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Appunti storia culturale e sociale dell'età contemporanea

Periodizzazione

  • 1789: Rivoluzione francese

    Si abbatte il potere assoluto del monarca, si abbattono i privilegi dei nobili e si affermano i principi di libertà, uguaglianza e fraternità. Dura 10 anni, fino a quando Napoleone Bonaparte con un colpo di stato prende il potere. Tutti i privilegi conquistati con la rivoluzione francese si estendono anche ai territori che Napoleone conquisterà in seguito. Un esempio è l'introduzione del divorzio.

  • 1814-1815: Congresso di Vienna

    Si stabilisce la restaurazione. Le monarchie assolute cercano di restaurare l'anziano regime strappato dalla rivoluzione francese. Si cercano di ristabilire i principi assoluti. La borghesia non accetta tutto questo e nascono le prime società segrete che causeranno negli anni successivi numerose insurrezioni.

  • 1848: Insurrezioni in tutta Europa

    tranne Inghilterra e Russia. Tali insurrezioni nacquero con il fine di affermare i principi liberali e la democrazia. L'Inghilterra non fu coinvolta perché era già diventata un paese liberale in seguito alle insurrezioni del 1600. In Russia invece questo accade per l'autocrazia dello Zar. In tutto il resto d'Europa quest'ultime portarono alla nascita delle prime repubbliche e il riconoscimento di più diritti (es: la democrazia). Alcuni esempi sono la repubblica romana e quella di Venezia in Italia che però durarono molto poco e la seconda repubblica francese (la prima era stata dopo la rivoluzione francese, fondata da Napoleone Bonaparte). Il regime francese che si istaura nel 1848 è guidato da Napoleone III che sarà poi sconfitto nel 1870 dalla Germania, la quale riuscì ad ottenere alcuni territori francesi importanti per l'unificazione nazionale che stava portando avanti. Insurrezioni di questo tipo c'erano già state negli anni '20 e '30 in tutta Europa ma queste furono molto diverse perché caratterizzate da una grande partecipazione popolare.

  • 1871: Comune di Parigi

    Fu il primo regime di tipo socialista in Europa, fondato sull'autogoverno, sui principi laici ed anticlericali.

  • 1873-1895: Depressione e crisi economica

    Si tratta di un periodo di pace interna in Europa, caratterizzato però dalla seconda rivoluzione industriale e il colonialismo. È un periodo di depressione e di crisi economica.

  • 1914-1918: Prima guerra mondiale

    Si affermano i movimenti fascisti, contro i moti liberali. 1917: rivoluzione bolscevica che porta la Russia a ritirarsi dalla prima guerra mondiale.

  • 1922: In Italia entra Mussolini
  • 1929: Crisi economica

    crollo della borsa di Wall Street.

  • 1933: Salita al potere di Hitler

    che era a capo del movimento nazista. Ebbe un grande consenso che fu una reazione alla crisi economica precedente.

  • 1939-1945: Seconda guerra mondiale

    Periodo di massima espansione economica capitalista. L'Europa è divisa in due parti: quella occidentale (influenzata dagli Stati Uniti e caratterizzata dai consumi di massa) e quella orientale (influenzata dall'Unione Sovietica).

  • 1973: Crisi petrolifera

    Guerra del Kippur che vide nel 1973 scontrarsi Israele con una coalizione araba. I paesi occidentali sostennero Israele e questo comportò un enorme aumento del prezzo del petrolio che era alla base dell'economia dell'epoca. Questo portò ad una grande crisi economica per le società capitaliste.

  • 1989: Crollo del muro di Berlino

    Crollano di conseguenza anche i movimenti comunisti dell'Europa orientale.

  • Caduta dell'Unione Sovietica

    in Europa dell'est inizia ad affermarsi il capitalismo.

Storia sociale europea

La rivista "Annales d'Histoire Économique et Sociale" del 1929 di M. Bloch e L. Febvre rivoluzionò la storia. Inizialmente la storia parlava soltanto di fatti politici, con questa rivista si inizia a parlare della storia della società avvalendosi delle scienze sociali: sociologia, psicologia sociale ecc. Si voleva descrivere come funzionasse la storia nel passato, si cercava di analizzare i fenomeni su un lungo periodo di tempo per capire i cambiamenti della società.

