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Lo sviluppo delle telecomunicazioni e le tappe della sperimentazione radiofonica

In Italia c’è un atteggiamento critico riguardo alla televisione. La televisione come la intendiamo oggi è un oggetto che ha un impatto sociale molto limitato, perciò la discorsività che la critica solleva è anacronistica. La nobile funzione che aveva prima la critica televisiva è oggi in crisi. Non c’è un’unica prospettiva valida per studiare la televisione, ma ce ne sono molte. Ci sono diversi impatti su del pubblico diverso: bambini, donne casalinghe, uomini. Complessa e plurale. Fare storia dei media è partire dal presupposto che i media hanno un’identità. Se diciamo cosa è la televisione, ci poniamo già da un unico punto di vista. Le televisioni si differenziano per diversi fattori:

  • Fattori tecnologici (cambiamenti tecnologici)
  • Fattori istituzionali (situazioni statali, es. monopolio statale, crisi monopolio, taglio di confini, centralizzazione: ‘mamma Rai’, bidirezionale: ‘a casa tua con canale 5’, tv destrutturata/che si costruisce da sola con il pubblico: ‘Italia 1’)
  • Modi di consumo (collettivo e rituale, individuale e casuale, privato e demotivato = flusso)
  • Forme di rappresentazione (radio di propaganda, programma ritualizzato, programmi con registri comunicativi individuali)

Il sistema dei media, il medium non viaggia da solo ma fa parte di un paesaggio mediale. Dopo l’avvento della riproducibilità tecnica il sistema artistico entra nel sistema mediatico. C’è un supporto, un dispositivo o un mezzo sul quale si diffondono le arti. Il sistema dei media è: "l’insieme degli strumenti per la comunicazione esistenti in un momento dato in una società, e la rete delle relazioni, di complementarità, di reciproca esclusione, di interdipendenza, che si stabiliscono fra i diversi media" (Ortoleva). Si creano delle logiche di differenziazione legate non solo all’essenza del media, ma ai rapporti reciproci tra i media. La radio, ad esempio, non diventa privata solo per fattori storici (paura della diffusione di dati militari e privati), ma anche per l’arrivo della televisione che provoca nella radio un cambiamento di target e di programmi, per differenziarsi dal medium principale e per non soccombere (pratica di differenziazione).

Nascita dell'electrical entertainment

Non si può studiare un medium da solo, ma va studiato in relazione agli altri mezzi e alla società. Per capire la radio dobbiamo allargare il campo e tornare indietro e solo allora possiamo capire cosa è la radio in tutte le sue sfaccettature. Nell’Ottocento non c’è solo l’invenzione dell’elettricità ma anche cicli di vita dei media diversi rispetto a quelli di oggi. Prima un medium era “nuovo” per anni, decenni, oggi la novità dura meno di un anno. L’innovazione non solo cambiava il mondo ma era accompagnata da celebrazioni, da condivisioni. L’Esposizione di Parigi del 1881 non è solo la celebrazione delle apparecchiature nuove, ma anche la messa in scena del grosso cambiamento del mondo. La strada principale viene investita da una ragnatela di luci che illuminano la città, e già questo è un grande spettacolo. Si guarda la luce, l’elettricità, si ascolta lo sfrigolio dei cavi elettrici. C’era l’euforia della tecnologia, dell’elettricità. La tecnologia comincia ad entrare nella vita sociale di tutti i cittadini. L’entertainment è un riconoscersi, un ritrovarsi nel cambiamento del mondo.

Nello stesso anno dell’Expo nasce la prima centrale elettrica del mondo: la Pearl Street a New York e in Europa nel 1883 la Centrale Elettrica di Milano. Queste reti iniziano ad essere utilizzate per l’illuminazione, la comunicazione e i collegamenti della città. L’elettricità viene considerata già un medium.

Excelsior

“Ballo 1881 di Luigi Manzotti e Romanualdo Marenco, era uno spettacolo in cui la luce e l’elettricità hanno un ruolo fondamentale, concludono i secoli bui e danno inizio al secolo della conoscenza e dell’innovazione. Questo spettacolo verrà poi nel Novecento trasportato in film. Lo spettacolo consiste nella lotta della luce contro l’oscurità. Questo spettacolo mostra l’euforia della comunicazione non come la intendiamo noi, ma di un canale tagliato (Suez) o di un traforo tra le montagne che collega le nazioni, del telegrafo, di Alessandro Volta.

