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La nazionalizzazione delle masse

L'espressione "nazionalizzazione delle masse" venne elaborata da George Mosse. Questo problema nasce dalla questione del pensiero liberale ottocentesco che immaginava che il diritto di essere politicamente attivi (riconoscimento diritti di cittadinanza) doveva essere solo per pochi cittadini, ossia solo per l'élite dei più colti che avessero un determinato censo, poiché questo pensiero riteneva che soltanto i più colti, istruiti e ricchi potessero fare buon uso della libertà politica senza essere manipolati dal clero o dall'aristocrazia.

Nella seconda metà dell'Ottocento i democratici cominciarono a chiedere di far ammettere altre parti della società nel diritto di voto (suffragio maschile), poiché il voto delle donne inizierà a essere un tema solo a partire da fine Ottocento.

Sebbene le dinamiche politiche delle nazioni più sviluppate seguissero traiettorie proprie e differenti una dalle altre e anche sebbene il fatto che dopo la rivoluzione industriale iniziarono gli sviluppi della globalizzazione, un elemento fondamentale accomunava le principali nazioni europee, ossia l'area della politica era pensata ancora nei termini dello Stato-nazione, ossia un assetto istituzionale all'interno del quale la nazione (insieme ad una parte dei cittadini maschi) era chiamata a partecipare alla vita politica. I diritti della nazione conferivano legittimità delle istituzioni, erano al centro degli uomini di governo.

L'Europa di quel periodo è composta da istituzioni che facevano del loro principio di territorialità il proprio criterio di legittimità ed esistenza. Dal XVIII secolo in poi vigeva l'idea che i governi non ricevevano più la propria legittimità da Dio, ma che le monarchie parlamentari e istituzionali trovassero la loro legittimità dal mandato dello Stato-nazione. In questo periodo si scrissero molti libri per spiegare che l'esistenza della nazione era fondamento per lo Stato: dove non vi fosse uno Stato-nazione (Italia e Germania, che si uniranno nazionalmente solo nel 1870), ogni pretesto era lecito per ottenerlo.

Anche gli imperi nell'età dell'imperialismo si costruivano in nome dei diritti della nazione, tramite giustificazioni di vario genere. Il principio di nazionalità nel corso dell'Ottocento è il criterio fondamentale per la lotta politica (Kipling - Il fardello dell'uomo bianco).

Principi di nazionalità

Se andiamo però ad analizzare questi principi di nazionalità, vediamo che si scontrano due principi diversi tra loro:

  • Principio naturalistico della nazione, sostenuto dal poeta tedesco Herder nel discorso alla nazione tedesca nel 1806 (anno della vittoria di N
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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