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Appunti Storia

Appunti di storia contemporanea basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Guazzaloca dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Scienze politiche - Bologna, Corso di laurea in sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. G. Guazzaloca

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ESTRATTO DOCUMENTO

PIAZZA DELLA LOGGIA (BRESCIA) 1974à durante un comizio sindacale.

TRENO ITALICUS – SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO- 1974

STAZIONE DI BOLOGNA 1980

Per tutti questi anni di piombo restano molte zone d’ombra, misteri, teorie complottistiche e poi ci sono

molti casi in cui la verità storica non coincide con quella giudiziaria come il caso di Piazza Fontana. Per

quella strage non sono mai stati condannati i colpevoli. Fu una strage legata al terrorismo di estrema destra

e subito si seguì la pista degli Anarchici (estrema sinistra). Furono arrestati Val Preda e Pinelli. Pinelli

durante l’interrogatorio in questura a Milano cadde o venne buttato dalla finestra. Iniziò una campagna

violenta da parte della sinistra e intellettuali contro Calabresi che era il responsabile del commissariato di

Milano. Nel 1972 venne ucciso per vendicare la morte di Pinelli ma alla fine si venì a sapere che Calabresi

non aveva alcuna colpa in quella vicenda. Dopo un iter giudiziario sono stati individuati i mandanti

dell’assassinio Calabresi capi di lotta continua, Pietro Stefani e Soffri.

È stata definita la STRATEGIA DELLA TENSIONE per ricattare la classe politica e l’opinione pubblica

diffondendo la paura e il panico per cambiare l’assetto politico verso destra. Inasprimento «forzato» dello

scontro politico in atto, volto a spostare a destra gli equilibri politici per costruire «governi d’ordine» in

rottura più o meno aperta con gli assetti istituzionali vigenti. Creare l’humus favorevole all’accettazione di

uno spostamento a destra. Tutto questo è stato accertato dai processi e dalle inchieste parlamentari sul

periodo delle stragi, è avvenuto con la convivenza di alcuni settori “deviati” dei servizi segreti e delle forze

armate. Questi gruppi terroristici di estrema destra hanno avuto il supporto logistico o sono stati favoriti

dopo attraverso il depistaggio nel corso delle indagini da alcuni funzionari pubblici.

Per vedere, per introdurre l’azione terroristica di estrema sinistra bisogna introdurre Come stava mutando

l’assetto politico governativo e la svolta operata da Berlinguer alla fine degli anni 60. Berlinguer era un

leader molto apprezzato da tutti gli italiani; è morto da un ictus durante un comizio a Padova ed è morto

qualche giorno dopo in ospedale. Berlinguer fu l’artefice dello “STRAPPO DA MOSCA”: 1968 «strappo da

Mosca» dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia – Eurocomunismo assieme ai Partiti comunisti

dell’Europa occ. («via nazionale» al socialismo e rottura con Mosca). Rottura con socialismo di Mosca senza

sconfessare la sua origine storica e ideologica era un distacco dalla matrice sovietica. Lo stragismo che si

era palesato nel 69 e gli eventi di Pinochet e il golpe de estado in Cile, indusse Berlinguer(temendo che ciò

che era accaduto in Cile potesse accadere anche in Italia) ad allargare gli spazi di coalizione “equilibri più

avanzati”. Voleva includere nell’area governativa anche il partito comunista quindi inizia il dialogo con la

Democrazia Cristianaà COMPROMESSO STORICO: dopo il golpe del generale Pinochet in Cile, Berlinguer si

convinse della necessità di trovare un patto di solidarietà nazionale che, allargando la base di consenso del

governo (DC + PCI), fosse in grado di tutelare le istituzioni della democrazia italiana da analoghi colpi di

coda reazionari. Non riuscì ad includere il PCI; il suo interlocutore nella DC era Aldo Moro lui parlava di

