Storia del diritto medievale e moderno
Si può parlare di Medioevo come età vera e propria (476 d.C. - 1492), o meglio come semplice età di mezzo fra l'era romana e quella moderna? Spesso in questo modo si tende a ridurre, quasi a negare, una propria dignità storiografica a quest'epoca. È il frutto di una mentalità molto diffusa. Il Medioevo è quindi considerato un'epoca di transizione (ma quasi un millennio di anni come epoca di transizione non sono forse eccessivi?).
Il Medioevo è considerato un'epoca buia, contrapposta al secolo dei lumi e all'illuminismo, che altro non fece che mettere ancora più in risalto questa presunta differenza. Il concetto di diritto medievale è spesso visto attraverso una lente di pregiudizi e di falsi storici, come la presunta caccia alle streghe, che invece avvenne nel XVII secolo. Si tralascia così di considerare invece i progressi a cui ha portato questa epoca, tra i quali:
- La cambiale (creata nelle città comunali italiche)
- La prospettiva nella pittura
- I mulini ad acqua
- La dialettica
- Le università
L'errore dell'anacronismo
È inoltre un comportamento erroneo cercare forzosamente delle linee evolutive fra i vari fenomeni che si possono manifestare nell'epoca odierna rispetto a quelle passate. Non tutti i fenomeni rispondono infatti a un'evoluzione, e tale atteggiamento può risultare anacronistico. È, ad esempio, erroneo cercare di studiare i diritti umani nel Medioevo, quando tale concetto neppure esisteva, solo riferendosi a un fenomeno come appunto quello dei diritti umani che è, per non dire odierno, almeno moderno. Questo può causare pregiudizi oppure, più frequentemente, valutazioni qualitative che non rispecchiano e non rendono onore alla realtà. Non si può guardare al passato come a un'epoca inferiore, è sempre un atteggiamento connesso alla volontà di vedere ogni progressione storica come un'evoluzione intesa in senso sempre qualitativamente migliorativo, per cui, voltandosi indietro, ogni epoca precedente "manca" di qualche particolare.
Una modalità di valutazione qualitativa, abbastanza esplicita, si ritrova nella divisione, all'interno della storiografia inglese e tedesca, del Medioevo fra "primo", "medio" e "alto" Medioevo, laddove con "alto" non ci si riferisce alla fase cronologicamente più avanzata bensì a quella più "nobile" ed elevata nel senso scientifico-economico o sociale del termine. La storiografia italiana, invece, distingue fra "basso" e "alto" Medioevo senza imporre alcuna connotazione qualitativa, meramente riferendosi alla fase temporale ricoperta.
La triade costitutiva della civiltà medievale
I tre elementi fondamentali che "costituiscono" o meglio caratterizzano l'esperienza medievale sono:
- Romanità
- L'elemento barbarico
- Chiesa
Questi tre elementi sono ben rappresentati nel Sacro Romano Impero. Esso ha inizio nell'800 d.C. e termina nel 1805 con la pace di Presburgo; questo millennio abbondante non coincide con l'età medievale, ma ben rappresenta la convivenza di questi elementi.
La romanità
Il concetto di romanitas non deve trarre in inganno. L'età medievale non è caratterizzata dalla stessa esperienza del diritto che connota l'età romana. Qua per "romanità", più che derivazione giuridica romanistica, si intende la ricerca, da parte degli imperatori, di portare avanti quella maiestas che aveva caratterizzato l'impero romano, in termini di fasto e di splendore: è la "renovatio imperii". Non a caso, il motto era identificato in tale modo: "unum imperium, unum ius" (per un solo impero, una sola legge), come a sottolineare la continuità dell'impero.
L'elemento barbarico
Spesso viene frainteso o inteso in senso dispregiativo. In realtà, anche dal punto di vista giuridico, esso ha lasciato dei capisaldi oltre che aver provveduto a colmare lacune del diritto romano - anche se può parere una contraddizione - (ad esempio in materia di pater familias, di acquisti di immobili a non domino, di quello che oggi noi denomineremo diritto penale e anche sotto forma di una sottospecie di "previdenza").
La chiesa
Determinante il suo influsso sotto molteplici punti di vista; dovuto probabilmente a una efficiente organizzazione giuridico-amministrativa.