Come cambiasse l’economia

Inizialmente la storia sociale cercò di capire nel tempo, quindi lo studio era concentrato maggiormente sotto il punto di vista quantitativo e non sotto quello qualitativo. Uno degli esponenti della storia sociale fu E. Labrousse che legò la storia sociale alla storia economica. Quindi anche lo studio della storia era basato su dati quantitativi. Fino agli anni '60 la storia sociale si fonda soprattutto su dati quantitativi e non studia il soggetto isolato, bensì i gruppi sociali. Ci fu una forte influenza del marxismo, fondata sul materialismo storico. Secondo Marx esistevano prevalentemente due classi sociali:

  • Dominante: Nel capitalismo si trattava della borghesia, cioè degli imprenditori, dei banchieri, dei proprietari terrieri e dei professionisti (a volte).
  • Dominata: Nel capitalismo era rappresentata dalla classe lavoratrice, dominata dalla borghesia: contadini ed operai principalmente. Quest'ultimi in particolare, che si erano affermati durante l'industrializzazione, secondo Marx dovevano fare e promuovere una rivoluzione socialista.

Secondo il materialismo storico ci sono però due dimensioni della società:

  • Struttura: cioè il sistema economico, fondamentale per comprendere la società.
  • Sovrastruttura: cioè l'arte, la pittura, la politica e la cultura. È tutto il resto, che dipende dalla struttura, cioè dalla società dominante: borghesia imprenditoriale.

Cambiamento dopo il 1963

Dopo il 1963 ci sarà un cambiamento riguardo alla storia sociale. È un anno di forte contestazione giovanile che contesta il potere capitalistico. Ogni tipo di potere è contestato: da quello dei genitori e degli insegnanti a quello della chiesa. Cresce in questo periodo un'attenzione per spiegare i comportamenti umani nella società. Assume un ruolo importante l'antropologia culturale cioè lo studio della cultura umana e del modo di comportarsi delle persone.

Anni '70: svolta culturale o linguistica

Negli anni '70 si inizia a parlare di svolta culturale o linguistica, tale cambiamento è influenzato anche dalla reazione della società alla crisi economica. C'è un avvicinamento alla storia culturale, si ritiene necessario integrare la storia con dati qualitativi per approfondire lo studio dei comportamenti umani.

Nuova storia culturale

La nuova storia culturale vuole superare quattro paradigmi della vecchia storiografia:

  • Marxismo
  • Modernizzazione
  • Scuola delle "Annales" (cioè l'importanza della politica per formare le persone)
  • Politiche identitarie

La nuova storia culturale rispetta nella storiografia la dissoluzione delle certezze economiche e politiche nella società post-industriale. La cultura per la nuova storia culturale è essa stessa la realtà, non dipende dalla realtà materiale come sosteneva il marxismo; inoltre, le espressioni culturali non dipendono dalle relazioni economiche e sociali. I linguaggi, i simboli e i rituali danno forma alla realtà sociale. Ciò che conta non sono le categorie sociali (donne, uomini, operai, giovani ecc.) ma i mezzi culturali attraverso i quali si sono costruite; in particolare i significati presenti nel discorso.

Foucault e la società moderna

Secondo Foucault la società moderna non è stata caratterizzata dal trionfo della libertà, dei diritti e dalla democrazia, ma ha sviluppato un sistema fondato su istituzioni carcerarie per disciplinare gli individui. In particolare nella scuola lo studio della storia è importante per rafforzare le identità nazionali. Con la globalizzazione ha assunto interesse la storia globale che analizza tutto il pianeta. L'Unione Europea (UE) è intervenuta a proposito tramite il Consiglio Europeo, il quale ha raccomandato nel 1996 alle scuole di tutta l'UE di includere nei programmi scolastici la storia dell'intera Europa, quella dei principali eventi politici ed economici, ma anche dei movimenti culturali che hanno formato l'identità europea. Negli Stati Uniti d'America (USA) la storia era importante per rafforzare l'unità nazionale.