STRATEGIA DELL’ATTENZIONE, una parte della DC era favorevole ma le resistenze erano forti nella DC,

presso la Chiesa, presso l’amministrazione anglicana etc; il dialogo ci fu con Moro ma gli ostacoli erano

troppo forti per includere il PCI nel governo. In questi anni si è vicini a cosiddetto sorpasso dove il PCI

rischia di sorpassare la DC nel 1976. Quello che si realizza è la formula della cosiddetta Solidarietà Nazionale

cioè dei governi per lo più monocolore della DC spesso presieduti da Andreotti, in cui ottengono la fiducia

di molti partiti oppure le astensioni di altri come il PCI il Partito Socialista. L’astensione dava maggiore

potere rispetto all’opposizione. SI astensione, NO opposizione. I Governi di solidarietà nazionale nella

seconda metà anni ‘70: riproponevano il modello dell’unità nazionale antifascista perché si era di fronte ad

una emergenza gravissima, quella del terrorismo. Nei primi anni ’70 nacquero le Brigate Rosse, formazioni

che scelsero la strada della lotta armata; scelsero non utilizzare la tecnica dello stragismo ma bensì

rapimenti e uccisioni di giornalisti, imprenditori, magistrati, sindacalisti («colpirne uno per educarne

cento»). Il loro obiettivo era colpire lo Stato e le istituzioni e non per diffondere il terrore, ottenere il

consenso dei gruppi della sinistra parlamentare, presso gli ambienti delle fabbriche ect, nella speranza di

abbattere delle strutture democratiche ma questo consenso non lo trovarono.

L’attacco più grave da parte delle Brigate Rosse fu nel 1978 con l’intercettazione di Aldo Moro presidente

della DC presso Via Fani, lo bloccarono assieme agli uomini delle sua scorta furono tutti uccisi e Moro venne

rapito. Moretti, capo del comando delle Brigate, disse che Moro fu scelto perché simbolo dello Stato e del

Partito che era al potere fin dall’immediato dopoguerra. Moro rimase 55 gg in mano alle BR, cambiò due

covi nel quale lo tenevano segregato. Moro fu sottoposto ad un processo politico dal presunto «Tribunale

del Popolo» istituito dalle BR che chiedevano allo Stato italiano uno scambio con alcuni brigatisti in carcere.

Le BR arrivarono a chiedere il rilascio di un solo brigatista in carcere. Tutti i parti compresi la Dc optarono

per la fermezza (quasi tutti i partiti (tranne PSI) optarono per la linea della fermezza: non si tratta con le

BR), senza negoziare creando grande sdegno da parte della famiglia Moro. Moro inviò molte lettere per

cercare di indurre alle trattative. Moro fu ucciso da Moretti nel 1978 e il suo corpo fu lasciato a Roma in via

Caetani all’interno di una Renault rossa. Il luogo non fu casuale perché si trovava a metà strada tra Piazza

del Gesù e Via delle Botteghe oscure dove c’erano le sedi della DC e del PCI, un sorta di avvicinamento

simbolico. Le indagini furono condotte male forse perché ci furono depistaggi, inadeguatezza Moro poteva

essere trovato. L’assassino di Aldo moro rappresentò una cesura nella storia italiana per la tragicità

dell’evento, per la dimostrazione di forza delle BR, la decisione presa fu quella all’inizio degli anni 80 un

nucleo speciale antiterrorismo che fu affidato a DALLA CHIESA, sfruttando le decisioni interne delle BR

riuscì a ridurre drasticamente al capacità operativa delle BR fino a smantellarle del tutto. Nel 1982 Dalla

Chiesa fu trasferito a Palermo dove iniziò una lotta a Cosanostra e poi fu vittima assieme alla moglie di un

attentato mafioso. Con l’inizio degli anni ’80 gli episodi di violenza e gli atti terroristici pian piano

scemarono. il nucleo speciale antiterrorismo guidato dal gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa* riuscì a

smantellare molte cellule brigatiste e a ridurne drasticamente la capacità operativa. Le Brigate Rosse, però,

tornarono a colpire: il giurista Vittorio Bachelet fu ucciso nel febbraio dell’80, il senatore democristiano

Roberto Ruffilli nel 1988, i giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi nel 1999 e nel 2002.

* Dalla Chiesa, visti i buoni risultati ottenuti contro le BR, fu nominato prefetto di Palermo per combattere

Cosa Nostra. Nel settembre 1982 rimase vittima assieme alla moglie di un attentato di mafia a Palermo.

Vittorio Bachelet giurista ed esponente della DC.