Una divagazione sul tema: un richiamo all'elemento romano e a quello barbarico è contenuto, inaspettatamente, all'interno della corrente del romanticismo prima tedesca (Goethe) e poi italica (Foscolo); pur differenti nella loro espressione, entrambi i filoni romantici richiamano la componente patriottica, rispettivamente tedesca (barbara) e italica (romana).
La triade costitutiva dell'organizzazione politico-sociale del Medioevo
- Oratores (clero)
- Bellatores (cavalieri/nobiltà)
- Laboratores (lavoratori)
È indispensabile sottolineare che nella mentalità medievale non esisteva il concetto di "uomo" come singolo (e quindi è logicamente anacronistico parlare di diritti umani), bensì una configurazione "cetuale", la divisione in ceti. Il singolo essere umano era sempre concepito come parte di una comunità, o di una corporazione, o comunque di una organizzazione a lui superiore. Ecco perché questa triade è alla base, anzi è lo scheletro dell'organismo politico medievale, e l'impero in sé era svuotato di un vero e proprio potere; l'ossatura della società medievale erano queste organizzazioni.
Una divagazione sul tema: il valore dell'essere umano (sempre ragionando da un punto di vista politico e giuridico) rilevava, abbiamo visto, solo in quanto egli faceva parte di una struttura più ampia, e non per il singolo in sé. Qualsiasi essere umano che non rientrasse in una categoria superiore, non poteva essere concepito in tale epoca come un uomo; è un concetto che risulta più chiaro se poniamo attenzione alla discussione che era sorta in merito al fatto se gli indios fossero considerabili o meno esseri umani. Il riscontro fu negativo, in quanto essi non rientravano in una delle comunità prima indicate. Sempre leggendo la storia post-medievale in quest'ottica, si può ben comprendere perché, all'indomani della rivoluzione francese, che proclamava libertà, fraternità e uguaglianza, venne abolito sia il diritto di sciopero che quello di associazione. Quella che potrebbe sembrare un'enorme contraddizione trova la sua logica e il suo fondamento nell'aberrazione vera e propria che i rivoluzionari nutrivano nei confronti delle corporazioni o associazioni, in quanto esse negavano il valore e l'autodeterminazione dell'essere umano come singolo. Dalla rivoluzione, il rapporto cambiò da Stato-associazione a Stato-cittadino.
Seconda lezione: 21 febbraio 2014
L'elemento della "chiesa" nel Medioevo
Breve cronologia
Alto Medioevo: dalla caduta dell'impero romano d'occidente (476 d.C.) all'anno 1000 circa. Basso Medioevo: dall'anno 1000 (o 1066) all'anno 1492 (scoperta dell'America). (Ricordiamo che questa è la cronologia italiana che non segue un criterio qualitativo).
- 313 d.C.: Editto di Costantino (la religione cristiana è tollerata).
- 380 d.C.: Editto di Teodosio (la religione cattolica è l'unica religione dello Stato).
- 476 d.C.: Caduta dell'Impero Romano, inizia il periodo gotico.
Inizio del Feudalesimo: esso stacca definitivamente l'elemento giuridico medievale da quello romano. Il Medioevo non è la continuazione della tradizione giuridica romanistica, poiché si differenzia da quella su due cardini fondamentali:
- L'esistenza di uno stato unitario e centrale, forte (come lo era stata Roma) mentre il feudalesimo è un periodo frammentato anche dal punto di vista politico e territoriale.
- La concezione di una proprietà privata sulla res molto forte e personale (dominium) che era insita nel diritto romano, mentre si trasforma nel diritto medievale in una stratificazione di varie posizioni giuridiche su una res.
995 d.C.: Ottone di Sassonia fondò il Sacro Romano Impero, con quell'idea di traslatio imperii che voleva reincarnare la romanitas come abbiamo visto; egli inoltre sfrutta un'invenzione fondamentale: quella della staffa, e la applica creando un grande strumento bellico: la cavalleria. Essa è una scoperta che rivoluzionerà la storia, infatti creando la cavalleria si crea anche un altro insieme di situazioni. La creazione della cavalleria rivoluziona la mentalità bellica; si crea anche il bisogno, con la sua nascita, di nuove strutture che richiedono un notevole impegno economico che si accolla ai ceti più ricchi (nobili) come onere ma anche come fonte di privilegio. Per sostenere la cavalleria, si crea una nuova classe sociale (i servi della gleba). Il mantenimento del cavallo era una forma di tributo fiscale dovuto al sovrano. A rivoluzionare questa situazione dopo circa 1000 anni, sarà Maria Teresa d'Austria, che esigerà che il tributo venga pagato in moneta sonante, dando inizio al moderno sistema fiscale.
