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Modernità giuridica

Il mondo è cambiato. Siamo in una fase in cui il diritto comune è entrato nel suo terzo ciclo. Il XVI secolo segna l'inizio di un processo di collasso del mondo tradizionale. Le caratteristiche sono:

  • Decadenza di antichi processi intellettuali.
  • Profonda crisi nella dottrina del diritto europea destinata a durare.
  • Crisi e sperimentazione.

Se il Medioevo è un triangolo sociale (cittadino inginocchiato o all'Imperatore o al Papa), adesso l'uomo vuole pensare da sé (es: l'uomo vitruviano di Leonardo). La rinascita giuridica che era partita nell'età medievale a Bologna, inizia a sgretolarsi. La scienza giuridica medievale di Giustiniano inizia ad essere solamente letta e non più interpretata.

Il XVI secolo è un secolo di collasso del mondo e di rinascita di un mondo nuovo. È un mondo in rivoluzione da un lato e in evoluzione dall'altro. Si vuole, infatti:

  • Modernizzare.
  • Centralizzare.
  • Omogeneizzare.

Si accompagnano scoperte innovative come la polvere da sparo e la stampa. La scoperta dell'America sposta il baricentro economico. La Chiesa viene meno a causa di Lutero. Secondo Lutero, infatti, si afferma il pensiero che siamo tutti cristiani ma non tutti necessariamente cattolici. Si affermano allora i protestanti. Si assiste dunque alla caduta della Chiesa cattolica. Il mondo verrà diviso in due parti (Raja). Tutto è fatto sulla base della convenienza politica.

Nel 1572 con l'eccidio degli Ugonotti, si cercherà la pace tra cattolici e protestanti. Decadano anche gli antichi processi intellettuali. Vi è una profonda crisi del diritto che comincia ora ed è destinata a durare. È la crisi del diritto comune. Entra in crisi a causa del diritto francese, spagnolo ed inglese. Questi domini non si combattono solo con le menti degli intellettuali, ma con i soldi e con la violenza. Il mondo si è allargato e ognuno vuole emergere. Il sapere e la legge devono essere più metodici. Nascono nuove branche del diritto: il primo è il diritto penale. Non tramonta tuttavia il pluralismo medievale.

Le scuole di diritto

Abbiamo 3 vie che interessano 3 regionalismi diversi:

  • Scuola culta a Bourges: nega il valore del diritto romano.
  • Usus modernus pandectarum: si dedica ad inserire negli schemi concettuali dei Commentatori, la nuova realtà contemporanea.
  • Mos italicus: conserva e sviluppa il sapere dei Commentatori.

Jean Bodin scrive nel 1576 le "Six livres de la Republique", che contiene le tre caratteristiche che deve avere uno Stato moderno:

  • Controllare un territorio.
  • Avere un esercito.
  • Avere una politica di autoconservazione: potere legislativo, esecutivo e giudiziario.

Nuovi regni e guerre

Nascono nuovi regni:

  • Francia: guerra dei 100 anni. Coinvolge le pretese ereditarie che l'Inghilterra di Edoardo III ha sulla Francia di Filippo il Bello.
  • Spagna: una codificazione di consuetudini è deliberata da Isabella: Ordenanza reales de Castela.
  • Germania: Guglielmo IV porta a termine la codificazione delle fonti normative del diritto bavarese. Poco tempo dopo, la Constitutio Criminalis carolina, unifica il diritto penale.
  • Portogallo: viene realizzata in tempi diversi la raccolta della legislazione: Ordenacoes Alfonsinas (1446-1447), Ordenacoes Manuelinas (1521) e l'Ordenacoes Filipinas (1603).

Guerra dei 100 anni

La prima fase inizia nel 1339 fino agli anni 50 del 400 e vede l'Inghilterra riuscire a prendere il porto di Calais. La seconda fase è quella che vede Carlo VII di Francia, prevalere, incoraggiato dalla classe borghese e in particolare dalla rampunzella di Orleans, che si mette a capo del suo esercito (Giovanna D'Arco). Carlo VIII recupera allora Parigi e tutta la Normandia e conclude la guerra senza che venga firmato alcun accordo. I francesi restano sovrani a casa loro e agli inglesi resta solo Calais. La Francia da ora, può occuparsi del proprio diritto.

Crisi del XVII secolo

Il XVII secolo fu caratterizzato da una crisi generalizzata:

  • Contrazione della produzione agricola.
  • Carestie ed epidemie.
  • Lunghe guerre.