Anche il telegrafo nel 1881 è pensato ancora come una sorta di ninfa che agita il mondo contemporaneo. Per questo la radio farà fatica a trovare uno spazio in cui diffondersi. Quando prende piede la radio, questa veniva ascoltata in ogni sua sfaccettatura, anche le parti che ‘sfrigolano’, questo perché era affascinante. L’elettricità in questo spettacolo è considerata non come uno strumento ma come un medium. Nel 2002 è stato riprodotto lo spettacolo al Teatro alla Scala di Milano.

La radio eredita alcuni elementi dai medium precedenti per poi diversificarsi. Un antenato della telegrafia ottica è quello nato nel 1792: la dall’abate Claude Chappe, un primo grande modello di comunicazione legato alla creazione di una infrastruttura molto articolata. Questo sistema funzionava talmente bene che ha fatto sì che rallentasse gli altri sistemi di comunicazione. Questo sistema arriva anche in Italia con Napoleone. La telegrafia ottica, concepita come comunicazione prevalentemente militare, prevedeva la costruzione di torrette poste in fila a distanza, di una decina di km l’una dall’altra, presidiate militarmente e destinate alla comunicazione. La persona all’interno muoveva le leve che muovevano a loro volta le pale che assumevano determinate posizioni che corrispondevano ad un certo numero di codici e significati legati a fini militari. La forza di questo mezzo d’informazione era il controllo della comunicazione. Era un’infrastruttura stabile, il codice era condiviso e il tempo di comunicazione era piuttosto rapido per i tempi. Dal 1820-30 questo mezzo esce dall’ambito strettamente militare e si sposta in ambiti pubblici, tra cui l’ambito economico. I limiti erano la visibilità (es. se c’è la nebbia o il buio questo sistema non ha successo), i costi che erano molto elevati, la preclusione della comunicazione personale e privata.

Telegrafo elettrico

Più che il telegrafo elettrico (1838-1844), ciò che fa la differenza per la comunicazione in codice universale è il codice Morse che permette una comunicazione, appunto, universale. Il sistema Morse attraverso telegrafo elettrico permetteva anche il fissare la comunicazione, a differenza della telegrafia ottica. La scossa elettrica passando attraverso il telegrafo elettrico permetteva di bruciare una striscia di carta con una striscia o con un punto, che era il messaggio. L’altro grande cambiamento è la bidirezionalità, il telegrafo elettrico, come il telegrafo ottico era potenzialmente bidirezionale. Attraverso il dispositivo si poteva sia trasmettere che ricevere. Nel 1844 si ha la prima linea telegrafica tra Washington e Baltimora e nel 1865 il primo cavo sottomarino che collegava l’America all’Europa. Il limite del telegrafo elettrico era proprio il filo, che in qualche modo creava difficoltà nel collegamento di più strutture, ma anche il codice Morse che richiedeva una persona che conoscesse il codice e che sapeva usare le apparecchiature. Il passo avanti sarà la ricerca del superamento di questi ostacoli e il raggiungimento di una fase più democratica, di una domesticizzazione della tecnica.

La linea principale d’impiego dell’elettricità sarà quella delle trasmissioni di suoni del telefono prima e della radio dopo. Un altro aspetto che segna un cambiamento molto forte è la concezione dell’inventore. L’invenzione del telefono si divide tra due figure: l’italiano Meucci e l’americano Bell. Meucci per primo, nel 1849, inventò questo mezzo e lo regalò al mondo, Bell, invece nel 1876, era già la figura dell’imprenditore che, anziché cedere la sua invenzione al mondo, pose il brevetto al telefono. Perciò Bell, di fatto, non rubò niente a Meucci. Lo scienziato da inventore che cambia il mondo diventa anche imprenditore.

Fonografo

Il fonografo inventato da Edison nel 1877-78, attraverso dei cilindri riproduceva i suoni attraverso degli altoparlanti a forma di tromba. All’epoca ebbe un impatto straordinario perché era un apparecchio non solo di ascolto ma anche di registrazione di messaggi e di discorsi, soprattutto di grandi personaggi della musica o dell’arte. Venendo anche venduto come giocattolo per le famiglie ricche, fa entrare la comunicazione nei salotti delle case, cambiando la comunicazione familiare. Il fonografo cessa la pretesa pubblica e militare che la comunicazione aveva avuto fino a quel music box, momento. David Sarnoff conierà nel 1916 il termine radio descrivendo la radio come un fonografo che deve entrare in tutte le case.