Fu assassinato da commando delle Brigate Rosse il 12/2/1980 sulle scale di Scienze Politiche della Sapienza.

Stava parlando con la sua assistente Rosy Bindi.

Roberto Ruffilli, docente di Storia Istituzioni politiche, esponente DC, negli anni ‘80 collaborò a un progetto

di riforme istituzionali. Fu ucciso dalle BR (16/4/1988) nella sua casa a Forlì. Due finti postini entrarono in

casa, lo fecero inginocchiare e gli spararono 3 colpi alla testa.

Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro, negli anni ‘90 collaborò con le istituzioni per la riforma del

mercato del lavoro. Fu assassinato dalle Nuove Brigate Rosse, sotto casa sua a Roma, la mattina del

20/5/1999.

Marco Biagi, docente di diritto del lavoro in varie università italiane, fu consulente e consigliere di diversi

governi negli anni ’90 occupandosi di riforma del mercato del lavoro. Le Nuove Brigate Rosse lo uccisero la

sera del 19/3/2002, dopo averlo seguito dalla stazione, sotto casa sua in v. Valdonica a Bologna.

Stazione di Bologna, 2 agosto 1980, ore 10.25

Sabato 2 agosto 1980 alle 10.25 scoppiò un ordigno nella sala d’aspetto della stazione di Bologna: fu il più

grave attentato terroristico della storia italiana del dopoguerra.

La strage uccise 85 persone e ne ferì oltre 200.

L’intera città reagì con straordinario orgoglio e prontezza. Molti cittadini si recarono alla stazione per

prestare soccorso alle vittime ed estrarre le persone sepolte dalle macerie. I medici e il personale

ospedaliero fecero ritorno dalle ferie e i reparti d’ospedale chiusi per le festività estive furono riaperti per

consentire il ricovero di tutti i pazienti.

Dato il grande numero di salme e di feriti, non essendo sufficienti le ambulanze e i mezzi di soccorso, i vigili

impiegarono anche auto private, taxi e autobus, in particolare quello della linea 37. Assieme all'orologio

della stazione fermo alle 10:25, l’autobus 37 è diventato uno dei simboli della strage, a testimoniare la

reazione immediata e spontanea di tutti i cittadini bolognesi.

Le indagini sulla strage di Bologna sono state segnate – come è accaduto per gli altri tragici avvenimenti

della cosiddetta «strategia della tensione» - da depistaggi, contro-informazioni, piste vere e false,

rallentamenti ecc.

Alla fine, tuttavia, con sentenza definitiva del novembre 1995 la Corte di Cassazione ha condannato

all’ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), VALERIO

FIORAVANTI e FRANCESCA MAMBRO.

Fioravanti e Mambro, pur avendo ammesso la responsabilità di altri fatti di sangue, hanno sempre negato

qualsiasi coinvolgimento nella strage di Bologna.

Dal 2009 Fioravanti è tornato in libertà (pena definitivamente estinta); Mambro ha scontato

complessivamente 16 anni di carcere e nel settembre 2013 la sua pena è stata dichiarata estinta.

All’alba degli ’80, gli «anni di piombo» erano finiti, si stava aprendo un nuovo ciclo espansivo dell’economia

e il nuovo presidente della Repubblica Sandro Pertini seppe suscitare nei cittadini fiducia e rispetto nelle

istituzioni. Gli italiani si erano lasciati alle spalle il periodo più buio della storia repubblicana. Iniziava una

fase di ottimismo e rinnovato benessere economico. Per tutti, il simbolo dell’inizio della nuova epoca fu la

vittoria ai campionati mondiali di calcio nel 1982.

Gli Stati Uniti anni ’50-‘60

Presidenti degli USA:

1945-53: HENRY TRUMAN (p. democratico)

1953-61: DWIGHT EISENHOWER (p.repubblicano)

1961-63: JOHN F. KENNEDY (p. democratico)

1963-69: LYNDON JOHNSON (p. democratico)

1969-74(dimissioni): RICHARD NIXON (p. repubblicano)

1974-77: GERALD FORD (p. repubblicano)

1977-81: JIMMY CARTER (p. democratico)

1981-89: RONALD REAGAN (p. repubblicano).

