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Appunti Storia della metafisica

Appunti di storia della metafisica principalmente su Cartesio; Si accenna l'idealismo e Kant basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Fabbianelli dell’università degli Studi di Parma - Unipr. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della metafisica docente Prof. F. Fabianelli

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Le idee innate non sono né fittizie né avventizie. L’idea avventizie possono essere anche il caldo e

il freddo, perché non sembrano derivare da noi, noi non possiamo decidere di sentire caldo e

freddo. Con la mia volontà non posso fare nulla, se fa freddo, fa freddo.

L’idea di Dio potrebbe essere differente da cultura a cultura, anche se gli attributi e le

caratteristiche principali rimangono sempre le stesse. L’idea di Dio è innata.

Falsità materiale: materia che è falsa (diversamente “falsa” da quello che dice il giudizio)

La qualità dei corpi sono chiare e distinte perché li percepiamo attraverso la mente; le qualità che

vediamo nei corpi sono qualità primarie. Queste qualità potrebbero essere vere ma anche false;

“Sostanza, durata, numero”:

Idee chiare e distinte;

 Qualità del corpo;

 Li percepiamo attraverso l’ispezione della mente;

La durata è la durata nel tempo, che è ricavabile dalla cosa pensante.

Genio maligno più forte di noi uomini, meno forte di Dio.

TERZA MEDITAZIONE.

“Con nome di Dio intendo una sostanza infinita, eterna, ecc.”  Ha una certa realtà oggettiva, qual

è la causa formale?

1) DIMOSTRAZIONE DALL’IDEA DI DIO ALLA SUA ESISTENZA. Dimostrazioni a posteriori,

parte del fatto che io penso l’idea di Dio. La realtà oggettiva, causa formale costituita da

Dio. Si appoggia al principio di causalità.

La terza meditazione parla di Dio.

La fisica di Galilei è una fisica che non ha bisogno di una metafisica;

SECONDA DIMOSTRAZIONE A POSTERIORI DI DIO

“io, che sono una cosa pensante, ho l’idea di Dio” con il principio di causalità.

Prima obiezione: potrei essere io la causa di questo effetto? Non è Dio la causa ma sono io stesso

che spiego me stessa e spiego anche l’idea di Dio. L’io può pensare che ha creato sé stesso;

secondo Cartesio se io potessi crearmi da solo, potrei crearmi dal nulla (CAUSA SUI,

autocausalità).

Risposta: L’io dovrebbe creare anche quell’idea di Dio che io penso; se noi fossimo in grado di

creare noi stessi non creeremo sono la nostra sostanza ma creeremo anche tutte le qualità

possibili (perfezioni). Se noi avessimo potuto crearci, ci saremmo creati perfetti. Siccome io sono

una cosa pensante, dovrei essere consapevole di me stesso e di tutte le qualità che mi

appartengono.

Seconda obiezione: “l’io non è causa sui ma l’io è eterno”. In t , c’è l’io, come faccio a dire che ci

1

sarò in t ? O meglio se io ci sono in questo istante, come faccio a sapere che ci sarò anche in un

2

futuro? Se c’è qualcosa in t non è detto che c’è in t . Per Cartesio conservarsi nel tempo significa

1 2

crearsi nel tempo e non può essere l’io, solo Dio. 6

Terza obiezione: la causa pensante (causa formale della res cogitans) non è Dio, ma sono più

cause meno perfette di Dio ma più perfette di noi. Ad esempio: i nostri genitori non può essere la

natura, perché la natura non pensa. La causa deve essere una res cogitans e saper spiegare tutte

la perfezione dell’idea di Dio.

Quarta obiezione: non è una sola causa ma sono più cause, potrei dare le perfezioni di Dio a più

cause. Cartesio dice che quando pensiamo a Dio, pensiamo a una cosa sola (lo pensiamo come

unico e questo basta per smontare l’obiezione).

