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Gli anni di piombo 1969-1980

Stagione drammatica dove l’Italia è stata sotto scacco del terrorismo di estrema destra ed estrema sinistra. La coalizione di centro-sinistra era sempre la stessa ma aveva tradito le speranze di quella parte di italiani che speravano si aprisse per l’Italia un momento di riformismo, di modernizzazione, ampliamento dei diritti dei lavoratori. Il centro-sinistra come formula politica era in crisi ma sopravviveva, al tempo stesso il miracolo economico era finito e dal 73 in poi i paesi dell’Europa occidentale soffrono di una recessione economica fortissima legata al boicottaggio della vendita del petrolio. Già alla fine degli anni 60 era terminata la fase di crescita economica e dell’ottimismo legato ad esso.

In Italia la contestazione fu molto violenta e radicalizzata da parte degli studenti e degli operai; nel corso di queste proteste erano emersi dei gruppi della ex sinistra parlamentare estremamente radicali che contestavano il tradimento della sinistra italiana e del partito comunista; nel ‘68 italiano vediamo emergere i gruppi di estrema destra che contestano le adempienze del partito sociale. Da un lato il paese era cresciuto economicamente ma era mancata una guida ma la risposta politica delle riforme avvenne molto in ritardo negli anni ’70.

Il contesto sociale e politico

In questo contesto di malessere sociale e di fallimento della formula politica di centro-sinistra e dal bacino degli insoddisfatti della protesta del ’68, dei gruppi di estrema destra e di estrema sinistra decidono di adottare la lotta armata contro lo Stato in vista di cambiamenti più o meno radicali dell’assetto politico. Si apre con il dicembre del 69 una stagione che dura per tutti gli anni 70 e il momento conclusivo si può considerare l’attentato alla Stazione di Bologna nel 1980 ma ci sono stati altri eventi di terrorismo, una stagione dei cosiddetti Anni di piombo con l’azione violenta dei gruppi di estrema destra estrema sinistra che agivano in modo differente.

Le strategie del terrorismo

Il terrorismo eversivo neo fascista lo farà attraverso le stragi civili - STRAGISMO - mentre i gruppi di estrema sinistra di cui i più attivi erano le Brigate Rosse - Prima Linea decisero di colpire attraverso rapimenti e uccisioni personaggi illustri a vario titolo ritenuti colpevoli di qualcosa. Lo stato si era trovato un nemico interno di cui non riusciva a cogliere le connotazioni e il radicamento nelle società. In questi 11 anni il terrorismo eversivo di destra e sinistra ha provocato la morte di 415 persone e il ferimento di circa un migliaio.

Gli «anni di piombo» sono riconducibili alla duplice azione dei terrorismi «rosso» e «nero» che, per quanto su posizioni ideologiche opposte, avevano come obiettivo comune la trasformazione violenta dell’assetto politico-istituzionale esistente.

Terrorismo rosso

Lo stato era il principale nemico. Gruppi dell’estrema sinistra che contestavano al PCI di aver abbandonato la lotta di classe per approdare su posizioni socialdemocratiche e che, quindi, intendevano assumere l’iniziativa di un vero partito rivoluzionario (Brigate Rosse, Prima Linea, Gruppi comunisti combattenti). Contestavano tanto lo Stato italiano quanto il partito comunista. Colpivano lo stato attraverso l’uccisione e il rapimento di persone illustri.

Terrorismo nero

Estremisti usciti dalle file del Movimento sociale che diventarono il braccio armato di una destra eversiva che progettava uno sbocco autoritario della delicata fase di transizione in atto (Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale). Il loro obiettivo non era chiaro ma speravano in una trasformazione in senso autoritario delle istituzioni dello stato o anche al solo restringimento delle libertà civili, di espressione, politiche… quindi creare governo d’ordine. Tutto ciò veniva attuato tramite lo STRAGISMO. Il terrorismo di estrema destra colpì attraverso le stragi con l’obiettivo di diffondere il panico e la paura in modo da favorire l’accettazione di modifiche in senso autoritario dell’assetto istituzionale in atto. Speravano di uno aspetto a destra dell’assetto politico.