Cos’è stato il MACCARTISMO? Fenomeno di un viscerale anticomunismo che si sviluppa negli usa con

l’avvio della guerra fredda ed ha prodotto una vera caccia alle streghe inaugurata dal senatore McCarthy

repubblicano ultraconservatore che nel 1949 ha prodotto questa legge dell’Internal Security Act per

favorire controlli ed epurazioni verso possibili simpatizzanti dell’URSS e del comunismo. È stato un

fenomeno di isteria collettiva anticomunista, detto anche Red Scare (paura rossa). Ha prodotto una vera e

propria “caccia alle streghe”: controlli, epurazioni, perquisizioni, processi e condanne non risparmiarono

nessuno (neppure le star di Hollywood) che spesso alteravano lo stato di diritto. Il maccartismo fu anche

un’occasione di ripresa e aggregazione delle forze conservatrici, indebolite e disperse dopo 20 anni di

governo del partito democratico. Gli anni ’30-40 erano stati egemonizzati dal partito democratico prima da

Roosevelt e poi da Truman. Nel 1955 viene abolita la legge Internal Security Act e la caccia alla streghe, le

lotte più estreme conto il comunismo vengono abbandonate.

Kennedy è stato il primo presidente cattolico che veniva da una potente famiglia di ricchi proprietari

terrieri, apparteneva al partito democratico; vinse le elezioni del novembre del ’60 contro il candidato

repubblicano Nixon. Si dice che Kennedy abbia vinto quelle elezioni perché è stato più bravo nei faccia a

faccia televisivi in quello che è stato il primo scontro televisivo della storia degli Stati Uniti. È una

spiegazione semplicistica ma i fattori che lo portarono alla vittoria furono più complessi. Nel discroso di

insediamento Kennedy parlò di Nuova frontiera quindi di obiettivi più avanzati sia in politica interna che

estera ovvero distensione delle relazioni internazionali, apertura al dialogo con l’URSS; è stato uno dei

protagonisti della coesistenza pacifica. Anche in politica interna con la promessa di una nuova frontiera nei

diritti per le fasce più disagiate, leggi a favore dell’istruzione e della discriminazioni razziali degli

afroamericani soprattutto negli Stati del Sud.

Discorso di insediamento, 20-1-1961: collegato alla nuova frontiera e alla missione che gli USA si sono auto

incaricati per portare la pace nel mondo.

«[…] Lasciate che ogni nazione sappia, sia che ci voglia bene o che ci voglia male, che noi pagheremo

qualsiasi prezzo, sopporteremo qualsiasi peso, incontreremo qualsiasi difficoltà, sosterremo qualsiasi

amico, ci opporremo a qualsiasi nemico, per assicurare la sopravvivenza e il successo della libertà. Questo ci

impegna tanto e anche di più. […]

Per quelle persone che nelle capanne e nei villaggi di mezzo mondo lottano per spezzare le catene di una

miseria di massa, impegniamo i nostri migliori sforzi per aiutarli […] in qualsiasi momento ce lo richiedano

non perché i comunisti non lo possano fare, non perché cerchiamo favori da loro, ma perché è giusto. Se

una società libera non può aiutare i molti che sono poveri, non può salvare i pochi che sono ricchi.

[...] Non dobbiamo mai negoziare per paura, ma non dobbiamo mai aver paura di negoziare. […]

Nella lunga storia del mondo, solo a poche generazioni è stato concesso il ruolo di difendere la libertà

nell'ora del massimo pericolo. Non mi sottraggo a questa responsabilità: le do il benvenuto. […]

E così, i miei concittadini americani, non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi; chiedete che

cosa potete fare voi per il vostro paese. Miei concittadini del mondo, non chiedete che cosa l'America vuole

fare per voi, ma che cosa insieme possiamo fare per la libertà dell'uomo».