L'Italia non è più il centro d'Europa. Per studiare si cercano segni e luoghi di maggior prestigio. La Chiesa vive una profonda crisi a causa del monaco Martin Lutero, che vedendo cosa succedeva nei territori tedeschi, si trovava in disaccordo con i modi di fare che la Chiesa aveva (es: vendita delle indulgenze e poca fedeltà a Dio). Crolla il rapporto tra il fedele e Dio e il mondo religioso si trova spaccato in due. Lutero viene allora scomunicato ma ormai il danno è fatto.

La Chiesa chiede pertanto la convocazione di un Concilio che non se la prenda con i protestanti ma che ridefinisca il mondo cattolico. Vuole un recupero della propria religiosità dal punto di vista morale, migliorando i propri costumi ecclesiastici e lottando contro l'eresia, soffocando con ogni mezzo tutti i focolai di opposizione che si potessero manifestare. L'opera viene affidata a due ordini: domenicani e francescani. Il Concilio decise pertanto:

  • Totale distacco dei cattolici dai protestanti.
  • Necessità delle opere per la salvezza della anime.
  • Riconoscimento della Chiesa come fonte autoritativa accanto alle scritture sacre.
  • Potere del Papa di nominare i vescovi.
  • Inquisizione.

Connesso all'operato dell'inquisizione si sviluppò anche l'istituto della censura. Ogni libro per essere stampato doveva possedere l'imprimatur. Un libro non si poteva dunque stampare nei paesi cattolici senza l'approvazione della Chiesa. Viene inventato il primo indice dei libri proibiti. A premere per la convocazione del Concilio fu Carlo V (Imperatore a cavallo tra Spagna e Germania). Gli serviva l'appoggio della Chiesa anche perché era in lotta con l'Imperatore di Francia Francesco I.

Il Concilio tridentino nasce per dare alla Chiesa il riconoscimento come unica fonte autoritativa. Viene anche creato il primo ordine militare (Miles Cristi). Il Concilio di Trento deve riformare la Chiesa dall'interno e risolvere le problematiche dottrinali. Negli anni 60 il concilio si chiude con:

  • Dogma del peccato originale.
  • Si condanna la giustificazione per fede indipendentemente dalle opere (si condanna l'idea che il fedele possa dire: "ho fatto così in nome di Dio"). Tale giustificazione non è più valida: occorre confessarsi.
  • Viene ribadita l'efficacia dei 7 sacramenti.
  • Sacre scritture e storia della Chiesa cristiana hanno lo stesso valore dogmatico.
  • Nascono i seminari per la formazione del clero, facendo emergere in questo modo le linee fondamentali del cristianesimo cattolico moderno.

Nel 1563 il Concilio si chiude e la Chiesa gestisce nascita, battesimo, matrimonio e morte.

Spagna

Alla fine del XV secolo la reconquista è finita ma la Spagna è in crisi. Carlo V era stato educato secondo una cultura borgognona, ma preferì rimanere ancorato alla tradizione e quindi nel 500' la Spagna, dal punto di vista culturale, rimase esponente della tradizione (mos italicus), rappresentando il conservatorismo. La Spagna vede comunque ancora molto forte il fenomeno del feudo. Carlo V è comunque il Sovrano sul cui Regno il sole non tramonta mai, conquistando molte colonie (es: Carolina negli Stati Uniti). È un sovrano che vive come fosse un monaco. Il Sacro Romano Impero non sempre si lega alla Corona di Spagna. L'Imperatore divide il suo potere (iura regalia) con la Dieta dei tre Stati:

  • Imperatore.
  • Dieta.
  • Supremo tribunale.

Il diritto comune rappresenta solo parzialmente il diritto dell'Impero. La scuola è quella della rilettura del diritto romano colmato dal diritto locale.

Inghilterra

L'Inghilterra vive un momento di gloria. Finita la guerra dei 100 anni e morto Enrico, emerge Elisabetta, che diventa la Regina vergine. L'Inghilterra vede un forte sviluppo economico e un potenziamento delle colonie. Per l'Inghilterra è l'epoca denominata "Golden Age".

Antefatto

Il 400 è il secolo che segna la piena maturità della scienza comune: non si fanno più glosse e letture. Nelle Università ogni tanto ci si sofferma sulle practice. I vecchi tempi cadono sotto il peso di una didattica orientata e meglio strutturata che risponde ad un bisogno per lo più di carattere pratico. Le sedi di Padova e Pavia tengono alta la loro nomea (Padova con Bartolomeo Cipolla) e (Pavia con Andrea Alciato) ma entrano subito in conflitto per i propri ideali. È Alciato che comincia a pensare che si debba usare la filologia.