Terrorismo di estrema destra: le stragi

  • Piazza Fontana (Milano) nel 1969
  • Piazza della Loggia (Brescia) 1974, durante un comizio sindacale
  • Treno Italicus – San Benedetto Val di Sambro - 1974
  • Stazione di Bologna 1980

Per tutti questi anni di piombo restano molte zone d’ombra, misteri, teorie complottistiche e poi ci sono molti casi in cui la verità storica non coincide con quella giudiziaria come il caso di Piazza Fontana. Per quella strage non sono mai stati condannati i colpevoli. Fu una strage legata al terrorismo di estrema destra e subito si seguì la pista degli Anarchici (estrema sinistra). Furono arrestati Val Preda e Pinelli. Pinelli durante l’interrogatorio in questura a Milano cadde o venne buttato dalla finestra. Iniziò una campagna violenta da parte della sinistra e intellettuali contro Calabresi che era il responsabile del commissariato di Milano. Nel 1972 venne ucciso per vendicare la morte di Pinelli ma alla fine si venì a sapere che Calabresi non aveva alcuna colpa in quella vicenda. Dopo un iter giudiziario sono stati individuati i mandanti dell’assassinio Calabresi capi di Lotta Continua, Pietro Stefani e Soffri.

Strategia della tensione

È stata definita la strategia della tensione per ricattare la classe politica e l’opinione pubblica diffondendo la paura e il panico per cambiare l’assetto politico verso destra. Inasprimento «forzato» dello scontro politico in atto, volto a spostare a destra gli equilibri politici per costruire «governi d’ordine» in rottura più o meno aperta con gli assetti istituzionali vigenti. Creare l’humour favorevole all’accettazione di uno spostamento a destra. Tutto questo è stato accertato dai processi e dalle inchieste parlamentari sul periodo delle stragi, è avvenuto con la convivenza di alcuni settori “deviati” dei servizi segreti e delle forze armate. Questi gruppi terroristici di estrema destra hanno avuto il supporto logistico o sono stati favoriti dopo attraverso il depistaggio nel corso delle indagini da alcuni funzionari pubblici.

Il contesto politico

Per vedere, per introdurre l’azione terroristica di estrema sinistra bisogna introdurre come stava mutando l’assetto politico governativo e la svolta operata da Berlinguer alla fine degli anni 60. Berlinguer era un leader molto apprezzato da tutti gli italiani; è morto da un ictus durante un comizio a Padova ed è morto qualche giorno dopo in ospedale. Berlinguer fu l’artefice dello “strappo da Mosca”: 1968 «strappo da Mosca» dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia – Eurocomunismo assieme ai Partiti comunisti dell’Europa occ. («via nazionale» al socialismo e rottura con Mosca). Rottura con socialismo di Mosca senza sconfessare la sua origine storica e ideologica era un distacco dalla matrice sovietica.

Lo stragismo che si era palesato nel 69 e gli eventi di Pinochet e il golpe de estado in Cile, indusse Berlinguer (temendo che ciò che era accaduto in Cile potesse accadere anche in Italia) ad allargare gli spazi di coalizione “equilibri più avanzati”. Voleva includere nell’area governativa anche il partito comunista quindi inizia il dialogo con la Democrazia Cristiana - compromesso storico: dopo il golpe del generale Pinochet in Cile, Berlinguer si convinse della necessità di trovare un patto di solidarietà nazionale che, allargando la base di consenso del governo (DC + PCI), fosse in grado di tutelare le istituzioni della democrazia italiana da analoghi colpi di coda reazionari.

Non riuscì ad includere il PCI; il suo interlocutore nella DC era Aldo Moro lui parlava di strategia dell’attenzione, una parte della DC era favorevole ma le resistenze erano forti nella DC, presso la Chiesa, presso l’amministrazione anglicana etc; il dialogo ci fu con Moro ma gli ostacoli erano troppo forti per includere il PCI nel governo. In questi anni si è vicini a cosiddetto sorpasso dove il PCI rischia di sorpassare la DC nel 1976. Quello che si realizza è la formula della cosiddetta solidarietà nazionale cioè dei governi per lo più monocolore della DC spesso presieduti da Andreotti, in cui ottengono la fiducia di molti partiti oppure le astensioni di altri come il PCI il Partito Socialista. L’astensione dava maggiore potere rispetto all’opposizione. SI astensione, NO opposizione.