La difesa della libertà, difesa dei diritti che gli USA avevano presentato al mondo fin dalla seconda guerra a

se stessi, avevano delle contraddizioni interne, ovvero le disuguaglianze sociali, sacche di povertà e non

tutti i cittadini americano godevano di tutti i diritti. La segregazione razziale negli Stati del Sud “uguali ma

separati”, dove gli afroamericani erano discriminati, fin dalla fine della Guerra Civile del 1861-65, nelle

scuole, nei negozi, nei ristoranti e negli hotel e sui mezzi pubblici. C’erano stati dei piccoli movimenti di

afroamericano che avevano cercato di chiamare in causa la classe politica dei bianchi di Washington sulla

condizione degli afroamericani. Classe politica di Washington che tanto aveva promesso e che poco aveva

fatto perché erano supportati dalla cittadinanza bianca favorevole alla segregazione. Questo meccanismo si

ruppe nel 1951 quando il padre di Linda Brown cerca di iscriverla nella scuola dei bianchi e la rifiutarono

perché violava le leggi dello stato e doveva andare nella scuola per afroamericani allora il padre fa causa al

Board of Education e questa causa nel 1954 con una sentenza storia emanata dal presidente della corte

suprema Warren, dichiara incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche sovvertendo una

decisione risalente al 1896. La sentenza conclude il lungo iter giudiziario, iniziato nel 1951, del caso Brown

versus Board of Education. Questo provvedimento si scontrò con le resistenze dei bianchi in numerosi Stati

che erano contrari all’integrazioni e spesso erano supportati dagli enti locali e scolastici. Il governo federale

di Washinton non aveva preso posizione fino a quel momento, fino a quando il governatore dell’Arkansas

nel 1957 mobilita la Guardia Nazionale per impedire a 9 studenti afroamericani di accedere alla Central

High School. Il presidente Eisenhower manda un distaccamento di paracadutisti per scortare i ragazzi a

scuola: il governo federale prede posizione sulla segregazione razziale. “Little Rock, Arkansas – Nel

settembre 1957 le truppe federali scortano i ragazzi afroamericani in una scuola media che si era rifiutata di

ammetterli nonostante l’ingiunzione della Corte Suprema. Il governo federale prende posizione contro la

segregazione.” L’atto ancora più dirompente che da inizio a tutte le battaglie dei neri avviene il primo

dicembre del 1955 quando Rosa Parks, attivista per i diritti civili degli afroamericani, rifiuta di cedere il suo

posto ad un bianco su un autobus di Montgomery. Viene arrestata con l’accusa di aver violato le norme

cittadine ma alcuni leader della comunità nera, tra cui il pastore protestante MARTIN LUTHER KING,

decidono di attuare il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery. Il boicottaggio dura 381 giorni. Il

Novembre 1956, la Corte Suprema statunitense decreta che la segregazione razziale sugli autobus di linea

urbana è anticostituzionale; Il successo del boicottaggio pacifico di Montgomery fa di M.L. King il leader

della battaglia contro la segregazione razziale dei neri. Boicottaggi, dimostrazioni, marce, veglie, sit-in:

strumenti della protesta pacifica di King e dei suoi seguaci e la battaglia per la desegregazione dei neri viene

posta come un atto pacifico, spesso efficacemente contrapposta alle aggressioni dei bianchi. Il fatto che

tutto questo veniva ripreso mobilitò l’intera opinione pubblica americana e mondiale.

Il movimento crebbe nella seconda metà degli anni ’50, l’episodio spartiacque fu il boicottaggio di

Montgomery e l’emergere di M.L.King, il movimento a favore dell'emancipazione della popolazione di

colore viene sostenuto dal presidente Kennedy, il quale, nell'aprile del '63, chiede al Congresso di emanare

leggi adeguate per garantire a tutti i cittadini uguale accesso ai servizi e alle strutture pubbliche e private,

per vietare la discriminazione nelle assunzioni da parte di imprese e istituzioni federali, e per impedire al

governo federale di fornire aiuti finanziari a programmi o attività che contemplino forme di discriminazione

razziale, quindi prende una posizione politica molto netta a favore dell’emancipazione dei neri. L’incontro

tra Kennedy e King el’atto più significativo della protesta pacifica dei neri fu la fine della marcia che era

partita nell’aprile del 1963 e si è conclusa il 28 agosto a Washinton dove davanti a più di 250000 persone ai

piedi del Lincoln Memorial, M.L.King pronunciò il discorso “I have a dream”. Al termine di questa colossale

manifestazione Kennedy e King si incontrarono alla Casablanca e presero accordi dove Kennedy si rese

disponibile a porre fine alla segregazione raziale. Il 22 novembre del 1963, pochi mesi dopo la marcia di

