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Storia della radio e della televisione

Prof.sa Paola Valentini – Lezione I

Sviluppo delle telecomunicazioni e le tappe della sperimentazione radiofonica

Le telecomunicazioni nascono in una dinamica tra domanda e bisogni a cui queste domande rispondono, da prima solo economiche, è lo studio accurato del contesto storico nel senso più vasto del termine che ci consente di capire. I mezzi non hanno un’identità stabile, l’esempio più immediato è quello della televisione, mezzo di comunicazione in bianco e nero, con un monitor estremamente piccolo che consentiva solo un certo tipo di trasmissioni, improvvisamente la televisione è diventata un mezzo a colori, all’inizio posta solamente in salotto e appannaggio del capo famiglia, ed improvvisamente con la televisione a colori si sposta in altri luoghi (in cucina, nelle camere) per la riconversione tecnologica dal bianco e nero al colore facendo sì che i vecchi apparecchi vengano spostati. Oggi la televisione è smaterializzata, dentro computer e cellulari, non è più un oggetto, era una comunicazione in diretta mentre oggi non viene guardato niente in diretta, tranne una certa fascia anagrafica della popolazione.

Storia dei media

Non è possibile studiare singoli media separati ma prima si dovrà parlare della storia dei media, teorizzato già da Marshall McLuhan nel secondo dopoguerra, i media fanno sistema e sono collegati tra loro e per conoscerli bisogna conoscere la loro relazione, partendo innanzitutto dalla consapevolezza che i media abbiano un’identità complessa e plurale e anche la concezione si in cui interagiscono l’un l’altro contribuendo a modificare la propria identità.

Sistema di media

Bisogna tener di conto di questi fattori altrimenti non si ha una reale comprensione, quest’identità è data proprio da molteplici fattori che fanno si che ciascun medium si suddivida in tanti aspetti: quello tecnologico, esiste una televisione in bianco e nero ed una a colori, via etere o digitale, ma anche per la radio ne esiste una in am e una in fm, come si imporrà poi, consentendo altri sviluppi come quello della stereofonia che a sua volta modificherà l’aspetto della radio che si aprirà ai contenuti musicali che fino a quel momento potevano essere sentiti ma con un appiattimento della banda sonora che era notevole ed una perdita di sonorità molto marcata. Il fattore tecnologico determina a sua volta delle modifiche nelle forme di rappresentazione, ad esempio la radio dopo la stereofonia ha l’esplosione dei contenuti musicali, le radio libere non esisterebbero senza il grande cambiamento della stereofonia della possibilità di far sentire con la stessa qualità i contenuti musicali, a loro volta determinano cambiamenti nei modi di consumo, la prima radio era legata al capofamiglia, un peso molto forte della società, era una radio autorevole e dell’autorità, attraverso il negli anni ’60 diventa l’emblema del quale parlavano i governi o le istituzioni totalitarie, mentre consumo giovanile. L’aspetto istituzionale nella storiografia italiana è sopravvalutato con una forte interpretazione di questo elemento, è molto importante perché solo quando si supera il monopoli può esplodere in televisioni private, commerciali con nuovi contenuti, nuovo pubblico (giovani) e nuove forme di rappresentazione ma non è tutto istituzionale. Il secondo elemento importante è l’idea del sistema dei media, che si impone anche dall’introduzione stabile della televisione negli anni ’40 che ha un’origine ben precisa, oggi è ridefinito in una logica transmediale. Peppino Ortoleva, colui che meglio lo ha teorizzato in ambito italiano dà una definizione → “… è l’insieme degli strumenti per la comunicazione esistenti in un dato momento in una società, e la rete di relazioni, di complementarietà, di reciproca esclusione, di interdipendenza, che si stabiliscono tra i diversi media…”. I media sono estremamente mutevoli grazie alla loro natura plurale, per la sua tecnologia, economica, giuridica ed istituzionale di un certo tipo, usati da qualcuno ed in modi diversi, trasmettono un contenuto, sono portatori di messaggi e rappresentano la realtà. Estremamente complesso anche perché non rimane mai indifferente agli altri media circostanti. Questa concezione venne già introdotta nel 1947 da Max Horkheimer con una volontà di stigma, diverso è l’approccio nel 1962 di Edgar Morin che vede in questo una risorsa, un sistema in grado di aiutare l’uomo che si offre come una risposta ai bisogni antropologici dell’uomo e su questa riga 2 anni più tardi Marshall McLuhan con Understanding Media ammette che i media creino uno sbarramento tra l’uomo e la realtà ma è un’estensione dell’individuo, sono come una “protesi” che consente di metterci in comunicazioni con gli altri.