Governi di solidarietà nazionale

I governi di solidarietà nazionale nella seconda metà anni ‘70: riproponevano il modello dell’unità nazionale antifascista perché si era di fronte ad una emergenza gravissima, quella del terrorismo. Nei primi anni ’70 nacquero le Brigate Rosse, formazioni che scelsero la strada della lotta armata; scelsero non utilizzare la tecnica dello stragismo ma bensì rapimenti e uccisioni di giornalisti, imprenditori, magistrati, sindacalisti («colpirne uno per educarne cento»). Il loro obiettivo era colpire lo Stato e le istituzioni e non per diffondere il terrore, ottenere il consenso dei gruppi della sinistra parlamentare, presso gli ambienti delle fabbriche etc, nella speranza di abbattere delle strutture democratiche ma questo consenso non lo trovarono.

Il rapimento di Aldo Moro

L’attacco più grave da parte delle Brigate Rosse fu nel 1978 con l’intercettazione di Aldo Moro presidente della DC presso Via Fani, lo bloccarono assieme agli uomini delle sua scorta furono tutti uccisi e Moro venne rapito. Moretti, capo del comando delle Brigate, disse che Moro fu scelto perché simbolo dello Stato e del Partito che era al potere fin dall’immediato dopoguerra. Moro rimase 55 gg in mano alle BR, cambiò due covi nel quale lo tenevano segregato. Moro fu sottoposto ad un processo politico dal presunto «Tribunale del Popolo» istituito dalle BR che chiedevano allo Stato italiano uno scambio con alcuni brigatisti in carcere. Le BR arrivarono a chiedere il rilascio di un solo brigatista in carcere.

Tutti i parti compresi la Dc optarono per la fermezza (quasi tutti i partiti (tranne PSI) optarono per la linea della fermezza: non si tratta con le BR), senza negoziare creando grande sdegno da parte della famiglia Moro. Moro inviò molte lettere per cercare di indurre alle trattative. Moro fu ucciso da Moretti nel 1978 e il suo corpo fu lasciato a Roma in via Caetani all’interno di una Renault rossa. Il luogo non fu casuale perché si trovava a metà strada tra Piazza del Gesù e Via delle Botteghe oscure dove c’erano le sedi della DC e del PCI, un sorta di avvicinamento simbolico. Le indagini furono condotte male forse perché ci furono depistaggi, inadeguatezza Moro poteva essere trovato.

L’assassino di Aldo Moro rappresentò una cesura nella storia italiana per la tragicità dell’evento, per la dimostrazione di forza delle BR, la decisione presa fu quella all’inizio degli anni 80 un nucleo speciale antiterrorismo che fu affidato a Dalla Chiesa, sfruttando le decisioni interne delle BR riuscì a ridurre drasticamente la capacità operativa delle BR fino a smantellarle del tutto.

Nel 1982 Dalla Chiesa fu trasferito a Palermo dove iniziò una lotta a Cosanostra e poi fu vittima assieme alla moglie di un attentato mafioso. Con l’inizio degli anni ’80 gli episodi di violenza e gli atti terroristici pian piano scemarono. il nucleo speciale antiterrorismo guidato dal gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa riuscì a smantellare molte cellule brigatiste e a ridurne drasticamente la capacità operativa. Le Brigate Rosse, però, tornarono a colpire: il giurista Vittorio Bachelet fu ucciso nel febbraio dell’80, il senatore democristiano Roberto Ruffilli nel 1988, i giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi nel 1999 e nel 2002.

* Dalla Chiesa, visti i buoni risultati ottenuti contro le BR, fu nominato prefetto di Palermo per combattere Cosa Nostra. Nel settembre 1982 rimase vittima assieme alla moglie di un attentato di mafia a Palermo.

Vittime illustri degli anni di piombo

Vittorio Bachelet giurista ed esponente della DC. Fu assassinato da commando delle Brigate Rosse il 12/2/1980 sulle scale di Scienze Politiche della Sapienza. Stava parlando con la sua assistente Rosy Bindi.

Roberto Ruffilli, docente di Storia Istituzioni politiche, esponente DC, negli anni ‘80 collaborò a un progetto di riforme istituzionali. Fu ucciso dalle BR (16/4/1988) nella sua casa a Forlì. Due finti postini entrarono in casa, lo fecero inginocchiare e gli spararono 3 colpi alla testa.

Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro, negli anni ‘90 collaborò con le istituzioni per la riforma del mercato del lavoro. Fu assassinato dalle Nuove Brigate Rosse, sotto casa sua a Roma, la mattina del 20/5/1999.