Washington, Kennedy fu ucciso in circostanze ambigue a Dallas. Il 10 dicembre 1964: King riceve il premio

Nobel per la Pace e il 4 aprile 1968: King venne ucciso a Memphis. Con la morte di Kennedy si temeva che

l’emancipazione dei neri si interrompesse ma non fu cosi perché nel 1964 il presidente Johnson e

approvato dal Senato nel luglio 1964, costituisce il più completo provvedimento di legge sulla tutela dei

diritti civili e dell’uguaglianza dei cittadini “Civil Rights Act”. Crolla il sistema della segregazione razziale

ovunque. E la legge del 64 rese nulle tutte le precedenti legge emanate dagli Stati del Sud. Nel 1965 venne

emanata la legge il Voting Rights Act che riguardava l’esercizio di voto degli afroamericani. Tutto questo

non ha immediatamente eliminato le disuguaglianze di cui erano vittime gli afroamericani in tutti gli stati

dell’America. I neri vivevano spesso in condizioni di estrema povertà e di forte emarginazione sociale e

lavorativa (ghetti ai margini delle grandi città). A questo si aggiungeva l’ostilità di alcuni gruppi e

organizzazioni di bianchi contrari al processo di de-segregazione: Ku Klux Klan e White Citizens Councils

(Comitati di cittadini bianchi) esistevano da tempo ed erano ancora estremamente attivi. Il processo è

stato lungo e faticoso e 44 anni dopo, nel 2008, BARACK HUSSEIN OBAMA è il primo afroamericano eletto

alla presidenza USA. Il SESSANTOTTO

Il Sessantotto si identifica con il movimento di protesta transnazionale prevalentemente giovanile che ha

toccato simultaneamente moltissimi paesi, compresi alcuni del blocco comunista in particolare la

Cecoslovacchia, e ha avuto come protagonista la baby boom generation.

Il ’68 è stato ovunque una esplosione studentesca, avvenuta soprattutto nelle università occidentali, anche

se quasi sempre la protesta ha finito per coinvolgere altri gruppi sociali. È stata una fiammata improvvisa e

si è esaurita in breve tempo si parla di 68 per identificare il movimento facendolo coincidere con l’anno

iniziato nei primi mesi del ’68 e si è esaurito quasi ovunque nell’autunno del ’69. I protagonisti sono stati la

baby boom generation nata negli anni ’50, la prima generazione che non ha conosciuto le guerre, nata con

la società dei consumi e che in fondo proprio contesta il benessere, i consumi, il modello americano. Il ’68 si

connota per essere stato un movimento giovanile; è stata una forma di antagonismo generazionale iniziato

nelle famiglie, all’interno dei nuclei famigliari e ha assunto negli anni ’60 una connotazione sociale cioè la

rottura dei giovani prima all’interno della famiglia e poi in tutta la società che iniziano a delineare quella

che loro definiscono una “controcultura”, quindi una cultura, un’identità diversa, contrapposta da quella

puritana nei valori. I giovani diventano un gruppo sociale con un’identità sociale. Una controcultura che si

manifesta attraverso l’abbigliamento e la musica; è questa la fase della diffusione e nascita di nuovi generi

musicali come il rock’e’roll. Musica e abbigliamento diventano i canali dell’autorappresentazione dei

giovani come gruppo separato dalla società. Questa è stata la fase dell’esplosione del consumo delle

droghe leggere, dai costumi sessuali più liberi, atteggiamenti di ribellismo che erano un modo per

contestare le gerarchie della società e l’autorità degli adulti. È stata un’esplosione studentesca che salvo

negli USA ha finito per coinvolgere altri gruppi sociali (come in Francia, in Messico, in Cecoslovacchia, in

Italia).la classe operai in primis rischiando di mettere i crisi la tenuta dei sistemi politici come è accaduto in

Francia e in Italia. È stata una manifestazione che è partita dalla baby boom generation, la prima

generazione che vive nel benessere e che contesta e si emancipa attraverso la rottura con gli adulti. I

caratteri della protesta studentesca:

Lotta contro ogni forma di autorità e gerarchia (famiglia, società, partiti, scuola, università, mondo del

lavoro). Contestazione contro tutte le strutture della società; subordinazione della società.