Electrical Entertainment

Alcuni teorici americani hanno definito il sistema in cui rientra anche la radio come Electrical Entertainment, cioè l’era dell’intrattenimento elettrico, dà l’idea che l’elettricità stessa che è l’intrattenimento dato che non è ancora un mezzo, ad esempio con le avanguardie, il futurismo in particolare per l’Italia, diviene il simbolo della modernità assoluta. Nel 1881 a Parigi ci fu l’EXPO, l’Esposizione Internazionale dell’Elettricità, il cui principale intrattenimento era l’elettricità stessa, poi pochi mesi dopo venne costruita la prima centrale elettrica a Pearl Street (New York), e 2 anni dopo la prima europea, quella di Milano, da cui nasce la grande industria, si rivoluzionano i trasporti con la prima rete di tram. L’apertura della centrale elettrica di Milano viene seguita nel 1883 dall’apertura del Teatro di Milano La Scala in cui vennero accese 1000 lampadine offuscando l’opera ma focalizzando l’attenzione sull’elettricità.

Ballo Excelsior

Nel 1881 viene creata da Manzotti e Marenco una grande coreografia per celebrare la vittoria della luce sull’oscurantismo, non solo metaforicamente, ma in scena ci sono personaggi di volta, il fattorino del telegrafo, i fili della luce, le lampade, si parla anche di alcuni momenti straordinari dello sviluppo delle strutture italiane ed internazionali.

Sviluppo delle telecomunicazioni

Il primo grande momento nelle telecomunicazioni è rappresentato dalla telegrafia ottica introdotta nel 1792 dall’abate francese Claude Chappe, veniva impiegata in ambito pubblico-istituzionale, in modo particolare dall’esercito. In Francia serviva ad informare Parigi sulla situazione dei confini, negli inizio dell’800 venne usato anche nell’ambito economico. A causa di varie problematiche però diminuirono il suo uso, infatti la telegrafia ottica implicava la costruzione di torrette equidistanti (un paio di km) e presidiate, una persona all’interno della torretta ed una dotata di un binocolo. Il sistema era infatti “a ponte”, partendo da Parigi (o dal confine) rimbalzava di torretta in torretta, a comunicare era il sistema di pale comandate, in Italia viene portata da Napoleone Bonaparte nel 1809 e viene stabilita per la repubblica della cispadana che collegava Torino fino a Mantova e Venezia, ma la visibilità era ridotta, altro limite era l’infrastruttura, che era costosa ed il fatto che non tutti potevano accedere a questo sistema di comunicazione che implicava una fase di codifica e decodifica dei messaggi.

Secondo elemento fu il telegrafo elettrico, ha un rapporto diretto con la radio, tanto che la prima radio venne chiamata “telegrafia senza fili” che Marconi utilizza come omaggio nei confronti di questa invenzione. L’infrastruttura venne profondamente ridimensionata, perché il telegrafo elettrico funzioni basta tirare un filo ed in più l’infrastruttura su cui si regge per comunicare è molto piccola (veniva posta sopra scrivanie e tavoli), può essere spostato ed è trasportabile e quindi a basso costo. Risale al 1838-44 per Samuel Morse perché inventa il codice Morse, che si salda al telegrafo, e con questo c’è un altro cambiamento, quello di inviare qualsiasi tipo di messaggio. In più c’era anche il fattore della bidimensionalità, erano apparecchi sia emittenti che riceventi, con la manopola si interrompeva la corrente e creava delle interferenze abbassandosi sul filo che a seconda fossero corte o lunghe, corrispondevano a lettere dell’alfabeto. L’apparecchio ricevente era collegato al filo con una rotella che scorreva un nastro bianco su cui, per un sistema di leve, la scarica faceva scendere la manopola e bruciava un nastro di carta che creava una linea o un punto, il messaggio diventava simultaneo perché viaggiava con la velocità dell’elettricità, consentendo anche una risposta immediata e quindi democratico, simboleggiata dalla prima linea telegrafica tra Washington e Baltimora nel 1844 e nel 1865 si riuscì a superare una distanza vasta, viene infatti posato il primo cavo sottomarino che collegava l’Europa all’America. Il telegrafo sopravvive alla radio, fu un’innovazione che ebbe un ciclo di vita molto lungo e che rappresenta la pietra miliare delle telecomunicazioni.

