Estratto del documento

Definizione di totalitarismo secondo Norberto Bobbio

La definizione da cui partiremo per definire il totalitarismo è quella di un grande filosofo della politica italiana, Norberto Bobbio, che ha dato del fenomeno del totalitarismo questa definizione: “la totale assunzione della società civile nello Stato”, che indubbiamente è una definizione che può valere per tutti i fenomeni totalitari, ossia la caratteristica che lo Stato tende ad assorbire in sé tutti gli aspetti della società civile. Ma è anche vero che ogni regime totalitario ha rispettato e rispecchiato i caratteri storici della società nella quale è nato. Quindi possiamo dire che i regimi totalitari (nazismo, comunismo, fascismo) hanno alcune caratteristiche simili, ma anche alcune differenze.

Caratteristiche comuni dei regimi totalitari

Sicuramente essi sono tutti frutto della nazionalizzazione delle masse, perché tutti puntano sull’esistenza di una società di massa in cui gli individui sono stati resi omogenei e non sono più soggetti autonomi, ma sono indistinti pronti a sottomettersi alla presenza di un capo carismatico, anch’esso tratto che distingue tutti i totalitarismi (Hitler, Stalin, Mussolini). Considerare regimi totalitari sia quello nazista che quello fascista che quello sovietico è stato uno dei problemi al centro del dibattito sul totalitarismo, soprattutto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, perché equiparare il comunismo al nazismo e al fascismo è stato, durante il periodo della Guerra Fredda, enfatizzato dall’Occidente e negato da parte comunista. È un problema tornato alla ribalta di recente nei paesi ex-comunisti. Solo l’anno scorso, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione su proposta della Polonia in cui si equiparava il nazismo al comunismo, sollevando le potenze russe.

Affinità tra regimi totalitari di destra e sinistra

Sotto al punto di vista dell’analisi della forma del sistema politico non c’è dubbio che vi siano delle affinità anche piuttosto evidenti tra i regimi totalitari di destra (nazismo e fascismo) e di sinistra (comunismo bolscevico). Queste affinità si riassumono, oltre che alle due caratteristiche dell’esistenza di una società di massa e di un capo carismatico, anche nella completa soppressione delle libertà politiche e civili, nell’imposizione di una ideologia ufficiale, nel culto di un capo carismatico, nell’uso sistematico della violenza e del terrore nei confronti degli avversari politici, nel dominio di un partito unico, i cui rapporti tra partito e Stato possono assumere anche delle forme diverse. Queste sono indubbiamente caratteristiche che accomunano i vari regimi totalitari di destra e sinistra.

Differenze nei metodi di ascesa al potere

Se ci sono delle differenze, vanno ricercate piuttosto nella diversità dei modi seguiti per conquistare il potere. Siamo alla fine della Prima guerra mondiale (esperienza decisiva per la salita al potere di questi regimi totalitari), in un periodo (quello tra le due guerre) dove i totalitarismi sembravano, soprattutto in Europa, la via per uscire dalle contraddizioni ereditate dal secolo precedente (fine Ottocento), esasperate prima dalla guerra e poi dalla crisi del 29. Assistiamo a diversi modi per salire al potere. I bolscevichi avevano attuato una violenza rivoluzionaria approfittando della situazione di sfacelo in cui si trovava lo stato zarista a seguito delle vicende della Prima guerra mondiale. Il fascismo era salito al potere nell’ottobre 1922 prima attraverso un compromesso con la vecchia classe dirigente dal 1922 al 1925 (Mussolini fa un governo di coalizione), per poi assumere i pieni poteri e instaurare una dittatura dopo il delitto Matteotti nel 1924, instaurando delle leggi eccezionali. Assistiamo in questo caso all’uso della violenza, ma anche ad un compromesso con la vecchia classe dirigente liberale. Nel nazismo troviamo ancora l’uso della violenza, ma il partito nazista sale al potere per via elettorale, perché invece tutte le elezioni (tranne una) dal 1929 al 1933 fino a quando, nel gennaio 1933, Hitler viene dichiarato cancelliere e nel giro di sei mesi instaura una dittatura. Metodi dunque diversi ma sempre caratterizzati dall’uso della violenza.

Influenza della Prima guerra mondiale

Il clima di violenza che si respira nell’Europa del dopoguerra è una caratteristica che accomuna la situazione europea del periodo ed è frutto della Prima guerra mondiale. Non è un caso che alla base dei vari regimi totalitari ritroviamo quasi sempre degli uomini che avevano avuto un’esperienza di trincea nella Prima guerra mondiale (fasi più dure della guerra); che avevano un’abitudine alla violenza che essi portano nelle loro attività politiche del primo dopoguerra.

Coerenza dei regimi totalitari di destra

Tuttavia, qualcuno ha osservato che, oltre alla differenza dei metodi dell’ascesa al potere, c’è anche una differenza più profonda. Il totalitarismo di destra, e in particolar modo il nazismo, è terribilmente coerente con le proprie premesse teoriche. Se leggiamo il “Mein Kampf”, libro che Hitler scrive in galera nel 1923 dopo essere stato arrestato per il fallimento di un tentativo di colpo di stato, e in cui egli scrive tutto il programma visionario e terribile che egli avrebbe attuato una volta salito al potere (odio per il liberalismo, la democrazia, il desiderio di sovvertire i risultati di Versailles, l’antisemitismo, il desiderio di riconquistare a tutti i costi uno spazio vitale al centro dell’Europa per la Germania).

Contraddizioni del comunismo

I regimi di sinistra, il comunismo, sono scaturiti da movimenti che avevano nei loro programmi degli ideali e dei valori universali come la libertà e la giustizia sociale, ed è il capovolgimento brutale nella pratica del bolscevismo di questi ideali che dà un carattere di specifica drammaticità all’esperienza del socialismo.

Identificazione del regime con la nazione

Un’altra caratteristica soprattutto dei regimi totalitari di destra è l’identificazione della nazione con il regime. Il regime, in questa identificazione, difende la nazione dai nemici interni ed esterni, reali o presunti. Da questo punto di vista, nazismo e fascismo criticano le istituzioni politiche precedenti (Repubblica di Weimar per il nazismo & Repubblica liberale per il fascismo) perché, ai loro occhi, non erano stati in grado di difendere la nazione (dal caos del primo dopoguerra per l’Italia & la situazione di crisi nella Repubblica di Weimar dopo la sconfitta e la pace di Versailles in Germania). È un malcontento dell’opinione pubblica sfruttato da Mussolini e Hitler e dai loro seguaci che approfittano del fatto che larga parte dell’opinione pubblica inizia a pensare che solo una dittatura avrebbe potuto evitare il disgrego di una nazione causato dalla lotta di classe dei socialisti e dalla debolezza dei governi liberali.

Opposizione al socialismo marxista e al liberalismo

Per il nazismo, che da questo punto di vista è figlio del fascismo (Hitler si pronuncia allievo di Mussolini), e per il fascismo stesso, sono ugualmente nemici sia il socialismo marxista, sia il liberalismo, perché la dottrina del fascismo è anti-individualista, in quanto nega la distinzione Stato-individuo (che è invece alla base della dottrina liberale, che nasce in difesa dei diritti dell’individuo nei confronti dello Stato). Come affermò Gentile, a cui si deve la voce “Fascismo” dell’

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Appunti Storia contemporanea: totalitarismi Pag. 1 Appunti Storia contemporanea: totalitarismi Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea: totalitarismi Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meowbinie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Scirocco Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community