La rivoluzione francese

La rivoluzione inizia nel 1789. Le classi sociali francesi dell'epoca erano: nobiltà, clero e terzo stato il quale era senza privilegi, era composto dalla borghesia. La rivoluzione è promossa dal terzo stato al re che era a capo di una monarchia assoluta. Si voleva limitare il potere del re ed affermare i principi di libertà e uguaglianza. Una conquista importante della rivoluzione è la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, in quanto non tutti gli uomini erano considerati cittadini. Il termine cittadinanza preclude infatti la presenza di una serie di diritti. Questo concetto in Europa si afferma soltanto dopo la rivoluzione. Si trattava di tre tipi di diritti:

  • Politici: Diritto di voto e di rappresentare il popolo nelle istituzioni. Il diritto di voto era per stato, cioè per classe sociale, in questo modo il potere rimaneva nelle mani dei più ricchi: nobiltà e clero. Successivamente nasce il diritto di voto per teste. Il diritto di voto però durante la prima fase della rivoluzione fu conquistato soltanto dai membri del terzo stato più ricchi ed istruiti. Tale modalità sarà superata con la democrazia, che in Europa si afferma durante il 1900. Le donne non avevano diritto di voto, lo acquisiranno soltanto tardi.
  • Civili: Libertà di pensiero, di espressione, di stampa, di riunione e di associazione.
  • Sociali: Istruzione, lavoro, assistenza e previdenza. Questi saranno raggiunti soltanto con l'arrivo del Welfare State.

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Con la Dichiarazione del 1789 si affermano i principi di libertà ed uguaglianza, ma non si afferma il diritto di voto, il quale sarà sancito durante la seconda fase della rivoluzione che inizia nel 1792. Nel 1792 inizia la repubblica, si cerca di istaurare un regime più avanzato diverso da quello sociale che favoriva soltanto gli interessi della borghesia più ricca. La seconda fase era guidata dai Giacobini, sostenuti dai sanculotti. A capo dei Giacobini, formati dalla borghesia più ricca, c'era Robespierre. È il periodo del terrore giacobino, ci sono sanguinosi conflitti e molti dei principi democratici non vengono mantenuti. Viene fatta una nuova costituzione che riconosceva diritti politici e civili per tutti; viene inoltre sancita l'importanza dei diritti sociali per garantire uguaglianza e libertà. Robespierre viene condannato a morte e finisce così la fase giacobina. Nel 1795 c'è la fase del Direttorio che era composto da cinque persone, questo cancella tutte le conquiste e le riforme precedenti. È un regime debole che necessita sempre di più l'appoggio dell'esercito, dal quale emerge la figura di Napoleone Bonaparte. Nel 1799 c'è il colpo di stato di Napoleone il quale istaura un regime di tipo dittatoriale. Non cancella però le riforme della rivoluzione francese, anzi, dato che il dominio francese si estende in gran parte dell'Europa occidentale gran parte dei diritti ottenuti durante la rivoluzione entrano a far parte degli ordinamenti degli stati dominati. Nel 1815 Napoleone viene sconfitto, inizia la restaurazione e si eliminano le conquiste fatte in precedenza.

Il ruolo del padre durante la rivoluzione francese

Il ruolo del padre cambia drasticamente durante la rivoluzione, questo concetto viene espresso anche da un pittore, David, il quale era il pittore commemorativo di Napoleone. In due dei suoi quadri (che riguardano l'antica Roma) viene evidenziato come il padre debba difendere la patria anche a costo di sacrificare i suoi stessi figli.

  • Giuramento degli Orazi 1785
  • I littori riportano a Bruto i corpi dei suoi figli 1789, qui si nota come il padre sia impassibile di fronte alla morte dei figli e come, al contrario, la madre e le donne si disperino. Il ruolo del padre è infatti diverso da quello della madre.