Intorno a questa nascono moltissime altre innovazioni che continuano a modificare il panorama quotidiano dell’individuo, non solo il panorama politico e sociale. Una di queste è la telescrivente, di Emile Baudot, del 1874, parallela al segnale Morse che collega il sistema telegrafico alla macchina da scrivere, strumento che ebbe una diffusione straordinaria.

L’altro grande momento che interseca le telecomunicazioni è il telefono, brevetto di Alexander Graham Bell, a lungo riconosciuto come l’inventore ufficiale nel 1876, è stato rimesso in discussione l’invenzione che spetterebbe al fiorentino Antonio Meucci nel 1849. La grande rivoluzione rappresenta la superazione del codice, i primi telefoni erano interfoni, una manovella attraverso il quale si poteva parlare. Bell vendette la sua invenzione contribuendo alla creazione di grandi compagnie che attuarono un cambiamento nella comunicazione personale, prima negli uffici, fabbriche, luoghi istituzionali, gradualmente i telefoni vennero portati in casa.

All’interno delle comunicazioni c’è anche da aggiungere il fonografo, perché contribuisce in modo sostanziale all’avvio della comunicazione familiare di Patrice Flichy, la registrazione avveniva su dei cilindri in cui scorreva attorno, la peculiarità di questi primi dispositivi era che la registrazione veniva riascoltata, da questo sistema di telecomunicazioni arriva la radio che nel giro di un quindicennio cambia identità numerose volte, mostrandosi come medium estremamente flessibile.

Le tappe delle sperimentazioni di Marconi e la telegrafia senza fili

La sperimentazione di Marconi è estremamente lunga, inizia da bambino leggendo i giornali che arrivavano in casa, il padre era abbonato a riviste tecniche dell’epoca e lui inizia per appassionarsi studiando sugli apparecchi fin da bambino. La storia delle sperimentazioni è intensa, caratterizzata da molti interventi anche perché Marconi da un lato perfeziona e migliora la sua attrezzatura per renderla sempre più efficiente e dall’altro discende dall’electrical entertainment, quindi accompagna con passione e trepidazione questi esperimenti che fino ad allora si erano svolti in aule universitarie o gabinetti scientifici, e li fa uscire offrendoli al grande pubblico. La pubblicità che dà alle sue invenzioni è funzionale alla vendita dei componenti che realizza, il padre diventa uno dei suoi investitori e nel 1897 realizza la Marconi Wireless Telegraph Company, due anni dopo l’esperimento. Nel 1895 ci fu l’esperimento della collina, coinvolge il pubblico, spedisce dall’altra parte della collina vicino alla sua casa il fratello, con un aiutante e manda un segnale, stessa data di nascita del cinema. Inventa anche il telegrafo senza fili, un telegrafo normale alla quale vengono rimossi i fili e che utilizzava lo stesso codice Morse, l’elettricità veniva trasmessa attraverso meccanismi complessi che Marconi aveva inventato e sfruttato dalle invenzioni di altri ricercatori e scienziati italiani, questa comunicazione sfruttava le onde nell’etere, era sufficiente portare abbastanza in alto il segnale con le antenne, che fece durante l’esperimento della collina, per far sì che il segnale vada lontano e superi eventuali ostacoli.

Marconi: 12 dicembre 1901 e la prima trasmissione oltreoceano

Marconi voleva collegare due punti con la telegrafia senza fili, da Saint John’s (Terranova) e Poldhu (in Cornovaglia), senza nessun cavo elettrico, nemmeno quello sottomarino. Da qui si sviluppa l’identità di Marconi che è imprenditore in grado di vincere ogni sfida, e da qui inizieranno anche i problemi per il personaggio di Marconi a causa del fascismo.