Tutti questi elementi sono ciò con cui la radio si deve confrontare e che accomuna per creare un medium che possa contenere i punti di forza dei media che l’hanno preceduta.

Le tappe della sperimentazione di Marconi e la telegrafia senza fili

Figlia di un grosso cambiamento di secolo identificato nella luce e nella comunicazione, la radio ha la capacità di modificare la sua immagine molto rapidamente, cambiando anche il proprio nome. Infatti, quella che Marconi inventa è la telegrafia senza fili. La differenza tra la radio e la televisione è che la radio è un mezzo che ha ancora qualcosa dell’Ottocento: la figura dell’inventore. Per quanto riguarda la televisione questa non ha un inventore vero e proprio.

Marconi è sia il tipico inventore ottocentesco che un imprenditore. Ciò che Marconi fa è un piccolo esperimento che cambia il corso delle cose: voleva togliere il cavo al telegrafo. Egli capisce che per trasportare le cariche elettriche del telegrafo bastano le onde elettromagnetiche, il filo non è necessario. I due approdi a cui Marconi puntava erano: come sfruttare le onde e come dimostrare che queste onde non operano in linea retta e che la presenza di ostacoli non è in grado di ostacolare la trasmissione di questo segnale. La sua capacità imprenditoriale ha fatto pensare al mondo che la sua invenzione sia stata di portata titanica. (Guglielmo Marconi - “Il mago delle onde”, docudrama 2007) In questo documentario sono stati utilizzati i vecchi apparecchi, come il telegrafo a cui Marconi ha tolto il filo. Il giovane inventore è contro l’accademia, la ricerca e l’invenzione per il bene dell’umanità che non era l’ossessione per un'invenzione come aveva Marconi. Grazie alla padronanza linguistica dell’inglese e alla potenza economica di Marconi, il telegrafo senza fili divenne un’invenzione molto diffusa e famosa. Nel 1895 Marconi manda un messaggio oltre la collina dove si trovava un cacciatore con l’apparecchio. In questo esperimento il “campanello” riesce a suonare.

Nel 1896 la madre porta Marconi in Inghilterra, per via della potenza della flotta inglese che avrebbe avuto bisogno di questa invenzione, per far mettere sotto brevetto la sua invenzione. Nel 1897 egli fonda la Wireless Telegraph Company in cui vengono prodotti i pezzi per il telegrafo senza fili. Nel 1899 Marconi viene invitato a New York a trasmettere le informazioni, nella redazione di un periodico, della Coppa America in tempo reale. Questo fa sì che lui e la sua opera vengano conosciuti anche nell’altra parte del mondo. Marconi era diventato un inventore molto famoso, le sue ricerche erano sulla bocca di tutti. La prima trasmissione oltreoceano avviene il 12 dicembre 1901, in cui Marconi riesce a superare una connessione materiale che prima avveniva via fili. I due punti collegati con la telegrafia senza fili sono: Saint John’s (Terranova) e Poldhu (Cornovaglia). Ciò che viene trasmesso sono i tre punti della lettera S. Questi esperimenti fatti da Marconi sono stati fatti in modo segreto sia per la paura del fallimento sia per creare un’attenzione mediatica nel caso in cui fosse riuscito. L’evento riuscì e divenne planetario.

Il telegrafo senza fili si muove in modo veloce tra eroismi e catastrofi, suscitando emozioni. Il caso Crippen del luglio del 1910 fece diventare la telegrafia senza fili un oggetto molto conosciuto. Un americano, Crippen, sfinito dal sogno della moglie di diventare attrice, la ammazza, la fa a pezzi e la nasconde nel camino di casa. Egli poi scappa travestito con l’amante su un piroscafo, su cui però viene riconosciuto dal capitano che avvisa Scotland Yard grazie alla telegrafia senza fili. Si crea una situazione in cui tutto il modo sapeva tutto e le persone sulla nave invece erano all’oscuro di tutto. La tragedia del ‘Titanic’ del 14 aprile del 1912 porta dei cambiamenti alla radio. Il salvataggio dei sopravvissuti è stato possibile grazie alla radio. Tutte le navi a quel punto sono obbligate ad avere una strumentazione telegrafica. Ciò porta ad uno sviluppo della radiofonia, e la radio smette di essere un gioco e diventa uno strumento utile e necessario.

