Storia della metafisica
Parmenide VI-V a.C.
L'indagine originaria sulla natura diventa indagine sull'essere. Non più questioni sull'origine delle cose ma si antepone la domanda su che cosa sia la physis. La physis si manifesta come essere. Costituisce così l'ontologia come scienza dell'essere. Cosa significa affermare che la physis è? Due vie di ricerca: la prima che è, la seconda che non è. Di qualunque ente puoi dire che è o non è. Ma è impossibile affermare che non sia: ciò che non è non può né essere detto né pensato. Unica via praticabile afferma che non è possibile che non sia. Ontologia è incompatibile col niente. L'incompatibilità essere col niente comporta conseguenze ovvero segni indicatori lungo la via della verità.
- Eternità: l'essere è ingenerato, se avesse origine proverrebbe dal niente. Significa anche atemporalità.
- Carattere totale dell'essere: include ogni cosa, al di fuori non vi è nulla. È la totalità delle cose.
- Immobilità ovvero immutabilità
- Concetto di necessità, ovvero impossibilità della negazione dell'essere.
Reciproca appartenenza di essere e pensare, non puoi pensare ciò che non è. Essere = pensare. La nostra esperienza fallace ci fa ritenere che ci sono cose che non sono e viceversa. Fare unico riferimento alla ragione (logos), attraverso essa dobbiamo reinterpretare l'esperienza. Quella che riteniamo la nostra esperienza è solo la nostra opinione su di essa. I mortali ritengono che quanto ci appare comporti la mescolanza di essere e niente. Parmenide vuole fondare una fisica, una dottrina del divenire, che non comporti l'irruzione del niente nell'essere. L'essere non si annienta ma è sempre saldamente presente alla ragione.
Platone 428-347 a.C.
Nel Fedone espone la teoria delle idee, mostrando come la vera causa non può mai essere qualcosa di naturale. Recupera la dottrina di Anassagora che aveva teorizzato un nous supremo ordinatore del cosmo e causa di tutte le cose. Ritiene che la vera causa degli enti sia il loro meglio. Tendenza immanente che le conduce verso il loro modo migliore di essere, ovvero il bene. Per trovare la causa degli enti bisogna indagare il loro meglio. Ma Anassagora conferisce anche una causa naturale, Platone supera questa ricaduta naturalistica.
Chiama ciò la "seconda navigazione", ovvero abbandonare lo sguardo sulle cose con gli occhi sensibili e rivolgersi a esse solo con gli occhi dell'intelletto. Per capire quale sia il loro meglio bisogna usare i "concetti" e procedere col solo ragionamento. La seconda navigazione procede per ipotesi e verifica fino ad arrivare a qualcosa che mostri la sua indipendenza ontologica. La ragione di ogni cosa empirica non è un'altra cosa empirica ma la sua idea universale. Idea universale = vera causa. Non può essere afferrato dai sensi ma solo dall'intelletto, l'idea è realtà intelligibile. Comunque, vi è un nesso tra sovrasensibile e sensibile, c'è partecipazione e comunanza. Il carattere specifico delle idee rimane comunque la trascendenza. È l'atto costitutivo della nascita di una metafisica. Realtà al di là di una realtà.
Nella Repubblica distingue tra mondo sensibile e mondo ideale. Riprendendo Parmenide (non si può dare pensiero del non-essere) ribadisce che conoscenza si può avere solo dell'essere mentre del non-essere non si può avere alcuna conoscenza. Conoscenza vi può essere solo del mondo ideale:
- Necessità
- Eternità
- Incorruttibilità
- Immobilità
Vi è anche un mondo intermedio, di cui però si può avere solo opinione. La filosofia comincia dove cessa l'opinione e si rivolge lo sguardo a realtà ideali. Attraverso la metafora del sole chiarisce la funzione dell'idea del Bene nei confronti della realtà fisica. Il bene non è solo la condizione della nostra conoscenza delle cose ma anche condizione della loro sussistenza. Ciò significa che ogni idea è il bene della cosa. Il bene attraversa tutte le idee perché ogni idea è il bene di ciò di cui è idea. L'idea del bene è il vertice del mondo intelligibile. È anche la condizione della sostanzialità, trascende ogni sostanza. Sul bene si fonda perciò la possibilità di conoscenza vera e si fonda anche l'essere.
Grande divisione, mondo dei sensi diviso in due e mondo intelligibile diviso in due. Quindi quattro gradi:
- Immaginazione
- Credenza
- Ragionamento deduttivo
- Intellezione
Grazie a intellezione abbiamo conoscenza delle idee. Conoscenza raggiungibile solo grazie al potere dialettico del discorso, esercizio non solitario ma tra dialoganti. Il mito della caverna è il luogo più celebre della filosofia di Platone. La condizione umana come prigionia che solo la metafisica e la conoscenza del mondo ideale riescono a superare. Passaggio descritto come ascesi per gradi fino alla visione divina dell'idea del bene. Il metafisico dovrà poi tornare dai prigionieri per educarli anche se sembra ridicolo. In ciò consiste l'educazione dell'uomo.
Nozione di dialettica: è nel dialogo che possiamo trovare la verità. Formulare ipotesi, analizzare le conseguenze, poi fare una seconda ipotesi e continuare fino a "qualcosa necessario per sé medesimo". Innalzamento dall'ipotesi più particolare a quella più universale ribadito nel Fedone: discorso dialettico da ipotesi fino a principio. Dialettica = via razionale con cui raggiungere gli universali del mondo ideale. Nel Fedro spiegate: "via in su" come riunificazione al molteplice, "via in giù" deduzione dal molteplice. Torsione ontologica della dialettica, da metodo per ascendere al mondo ideale diventa scienza in grado di descriverla.