Leggenda di Lotario: secondo la leggenda Lotario, conquistando Amalfi, ritrovò una versione del Digesto e promise a Matilde di Toscana, protettrice di Irnerio, di adottare per tutto l'Impero il diritto romano (idea di unum ius, unum imperium).
Il discorso della Chiesa
La posizione occupata dalla Chiesa fu nel corso dei secoli una posizione particolare, e per nulla estranea o impermeabile al contesto politico e sociale nel quale era inserita. La cristianità (christianitas) si contraddistingueva per due elementi particolari:
- Aveva una forte unione e un senso di appartenenza strettissimo fra i suoi membri;
- Possedeva un'efficiente organizzazione gerarchica e una efficace organizzazione.
I valori della Chiesa erano:
- Valori morali (della famiglia; ma anche con risvolti economici, come il prestito senza interesse, e la particolare attenzione anche nei confronti degli schiavi, considerati res).
- Un'idea di giustizia inconciliabile con quella del diritto precedente (abolizione della legge del taglione -"tale reato tale pena").
- Il ruolo costitutivo della carità (e della beneficenza) la Chiesa si occupava dell'assistenza dei più poveri e svantaggiati e dei bisognosi, mettendo in atto una specie di "assistenza sociale". Essa era appunto affidata alle organizzazioni ecclesiastiche, ma anche in base a ciò presto esse divennero destinatarie di donazioni e lasciti testamentari, contribuendo così a modificare la legislazione in tema di successioni mortis causa.
- Un approccio mentale completamente differente da quello fino a quel momento proposto o sperimentato.
La religione cristiana era una delle tre religioni del libro, e quindi basata su testi sacri. Questi si mostravano spesso anche contraddittori in se stessi, ponendo dei problemi di interpretazione che venivano superati grazie all'esegesi dei Padri della Chiesa, un duro lavoro di interpretazione alla ricerca di un risultato coerente. L'esegesi era appunto compiuta dai padri della chiesa (uno per tutti: Agostino) e il loro metodo influenzia anche i giuristi medievali delle università italiche, alle prese con un altro testo "sacro" del diritto, il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, anch'esso in se stesso in più parti contraddittorio, con modalità speculari a quelle cristiane.
Un'importanza crescente acquistarono i Vescovi. La sua residenza è la città (contrapposta al contado, così come la cattedrale è contrapposta al monastero) e l'intensa urbanizzazione vedrà crescere di conseguenza le cattedre vescovili. Questa figura concentra in sé un grande carisma e presto vede crescere sotto di sé una gerarchia ecclesiastica, e acquista un'autorevolezza morale (punto di riferimento della città in una situazione politicamente frammentata) che diviene ben presto autorità. Infatti la situazione politica e anche giuridica era insicura e frammentata, e la situazione richiedeva strumenti e amministratori della giustizia in modo urgente. Proprio in virtù della sua consistente autorità morale, il vescovo diviene anche un'autorità giudiziaria, che amministrava la legge cristiana, fra più cristiani (un arbitro). Quindi al vescovo viene data la iuris dictio.
Fu Costantino ad ufficializzare questo con un editto, in virtù del quale due litiganti potevano discutere sotto l'autorità vescovile ufficiale (EPISCOPALIS AUDIENTIA), la quale applicava evidentemente la legge cristiana (REGULAE IURIS della Chiesa). Va così spostandosi il baricentro del diritto e della disciplina utilizzata. Le Regulae Iuris trovavano la loro formulazione all'interno dei Sinodi (concilii di questione dogmatica, dai quali nacquero fra l'altro scomunica e penitenza).
La scomunica era la peggiore sanzione attribuibile, poiché espelleva dalla comunità il soggetto colpito (ricordiamo che la comunità rendeva possibile l'identificazione della persona come essere umano, esserne espulso significava la morte civile). La penitenza era un modello sanzionatorio applicato dal diritto laico. Se il vescovo era una figura fondamentale, il vescovo di Roma (Papa) era al vertice della struttura gerarchica che abbiamo visto. Il Primato Papale va diffondendosi con Papa Leone Magno (che secondo la leggenda fermò addirittura Attila; ciò rafforzò ulteriormente il prestigio di cui godeva). Dopo Papa Leone Magno si intuì che il titolo di Papa spettava ad ogni vescovo di Roma.