Internazionalismo pacifista, terzomondismo, contrapposizione ai blocchi della Guerra Fredda.

Contestazione del modello americano quanto il blocco sovietico ritenendo l’esperimento del socialismo

reale messo in atto dall’URSS e imposto ai paesi satellite un fallimento che negava sia le libertà

fondamentali che l’uguaglianza predicata dal marxismo. Ci sono altri miti nella contestazione giovanile

ovvero il modello Maoista e il modello della Cina di Mao; cosi come la figura di Ce Guevara come liberatore

dei popoli. Ciò porta all’avvicinamento al Terzo mondo, tendenza terzomondista. L’utopia di bandire la

guerra e si collega alla fase della corsa agli armamenti, alle armi nucleari.

Liberalizzazione dei costumi e della sessualità. Sessualità slegata dalla maternità e procreazione.

Contrapposizione globale e radicale ai valori della società borghese, al consumismo, al tradizionalismo della

morale comune.

Democrazia partecipativa o democrazia dal basso fondata sull’assemblearismo, le decisioni si prendono

tutti insieme.

Si può distinguere parte il caso della Cecoslovacchia e Praga, il ’68 ha avuto una connotazione molto diverso

tra USA e Europa Occidentale. Negli USA è stato un movimento non violento e non ha prodotto scontri con

le forze dell’ordine e non ha coinvolto altri gruppi sociali ed ha avuto due grandi temi di contestazione e

mobilitazione dei giovani:

Battaglie contro i diritti dei neri

Contro la guerra in Vietnam.

In Europa Occidentale soprattutto in Italia e Francia ha avuto:

FORTE CONNOTAZIONE IDEOLOGICA

PROTESTE PIU’ RADICALI E VIOLENTE (sgomberi forzati, scontri violenti)

COINVOLGIMENTO CLASSE OPERAIA

GROSSA CRISI PER I SISTEMI POLITICI (vd. Italia)

Gli eventi chiave di questo periodo:

USA: prima occupazione dei giovani si sono palesati a Berkley (1964) quando hanno dato vita al Free Speach

Mouvment perché era stato vietato loro di tenere un banchetto contro la guerra in Vietnam; il rettore

ordina di sgomberare l’occupazione ma poi il movimento si allargò ad altre università fino alla rivolta dei

ghetti neri dopo l’assassinio di M.L. King (1968). Movimento circoscritto all’università principalmente

contro la guerra in Vietnam.

FRANCIA: il maggio francese – rivolte studentesche e scioperi operai. Anche i francesi protestavano contro

la guerra in Vietnam; occuparono alcune università tra cui la Sorbona. Le repressioni furono molto violente.

ITALIA: dalle proteste degli universitari (1967). Le università coinvolte furono Trento, Torino, Trieste, Milano

e Roma i motivi erano vari: critica al partito comunista, alla guerra in Vietnam. Lo scontro più violento e

grave fu a VALLE GIULIA e coinvolse anche la classe operaia nel ’69. L’apice delle proteste sindacali e degli

scioperi si ebbe nel cosiddetto autunno caldo del 1969.

CITTA’ DEL MESSICO: massacro di Piazza delle Tre Culture (300 morti in manifestazione pacifica). In Messico

c’era un partito unico quindi le proteste dei giovani alle quali si aggiunsero gli operai e le donne,

chiedevano maggiori libertà, pluralismo politico; questa protesta si svolse nel corso dell’estate prima delle

Olimpiadi sapendo che ciò avrebbe avuto maggiore importanza e visibilità. Ci furono a piazza delle tre

culture ci fu una grande manifestazione pacifica e il governo mandò le forze dell’ordine e l’esercito. Ci

furono 300 morti.