All’idea di Dio non posso né togliere né aggiungere qualcosa. Per avere l’idea di Dio ci devo

riflettere, non deriva dai sensi, non è fittizia, l’idea di Dio è innata conclusione della terza

meditazione.

Dio non ci inganna, dio è verace. Le cose che ci sembrano evidenti, non sono un inganno di Dio.

Perché compiamo degli errori? Quali sono le ragioni dei nostri sbagli? (errori teoretici), sono

problematiche della quarta meditazione.

Se c’è un Dio assolutamente buono, perché c’è il male?

L’errore e ila male sono le due dimensioni di ciò che non deve essere al contrario di ciò che deve

essere (Dio e bene).

Dio è perfetto, non ha alcuna perfezione. Inganniamo una persona perché non siamo in grado di

argomentare e\o non abbiamo motivi che soddisfano. Quello che ci appare in maniera chiara e

distinta non è un inganno, quindi l’errore non proviene da Dio, abbiamo buoni motivi che l’errore

sia causa nostra.

QUINTA MEDITAZIONE:

Tre giudizi:

1) Dio esiste (vero, Dio è un’idea chiara e distinta)

2) La sedia è verde, è un’idea avventizia. (mediante l’esperienza l’abbiamo acquisita;

percependola attraverso i sensi, veniamo ingannati, dandoci idee confuse. “è verde” è

sbagliato poiché l’essere verde non è una qualità primaria della sedia, e noi la percepiamo

solo mediante i sensi).

3) La testa dell’ippogrifo è rossa: idea fittizia. (È un’idea creata da noi, attraverso

l’immaginazione)

Nella prima meditazione Cartesio ribadisce di mettere da parte i pregiudizi che ci hanno

accompagnato per l’infanzia. Le idee innate sono tutte chiare e distinte. I giudizi sono veri o falsi a

seconda dell’idea materia: c’è un’estensione e in movimento. Se facciamo un giudizio con qualità

primarie, è sempre vero. I colori e sapori sono qualità secondarie. Nella quinta meditazione si parla

dell’essenza delle cose materiali.

Nella quinta meditazione c’è l’ultima dimostrazione di Dio, quella a priori. “Estensione, lunghezza,

larghezza, profondità”, idea chiara e distinta. Tutti i giudizi della fisica saranno giudizi veri.

Principi della logica:

1) D’identità; 7

2) Di non contraddizione (non può avere Dio qualità opposte, non può essere sia rotonda che

quadrata)

3) Ragion sufficiente, introdotto da Leibniz, per ogni evento c’è bisogno di una causa.

La logica Wolffiana si distingue da quella classica per:

1) Distinzione tra società teoretiche e scienze pratiche;

2) Distinzione tra scienze empiriche e scienze razionali;

STRUTTURA DELLA METAFISICA WOLFFIANA:

La psicologia può essere razionale o empirica, cioè della psicologia (o meglio dell’anima)

possiamo avere due differenti connotazioni. Si può intendere dall’oggetto (anima) sia partendo

dall’esperienza sia no. Wolff è il primo a parlare di psicologia empirica. La psicologia odierna fa

esperimenti.

Cartesio parla dell’anima, di Dio, degli oggetti che si possono conoscere e le qualità dell’oggetto, si

fa riferimento alle SRT. Anche Kant utilizza questa griglia.

Cosmologia  MONDO

Psicologia razionale  ANIMA

Teologia razionale  DIO

Mondo, anima e Dio per Kant non sono conoscibili.

In sé  conoscere un oggetto cartesiano significa conoscere nella sua natura, mediante l’intelletto.

Per noi  l’opposizione tra la cosa in sé (noumeno) e ciò che è fenomeno (cioè cos’è per noi, come

si manifesta)

Kant non ritiene che la sensibilità sia la facoltà di aver la conoscenza oscura. Kant ritiene che

l’oggetto fenomenico sia conoscitivo attraverso la sensibilità e l’intelletto mentre l’oggetto

noumenico non si può conoscere.