Marco Biagi, docente di diritto del lavoro in varie università italiane, fu consulente e consigliere di diversi governi negli anni ’90 occupandosi di riforma del mercato del lavoro. Le Nuove Brigate Rosse lo uccisero la sera del 19/3/2002, dopo averlo seguito dalla stazione, sotto casa sua in v. Valdonica a Bologna.

La strage di Bologna, 2 agosto 1980

Sabato 2 agosto 1980 alle 10.25 scoppiò un ordigno nella sala d’aspetto della stazione di Bologna: fu il più grave attentato terroristico della storia italiana del dopoguerra. La strage uccise 85 persone e ne ferì oltre 200. L’intera città reagì con straordinario orgoglio e prontezza. Molti cittadini si recarono alla stazione per prestare soccorso alle vittime ed estrarre le persone sepolte dalle macerie. I medici e il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie e i reparti d’ospedale chiusi per le festività estive furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti.

Dato il grande numero di salme e di feriti, non essendo sufficienti le ambulanze e i mezzi di soccorso, i vigili impiegarono anche auto private, taxi e autobus, in particolare quello della linea 37. Assieme all'orologio della stazione fermo alle 10:25, l’autobus 37 è diventato uno dei simboli della strage, a testimoniare la reazione immediata e spontanea di tutti i cittadini bolognesi.

Le indagini sulla strage di Bologna sono state segnate – come è accaduto per gli altri tragici avvenimenti della cosiddetta «strategia della tensione» - da depistaggi, contro-informazioni, piste vere e false, rallentamenti ecc. Alla fine, tuttavia, con sentenza definitiva del novembre 1995 la Corte di Cassazione ha condannato all’ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Fioravanti e Mambro, pur avendo ammesso la responsabilità di altri fatti di sangue, hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella strage di Bologna. Dal 2009 Fioravanti è tornato in libertà (pena definitivamente estinta); Mambro ha scontato complessivamente 16 anni di carcere e nel settembre 2013 la sua pena è stata dichiarata estinta.

Un nuovo ciclo

All’alba degli ’80, gli «anni di piombo» erano finiti, si stava aprendo un nuovo ciclo espansivo dell’economia e il nuovo presidente della Repubblica Sandro Pertini seppe suscitare nei cittadini fiducia e rispetto nelle istituzioni. Gli italiani si erano lasciati alle spalle il periodo più buio della storia repubblicana. Iniziava una fase di ottimismo e rinnovato benessere economico. Per tutti, il simbolo dell’inizio della nuova epoca fu la vittoria ai campionati mondiali di calcio nel 1982.

Gli Stati Uniti anni ’50-‘60

Presidenti degli USA

  • 1945-53: Henry Truman (p. democratico)
  • 1953-61: Dwight Eisenhower (p.repubblicano)
  • 1961-63: John F. Kennedy (p. democratico)
  • 1963-69: Lyndon Johnson (p. democratico)
  • 1969-74(dimissioni): Richard Nixon (p. repubblicano)
  • 1974-77: Gerald Ford (p. repubblicano)
  • 1977-81: Jimmy Carter (p. democratico)
  • 1981-89: Ronald Reagan (p. repubblicano)

Cos’è stato il maccartismo?

Fenomeno di un viscerale anticomunismo che si sviluppa negli USA con l’avvio della guerra fredda ed ha prodotto una vera caccia alle streghe inaugurata dal senatore McCarthy repubblicano ultraconservatore che nel 1949 ha prodotto questa legge dell’Internal Security Act per favorire controlli ed epurazioni verso possibili simpatizzanti dell’URSS e del comunismo. È stato un fenomeno di isteria collettiva anticomunista, detto anche Red Scare (paura rossa). Ha prodotto una vera e propria “caccia alle streghe”: controlli, epurazioni, perquisizioni, processi e condanne non risparmiarono nessuno (neppure le star di Hollywood) che spesso alteravano lo stato di diritto. Il maccartismo fu anche un’occasione di ripresa e aggregazione delle forze conservatrici, indebolite e disperse dopo 20 anni di governo del partito democratico.

Gli anni ’30-40 erano stati egemonizzati dal partito democratico prima da Roosevelt e poi da Truman. Nel 1955 viene abolita la legge Internal Security Act e la caccia alla streghe, le lotte più estreme conto il comunismo vengono abbandonate. Kennedy è stato il primo presidente cattolico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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