Il padre in nome dell'interesse della patria è disposto a sacrificare i figli e non ne sembra colpito, le donne invece mostrano la loro fragilità e ne sono addolorate. Appare evidente come sia affidata la sfera militare agli uomini e quella domestica alle donne. Purtroppo questa subordinazione femminile è evidente anche nei principi alla base della rivoluzione francese. Essa si fonda infatti sui principi dell'illuminismo espressi nel 1700 in riferimento soltanto agli uomini. Anche Rousseau nell’“Emilio” dedica un intero capitolo all'educazione della “Sofia”. Quest'ultima doveva sottomettere il suo giudizio a quello degli altri. L'uomo invece doveva usare la ragione e diventare il capo famiglia. Nella simbologia della rivoluzione scompare la figura del padre, il quale era metafora del re. La rivoluzione francese, fatta contro il re, si proietta anche sulla figura del padre (autorità verso i figli). Il suo ruolo di dominio si riaffermerà soltanto successivamente con Napoleone. Nel 1793 il re è condannato a morte. Non appariva già da prima però la figura del padre nei simboli e nei dipinti. La famiglia francese doveva essere una famiglia di fratelli, egualmente amati e protetti dalla stessa madre. L'assemblea costituente nella nuova costituzione tende a modificare la famiglia con l'obiettivo di indebolire l'autorità paterna. Fu stabilita infatti l'uguaglianza dell'eredità tra i figli (come proiezione del principio di uguaglianza), la quale non trasmettendo più l'intera eredità al primogenito favorì la frammentazione dei terreni e quindi l'indebolimento della figura dei grandi proprietari terrieri. Nel febbraio 1792 c'è una petizione per una legge che rendesse liberi i figli e le mogli dalla tirannia dei padri. Nel agosto 1792 gli adulti furono dichiarati non più soggetti all'autorità paterna. I maggiorenni si emancipano; questo porta ad un grande sostegno giovanile nei confronti della rivoluzione in quanto adesso potevano andare contro il volere del padre. Nel settembre 1792 la maggiore età viene fissata all'età di 21 anni. Nello stesso mese viene anche introdotto il divorzio, dopo il quale le madri avevano gli stessi diritti del padre sui figli. Il concetto di famiglia patriarcale viene abbandonato facendo spazio ad un nuovo tipo di famiglia composta da persone libere.

La figura della donna nella rivoluzione

Le donne partecipano alla rivoluzione in maniera molto attiva ma, purtroppo, i risultati vengono colti soltanto dagli uomini. Nel 1789 le donne che gestivano l'economia della famiglia furono le prime a protestare contro l'aumento del prezzo del pane. Presero inoltre parte anche alle discussioni nel club repubblicano. Nel 1792, con l'aumento del prezzo dello zucchero, le donne confiscarono lo zucchero ai mercati in segno di protesta. Nonostante tutto questo rimangono però figure subordinate e di questo ne fanno appello. Viene scritta inoltre (dato che la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino si riferiva soltanto agli uomini) la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina da Olympe de Gouges nel 1791. Nel 1792 Mary Wollstonecraft scrive in Inghilterra la Rivendicazione dei diritti della donna. Una figura fondamentale per la rivoluzione fu quella della Marianne, la quale venne inserita come immagine centrale del sigillo della prima repubblica francese. Ercole sostituirà successivamente questa figura come simbolo di identità nazionale. Secondo i Giacobini infatti la Marianne avrebbe portato all'emancipazione femminile che invece loro volevano frenare. Per questo fu sciolta anche la società delle donne. Dopo la fine del dominio giacobino viene ripresa la figura della Marianne per la moneta da due decimi, mentre nella figura da cinque franchi viene riportato Ercole con due donne al suo fianco. Con Napoleone invece diventa lui stesso immagine delle monete. Le donne nell'esercito erano travestite da uomo, ma, quest'ultima, era per loro soltanto un'esperienza transitoria. Napoleone Bonaparte elimina tutte le norme più moderne sul concetto di famiglia e riafferma poi il potere paterno. Nel Codice napoleonico viene però mantenuto il divorzio. Il marito però poteva divorziare contro la volontà della moglie nel caso in cui questa avesse commesso adulterio. La maggiore età viene portata all'età di 30 anni e inoltre viene introdotta una pena fino a sei mesi nel caso in cui un figlio avesse disubbidito al volere paterno. La restaurazione in seguito abolisce il divorzio che viene reintrodotto in Francia soltanto nel 188, mentre in Italia bisognerà aspettare il 1970.

I bambini all’epoca della rivoluzione

Il piano di scolarizzazione era fondamentale durante la rivoluzione per la trasmissione dei valori. L'istruzione doveva essere:

  • Laica
  • Aperta a tutti
  • Con insegnanti pagati dallo stato

Tutto questo venne fatto per estromettere la chiesa che fino ad allora era a capo del sistema scolastico francese. Nel 1793 viene stabilita la scuola statale obbligatoria francese. Lo stato doveva aiutare i bambini cosicché essi si legassero più allo stato che ai genitori. Inoltre c'era la volontà di scristianizzare l'educazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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