Per il diritto civile ad anni alterni si legge il Digesto vecchio. Al pomeriggio si fanno Digesto, Novum e Inforzato, tutto contornato dalla Glossa. L'insegnamento era basato sull'oralità ed a volte ci sono delle esercitazione di carattere pratico che mirano a fissare meglio i concetti. In particolare, si fa riferimento ai giuristi più autorevoli e vengono allegati tutti i raccolti.

In Francia si respira una nuova aria (a livello geografico, politico ed economico). Le persone che non sopportano questo nuovo atteggiamento fuggivano verso i Paesi Bassi. Lorenzo Valla aveva accusato un giurista tra i più autorevoli, di essere un corruttore del patrimonio classico: questo rinnovamento proposto si chiama Umanesimo giuridico. Occorre agevolare l'interpretazione del diritto oltre che l'integrazione della lingua greca. Si inserisce anche il mos gallicus iura docendi: ovvero l'insegnare alla maniera dei franchi. Il capostipite è Andrea Alciato, che una volta fuggito in Francia insieme a Guglielmo Boudier, dà vita alla Scuola Umanistica presso l'Università di Bruges. Il manifesto (Annotationes in XXV Pandectarum) viene redatto da Guglielmo, che indica i nuovi ideali della scuola dell'Umanesimo.

Vi era necessità di mettere da parte il lavoro delle vecchie Glosse perché erano prive di contestualizzazione storica. Doveva essere riconosciuto il diritto locale alle coutumes francesi, quindi si diede vita ad un diritto nazionale francese con influenza romanistica. Francesco Ottomano insultò i suoi predecessori, interpreti di Glosse e Commentatori, a causa della sua vena sovranista. Voleva che la Francia emergesse come Nazione singola e superiore agli altri senza dipendere dai diritti degli altri Paesi (diritto comune). Scrive quindi due opere importanti.

L'impianto sistematico emerge nelle opere di giuristi come Francois Connan (Connanus 1508-1551) allievo di Alciato e Bourges, alto magistrato e membro del Conseil Du Roi autore dei Commentatorium. Lo ius comune è universale solo se ha un significato sistematico. A cavallo tra il 1500 e il 1600 prende piede una sorta di diritto comune patrio, formato da centinaia di consuetudini che erano strettamente connesse con il diritto romano: si cerca dunque di fare un lavoro sintetico. Il primo a farlo si chiama Molineo e lo fa in consuetudine parisiensis. Si iniziano a usare le lingue della Nazione senza ricorrere al latino.

Questo ius patrium interessa tutti gli Stati che si vogliono autoaffermare e affoga il diritto romano inteso come diritto dell'Impero. La prima cattedra risale al 1679 che è di diritto francese che segna una netta autonomia. Ci sono poi altre cattedre successivamente occupate. Cambia il modo di lavorare e il peso dei giuristi all'interno del loro paese. Questo movimento investe tutte le compagini culturali. Il patto ha perso la sua importanza e la cristianità si è divisa in modo violento, cercando di riprendere strada attraverso l'inquisizione e il concilio di Trento. Gli ordini che si occupano dell'inquisizione sono francescani e benedettini.

Umanesimo giuridico nella Francia del 500'

Il tema è molto ampio. Per molti giuristi italiani fino al 400' si tratta di un ossimoro, ovvero qualcosa che non può stare insieme. I giuristi hanno il proprio status, il proprio metodo di lavoro e il proprio modo di ragionare e quindi si trovano a essere padroni di una scienza. La scuola di Bologna ha impostato il tutto su questa specialità. I giuristi all'interno del sistema di diritto comune, nel corso del 400', sono grati delle loro conoscenze e non sentono il bisogno di andare oltre. Ciò però non significa che non siano curiosi di ciò che accade fuori dal diritto.

Il diritto è un sapere applicato ad una scienza applicata. Indubbiamente durante il 400' gli Umanisti sviluppano una nuova metodica e affrontano nuovi temi, sostanzialmente si afferma sempre di più una cultura alternativa. Gli Umanisti italiani sono portatori di questa metodica che non vuole essere scolastica e usa come fonte, le fonti classiche. Secondo gli Umanisti, infatti, la cultura medievale è da accantonare. Vi è dunque l'introduzione della filologia: i testi vanno letti nella loro forma originale e nel loro significato originale. Gli autori in questa ottica si interessano anche al diritto coinvolgendolo la condanna senza remissione, alla quale sono giunti grazie alla cultura medievale.