La nascita della radiodiffusione

La radio nasce come telegrafia senza fili e ne ha tutte le sue caratteristiche. Il passaggio alla radiodiffusione matura nell’immediato dopoguerra. Il conflitto porta avanti lo sviluppo e la ricerca tecnologica e la fine della guerra porta a puntare al mercato normale, non più bellico, per assorbire questi prodotti. In questi anni Marconi capisce che la direzione che sta prendendo la sua invenzione è un’altra, così crea nel 1919 la prima trasmissione radiofonica ‘Chelmsford’ che inizia a trasmettere suoni anziché messaggi in codice. Si ha anche un passaggio del medium dall’uso pubblico e militare all’uso individuale. L’ultimo elemento di differenza della radio rispetto ai mezzi precedenti è la diffusione ‘circolare’, ovvero il ‘broadcasting’, un unico punto emittente con gli altri punti che ricevono e basta. Ciò porta ad una uniformazione del proprio pubblico, ovvero ad una comunicazione di massa.

A questo punto si pone il problema di come costruire il modello radiofonico. I modelli che si impongono sono principalmente due, con un terzo modello in Italia:

  • Modello europeo: monopolio pubblico. La radio non è diversa dai trasporti, dalla sanità ecc. La radio deve avere delle sue specifiche caratteristiche e deve trasmettere contenuti educativi, statali, burocratici. È l’Inghilterra che si muove per prima nel panorama europeo. Nel 1922 viene fondata la BBC (motto: informare, educare, intrattenere). Il privato viene estromesso.
  • Modello americano: privato. Fondazione di alcune stazioni radiofoniche (1919 R.C.A. di Sarnoff). Si ha una libera espressione di contenuti, che deriva dalla libertà di parola e di espressione garantita dagli USA. Nascono sempre più piccole stazioni diverse fra di loro. Questo modello fa nascere il modello del ‘network’, ovvero della rete che collega varie piccole stazioni in modo da ottenere una copertura nazionale o sovranazionale. Il network americano principale è la NBC.
  • Modello italiano: misto, da un lato di monopolio pubblico per la situazione arretrata del paese, dall’altro per la presenza di aziende straniere e di Marconi, un modello che si apre ai privati. In Italia c’era un interesse relativo per la radio e per la televisione, c’erano dei pregiudizi che possiamo notare anche nel comportamento di Mussolini che decise di non utilizzare questi strumenti per la propaganda, a favore del cinema e dei giornali. Inoltre, nel nostro paese c’era una grande apertura all’estero e non si sentiva il bisogno di una radio o tv nazionale.

L’arretratezza del paese viene superata rapidamente con l’idea della pubblicità, con i manifesti, le locandine che prendono sempre più campo e che si rafforzano. Questo sistema ha creato dei grandi problemi in ambito giuridico per la mancanza di regolamenti. Questo sistema è misto perché viene dato in appalto ad una società (inizialmente privata, ma con poi una partecipazione statale sempre più forte), ma allo stesso tempo era aperto ai privati con pubblicità a pagamento. Dato che in quel periodo la tv e la radio erano dei beni di “lusso” viene istituita una tassa: il canone.

Nel 1902 Marconi, capendo che è arrivato a un punto di svolta, concede i brevetti gratis alla Marina italiana e all’esercito per 20 anni. La volontà era quella di espandere la radio, di renderla necessaria così da creare il bisogno e la domanda, ma c’era anche il voler mettere una bandierina sull’innovazione della radio, per questo Marconi pensava che tutto ciò sarebbe servito per ottenere pienamente il riconoscimento della gestione dei servizi radiotelegrafici. Nel 1921, a pochi mesi dalla scadenza dei 20 anni, Marconi fonda la SISERT (Società italiana per i servizi radiotelegrafici e radiotelefonici). Nel frattempo, però, è cambiato lo scenario esterno rispetto a venti anni prima, infatti, si cominciano ad avere delle sperimentazioni di contenuti, anziché solo di messaggi, ed in più era cambiato anche lo scenario interno, con l’ascesa al potere di Mussolini. Perciò questa operazione viene bloccata. Luigi Solari consente a Marconi di scivolare nell’ombra e di diventare lui il negoziatore dei rapporti con il governo di Mussolini. Su sua indicazione viene fondata nel 1923 la “Radiofono”, che vede l’ingresso anche di altre società italiane, che sulla SISERT erano solo sulla carta, creando un consorzio. Il punto di svolta arriva nel 1924 viene proclamato Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano che

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jemba98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Valentini Paola.
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