La spaccatura fra Oriente e Occidente
Siamo alla prima grande spaccatura tra Oriente e Occidente. La Chiesa si delinea sempre più come forza autonoma e indipendente dallo Stato; mentre in Oriente ciò fatica a delinearsi.
Europa orientale: le strutture religiose sono attaccate a quelle statali (cesaropapismo - promiscuità fra figura imperiale e religiosa).
Europa occidentale: si rafforza l'autonomia della religione rispetto allo Stato.
È la prima grande spaccatura fra Oriente e Occidente in termini di rapporto fra istituzioni statali ed ecclesiastiche. Nel 380 d.C., con Teodosio, abbiamo visto che il Cristianesimo diventa religione ufficiale. Da un lato, gli imperatori conferiscono ai vescovi dei grandi privilegi (per esempio, la sentenza vescovile è inappellabile), ma d'altro lato pretendono potere in campo religioso e anche dogmatico. La reazione dei vescovi è di netta ribellione, rivendicando così la propria autonomia gelosamente custodita. La tensione forte che si crea culmina nell'episodio di Ambrogio, vescovo di Milano, il quale per punire l'imperatore Teodosio lo scomunica ufficialmente escludendolo dalla christianitas, obbligandolo così a fare penitenza. Rilancia così dinnanzi agli occhi di tutti la forza della figura vescovile. Papa Gelasio formula (494 d.C.) il Principio delle Dignitates Distinctae (le dignità distinte) ribadendo l'esistenza di due poteri: quello temporale (potestas regi) e quello spirituale (potestas pontificum, cioè dei vescovi). Sempre secondo Gelasio esistono infatti due poteri indipendenti, entrambi voluti da Cristo, ordine civile e ordine religioso.
È un "proprium" della tradizione giuridica europea dividere questi due poteri. Potremmo definire che nasce un (cosiddetto) "diritto romano cristiano". Esso regolamenta in modo differente gli argomenti oggetto di legge (famiglia e rapporti familiari; mitiga il concetto di patria potestas che rimane vitalizio, ma deve essere una "paterna pietas" e limita la vendita dei figli anche durante le carestie e gli atti crudeli su di essi, cercherà ma non riuscirà a rendere indissolubile il vincolo matrimoniale, migliora la condizione della donna). Il diritto romano si traduce in due filoni: diritto romano cristiano (quello che assorbe la tradizione culturale cristiana e risente dell'organizzazione della chiesa) e diritto romano volgare (cioè quello estremamente semplificato tale da rendersi utile alle esigenze popolari - vulgo -).
La società dell'alto medioevo
La società dell'alto medioevo era rigidamente suddivisa in ceti, tanto che la trasmissione di professioni e ceto avveniva in modo ereditario. La divisione era principalmente quella fra:
- Honestiores
- Humiliores
Anche l'amministrazione della giustizia avveniva diversamente a seconda del ceto che si ricoprisse (ad esempio, un medico che cagionasse la morte del proprio paziente amministrandogli medicine errate, veniva esiliato se era honestiores, e condannato alla pena capitale qualora fosse humiliores).
D'altro lato, si forma la classe dei servi della gleba, grazie anche al latifondismo, e in tal modo contadini e coloni divengono servi dei latifondisti; prima di fatto (nel senso che i proprietari terrieri esercitano un potere disciplinare sui servi della gleba) infine anche di diritto (per problemi di gestione del territorio) questi soggetti sono sottoposti al potere dei latifondisti. Si viene a creare una situazione di gestione parallela del diritto fra: latifondisti in contrasto con vescovi.
L'elemento barbarico
Un altro elemento della triade costitutiva della cultura medievale abbiamo detto essere l'elemento barbarico. I popoli barbari iniziano ad invadere l'Europa dai confini dell'ex impero romano, spinti dall'invasione unna. In realtà già prima dell'invasione i popoli barbari avevano avuto modo di venire in contatto con l'Impero romano decadente, e talvolta anche di collaborarvi. Abbiamo detto, sotto l'ondata degli Unni, questo incontro diviene scontro.
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