia e il fregio non continuo.

Nel fregio dorico vanno ad alternarsi i triglifi.

Nella basilica di Pestum del 530 a.C. si può vedere un esempio di capitello dorico.

A Pestum inoltre è presente anche il tempio di Nettuno, si tratta di un tempio esastilo con 6

colonne sul fronte e 15 sul lato.

Successivamente, subito dopo il tempio esastilo, si passa al tempio ottastilo rappresentato

dal Partenone con 8 colonne sul fronte e 17 sul lato.

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L’ordine ionico

Lo stile ionico ha origine nell’Asia Minore, cioè influisce nel fatto che quest’ordine abbia un

carattere più decorativo vista appunto la sensibilità orientale.

Lo stile ionico rispetto a quello dorico appare più snello, si hanno anche proporzioni diverse per

quanto riguarda l’altezza del fusto.

Il fusto è più esile e slanciato infatti nel dorico si ha la ripetizione di 8 moduli mentre nell’ordine

ionico a ripetersi sono 6 moduli.

La trabeazione è tripartita e il fregio continuo.

La base della colonna ionica può essere variamente articolata, costituita da due elementi concavi e

uno convesso al centro.

Il capitello presenta differenze sostanziali dovute alle volute, appoggiate ad un collarino. Le volute

sono la stilizzazione di forme naturali.

L’ordine corinzio

L’ordine corinzio non presenta grandissime differenze rispetto all’ordine ionico se non

fondamentalmente per quanto riguarda il capitello.

Il capitello è caratterizzato da foglie di acanto e non più dalle volute (cesto decorato da foglie).

Il carattere decorativo si estende a tutti gli elementi dell’ordine compresa la base.

Quest’ordine era poco usato confronto agli altri due visti precedentemente in quanto ritenuto

troppo decorativo e veniva a mancare la funzione di sostegno.

La colonna corinzia venne adottata molto nei tempi circolari.

Il corinzio venne usato dunque soprattutto nel periodo ellenistico e dai romani in seguito.

I templi venivano realizzati interamente in pietra, ne è un esempio il Partenone realizzato in

marmo mentre i templi in Sicilia e Pestum venivano realizzati con pietra calcarea.

In Sicilia e in Magna Grecia le proporzioni sono particolarmente tozze e ciò è visibile attraverso

un’enfasi pronunciata.

Per enfasi si intende un rigonfiamento della colonna a un terzo della base.

Il tempio di Apollo (fine del V secolo) è un tempio con colonne doriche mentre all’interno è

presenta una colonna corinzia posta in un punto particolare: l’asse centrale del tempio.

Il tempio di Zeus ad Agrigento è un tempio dorico caratterizzato per le sue enormi dimensioni.

Si può notare la presenza umana che rappresenta lo sforzo di sorreggere la pesante trabeazione in

pietra.

Gli elementi del capitello rispettano una serie di proporzioni, l’architrave è liscio con conci di pietra

allineati con precisione.

Per raggiungere il senso di perfezione venivano applicate correzioni ottiche.

Il tempio di Apollo è uno dei primi tempi dorico realizzato interamente in pietra a cui è possibile

vedere applicate le correzioni ottiche.

Si cercava di costruire la casa degli dei in modo che fosse perfetta, ovvero in modo tale che tutto

risultasse ortogonale.

Le colonne potevano creare un effetto visivo di sprofondamento del piano di appoggio se fossero

stati posizionati lungo una linea completamente orizzontale, si vuole creare un effetto opposto per

cui si crea lo stilobate con una leggerissima convessità verso il centro.

Tutte le linee orizzontali subiscono questa variazione.

L’enfasi della colonna aiuta a esaltare il carattere della colonna.

Le colonne agli estremi potevano creare un effetto di caduta e la diversa quantità di luce poteva

influire sulla distanza tra le colonne (intercolunnio).

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Mutando le condizioni di spessore, di luce e di distanza l’architetto greco mirava a dare una

percezione visiva perfetta mediante delle leggere variazioni.

Il Partenone, I

ctino Fidia Callicrate (447‐432 a.C.

L’acropoli di Atene è la collina che domina la città, è un luogo che ha sempre avuto importanza

perché fin dal II millennio (età micena) aveva sede il palazzo del re e più tardi vi fu innalzata una

cinta muraria; la sua posizione sopraelevata inoltre conferiva un ruolo dominante, di controllo.

Man mano che Atene cresceva di importanza (dal VI secolo), l’acropoli viene ricoperta di luoghi

santi e diventa il nucleo della città.

Nelle aree recintate hanno sede i luoghi religiosi mentre le funzioni pubbliche vengono svolte nella

piazza, l’agorà.

A Roma invece le funzioni civili e religiosi non avvenivano in due luoghi distinti ma erano

concentrate in un unico luogo, il foro romano.

Non vi è un sistema che ordina la posizione degli edifici rispetto a degli assi, non sono degli

allineamenti specifici, soltanto in epoca ellenistica la posizione degli edifici segue un sistema di

assi.

Uno dei caratteri dell’architettura greca è quello di essere un edificio concepito dall’esterno, una

scultura che non prevede la fruizione interna e questo ne determina forme e proporzioni mentre

l’architettura romana privilegia la posizione di un interno.

I templi greci sono previsti in una disposizione libera e hanno un rapporto pronunciato con la

natura.

Il tempio ha una molteplicità di punti di vista.

Ci sono parecchi dislivelli sull’asse nord‐sud e sull’asse est‐ovest.

Il lato dimensionale è interessante perché c’è l’accesso attraverso un sistema di scale, propilei

(centralità del sistema d’accesso): il Partenone non è in una posizione centrale ma è disassato

rispetto a un ipotetico asse, si affiancano piccoli templi al Partenone.

​ Partenon​

e presenta 8 colonne sul fronte principale e un colonnato che gira intorno alla cella,

Il

periptero e ottastilo (8x2+1 proporzione di colonne sul fianco).

Si può notare una certa complessità della cella, questa ha affiancato verso il retro del tempio

un’altra sala (sala del tesoro).

Al suo interno la cella presenta un colonnato (9+5) disposto a “C” allungata che incornicia la statua

della dea a cui il tempio è dedicato.

La statua è alta circa 12 metri ed è realizzata in avorio e oro.

Il Partenone è colorato, nelle tonalità del giallo, del rosso e del blu, e ampiamente decorato,

voleva essere un omaggio alla dea protettrice della città.

Il Partenone visibile oggi è il terzo Partenone dopo altri due precedenti ed è stato realizzato

nell’età di Pericle, un momento glorioso che va a seguire le altre due fasi.

La pianta viene leggermente ampliata ma la posizione all’interno della pianta rimane analogo.

Il Partenone di Pericle è anche il Partenone di Fidia.

Lo scultore Fidia idea un programma per l’edificio: non è un tempio a cui si sovrappone un

apparato decorativo ma è un edificio in cui la scultura entra a fare parte dell’architettura.

Il Tino, l’architetto, aveva già lavorato nel precedente tempio di Cimone, il precedente Partenone.

Le metope, che circondando tutti il tempio, sono circa quadrate 14x32 e vi sono raccontate delle

storie.

Sul lato occidentale è descritta una lotta fra amazzoni, il lato orientale rappresenta una lotta fra

giganti (gigantomachia) e la lotta tra i centauri sul lato sud. Sul lato nord non rimane che la

trentaduesima metopa che rappresenta la guerra di Troia.

Il fregio della cella è lungo 160 metri della cella illustra e omaggia la maggiore festa religiosa di

Atene, la processione delle panatenee. lOMoARcPSD|3075439

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marti1011 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Loi Mariacristina.
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