Un punto di svolta: 14 aprile 1912

Il grande momento di svolta per il telegrafo senza fili è sicuramente il 14 aprile 1912 con la tragedia del Titanic, in cui la radio diventa realmente protagonista. Il Titanic era considerata nave all’avanguardia, di ricchezza e ricercatezza tecnologica immensa, per questo era stata dotata di una sala radio, che testimoniava la straordinarietà della nave stessa. La radio all’epoca c’era ma si utilizzava solamente per situazioni di emergenza, molte navi nel 1912 ce l’avevano già a bordo ma non era prassi tenerla accesa. La tragedia e soprattutto la difficoltà nel trovare superstiti fu determinata dalla difficoltà di comunicazione, paradossalmente i salvataggi arrivarono da David Sarnoff che sarebbe diventato uno dei più grandi protagonisti della radio industriale americana e produttore radiofonico. Dopo la tragedia del Titanic furono approvate una serie di norme che non solo stabilivano che tutte le navi dovessero avere la radio a bordo ma che la tenessero soprattutto sempre accesa. Orson Welles ha comparato la comunicazione come un rubinetto sempre aperto, non è qualcosa che si accende e si spegne quando serve, grazie a questo si ridussero naufragi ed incidenti proprio per il cambiamento che si ebbe nel concetto della comunicazione come qualcosa di pervasivo nella vita dell’individuo. Altro aspetto è quello personale: la radio era destinata all’élite, Marconi offre il servizio radio non per una questione di sicurezza o per aumentare la comunicazione, bensì per un motivo finanziario.

La radio tra eroismi e catastrofi

Si colloca anche con altri eventi dell’inizio del secolo caratterizzato da un forte coinvolgimento della radio, tra cui nel 1909 con la collisione dei transatlantici Republic e Florida e successivamente, nel 1928, del Dirigibile Nobile che fu commentato in diretta. Oppure il caso Crippen del 1910, un omeopata inglese innamorato di una sua segretaria, uccide la moglie facendola a pezzi e la seppellisce in cantina, parte per gli USA e tenta di cambiare identità travestendosi e prende un piroscafo ma viene ritrovato il cadavere e viene usato il telegrafo senza fili per farlo arrestare.

Lezione II - Nascita della radiofonia: l’Uri

Nel 1919 Marconi fonda una stazione a Chelmsford dopo l’integrazione della radio con la diffusione di suoni a partire dal fonografo, si era espansa in quella direzione, atto finale che sancisce il passaggio dalla telegrafia senza fili alla radiofonia, rivolta adesso all’intrattenimento domestico, più simile al fonografo che non al vecchio telegrafo e quindi Marconi cerca di accaparrarsi questa parte di mercato. La radiofonia in è l’arte della trasmissione di suoni, contenuti sonoro-musicali simultanea. Sicuramente la prima guerra mondiale stessa dà un suo impulso: i grandi cambiamenti tecnologici subiscono una straordinaria accellerazione dai conflitti, perché questo passaggio si attui ci devono essere 3 condizioni, la prima è il passaggio dal codice alla trasmissione di suoni diventando un mezzo che non ha più bisogno di mediazione, diventando più democratico, ha anche carattere più personale, e non istituzionale/militare, ma anche la diffusione circolare, o broadcasting, trasmissione da un unico punto a tutti gli apparecchi in quel momento collegati. Esempio erano le radio a galena, una pietra che aiutava la sintonizzazione e che era connessa in cima ad una bobina con un cursore, lungo la quale erano situate le frequenze e delle cuffie, quindi si assisteva all’ascolto individuale, oppure con le valvole termoioniche, valvole che catturavano con precisione la frequenza, con un’ampia antenna che consentiva un preciso segnale con dei quadranti al cui interno vi erano poste delle lancette che davano volume e sintonizzazione ed infine l’altoparlante ad imbuto, mezzo partecipativo.

Affermazione della radio come servizio pubblico

L’affermazione della radio come servizio pubblico verso la quale la radiografia si muove porta al broadcasting, ancora oggi utilizzato, significa letteralmente “semina larga”, ossia trasmissione circolare via etere di contenuti di interesse generale non indirizzati a un destinatario ma a tutti gli apparecchi accesi disposti nell’area di ricezione, diventando una produzione radiofonica generalizzata.

Modelli di radiodiffusione

  • Il modello americano, grazie alle invenzioni di Marconi ed alla sua stazione di Chelmsford del 1920, le sperimentazioni in ambito radiofonico si moltiplicano durante la prima guerra mondiale tanto che viene varata nel 1912 una legislazione chiamata “Radio” che stabilisce che...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mirabellamirafiori di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della radio e della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Valentini Paola.
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