L’essenza dell’oggetto diventa inconoscibile. Kant parte di una visione della conoscenza

cartesiana\wolffiana\leibiziana e molto lentamente arriva alla sua teoria; trova un punto di rottura

nella sua opera, la dissentazione “sulla forma e sui principi del mondo sensibile e intellegibile”

scritto nel 1970, viene introdotta la prima forma di oggetto neumenico e oggetto fenomenico.

Introduce i concetti di spazio e di tempo che sono due intenzioni pure della nostra sensibilità. Non

è una percezione oscura e confusa. Nel 1781 pubblica la critica della ragion pura e nell’87 la

seconda edizione.

“Che cos’è l’uomo?”, è una domanda che è centrale nella filosofia moderna, ma anche in quella

antica (“che cosa sono io?”). La frase di Socrate ne è un esempio: “conosci te stesso”.

Nel Simposio di Platone, è presente il mito di Eros (filosofo) che è la presentazione della

concezione della filosofia. Eros è nato da Toros (genio) e Penia (povertà); Eros sta tra la sapienza

e l’ignoranza, nessuno degli Dei fa filosofia né la studia perché lo sa già, sa già tutto. Nemmeno gli

ignoranti fanno filosofia ne desiderano diventare sapienti. [L’ignorante crede che la saggezza sia

qualcosa di poco rilevante da approfondire perché lui la conosce già, si crede già all’altezza della

filosofia]. I filosofi non sono né i sapienti né gli ignoranti, quindi chi sono i filosofi? I filosofi sono

quelli che stanno nel mezzo e uno di questi è Eros che è amore per il bello; perciò è necessario 8

che lui sia filosofo, causa di questo sono i suoi genitori Toros è sapiente mentre Penia è ignorante,

ha una povertà spirituale. In questo caso “filosofo” indica l’umanità, l’uomo, che è sta tra gli Dei

(sapienti) e gli Animali (ignoranti). Il filosofo ha il compito di salvare tutti coloro che non si trovano

in questa condizione d’amore per la sapienza (ignoranti).

Il mito della caverna, tratto dal settimo libro della Repubblica (dialogo platonico);

Gli ignoranti sono gli uomini incatenati che non hanno visto altro che le ombre proiettate sul muro,

quindi sono convinti che quella sia la verità. Si suppone che un uomo non sia incatenato e che

scopre il mondo esterno, grazie a lui si rende coscienti della natura dell’uomo e una natura che

non si è mai conosciuta prima. Fuori dalla caverna scopre le “cose vere” (acqua, terra ecc.) e il

filosofo deve tornare nella caverna e raccontarlo a quelli legati per salvarli, però gli altri non ne

sono convinti subito come loro, ma ci deve essere questa liberazione delle catene.

Il filosofo conosce il mondo in maniera differente in confronto agli altri.

Hegel condivide il compito del filosofo fornito da Platone e sostiene che la “sostanza impenetrabile”

deve essere penetrata dal filosofo.

L’innatismo riguarda la questione del tempo, mentre “a priori” riguarda la validità dei concetti e\o

giudizi. Questio (o Quid) facti, del tempo, non è una questione fattuale poiché ci sono delle

questioni che ci sono già prima della nascita.

La questione Kantiana, che non riguarda l’innatismo, è una questio iuris che è una questione del

diritto, di ciò che noi riteniamo valido e, in senso logico, ciò che prima e ciò che dopo. Per logica,

ci sono elementi che sono prima e altri dopo.

Le idee innate sono dell’intelletto, mentre le idee

sensibili sono confuse. Le caratteristiche dell’intelletto

sono le categorie. “A priori” appartiene a entrambi

(intelletto e sensi). Le strutture “a priori” non cambiano

nel tempo e nemmeno nello spazio, la struttura a priori

di un bambino è la stessa struttura a priori di un adulto.

La differenza della purezza dell’a priori e la non

purezza dell’a priori è che da 9


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e dei processi formativi
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pedroninoemi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della metafisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Fabianelli Faustino.

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