CECOSLOVACCHIA: dalla primavera di Praga (giovani sostengono riforme liberali di Dubcek) alla repressione

sovietica (agosto). A Praga successe qualcosa di simile a ciò che era accaduto a Budapest nel ’56, la

manifestazione era iniziata con Dubcek che era il leader del partito comunista ma era un riformista. Aveva

iniziato nel 68 una stagione di riforme, di apertura alle imprese private, aveva eliminato i vincoli della

censura, aveva permesso la nascita di partiti autonomi. Voleva rendere il socialismo più umano e meno

oppressivo favorendo un miglioramento della vita attraverso l’economia e i consumi. Socialismo dal volto

umano distaccandosi da quello socialista. A differenza di Nagy, Dubcek mette in discussione che il

socialismo sovietico sia l’unico modello reale di socialismo. Breznev pensa che l’esperimento di Dubcek

possa mettere in crisi il controllo di mosca sugli altri paesi satelliti e decide di intervenire. Ad agosto

reprime l’esperimento di Dubcek e viene arrestato. A differenza del ’56 dove i cittadini ungheresi cercarono

di opporre resistenza, Dubcek disse di non opporre resistenza quindi ci furono meno vittime. Grande

impatto sull’opinione pubblica mondiale ebbe il giovane Jan Palach che in piazza a Parga di diede fuoco per

manifestare la disperazione dei cittadini cecoslovacchi sotto il regime comunista. La primavera di Praga finì

con la repressione.

SLOGAN del MOVIMENTO SESSANTOTTINO à

Mettete fiori nei vostri cannoni (pacifismo)

Vietato vietare (anti-autoritarismo)

Siate realisti: chiedete l’impossibile (utopia)

Io decreto lo stato di felicità permanente (idealismo, utopia)

Corri compagno, il vecchio è dietro di te (rottura generazionale, abbandono valori tradizionali)

Non rivendicheremo niente, non chiederemo niente. Noi prenderemo, noi occuperemo (lotta)

La libertà è partecipazione (canzone G. Gaber)

SLOGAN del MAGGIO FRANCESE à

Ogni potere è un abuso (Univ. Nanterre)

L’immaginazione al potere (Sciences Po)

Niente esami (Univ. Nanterre)

Esame = servilismo, promozione sociale, società gerarchizzata

La felicità è un’idea nuova a Scienze Politiche (Sciences Po)

Dimenticate tutto ciò che avete imparato. Cominciate a sognare (Univ. Sorbona)

Chi non ha vissuto l’epoca della rivoluzione non sa cos’è la dolcezza di vivere (Univ. Nanterre).

IL 68 non ha lasciato nessuna eredità politico istituzionale immediata, non ha portato nessuno degli

obbiettivi che si erano prefissati però ha prodotto cambiamenti nei costumi, il rapporto tra le persone, della

partecipazione; ha prodotto un’apertura degli spazi di libertà e partecipazione. Ha cambiato il rapporto tra i

generi e ridotto le gerarchie nella società. Il 68 si spegne rapidamente come un fuoco, la protesta rientra

ma aveva gettato tanti semi che hanno dato i loro frutti nel corso del tempo. È stata una rivoluzione

culturale.

IL SECONDO FEMMINISMO à

Assieme alle trasformazioni prodotte dal boom economico, il MOVIMENTO SESSANTOTTINO e il SECONDO

FEMMINISMO agirono come veri e propri «detonatori» dell’emancipazione femminile.

All’interno del movimento sessantottino si delinea il secondo femminismo. Il secondo femminismo non si

batte per i diritti politici perché di fatto le donne li avevano già ottenuti nelle democrazie liberali. Nel

secondo femminismo sono le ragazze della baby boom generation che contestano il modello femminile

rappresentata dalle madre e dalla generazione precedente, e rappresentato e veicolato dai mezzi di

comunicazione. Nella società del benessere americana degli anni ’50 sono rappresentate come happy

housewife, ovvero donne benestanti, apparentemente felici ma sono donne rappresentate nelle pubblicità,

nei film con il ruolo principale di madre, moglie, casalinghe. Queste donne vivono una sorta di malessere

anche se apparentemente hanno una vita perfetta. Ma questo malessere secondo la sociologa è causato

dal fatto che le donne vogliono di più, che non è sufficiente essere madre, moglie e casalinghe. Le giovani

studentesse partecipano ai “movimenti”: per i diritti dei neri (USA), a movimenti ambientalisti, ecologisti,

pacifisti, anti-nucleare, proteste studentesche. Critica al modello sociale consumistico, attenzione ai

problemi della povertà e dei paesi in via di sviluppo. Si mobilitano nel contesto del movimentismo giovanile


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AUTORE

Dafne29

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dafne29 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Guazzaloca Giulia.

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