Nel Parmenide il tema del rapporto fra uno e molti. La dialettica dovrà sempre partire da un'ipotesi e poi dedurne le conseguenze, ma poi non fermarsi e formulare un'ipotesi contraddittoria e anche per questa deduzione. Formulare due ipotesi in rapporto di reciproca negazione (metodo di Zenone, ovvero confutativo). Propone una concezione confutativa della dialettica grazie alla quale la ricerca dei principi primi e delle idee universali ottiene adeguata giustificazione. Il principio primo non può essere dedotto quindi la deduzione non può giustificarlo. La giustificazione avverrà solo attraverso la negazione di ciò che si oppone ad esso.
Nel Sofista sostiene che la molteplicità del mondo ideale comporta l'istituzione di un rapporto di identità e differenza fra le idee, ognuna ha qualcosa in comune e qualcosa di diverso dalle altre. Quindi comunicazione reciproca tra le idee. Reintroduce il non essere: abbandona Parmenide e dice che la negazione oltre a opposizione assoluta può significare "essere altro". Quindi non essere indica solo una cosa diversa. La scienza che opera queste distinzioni fra le idee è detta dialettica, le divide per generi. Regola i rapporti fra i generi sommi:
- Essere
- Moto
- Quiete
- Diverso
- Identico
Sono ma anche non sono l'essere. Nuova nozione dialettica del non essere.
Aristotele 384-322 a.C.
La dialettica perde la sua esclusività come logica filosofica della verità. Accanto alla dialettica introduce la logica apodittica, ovvero logica dimostrativa. Solo essa opera le sue deduzioni da elementi veri e primi e si muove nel regno della verità, mentre la dialettica muove da ipotesi e perviene a conoscenze solo accettabili, ma mai vere.
Aristotele distingue vari tipi di sillogismi, distingue apodittico da dialettico, quest’ultimo non produrrà mai vera dimostrazione. Ripensamento del ruolo della dialettica. Ha ancora un ruolo essenziale: ricerca e giustificazione dei principi primi. I principi primi non possono essere oggetto di dimostrazioni, sono quelli da cui ogni scienza procede. Ma si può trovare una loro giustificazione grazie alla dialettica. Dall’opinione si può giungere alla verità di un principio primo, attraverso la procedura confutativa mettendo a confronto due ipotesi in reciproca negazione e cercando di individuare conseguenze contraddittorie per stabilire la verità di una ipotesi. Questa procedura è definita confutazione. Tramite confutazione la dialettica riesce dove l'apodittica non riesce: nella giustificazione di un principio primo. Definito anche come metodo aporetico, in quanto individua aporia e cerca di scioglierla.
Nella Metafisica IV giustificare la condizione di ogni dimostrazione ovvero il principio di non contraddizione. Assioma che sembra indimostrabile, non si può usare confutazione. Intraprende confutazione diversa, invece di mostrare contraddittorietà mostra l'impossibilità di negare il principio senza presupporlo. Il principio di non contraddizione è dunque universale, non può essere dimostrato. La confutazione per essere significativa deve essere non contraddittoria quindi ribadire la validità del principio.
Nel Categorie V trattazione logica della sostanza. Assunta come una categoria, una delle modalità fondamentali in cui si articola il linguaggio. La sostanza è il soggetto di ogni predicazione, ciò che sta sotto. Senza sostanza non si dà il linguaggio. È la più importante delle categorie (qualità, quantità, tempo, luogo…) possono essere predicate solo di qualcosa che sia sostanza. La sostanza è sempre e solo soggetto di una predicazione, mentre ciò che non è sostanza può anche essere predicato. Nozione di sostanza seconda: sono i generi e le specie, possono essere sia predicati che soggetti della predicazione. Le sostanze seconde rivelano la sostanza prima, cioè sono un insieme di sostanze prime. Universali in quanto predicati possono sussistere solo come attributi di una sostanza particolare.
Introduce pluralità di significati dell'essere stesso. Non lo oppone al non essere ma lo pensa in quattro modi distinti:
- Accidente
- Vero e falso
- Secondo le categorie
- Potenza e atto
Le categorie consentono all'essere di articolarsi in tanti modi diversi. La differenza diventa il carattere fondamentale dell'essere. Il divenire non è passaggio dal non essere all'essere ma da un essere come potenza a un essere come atto.
Nella Metafisica VII, libro centrale, tema fondamentale dell'ontologia aristotelica ovvero natura della sostanza. L'essere si dice in molti modi, stabilire la sua modalità fondamentale. Individuata nella sostanza. La sostanza è l'essere per eccellenza. Consente articolarsi di pluralità di modi. La sostanza deve avere un significato preciso. Due caratteristiche:
- Essere separato: la sostanza sussiste indipendentemente da altro
- Essere determinato: individualità della sostanza
Quattro modi in cui altri filosofi intendono la sostanza:
- Essenza
- L'universale
- Genere
- Sostrato
Lui considera solo il sostrato. La sostanza è la materia, la forma o il sinolo (materia + forma)? O la forma o il sinolo. Intorno alla natura della forma sensibile. Forma + materia = sinolo, composto che caratterizza sostanze naturali. Nessuno dei due componenti è soggetto al divenire. Argomento a favore dell’ingenerabilità dell’essere…