I giuristi muovono delle critiche pesanti nei confronti degli Umanisti (Lorenzo Valla scriverà infatti un'epistola contro Bartolo). Sono depositari di un saper tecnico e specialistico che consente loro di trovare uno spazio di manovra non indifferente nei grandi Consilia della terra.

Umanesimo giuridico: abbiamo ad un certo punto alcuni giuristi che si mettono in gioco e accettano il lavoro che gli si prospetta davanti, ovvero studiare e analizzare secondo la metodologia degli Umanisti (attraverso l'uso della storia della filologia e dei saperi retorici filosofici che erano statti precedentemente accantonati).

Guillaume Budé

È l'autore de Annotationes in XXIV libros Pandectarum del 1508. Essa è un'opera apparentemente ancora nel solco della tradizione, ma già dal titolo l'autore sceglie di non parlare di Digestum Vetus. Le annotazioni di Budé riflettono sui testi del Digesto alla luce dei classici che erano stati riscoperti.

Andrea Alciato

Alciato è oggi uno dei pochissimi giuristi del passato ancora noti. Una delle sue più grandi opere è gli Emblemata, ovvero formule proverbiali accostate alle illustrazioni. Produsse molteplici Consilia, introducendo all'interno del suo sapere delle nozioni che fino a quel momento non facevano parte del bagaglio giuridico, come ad esempio il riprendere testi greci e del periodo tardo romano. Nel 1518 egli dette in stampa a Milano un volume che conteneva varie sue opere, tutte con una nuova concezione, già presente nel Corpus, ma che i medievali non seppero cogliere. Alciato ricoprì importanti ruoli in Francia dove venne premiato con la medaglia d'oro giuridica. È proprio nei primi anni di insegnamento che diventa uno dei più importante autori europei.

Diritto penale nel 500'

Alla fine del 500', nuove paure e nuove richieste di sicurezza, attraversano l'Europa. Il 500' è un momento di grande aumento demografico che cambia l'assetto del continente. L'aumento delle persone comporta la necessità di sfamare più bocche. Tutto ciò porta al sorgere di intolleranze. Il mondo è dunque in crisi. Le caratteristiche sono:

  • Episodi di vagabondaggio.
  • Crisi religiosa.
  • Forte contrapposizione tra Nord e Sud.
  • Nascita di banditi e criminali.

L'utopia di una giustizia semplice e popolare, non aveva futuro: le grandi ordinanze del 1500 si ispirarono al modello romano-canonico e alla sua procedura colta:

  • La Constitutio Criminalis carolina (1532 di Carlo V).
  • L'Ordonnance sur le fait de la justice (1539 di Francesco I).
  • L'Ordonnance criminelle (1570 di Filippo II e del Duca d'Alba per i Paesi Bassi spagnoli).

Essi hanno in comune il fatto di protendere per lo schema inquisitorio del processo, e per i suoi istituti, ovvero:

  • Il carattere segreto e offensivo dell'istruttoria.
  • Il perseguimento ossessivo della confessione del reo.
  • La predeterminazione del valore di ciascuna prova ed il largo uso della scrittura.

Il processo diventa dunque scritto ed inizia a fare largo uso delle prove legali. Il giudice locale, considerato ignorante, è il bersaglio di tutta questa procedura poiché all'oscuro di tutto. A lui spetta la raccomandazione di attenersi rigidamente alle norme. I supremi tribunali camerali del Regno diventano le corti principali (a Milano nasce nel 1495 il Senato).

La Carolina è il principale evento nella ricezione del diritto comune nel corso del 500'. Recupera, infatti, molteplici principi del diritto comune e rimane in piedi fino al 1700, quando verrà sostituita dal testo Giuseppina. Si chiama Carolina perché venne emessa da Carlo V di Asburgo il 27 giugno 1532. La clausola garantisce il rispetto delle pratiche e degli usi sociali. Presenta le seguenti caratteristiche:

  • Processo scritto senza difesa tecnica.
  • Assenza della figura dell'accusatore del pubblico (avvocato fiscale o Procuratore del Re).
  • Organo collegali che emetta la sentenza di condanna o di assoluzione.

Nella prima fase, si procedeva all'arresto dell'imputato sulla base della comune fama, in segreto, senza difensore. Gli indizi potevano essere:

  • Prossimi: erano quelli più gravi e ne bastava uno per portare l'imputato ad essere torturato.
  • Specifici: servivano per i reati più gravi e conducevano alla pena capitale.

La seconda fase consisteva nel condurre l'imputato nella camera dei giudici per la sentenza.

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrestrigaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Parini Sara Veronica.
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